NOTIZIE DA SABAUDIA

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La
meritocrazia nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa. Quaranta anni fa
l’Italia viveva il sessantotto, un anno che ha modulato il modo di
vivere e di pensare di molti italiani e ha modificato la vita di tutti. Il
sessantotto pone un sipario tra il passato e il futuro. Nel passato, prima
del sessantotto, il capo famiglia esercitava ancora alcuni poteri
patriarcali. I figli erano educati al rispetto delle gerarchie sia
nell’ambito della famiglia, primo luogo di sviluppo e di crescita dei
bambini, che in quello della scuola. Dall’asilo all’elementare, alle
medie inferiori e superiori ed all’università. L’insegnante, durante
l’orario scolastico, assumeva il ruolo del pater familias e gli studenti
ne rispettavano l’autorevolezza derivante da superiorità morale e
intellettuale. Gli studenti della scuola media inferiore per accedere a
quella superiore dovevano superare i cosiddetti “esami di ammissione”.
All’università il fuori corso era consentito solo ai “figli di papà”
che, grazie alle disponibilità economiche, potevano rinunciare al lavoro
dei figli. Quando gli insegnati entravano in classe tutti gli studenti
scattavano in piedi per dimostrare il loro rispetto e la loro prontezza ad
apprendere. Gli stessi studenti sui pullman, sui treni e altrove, quando
seduti, si alzavano per cedere il posto alle donne in cinte ed alle
persone anziane. Gli uomini cedevano i posti alle donne anche se coetanee,
solo per spirito cavalleresco. A scuola il primo impatto col ragionamento
era rappresentato dalle tabelline da imparare a memoria. Il per, il
diviso, il più e il meno, insieme al mandare a memoria tante poesie,
erano il pane quotidiano dello studente. L’esuberanza dannosa per i
compagni di classe era controllata. La svogliatezza e la poca volontà di
impegnarsi erano corrette stimolando gli allievi con i premi che si
guadagnavano in base alle valutazioni del merito di “lodevole” e
“ottimo”. Purtroppo, talvolta, al posto dell’autorevolezza è
subentrata l’autorità. Alcuni insegnati, privi d’ascendente,
passarono dal ruolo di pater familias a quello di potestà. Il progresso
economico, tra l’altro, causò negli italiani debolezza e rilassamento
dei costumi. Le autorità, dilaniate dalle diverse correnti di pensiero,
lasciarono sempre meno libertà agli studenti. Gli studenti si ribellarono
fino ad assumere atteggiamenti spudorati e distruttivi. Le università
furono occupate dagli studenti che rifiutavano non solo l’autorità ma
anche l’autorevolezza. I più ribelli rifiutavano finanche i consigli
dei genitori, restavano fuori casa giorno e notte e praticavano
liberamente il sesso fino allora considerato tabù. Intervennero i partiti
politici, prevalentemente di sinistra, che pur di conquistare consensi
alimentarono ogni compromesso. Le loro azioni si svilupparono
principalmente nel diritto civile. Nacquero leggi e leggine quasi tutte
svanite a parte lo Statuto dei lavoratori, tuttora in discussione anche
presso i sindacati. Fare una legge non costava e non costa nulla (oggi si
parla di abrogare migliaia di leggi inutili). Mentre per sostenere le
riforme delle strutture economiche e sociali c’è bisogno di denaro.
Inneggiare ai diritti senza parlare di doveri è accattivante e attira i
giovani sempre più idiosincratici per i doveri. Si lottò per
l’eguaglianza ma si usarono armi che uccisero il merito. Con discorsi
plebiscitari e di parte si spinsero i giovani verso un’incontrollata
disobbedienza. Il sessantotto ha trasformato il “popolo di poeti,
artisti, eroi, santi, pensatori, scienziati, navigatori e di trasmigratori”
in tanti naufraghi alla deriva. Tutti uguali, tutti capaci, tutti hanno
diritto a diplomarsi e a laurearsi. Tutti; per gli incapaci, i ciucci e
per chi non ha voglia di studiare si ricorre al voto politico,: il sei o
il diciotto. Voto appunto politico perché di sociale non ha nulla. Inizia
una rincorsa al ribasso culturale. I profili scolastici vengono ridotti al
minimo: non riesci ad imparare le tabelline, non sei capace di ragionare e
gestire le quattro operazioni matematiche; nessun problema, c’è la
calcolatrice. La calcolatrice richiede l’uso di un dito, non c’è
bisogno del cervello. Non è necessario imparare a memoria e sapere. E’
opportuno, nemmeno necessario, aver il pezzo di carta che attesti il
diploma o la laurea (titoli spesso acquistati presso istituti e università
disposti a venderli). Dal marasma inaugurato nel sessantotto e ingigantito
negli ultimi quaranta anni i “naufraghi” si salvano solo se
individualmente soccorsi dai padri e dai padrini. L’Italia è tornata al
vecchio medioevo. Il nepotismo e il clientelismo imperano in tutti i
settori ed in tutto il territorio nazionale. Il talento e il merito sono
stati azzerati. Le uniche scialuppe di salvataggio sono rappresentate dai
legami di parentado e politici. Non è una novità che i figli dei notai,
degli avvocati, dei medici, dei farmacisti, degli imprenditori, dei
manager ecc. possono facilmente accedere ai rispettivi albi professionali,
indipendentemente dai loro talenti e dai loro meriti. Le scialuppe
clientelari fornite dai politici portano in salvo molti, moltissimi
disperati ma non tutti. Qui riappare il concetto del merito: non quello
dell’individuo che è alla ricerca di un lavoro, di un impiego, bensì
il merito, vero o falso, del politico di riferimento. I politici
gestiscono le assunzioni che vanno dagli amministratori delegati, ai
manager industriali, ai direttori di grandi imprese, fino ai concorsi per
vigili urbani o per spazzini, oggi detti, nell’ipocrisia generale delle
nuove nomenclature, operatori ecologici. E a Sabaudia? Il paese è
piccolo, tutti sanno e nessuno reclama. Tutti aspettano il proprio turno,
per essere assunti, che per molti non verrà mai. |
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Riuscirà il nuovo governo a rimettere in moto l’Italia? Nella fase transitoria,
dalla caduta del governo Prodi alla campagna elettorale per eleggere il
nuovo parlamento, i principali rappresentanti dello stato, dal presidente
della Repubblica, al presidente del Senato, della Camera e a quello della
Corte dei Conti, tutti hanno pubblicamente ammesso che il mal governo non
ha colori e spazia dall’estrema destra all’estrema sinistra passando
per il centro. Costatiamo che i membri dei primi governi italiani nati nel
dopoguerra erano uniti, se non altro, dal bisogno di migliorare la vita di
tutti assai precaria. E tutti si sono impegnati per creare un ambiente più
sano e una vivibilità migliore per poterne raccogliere i frutti a piene
mani. Oggi i costituzionalisti sprigionano emozioni da tutti i pori quando
parlano delle loro gesta d’amore o di dissenso basati in ogni caso sui
principi in cui allora credevano fermamente. Chi più e chi meno, tutti
loro hanno fatto crescere l’Italia fino al miracolo economico degli anni
sessanta. In seguito i nostri politici si sono ubriacati di benessere e
hanno abbandonato il buon senso, l’amor proprio, la propria dignità,
diventando avidi, assetati di
ricchezza non proporzionata al loro lavoro e alle loro capacità. Di
elezione in elezione gli inganni, le menzogne, le spregiudicatezze sono
stati alla base delle loro rinnovate promesse e quasi mai mantenute. Alla
caduta del governo Prodi, prima dell’apertura vera e propria della
campagna elettorale, tutti i parlamentari dalle televisioni, dalle radio e
nelle piazze hanno denunciato il totale fallimento della politica
italiana, ovvero hanno ammesso il loro fallimento. D’altra
parte se l’unità d’intenti non c’era tra i partiti della coalizione
di governo come poteva esserci tra i loro rappresentanti? |
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La
politica è arte o scienza?
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La tolleranza non è senza limiti La maggior parte dei
dizionari della lingua italiana definiscono la tolleranza come “la
capacità di resistere a condizioni sfavorevoli
o potenzialmente dannose”. Dall’illuminismo, noi occidentali
che abitiamo i cosiddetti paesi evoluti, abbiamo sviluppato il senso della
tolleranza collocandolo in quel positivismo che chiamiamo vivere civile,
ragionevole e pacifico. Si, perché la tolleranza è il fondamento di ogni
convivenza democratica. |
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LE FOTO - 1^ serie (M.P.) - 2^ serie (A.B.) - 3^ serie (Lattanzi) |
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27/02/2008 - Sabaudia - Dal Parlamento Europeo a Sabaudia: un salto all'indietro, per chi, come lui, porta la cittadina pontina nel cuore. È uno Stefano Zappalà sereno e all'insegna degli amarcord quello che si consegna ai taccuini ai margini dei Campionati Italiani di Gran Fondo. Da quasi due lustri parlamentare europeo - eletto nelle fila di Forza Italia e confluito poi nel Ppe - il 67enne politico d'origini catanese non nasconde il profondo legame con Sabaudia, dove ha lavorato per anni nella locale caserma dell'Artiglieria Contraerei. |
| Dopo aver snocciolato i perché del partito unico, nella necessità "di semplificare la politica e migliorare il rapporto coi cittadini", Zappalà non ha mancato di enunciare l'esigenza di passare dal bipolarismo al bipartitismo, “che è poi - ha detto - l'organizzazione politica fatta propria dai paesi più avanzati". Un passato da sportivo nel suo curriculum prepolitico: "avendo frequentato l'Accademia Militare di Modena, ho svolto con buon successo diverse discipline. A Sabaudia ho comandato diversi reparti, dal 1965 al 1973, e a questa città mi legano tanti piacevoli ricordi”. Il quadretto che sortisce dalle dichiarazioni di Zappalà non è poi cosi idilliaco per il centro pontino: tante, a detta dell'eurodeputato, le differenze col passato. Impietosa la sua disamina: "oggi regna una grande confusione nelle varie competenze tra l'Amministrazione, l'ente parco, la Regione e tutte quelle svariate normativa interpretate in maniera eterogenea. Tutto ciò ha fatto si che alcune situazioni si siano modificate e la disponibilità di alcune strutture si sia ridotta. Auspico un futuro più chiaro, in maniera che tutte le bellezze naturali, dal parco al lago, si trasformino in una risorsa e non in un motivo di decadimento. Al giorno d'oggi troppi vincoli fanno si che non vi sia una fruizione compatibile con lo sviluppo, mentre le risorse naturali andrebbero preservate secondo una programmazione che permetta poi alla collettività di trarre benefici dal territorio". Niente canottaggio nel suo passato da sportivo: "purtroppo è una disciplina che pur amando e apprezzando non ho mai avuto modo di praticare; da giovane mi sono dilettato tra l'equitazione e la corsa campestre, ma consiglierei a tutti di entrare a far parte del fantastico mondo remiero". | |
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26/02/2008 - Sabaudia - Un connubio granitico quello tra sport e turismo. Un connubio reiterato nella giornata di domenica 24 febbraio, in occasione del Campionato Italiano di Gran Fondo. Oltre 470 gli equipaggi che si sono misurati lungo il fascinoso bacino lacustre di Sabaudia. In tanti coloro che hanno assistito alle prove direttamente dal Ponte Giovanni XXIII, a testimonianza dell’appeal del canottaggio e della forza attrattiva che lo sport può avere per la ridente cittadina pontina. Tutti questi aspetti non sono passati inosservati agli occhi di di Domenico Di Resta, Presidente della Commissione Turismo della Regione Lazio. |
| Le sue dichiarazioni, ai margini delle regate, sono un vero e proprio inno all'incantevole bellezza di Sabaudia. "Ancora una volta questa città ha confermato di saper abbinare al meglio sport di qualità e turismo. Il canottaggio ha una radice decennale in queste zone e ha da sempre avuto il grandissimo merito di far di Sabaudia un punto di riferimento per il turismo internazionale, facendo da centro catalizzatore anche nelle stagioni meno affollate, in quella sorta di destagionalizzazione del turismo che rappresenta uno degli obiettivi più importanti della fascia costiera laziale. La presenza invernale e primaverile di numerosi equipaggi stranieri non passa di certo inosservata e crea un indotto per tutto il circondario. Certe tendenze vanno capite, apprezzate e, soprattutto, stimolate. Non si può negare che certi sport diano lustro al territorio e il canottaggio rappresenta una sorta di ambasciatore per un Parco Nazionale del Circeo che va sempre più valorizzato. La Regione, in tal senso, sta dando un forte contributo a tali iniziative: abbiamo da poco approvato la nuova legge regionale sul turismo, che punta a valorizzare il settore come sistema totalizzante, partendo dai suoi elementi più importanti, non ultimo lo sport. Nel passato non si sono colte appieno le potenzialità delle attività sportive, ma in questi ultimi tempi stiamo mettendo a punto gli elementi attuativi che vanno nella direzione di migliorare ancora di più il sodalizio sport - turismo. Un turismo moderno e rispettoso dell’ambiente e Sabaudia - conclude Di Resta - può davvero trasformarsi in un centro d’avanguardia dove sperimentare un innovativo progetto di sviluppo turistico". | |
| 21/02/2008 - Sabaudia - Domenica 24 febbraio, sul lago di Paola, si svolgeranno le prime gare di canottaggio di quest’annata. E tra i concorrenti, accanto ai vogatori italiani, sono già inseriti 3 team internazionali, come, Germania, Belorussia e Finlandia, che dispongono di atleti di valore che contribuiranno a rendere più vivace la competizione sportiva. Si tratta di un avvenimento, organizzato dal Circolo canottieri, patrocinato dalla FIC e dalla FITEL, dagli Enti pubblici, Regione, Provincia e Comune di Sabaudia, dal Consorzio di Bonifica di Latina con la collaborazione del Centro Sportivo della Marina Militare, che introduce l’intensa stagione remiera. Il programma prevede che dalle ore 8 alle 9, nella mattinata di domenica, verranno distribuiti i numeri di gara, mentre, alle 8, si svolgerà il peso dei Timonieri delle diverse imbarcazioni. Alle 10-11.15, in base agli equipaggi iscritti, è previsto lo svolgimento del 1° Gruppo Campionato Italiano Gran Fondo; alle 11.15-12.15, sempre in base agli iscritti, è prevista la regata nazionale, aperta agi equipaggi stranieri, con il promozionale del Singolo. Nel corso della manifestazione, alle 11, si effettuerà la premiazione del concorso scolastico artistico “ Canottaggio e Ambiente”, al quale hanno partecipato con molteplici lavori gli studenti delle scuole di Sabaudia. In questo caso si può a ragione parlare della scuola che si avvicina al mondo dello sport remiero. Un’attenta giuria, composta da esperti del mondo artistico e da rappresentanti del mondo sportivo e dell’associazionismo dovranno selezionare i lavori per definire una classifica con la proclamazione dei vincitori dell’edizione 2008. L’iniziativa, sempre guidata dal presidente del Circolo, Antonio Di Criscienzo, si svolge con il patrocinio dell’Assessorato Provinciale allo Sport, del Comune di Sabaudia, della FIC, della FITEL e dell’AEDE provinciale. Poi, alle 11.40, la sezione locale dell’ANAOAI, presieduta da Fabrizio Malgari, premierà alcuni personaggi dell’ambiente sportivo marinaro che si sono distinti nei loro ambiti. Le gare proseguiranno alle 11.45, con la partenza della regata promozionale 4 yole “Specialolympics” e, a seguire, alle 12.15, ci sarà la premiazione delle gare per il 1° Gruppo e per la seconda edizione del Trofeo dedicato a Mauro Ceccarelli. Tra le 12.30 e le 14, ci sarà la premiazione del 2° Gruppo campionato Italiano Gran Fondo. Alle 14, infine, si eseguiranno le premiazioni del 2° Gruppo e Campionato Italiano Gran Fondo presso la Torre d’arrivo del Centro Sportivo Remiero della Marina Militare. Di fronte alla giornata organizzata per dare lustro al canottaggio, un’attività che nella località pontina vanta una tradizione consolidata, il delegato comunale allo Sport Giampiero Fogli si è così espresso. “Saluto i vogatori, i dirigenti e gli allenatori delle rappresentative che saranno presenti al Campionato Italiano di Fondo di Canottaggio, che avrà luogo a Sabaudia il 24 febbraio 2008, sullo specchio d’acqua del lago di Sabaudia. Ringrazio inoltre il Presidente della Federazione Italiana Canottaggio, con il quale condividiamo la stessa idea e concezione dello sport. Insieme abbiamo organizzato le gare che si disputeranno a Sabaudia. In un momento delicato come quello che stiamo attraversando, riportare nella nostra città le gare del Canottaggio è motivo di lustro sia per lo sport che per l’Amministrazione, questa iniziativa rappresenta a mio avviso una salutare boccata d’ossigeno per il canottaggio italiano. Gli atleti sono il futuro del nostro paese: dobbiamo, tutti insieme, costruire quelle condizioni che rendano lo sport una vera agenzia educativa”. Gli atleti delle nazioni della Serbia e del Mexico rappresentano inoltre altri due team di atleti di rilievo che in questo periodo si stanno allenando presso il Circolo Canottieri, ma che, non prendendo parte alle gare di canottaggio, saranno quasi sicuramente presenti come osservatori. Mario Tieghi |
| 16/02/2008 - Sabaudia - -
23 24 febbraio 2008 -
Concorso artistico per i Campionati di fondo. E’ il caso
di parlare della scuola che si avvicina al mondo dello sport remiero ed in
questo caso il gemellaggio è già avvenuto da tempo ma si perpetua meglio
in occasione delle gare di voga che si svolgeranno prossimamente a
Sabaudia in occasione del Campionato di fondo di canottaggio, fissato per
sabato e domenica prossimi. “Canottaggio e Ambiente” è infatti il
titolo del Concorso artistico per gli studenti delle Scuole primarie e
secondarie bandito per tale appuntamento sportivo. Gli organizzatori
prevedono, come l’anno precedente, una numerosa partecipazione di
giovani che si esprimeranno per l’evento con i personali lavori sul tema
del concorso. Per le ore 16 di sabato 23 febbraio è stata convocata la
giuria, composta da esperti artistici e da rappresentanti del mondo
sportivo e dell’associazionismo che dovranno selezionare i lavori.
L’iniziativa viene svolta con il patrocinio dell’Assessorato
Provinciale allo Sport, del Comune di Sabaudia, della FITEL e dell’AEDE.
La piena soddisfazione per l’attività messa in campo viene espressa dai
soci del Circolo Canottieri Sabaudia, a cominciare dal presidente Antonio
Di Criscienzo, per il fatto che diversi giovani delle scuole del
comprensorio seguiti dai loro docenti si sono cimentati in un argomento
così attuale.
Mario Tieghi |
Gennaio 2008 -VOLONTARIO? SI GRAZIE, COSA MI DAI IN CAMBIO?Nei mesi scorsi abbiamo assistito ad un braccio di ferro tra alcune associazioni di volontariato e l’amministrazione comunale di Sabaudia. Oggetto del contendere: assistenza al traffico da parte di alcuni volontari a favore degli studenti in entrata e in uscita dagli istituti scolastici, previa corresponsione di un “rimborso spese forfetario” a cura del comune. L’attività di volontariato fu sospesa, ritirando gli uomini, perché veniva a mancare “la possibilità di garantire il rimborso spese ai volontari impiegati”. Attenzione, gli uomini furono ritirati, semmai avrebbero dovuto cessare l’attività spontaneamente! Le spese effettivamente sostenute potrebbero essere quelle relative all’acquisto dei carburanti per la propria auto o moto usate per raggiungere le scuole.Sappiamo che: il volontariato è un’attività libera e gratuita svolta per ragioni di solidarietà e di giustizia sociale; il volontariato è un servizio che viene fatto per libera scelta, che non è frutto di costrizione od obbligo, esso nasce dalla spontanea volontà dei cittadini di fronte a problemi non risolti o non affrontati dalle Istituzioni; il volontariato può essere prestato individualmente in modo più o meno episodico, o all'interno di una organizzazione strutturata che può garantire la formazione dei volontari e il loro coordinamento.L’attività di volontariato, dunque, per essere tale deve essere: GRATUITA, SPONTANEA e, PERSONALE e deve essere svolta per ragioni di SOLIDARIETA’. Se viene a mancare anche uno solo di questi requisiti fondamentali non è più volontariato ma, anche se utile, è un’altra cosa.Quante altre cose in Italia vengono fatte passare per attività di volontariato? Tante, davvero tante. Tante quante da indurre il governo a produrre la Legge-Quadro sul Volontariato n. 266 dell’11 agosto 1991, unica in Europa. Leggiamo i primi articoli di questa legge?Art.1. Finalità e oggetto della legge. La Repubblica italiana riconosce il valore sociale e la funzione dell’attività di volontariato come espressione di partecipazione, di solidarietà e pluralismo, ne promuove lo sviluppo salvaguardandone l’autonomia e ne favorisce l’apporto originale per il conseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale individuato dallo Stato, dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali.Art. 2. Attività di volontariato. 1) Ai fini della presente legge per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontariato fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà.2) L’attività del volontariato non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse.3) La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’organizzazione di cui fa parte.Si sa come finisce in Italia. Fatta la legge trovato l’inganno! La legge è spesso tradita da giochi di potere con l’obiettivo del “lucro indiretto”. Lo scrivente ha sperimentato personalmente, a Roma e a Sabaudia, che il puro volontariato non esiste. La politica riesce ad intrufolarsi anche nelle espressioni più intime dell’animo umano. Dall’azione volontaria scaturisce una gratifica unica ed insostituibile per la persona che la compie. Nel volontariato puro la persona si sente ed è finalmente autonoma e libera nelle sue decisioni ed azioni, nel senso che interviene quando e con quanto può, senza aspettarsi nulla in cambio al di fuori delle gratifiche morali. Ma l’Italia pullula di “sindacalisti” disoccupati in cerca di adepti. Sono i sindacalisti della politica che riescono a strumentalizzare, per non dire distruggere, finanche il volontariato. Peccato perché l’attività di volontariato reca grandi benefici, tanto più grandi quanto più è volontaria, sia a chi la riceve che a chi la offre e sia all’intera società.Sabaudia 15.01.2008 - Antonio Bencardino |
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Circolo Canottieri Sabaudia apre l'attività con la gara del 24 febbraio 2008 |
| 28/01/2008 - Sabaudia
- Per
tutto il periodo invernale il bacino di Sabaudia è stato solcato da molte
imbarcazioni guidate da atleti impegnati nell’abitudinaria preparazione
di allenamenti. Ed anche quest’anno accanto ai forti atleti del luogo,
legati ai circoli militari delle fiamme Gialle, del Corpo Forestale dello
Stato, delle Fiamme Oro, della Marina Militare si sono visti i vogatori
stranieri, provenienti da diverse nazioni dell’Ue ed anche extraCee. Un
suggestivo spettacolo per chi si trova ancora oggi a transitare sul il
ponte Giovanni XXIII. Uno spettacolo di forza e di giovinezza legato alla
pratica di uno tra gli sport più antichi del mondo. E’ il caso di
affermare che la stagione sportiva remiera è ormai alle porte. In verità,
domenica 24 febbraio prossimo, sul lago di Paola si svolgeranno le prime
gare di quest’anno. E nelle batterie dei concorrenti sono già inseriti
4 team internazionali, come, Germania, Belorussia, Finlandia e Austria,
che contribuiranno a rendere più effervescente l’aria della
competizione sportiva. Antonio Di Criscienzo, presidente del Circolo
Canottieri di Sabaudia, investito direttamente per l’organizzazione
della gara, è molto chiaro nel parlare dell’intera programmazione: “
Per il nostro Circolo sarà un’annata intensa ed io spero nella piena
sensibilità e disponibilità degli Enti Locali e Nazionali per far
crescere queste manifestazioni, a cominciare dal primo avvenimento
sportivo di febbraio. Mi auguro poi che questa manifestazione divenga una
classica ambita e di alto valore tecnico. Ritengo inoltre che per attrarre
l’attenzione si dovrebbe pensare ad istituire premi e gettoni con lo
scopo di valorizzare l’evento sportivo o anche materiale vario, come
imbarcazioni, remi, componenti remo ergometrici etc., che potrebbero
rappresentare un utile viatico pubblicitario per le ditte del settore
remiero”. E per la circostanza, è stato bandito un concorso artistico
dedicato al canottaggio e all’ambiente, che coinvolgerà il mondo
scolastico. Un appuntamento di rilievo, patrocinato dalla FIC e dalla
FITEL, dagli Enti pubblici, Regione, Provincia e Comune di Sabaudia, dal
Consorzio di Bonifica di Latina, che apre così l’intensa stagione
remiera.
Mario Tieghi |
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Da diversi anni la città
pontina viene definita la città dello sport. Ciò grazie alla risonanza
internazionale che il canottaggio e la canoa hanno prodotto. Difatti già
dagli anni cinquanta Sabaudia fu messa sotto i riflettori dello sport
mondiale perché candidata ad ospitare le olimpiadi di Canoa e Canottaggio
del 1960. Tre i bacini in gara, tutti nel Lazio: il lago di Sabaudia, il
lago di Castel Gandolfo e il progettato bacino della Magliana, mai nato.
Come è noto vinse Castel Gandolfo con la Benedizione di Papa Giovanni
XXIII. Grazie alla Marina Militare, che portò i suoi equipaggi iscritti
alle olimpiadi ad allenarsi a Sabaudia, iniziò l’ascesa del Lago di
Paola verso la notorietà mondiale. Nacque la prima Società di
Canottaggio e Canoa: la Scuola centrale Remiera della Marina Militare in
seguito affiancata dal Centro Remiero delle Forze Armate. Ad olimpiadi
ultimate Castel Gandolfo iniziava il suo tramonto, mentre a Sabaudia si
trasferivano gli atleti delle Fiamme Gialle, validi avversari di quelli
della M.M. Molti titoli mondiali, europei e italiani furono conquistati
dagli equipaggi che sul Lago di Sabaudia raggiungevano la migliore
performance. Sotto la regia della Marina Militare fu istituito il Trofeo
Internazionale Natale Bertocco. Di anno in anno le aste per issare le
bandiere delle Nazioni partecipanti aumentavano superando la prima decina.
La Suola Forestale dello Stato fu incoraggiata dalla M.M. ad
intraprendere l’attività remiera. In un primo tempo gli atleti
forestali furono ospitati presso gli impianti della M.M. insieme a quelli
della Polizia di Stato. Successivamente entrambi i sodalizi si resero
autonomi e parteciparono e tuttora partecipano a trainare Sabaudia verso
vette sempre più alte, tanto alte da far definire immeritatamente
Sabaudia “Città dello Sport”. Alcuni ex atleti in uniforme diedero
vita alla prima Società NON militare o para militare: il Circolo
Canottieri Sabaudia. Il Trofeo Bertocco importò nella città lagunare
molti vessilli internazionali contribuendo a far conoscere il bacino e la
sua idoneità per gli allenamenti nell’intero anno solare. Per contro
gli equipaggi pontini confermavano la validità degli allenamenti
praticati sulle acque chete del lago conquistando medaglia su medaglia.
Anni di gloria dello sport militare dislocato a Sabaudia. Ma come hanno
reagito le amministrazioni comunali negli ultimi cinquanta anni? Certo
Sabaudia da sola non avrebbe potuto fornire i mezzi necessari per far
decollare il proprio lago a “Centro Internazionale di Canottaggio”
nato come idea della M.M. ma poi realizzato nella città di Piediluco.
Avrebbe dovuto però sensibilizzare gli organi superiori della provincia,
della regione, e perché no, della nazione giacché in parlamento la
regione Lazio e la stessa città di Sabaudia erano ben rappresentate. Per
la verità la Marina Militare è stata buona ambasciatrice della città
sui campi olimpici ed internazionali (vorrei sommessamente ricordare che
la Marina Militare è l’unica Forza Armata, di quelle che operano nel
territorio sin dai primissimi anni della fondazione della città, che non
abbia ottenuto la cittadinanza onoraria. E come sappiamo la cittadinanza
onoraria viene offerta e non chiesta!).
Ecco. Sabaudia deve avere di coraggio di esercitare il diritto in tutte le attività e verso tutti e, a piccoli passi, avviare e concludere programmi chiari tesi a conquistare a pieno titolo l’appellativo di “città dello sport”. Sabaudia ne ha tutte le potenzialità. La spinta maggiore dovrebbe scaturire dall’assoluta realtà che intorno allo sport c’è molto indotto. Sabaudia, 29.01.08 - Antonio Bencardino |
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Quanto
più la Società è evoluta tanto più è difficile la convivenza Madre
natura vuole che ogni organismo vivente interagisca con altri membri della
stessa specie dando luogo a vari livelli di comportamento sociale. Gli
esseri umani svolgono le proprie attività in funzione di molti fattori
convergenti quali lo stato sociale, la condizione economica, il livello
d’istruzione, la cultura religiosa, le preferenze personali,
l’ambiente in cui vivono, eccetera. |
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Bisogna conoscere bene il passato per costruire un buon futuro (NOVEMBRE 2007) Alle
10,30 di sabato 27 ottobre u.s. nel contesto della sesta edizione del
“Premio Musicale Internazionale Giuseppe Verdi” nella sala del museo
Emilio Greco, si è tenuta una conferenza su “Verdi e Garibaldi, due
grandi protagonisti del Risorgimento”. |
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La
scuola italiana al 36° posto nella scala PISA-OCSE, e
quella di Sabaudia? “Abbiamo
diplomato nove milioni di impreparati, ora si cambia. I debiti si
recuperano, i bulli si bocciano, i genitori non facciano i sindacalisti
dei figli”. Così ha esordito il ministro della Pubblica Istruzione
Giuseppe Fioroni in un’intervista rilasciata a “Il Messaggero” nei
primi giorni di Dicembre. |