VITTORIO PIRLO

Sabato
24 gennaio, a Roma, l'annuale assemblea dei Giudici di Gara
PERSONAGGI
DEL MONDO ARBITRALE
IL
SALODIANO VITTORIO PIRLO E GABRIELE D'ANNUNZIO
UNA PASSIONE PER IL CANOTTAGGIO E LA LETTERATURA
Lo scorso anno la Federazione canottaggio ha
celebrato i propri 120 anni di vita intensamente attiva, un importante risultato
dovuto all'impegno e alla passione dei tanti che in questo lungo arco di tempo
hanno dedicato allo sport del remo un amore sviscerato. Dico amore, perché
quanto intensamente dato dagli atleti, dai dirigenti e comunque da tutti coloro
che hanno curato con attenzione la crescita di questa disciplina sportiva non può
definirsi con termine più appropriato.
Un amore certamente corrisposto, ma in qualche caso dimenticato. Una passione
che ha portato ad impegnarsi oltre ogni limite per vedere crescere la propria
creatura, ma che talvolta la nebbia del tempo ha fatto scordare. E quanti di
questi uomini se ne sono andati in silenzio, portando nel loro cuore il ricordo
di importanti momenti della loro vita, momenti in cui sono stati al centro di
attenzione, magari per un avvenimento la cui reminiscenza ancora oggi richiama
qualche eco, anche se ai più risuona come cosa lontana.
E tra i molti che hanno portato il loro formidabile impegno allo sviluppo del
canottaggio italiano e che grazie alla loro longevità possono ancora
raccontarci storie di remi e di regate, ricordiamo con piacere, ed anche
riconoscenza per i rapporti personali di grande cordialità sviluppati nel
tempo, un personaggio che non pensiamo di sbagliare definendolo “decano” del
Collegio Arbitrale italiano che proprio questa settimana si riunirà nella
tradizionale assemblea istituzionale.
Il personaggio (e mi auguro che non si risenta di questa definizione, comunque
meritata) è Vittorio Pirlo, farmacista a Salò, classe 1915, che certamente ha
vissuto in prima persona gli anni felici del canottaggio italiano, ma anche è
stato partecipe dei grandi avvenimenti culturali (a parte l'intermezzo politico
che ha coinvolto la sua città) che nella splendida città sul lago di Garda e
nella vicina Gardone ancora oggi rivestono un profondo significato.
Il dr. Pirlo, col quale pochi giorni fa abbiamo scambiato alcune opinioni al
telefono, proprio nel settore arbitrale, al di là delle sue eccezionali doti di
organizzatore sportivo, ha svolto incarichi di eccellenza anche in campo
internazionale. Il mio buon rapporto con l'amico Vittorio risale a molti anni
fa, quando prima mi recavo a Salò per le spettacolari regate degli
“Agonali” e poi ne fui anche collaboratore in svariate occasioni, sia in Salò
che a Milano, quando fu importante dirigente nell'organizzazione delle grandi
regate all'Idroscalo. Occasioni in cui appresi da lui un modo concreto nel
trasmettere le informazioni ai colleghi giornalisti, sia sul piano della qualità
che della tempestività, ma anche nella divulgazione delle notizie al pubblico.
Aveva il senso della comunicazione e voleva che questo particolare capitolo
della organizzazione fosse preminente, specialmente all'epoca in cui non
esistendo ancora la televisione l'informazione del cronista (su motoscafo al
seguito degli equipaggi e spesso inzuppato dagli spruzzi d'acqua) doveva
surrogare concretamente la visibilità degli equipaggi in lontananza.
Su un giornale bresciano appare una significativa descrizione di Vittorio Pirlo
e della sua opera: “La Comunità del Garda ha attribuito al dottor Vittorio
Pirlo il riconoscimento di “Cittadino benemerito del Garda. Vittorio Pirlo, ha
detto il presidente della Comunità Aventino Frau, è una sorta di archivio
vivente della vita culturale, civile, amministrativa e sportiva del Garda”.
E riprendiamo, in forma forzatamente succinta, il suo lungo curriculum:
1948: con l'Automobile Club, inizia la serie dei
Circuiti automobilistici del Garda;
1955 – 1960: sindaco di Salò
1975 – 1980: assessore allo sport e turismo di Gardone Riviera
1956: fonda il Festival internazionale “Estate musicale salodiana”
1977 – 1986: presidente della Azienda autonoma di soggiorno di Gardone e Salò
1994 – 2002: presidente dell'Ateneo di Salò
1992 – 2009: consigliere della Fondazione del Vittoriale, con la realizzazione
di importanti studi su D'Annunzio
1950 - 1973: presidente della Canottieri Garda
1968 – 1980: presidente del Panathlon di Brescia
Coordinatore ed organizzatore di numerose manifestazioni sportive di eccellenza,
tra cui più volte i Campionati italiani di canottaggio sia a Salò che
all'Idroscalo di Milano, delle tappe locali del Giro ciclistico d'Italia, nella
Motonautica la “Coppa dell' Oltranza”. Con Alfredo Binda nel 1962 ideò e
promosse Campionati del Mondo di ciclismo su strada a Salò. E' stato anche
promotore ed organizzatore di altri importanti eventi nazionali ed
internazionali nella cornice gardesana: vela, motociclismo, motocross, sci
nautico.
E naturalmente, a conclusione di questi impegni tutti portati con
successo sono seguiti anche i riconoscimenti di merito, tra cui Commendatore al
merito della Repubblica, premio Rosa Camuna della Regione Lombardia, Stella al
Merito Sportivo del Coni, l'Aquila d'Oro del C.A.I., il premio “Gasparo da Salò”
e per ultimo la nomina a “cittadino benemerito”. Ricordiamo anche una fase
di attenzione civica, ora capitano, quando ufficiale di sanità partecipò alla
campagna di guerra sul fronte greco-albanese e fu decorato con la croce di
guerra.
Tra i numerosi incarichi ricoperti ricorda con grande soddisfazione quelli in
campo remiero ed in particolare internazionale: dal 1958 Giudice Arbitro
internazionale della F.I.S.A., con impegni arbitrali ai Campionati Mondiali ed
Europei a Vichy, Lucerna, Milano, Duisburg ed altri, ai Giochi del Mediterraneo
a Napoli, 5 Campionati italiani a Salò e varie edizioni della Coppa d'Annunzio
per gli Agonali del remo. Ed ancora sul piano federale nazionale dal 1960 al
1975 presidente del Collegio federale dei Revisori del Conti, ma anche giudice
arbitro internazionale di nuoto dal 1948 e della canoa fluviale.
Uno degli aspetti più significativi del suo impegno nel mondo del canottaggio e
che ricorda con piacere è di essere stato membro del Comitato Organizzatore
delle Olimpiadi remiere del 1960 a Castelgandolfo.
Nell'ambito regionale lombardo fu Vice Presidente del Comitato III Zona dal 1953
al 1974, ma anche per 10 anni Commissario di Gara della Federazione Motonautica,
e successivamente Console della medesima.
Nipote del dr. Antonio Duse, che fu medico personale di d'Annunzio, visse da
giovane il felice periodo della vita del grande poeta sulle rive del Garda (e
d'Annunzio fu anche assai vicino al mondo del canottaggio). Amabile
conversatore, da studioso Vittorio Pirlo ha fatto prezioso tesoro delle sue
conoscenze giovanili, trattando successivamente temi di carattere dannunziano e
sportivo, sia al “Vittoriale” che in convegni a Nizza, alla Società del
Giardino di Milano, al Panathlon di Venezia (ed in quella occasione aveva
ricevuto dalle mani del Patriarca Luciani, futuro Papa, il “Leone Veneto”).
Ha sviluppato anche un intenso impegno letterario, curando L'Epistolario D'Annunzio-Duse
ed ha pubblicato le seguenti opere: Inezie squisitissime, La
Storia della Canottieri Garda, Gabriele d'Annunzio e il
Canottaggio, Storia di una coppa, D'Annunzio gardesano, La
Città di Bènaco, La recita della “Figlia di Iorio” (del
1927), D'Annunzio ed il mito della rapidità pura, D'Annunzio
gastronomo acquatile, D'Annunzio e lo sport, D'Annunzio
e la moda, e L'Automobile è femina.
Ferruccio Calegari