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NOTIZIE DAL FRIULI VENEZIA GIULIA

- CAMPIONATI ITALIANI DEL MARE A TRIESTE
- A Trieste - INIZIATIVE INTELLIGENTI DI PROMOZIONE FILATELICA E SPORTIVA
- LA CAVALCATA OLIMPICA DEI CAMPIONI DELLO SPORT GIULIANO-DALMATA 
- “130° S.C.T. ADRIA 1877 "
- UNA GIORNATA DI FESTA ALLA CANOTTIERI PULLINO (Ferruccio Calegari)

CAMPIONATI ITALIANI DEL MARE A TRIESTE
Sabato e domenica si sono svolti a Barcola con la partecipazione di oltre 700 atleti i Campionati Italiani del Mare e le gare del Trofeo del Mare per la categoria Master.
Sabato pomeriggio un fastidioso vento da Nord Est con raffiche di 70 km/h ha costretto gli organizzatori a spostare il campo di regata riducendolo a soli 500 metri
Domenica grazie ad una splendida giornata di bonaccia i vogatori italiani hanno offerto una superba manifestazione d sport ai numerosi triestini accorsi in massa a Barcola per assistere alle regate. Ottima l’organizzazione messa in atto dal Comitato locale.
Sabato sera, in occasione di un sontuoso ricevimento che il Comitato Organizzatore ha tenuto al Grand Hotel Duchi d’Aosta, è stata molto festeggiata la presenza di numerosi atleti plurimedagliati della Federazione Canottaggio tra cui Rossano Galtarossa, appena rientrato da Pechino con la sua splendida medaglia d’argento olimpica, i fratelli Abbagnale al completo, Davide Tizzano, Fabrizio Ravasi, Enrico Gandola, Ciccio Esposito e Riccardo De Rossi.
Alla riunione alla quale hanno anche partecipato il Presidente del CONI di Trieste Comm. Stelio Borri, il Presidente onorario FIC Gianni Romanini, il Presidente FIC Renato Nicetto, il V. Presidente Dario Crozzoli, il Presidente CDA Giosué Vitagliano ed alcuni Consiglieri federali, Presidenti di Comitati e Presidenti di Società.
 Tra i tavoli si sono ascoltate alcune indiscrezioni emerse sulle candidature per il rinnovo del prossimo Consiglio Federale che si terrà nel mese di dicembre. 
Oltre al Presidente Nicetto, al dr Gandola ed al Presidente degli Allenatori Baldacci che hanno già manifestato ufficialmente di candidarsi sembrerebbe vi siano altri qualificati personaggi che potrebbero presentare al più presto la loro candidatura per la presidenza federale.
Altra notizia appresa nel corso della serata è la probabilità che l’ex vice presidente federale Giuseppe Pintabona, anche lui presente al convivio, potrebbe candidarsi per la presidenza del Collegio dei Revisori dei Conti
. (M.P.) >>le foto<<

A Trieste - INIZIATIVE INTELLIGENTI 
DI PROMOZIONE FILATELICA E SPORTIVA
(v.foto)

Trieste – In occasione dei Campionati italiani del Mare di fine settembre e qualche giorno prima, anche, i canottieri triestini hanno colto alcune importanti opportunità di valorizzazione del francobollo emesso lo scorso marzo dalla Poste Italiane per celebrare il 120° anniversario di fondazione della Federazione Italiana Canottaggio. Ricorrevano infatti gli anniversari di importanti risultati a livello mondiale ottenuti da equipaggi della Venezia Giulia e proprio con anniversari “rotondi” per il 2008.
Il primo avvenimento ricordato ed anche il più importante in assoluto è stato la conquista dell'oro olimpico ad Amsterdam nel 1928 grazie al quattro con timoniere della Canottieri Pullino di Isola d'Istria, oggi ricostituita a Muggia dopo il forzato esodo delle popolazioni italiane dall'Istria. La targhetta descrittiva della cartolina ricorda: “ La S.N. 'G. Pullino' fondata a Isola d'Istria nel 1925, ricostituita a Trieste nel 1960 ed ora a Muggia dal 1967, porta il nome del sommergibile comandato dall'eroe capodistriano Nazario Sauro. Rappresentò l'Italia con il suo “4 con” formato da Giovanni Delise, Nicolò Vittori, Giliante Deste, Valerio Perentin, Renato Petronio (tim) alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928, vincendo il 10 agosto la medaglia d'oro.”
Aggiungiamo che il fondatore del sodalizio fu lo stesso timoniere Renato Petronio, che diresse l'equipaggio anche negli anni successivi, vincendo felicemente anche quattro titoli europei. Poi Renato Petronio assunse incarichi tecnici federali e fu anche allenatore alla Canottieri Intra di Verbania, dove realizzò il primo equipaggi vincente nel campionato italiano del quattro di coppia femminile con timoniere nel 1942.
L'altro anniversario storico è la medaglia d'oro ai Campionai Europei di Milano del 1938 del 'due di coppia' di Ettore Brosch e Giorgio Skerl della centenaria Canottieri Nettuno di Trieste, risultato che era stato preceduto nel 1937 dalla conquista della medaglia d'argento agli “Europei” di Amsterdam.
Ed infine una cartolina specifica ricorda l'avvenimento di attualità, i Campionati italiani del mare nei tipi regolamentari, organizzati il 27 e 28 settembre sulla Riviera di Barcola dalla Canottieri Saturnia, una delle più antiche società remiere italiane, fondata nel 1864.
L'autore delle illustrazioni è Fabrizio Masi. Il primo annullo figurato, usato il 10 agosto a Muggia, richiama nel disegno la sagoma di un quattro con timoniere. Quello utilizzato a Barcola (Trieste) il 28 settembre richiama la sagoma di una jole da mare vista da poppa.
Ferruccio Calegari

LA CAVALCATA OLIMPICA DEI CAMPIONI DELLO SPORT GIULIANO-DALMATA E IL DETERMINANTE CONTRIBUTO 
DEI CANOTTIERI ALLE AFFERMAZIONI AZZURRE

Gli avvenimenti dello sport, le glorie di un momento, a volte possono correre il rischio di una dimenticanza, di un  travisamento e quindi sono importanti le iniziative che ne rivitalizzano il ricordo. E alla vigilia delle Olimpiadi di Pechino IL PICCOLO, lo storico quotidiano triestino, ha pubblicato due volumi intitolati ATLETI OLIMPICI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA, il primo volume  da Atene 1896 a Roma 1960, ed il secondo da Tokyo 1964 a Pechino 2008.
E il canottaggio in questo revival storico ha ampi spazi, essendo uno sport di eccellenza che oltre a Trieste aveva dato impulso al canottaggio nazionale attraverso i risultati dei sodalizi della regione. E inizia dalla Diadora di Zara, alla quale viene dedicata la rievocazione remiera per le Olimpiadi di Parigi del 1924 col titolo “Diadora, da Zara l'otto di bronzo”.  E subito dopo ampio spazio viene dedicato all'impresa della Pullino alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 col titolo “Corona d'alloro per la Pullino”. E via via sino ai momenti più recenti, in un'ampia carrellata che ha ricordato le imprese della Libertas di Capodistria a Los Angeles, Londra ed Helsinki.
Documenti storici inoppugnabili, ad evitare travisamenti forse non voluti, ma accaduti, come ha messo recentemente in evidenza il presidente del Coni Regionale di Trieste dr. Emilio Felluga in una comunicazione al presidente federale Nicetto e al segretario generale del Coni Pagnozzi, esprimendo rammarico perché nel bollettino di candidatura per i Mondiali di Bled 2011 la federazione slovena ha scritto tra l'altro: “Gli inizi del canottaggio in Slovenia risalgono agli anni 1887 quando un club remiero fu fondato nella zona costiera di Capodistria a Pirano, con il nome Club Piranese Salvore e nel 1888 quando la “S.C. Libertas fu fondata a Capodistria.
I vogatori sloveni della Pullino a Isola e della Libertas a Capodistria vinsero la prima medaglia d’oro alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 e  la prima d’argento a Los Angeles nel 1932, anche se  in quel  tempo gareggiavano per l’Italia.”
Ed il dr. Felluga, che ricordiamo in passato anche presidente regionale della Federazione Italiana Canottaggio, così puntualizza: “Si tratta di un falso storico-agonistico etnico e culturale che offende tutti coloro che per continuare ad essere italiani hanno abbandonato in massa dal 1953 al 1956 le loro terre”.
Infatti l'attuale Repubblica di Slovenia storicamente nasce nel 1991 ereditando i territori ex italiani ceduti col trattato di pace del 1947 alla Jugoslavia. E prosegue nell'excursus storico della realtà degli avvenimenti: “Nel 1947 gli sloveni di Tito (diretti dall’Ozna, la polizia segreta) che mal vedono la parola Libertas, saccheggiano la sede e distruggono quasi tutte le imbarcazioni. Tarlao e Steffè che si stavano preparando per Londra fanno la spola da Capodistria a Trieste allenandosi con una imbarcazione del Dopolavoro Ferroviario e nel 1948 partecipano alle Olimpiadi inglesi e con il timoniere Radi nel “due con”  vincono la medaglia d’argento.”
Ed in proposito ricordiamo che una delle “colpe gravi” imputate alla Libertas, da cui poi la distruzione della sede, era di avere partecipato – e vinto – il campionato italiano del due con (Steffè, Tarlao, tim. Grio) del 1947 quando ancora era in corso la definizione della sovranità territoriale del fantomatico Territorio Liberto di Trieste mai concretizzato e successivamente il territorio fu ceduto alla Jugoslavia, titolo che la Libertas vincerà ancora sino al 1953, quando nel frattempo si era ricostituita in esilio a Trieste.
La lunga cavalcata rievocativa dell'opera edita da Il Piccolo, il cui autore è il giornalista e storico dello sport giuliano Ezio Lipott, tra l'altro anche autore dell'impareggiabile “Trieste Azzurra” opera in cui l'Associazione Azzurri d'Italia di Trieste ha ricordato tutti i campioni dello sport triestino, ci porta verso la fine del secondo volume al capitolo “Riccardo Dei Rossi cuor di leone” con la rievocazione del percorso di questo campione culminato nell'argento di Sydney 2000 nel quattro senza, dopo l'inizio al G.S. Vigili del Fuoco, attraverso le Fiamme Gialle, sino alla ultracentenaria Canottieri Saturnia.
Ferruccio Calegari

CAMPIONI DIULIANO DALMATA

 

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Atleti Olimpici FVG

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Una storia sportiva
“130° S.C.T. ADRIA 1877 - Contributi per una storia”

La conoscenza cronologica degli avvenimenti remieri è spesso sviluppata attraverso notazioni giornalistiche, libri dei verbali dei sodalizi praticanti e memorie storiche pubblicate in certe occasioni. Una delle “piazze” editoriali più attive nella storia sportiva può considerarsi Trieste, con una ricca titolazione di libri ed uno degli esempi più eclatanti sono le corpose pubblicazioni della Ginnastica Triestina, società tra l'altro impegnata su più fronti dello sport. Ma oggi la Società Triestina Canottieri Adria sembra voler impegnarsi in un amichevole confronto, non solo sui campi di regata, ma anche in quelli editoriali.
E il terzo della serie di libri “Adria”, con ottime rievocazioni storiche, è un nuovo “fresco di stampa”, per il 130° anniversario di fondazione celebrato nel recente autunno e naturalmente è intitolato “130° S.T.C. Adria 1877 – Contributi per una storia”. E in questa storia ripercorriamo i primi passi di un sodalizio nato in tempi assolutamente diversi dagli attuali, con grande desiderio di misurarsi in un campo tutto nuovo. All'origine il nome era “Ruderclub Hamburg di Trieste”, quando con “spirito missionario” viaggiatori di area germanica (allora Trieste era il principale porto dell'Impero Austriaco) si prodigarono per promuovere la conoscenza dei valori dell'attività remiera.

Franco Stener, che ha coordinato l'opera di numerosi validi autori, nonché lui stesso autore di valide ricostruzioni storiche, ha dato un corposo contributo alla rievocazione di una storia di sport, di amore e di passione sportiva.
E non è mancato anche un approfondito intervento dello stesso presidente sociale, l'avv. Biagio Terrano, che oltre ad essere cultore della storia e naturalmente appassionato vogatore in “canoé”, rigorosamente barca in legno, con cui partecipa con frequenza ad uscite nel porto di Trieste e anche a regate per master, ha dimostrato pure un'ottima verve poetica, offrendoci due amabili liriche: “In canoino” e “La Yole a otto”. Della prima, a pag. 45, ci sembra simpatico riprendere i versi:
“IN CANOINO:  Vendo sogni, / diffondo speranze, / regalo incertezze, / offro illusioni, / sono un pesce / ostinatamente buono / in un oceano di squali, / ma quando  lascio la zattera / dell'amata Adria, / e spingo il canoino / verso il grande faro, nel silenzio rotto / dal ritmo delle pale, col mio fagotto / di ricordi, desideri / ed affetti, allora / son'io a sognare / su tappeti di mare, son'io ad illudermi / che il sole rifiuti il tramonto, / son'io a sperare / che il cielo mi ritrovi / ancora ad occhi aperti.”
E mentre nella pagine conclusive della pubblicazione appaiono alcuni “spot” di aziende amiche che hanno sostenuto l'iniziativa, appare in bella evidenza nell'ultima di copertina un richiamo, quasi a sottolineare l'importanza di un dovere civile, l'invito a donare sangue “Dona sangue - Il sangue non si trova in farmacia, portacelo tu”, promosso dalla Associazione donatori di sangue di Trieste, ma che doverosamente può essere accolto da tutti gli sportivi italiani.
Ferruccio Calegari

UNA GIORNATA DI FESTA ALLA CANOTTIERI PULLINO (Ferruccio Calegari)


(foto F. Costagliola)

Muggia – Parti per Trieste per adempiere al rito dello smontaggio della esposizione di filatelia remiera (dal 26 ottobre al 2 dicembre) al Museo Postale e ti ritrovi all'improvviso nel bel mezzo di una splendida festa remiera, passando così da un momento di tristezza ad uno di brillante spensieratezza. Franco Stener, animatore di numerose iniziative culturali, sapendo del mio arrivo ha proposto al presidente Franco Degrassi di invitarmi e mi sono ritrovato così al posto d'onore accanto alle autorità politiche e sportive. Ed anche nel bel mezzo di una splendida organizzazione, dove ai 300 partecipanti le mamme ed i dirigenti del sodalizio isolano, ora perfettamente incarnato nella storiografia sportiva di Muggia, si sono prodotti nella realizzazione di splendidi piatti a base di pesce, che hanno solleticato la generale golosità. E spero di non fare troppi torti se cito soltanto due delle brave vivandiere, le signore Susanna Tognon Baldini e Emanuela Petronio Jurman. Il sindaco dr. Nerio Nesladek ha portato il saluto della città di Muggia e per il Coni il  dr. Stelio Borri, presidente provinciale, il dr. Ferdinando Parlato, delegato del Coni per Muggia, il presidente del Comitato Regionale F.I.C. Duilio Tedesco e Fabio Colocci, già presidente del C.R. Federcanoa. Grande timoniere di questa kermesse, ospitata nel locali del Circolo della Vela Muggia, di cui il consigliere Gino Costantini ha fatto gli onori di casa, il presidente Franco Degrassi, che ha diretto il “concerto” operativo (ma sul proscenio c'era anche un simpatico quartetto che ha allietato i presenti).
Che dire di questo sodalizio, che nel tempo e sempre con la collaborazione dei soci è riuscito a realizzare una splendida realtà sociale, con vasca scuola regolamentare per quattro vogatori, nonché altri innumerevoli strumenti per la preparazione dei giovani allievi. Canottieri, maschi e femmine, che nel corso dell'annata remiera hanno conseguito importanti risultati, concludendo al 47° posto nella Coppa Montù ed al 9° nel Trofeo d'Aloja.
Un sodalizio ormai nella storia, nato nel lontano 1925 e di cui fu animatore, primo presidente e tecnico Renato Petronio, che portò al trionfo il quattro con timoniere alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928. E qui si innesta anche il ricordo delle mitiche barche che hanno fatto la storia della Pullino, di cui alcune oggi sono al Museo del Mare di Trieste, dove è esposto il mitico quattro con “Armando Diaz”, in legno ed un quattro con ”Carlesi” del 1961. E così anche il “canoè” in legno (45 Kg.) che fu costruito a Muggia dalle abili mani del carpentiere Emilio Degrassi (cl. 1909) che nel 1955 lasciò la cittadina istriana e andò in esilio a Trieste e quando andò in pensione volle esprimere un atto d'amore verso la società, regalandole questo scafo battezzato “Muggia”.
A Renato Petronio, ormai al culmine delle soddisfazioni con la Pullino, forse l'orizzonte si faceva stretto ed un bel giorno, dopo essere stato anche tecnico federale, approdò sul Verbano, alla Canottieri Intra, dove profuse la sua esperienza in nuovi equipaggi ed in particolare realizzò un piccolo capolavoro per il canottaggio d'allora, un quattro di coppia femminile (con timoniere, che poi era lui) per il primo atto, successivamente bloccato dalla guerra, della F.I.C. per un canottaggio femminile che ormai scalpitava. E vinse brillantemente, sul Canale del Bassanello a Padova, ai Campionati 1942, la Coppa Libellule, che premiava il campionato, con quattro ragazze di Cerro di Laveno, dove era sviluppato il sedile fisso e che con la Canottieri Intra passarono allo scorrevole, battendo un equipaggio della Ginnastica Triestina. Un altro colpo di genio del tecnico isolano, purtroppo bloccato dai tristi successivi eventi.
Poi premiazioni e tradizionale animata lotteria hanno concluso la giornata e amabilmente il presidente Degrassi mi ha chiamato all'onore di alcune premiazioni. Ed ho approfittato dell'occasione per trasmettere un messaggio di amicizia del presidente regionale della Lombardia, Antonio Bassi, che ha donato due simboliche riproduzioni di pale di remi, una decorata col tricolore e l'altra col simbolo lombardo (rosa camuna), che che dallo stesso presidente Degrassi e dallo storico Stener saranno consegnate al Museo del Mare, dove sono esposte le storiche imbarcazioni, che suscitano sempre commozione ai vecchi soci della Pullino, che tra l'altro il prossimo anno, 120° anniversario della fondazione della Federazione italiana canottaggio, celebrerà l'80° anniversario della vittoria olimpica di Amsterdam.
E se dal vertice societario sono piovuti riconoscimenti ad atleti, tecnici e collaboratori, alla fine di questa lunga chiacchierata non può essere trascurata una altra importante iniziativa dei giovani allievi, che hanno voluto esprimere con delle simpatiche targhe ricordo la loro riconoscenza a tre fautori dei loro risultati:  Maurizio Ustolin “il nostro grande e grosso allenatore”, Flavio Mosetti “premio accontentation” perché cerca sempre di risolvere tutti i problemi e accontentare tutti e Donato Ciacchi “daghe un tajo”, riprendendo il suo bonario invito a stare tranquilli.
E con questo invito dalle acque, in questa occasione tranquille del porticciolo di Muggia, parte la nuova operazione remiera per il 2008.
Ferruccio Calegari