NOTIZIE DA SABAUDIA
LE IDEE DI ANTONIO BENCARDINO
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Luglio 2010 -
CONTROLLI PER SCOVARE I FALSI INVALIDI. COSA FARE PER SCOVARE I
FALSI VALIDI? Il notevole aumento della spesa pubblica per le prestazioni d’invalidità civile è, da qualche tempo, in primo piano mediatica. Sotto accusa i FALSI INVALIDI. Cristiano Gori, esperto di politiche sociali, in una sua relazione, pubblicata dal Sole24ore, rileva che nel 2009 la spesa complessiva per prestazioni di invalidità civile ammontava a sedici miliardi di euro. E il ministro Tremonti rileva che tale importo, corrispondente a un punto del PIL, dal 2001 al 2009, ha subito un incremento eccessivo essendo passato da sei a sedici miliardi. La spesa è costituita da due parti: la pensione d’invalidità, assegnata a soggetti disabili con reddito basso e l’indennità di accompagnamento, erogata a persone con alto grado d’invalidità e tale da non renderle autosufficienti; incapaci in pratica per lo svolgimento degli atti relativi al loro vivere quotidiano. L’indennità d’accompagnamento non è vincolata né alle condizioni economiche né all’età dell’avente diritto. In Italia, sempre nel 2009 sono state erogate 4,7 milioni di pensioni di invalidità, quattro volte in più che in Germania o in Francia. Il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, dichiara che “ci sono decine di migliaia di false o non dovute pensioni di questo tipo”. Difatti, da un controllo dell’Inps, su duecentoquattromila pensioni d’invalidità, ne sono false, in media, circa il 15%. La percentuale è più alta nei paesi del sud (a più basso reddito procapite), quasi a significare che le pensioni d’invalidità, in alcune zone d’Italia, sono considerate quali ammortizzatori sociali. Il governo è intervenuto su questa spesa senza controllo e, da quando le domande d’invalidità vanno presentate non più alle aziende sanitarie locali ma all’Inps, sono crollate di circa il 58%, da 350 a 150 mila. Leggendo la relazione di Gori e altri articoli di stampa sull’argomento mi son chiesto chi alimenta questo strano fenomeno e mi sono convinto che la quasi totalità delle false invalidità sono create e supportate dalle raccomandazioni. Queste producono sia i falsi invalidi sia i FALSI VALIDI. I personaggi in gioco sono: raccomandato, raccomandante e raccomandatario. Nelle raccomandazioni conta la natura dei rapporti tra i soggetti coinvolti. Quanto più alti sono gli interressi che legano le parti, maggiori saranno i danni recati alla collettività. Spesso le relazioni tra i soggetti coinvolti nella raccomandazione sono sostenute da trasferimento di denaro e/o altre prestazioni (voti di scambio, consolidamento di potere del raccomandante nella struttura in cui è stato inserito il raccomandato, prestazioni sessuali, gratifiche di varia natura al raccomandatario, eccetera). Le raccomandazioni comportano dei danni sempre e comunque ad altri soggetti perché è ignorata la meritocrazia. Quasi mai si valutano le capacità e il reale curriculum del raccomandato. Le procedure di valutazione o selezione più frequentemente distolte dalle raccomandazioni assediano i concorsi pubblici, le selezioni del personale, i procedimenti di valutazione scolastica o di accesso a un corso di studi, gli esami universitari o di abilitazione professionale e qualsiasi procedura dove si valuta l’idoneità o la competenza di un soggetto in ambito professionale o culturale. Si parte dalla semplice “spinta”, soprattutto, nell’ambito scolastico per arrivare al puro “scavalco” nei concorsi e nelle selezioni. Il ministro Brunetta per combattere la piaga delle raccomandazioni, molto sviluppata negli enti locali, dove opera uno spudorato nepotismo, ha proposto un modello di concorsi pubblici “chiavi in mano”, promettendo agli amministratori sgravi di possibili pressioni dei raccomandanti e risparmio di tempo e denaro. Una seria vigilanza e un costante controllo dovrebbero ridurre, se non abolire concorsi ingiusti, pilotati e manipolati. Certe scelte annullano anni di sacrificio e duro lavoro a favore di chi è senza esperienza, un curriculum vuoto, una capacità mediocre, un impegno scientifico evanescente. La Costituzione della Repubblica Italiana pone i dipendenti pubblici “al servizio della Nazione” il raccomandato potrebbe invece servire l’interesse particolare del raccomandante politico-clientelare venendo tal vota a configurare un rapporto di lavoro subordinato non con l’ente pubblico che eroga la retribuzione, ma con il raccomandante o la sua parte politica. Le raccomandazioni sono da considerarsi in definitiva una vera piaga dell’Italia, che danneggia alle fondamenta il sistema sociale ed economico, incoraggiando la “fuga di cervelli”, minando la competitività del sistema produttivo, favorendo l’inefficienza, gli sprechi e l’illegalità nella pubblica amministrazione e contribuendo a diffondere un’atmosfera di sfiducia e scarsa propensione al lavoro e allo studio. La “spinta” e lo “scavalco” producono nella realtà quotidiana falsi invalidi e falsi validi che danneggiano la produttività e l’efficienza delle strutture, rallentandone la macchina burocratica. Se si riuscisse a depurare i falsi dai veri invalidi civili, questi ultimi ci guadagnerebbero molto e sotto due aspetti: non sarebbero considerati un peso dai cittadini, avrebbero più disponibilità di posti di lavoro (assegnati ai falsi invalidi con una doppia raccomandazione) e più ambienti a disposizione. Chi può valutare quantitativamente i “falsi Validi” e il danno morale ed economico che essi recano alla nostra Nazione? Senza i FALSI ABILI E I FALSI DISABILI l’Italia potrebbe salire ai primi posti nella classifica delle nazioni per virtù, efficienza e correttezza morale e non solo. Gli Italiani si scrollerebbero di dosso l’appellativo di FALSARI per riconquistare quello di “Popolo di Poeti, di Artisti, di Eroi, di Santi, di Pensatori, di Scienziati, di Navigatori, di Trasmigratori”. Roma,
21.07.2010
Antonio Bencardino |
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-- Giugno 2010 - NEL
SEGNO DELLA POLITICA LE PROVINCE ITALIANE NON SI TOCCANONella
Repubblica Romana, tra il terzo e il secondo secolo a.C., il termine
provincia passò gradualmente a significare non più la sfera di
competenza di un magistrato ma il territorio sul quale questi esercitava i
propri poteri. La provincia moderna nasce come Ente locale dotato di
propria rappresentanza elettiva e di un’amministrazione autonoma (Regio
Decreto del 23.10.1859). Dalla nascita al 1915 le province subirono
diverse variazioni legislative che ne regolavano politicamente la
composizione, la vita e le funzioni. Nel 1861 di province se ne contavano
cinquantanove. Nove anni dopo, nel 1870, salirono a sessantanove. Nei
cinquant’anni successivi, dal 1870 al 1920, si ebbe l’incremento di
una sola provincia, essendo passate da sessantanove a settanta unità. La
principale riforma dell’istituto delle province venne con il testo unico
della legge comunale e provinciale del 1915 che raccoglieva la loro lunga
evoluzione regolandone gli
organi costitutivi, i compiti, i proventi e le spese. Il regime fascista
abolì il criterio elettivo nella formazione degli organi provinciali. Il
Rettorato, di nomina regia, sostituì Consiglio e Deputazione. Con il
Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del primo febbraio 1945, le
province vennero ricostruite lentamente in senso democratico. Il numero
delle province dal 1920 al 1941 lievitò del 40%, passando da settanta a
novantotto. I padri costituenti ne bloccarono il numero e, nel 1947, le
province scesero a novantuno, sette in meno. Dal 1954 al 1974 il numero
delle province passò da novantadue a novantacinque. Dal 1974 al 1992
crebbero di otto unità attestandosi su centotre. Nella cosiddetta seconda
repubblica, fino al 2004, le province hanno registrato un incremento di
sette unità, raggiungendo il considerevole numero di centodieci. I
comportamenti e le azioni del politico di oggi traggono origine da due
tradizioni antiche e simili: quella romana dei cliens
– clienti dell’amministratore delle province - e quella germanica
dei fedeli che contornavano il Capo.
Oggi le province italiane, a similitudine di quelle romane, rappresentano
un territorio sul quale i politici esercitano, in maniera libera e
incontrollata, poteri e abusi di ogni genere, tendenti ad ampliare il
numero dei clienti e dei fedeli a
sostegno della ricchezza e della gloria del Capo,
naturalmente, a totale carico della spesa pubblica. Le spese e
l’inutilità delle province sono tali da indurre tutti i vertici
politici, in sede programmatica, a proclamarne l’abolizione. Purtroppo,
una volta al potere tutti dimenticano le promesse fatte. Ed è così che
le Province, seppure inserite nei programmi per la loro abolizione,
restano in vita ed aumentano di numero. Abolire le province
significherebbe cancellare centodieci posti di potere, con circa
cinquemila poltrone tra presidenti, consiglieri e assessori interni ed
esterni ai partiti. Nessun partito vuole rinunciare a queste banche di
voti alimentate dalle ricchezze pubbliche gestite, quasi sempre, con ampie
facoltà discrezionali. Cancellando solo diciotto province con meno di
duecentomila abitanti i partiti perderebbero poco meno di seicento
poltrone. Tutti, senza distinzione di colore politico, ricorrono così a
ogni stratagemma per neutralizzare l’ipotesi di abrogazione della più
piccola delle province timidamente inserita nella finanziaria varata dal
governo. La riduzione del numero dei parlamentari e l’abolizione delle
province, sono stati e restano i due principali cavalli di battaglia
politica. Di legislatura in legislatura, gli italiani devono prendere atto
che la falsità politica davvero non ha limiti. Con buona pace per le
promesse elettorali non mantenute. Roma, 22 giugno 2010 Antonio Bencardino |
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LA POLITICA ITALIANA E LA SCUOLA |
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- Aprile 2010 - QUALE FUTURO DOPO LA GRANDE MAREA DELLE REGIONALI? |
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| - Marzo 2010 - DILETTANTI ALLO SBARAGLIO O FACCENDIERI ALL’ASSALTO DELLA DILIGENZA? | ||||||
| - Febbraio 2010 - Verso le Regionali del 28 e 29 marzo 2010 | ||||||
| - Gennaio 2010 - OGNI COSA HA IL SUO TEMPO | ||||||
| - Dicembre 2009 - E’ COMPLICATO GOVERNARE CON UNA LEADERSHIP IMPOSTA | ||||||
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- Ottobre
2009 - Università a Sabaudia per incrementare Scuola e Sport |
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| - Agosto 2009 - LE PORTE DELLA POLITICA, COME QUELLE DEL PARADISO, SI APRONO SOLO DALL’INTERNO. | ||||||
| - Luglio 2009 - SABAUDIA TRA APRILIA E FONDI: RINNOVAMENTO O IRREVERSIBILITA’ POLITICA? | ||||||
| - Giugno 2009 - Il diavolo si nasconde nella maggioranza | ||||||
| Precedenti al maggio 2007 AL COMUNE DI SABAUDIA - (2004 - 2005 - 2006) | ||||||
| - Giugno 2007 TEMPO DI SEMINA (Bencardino | ||||||
| -- Luglio 2007 L’Apparire sorpassa l’Essere e l’Avere (Bencardino) | ||||||
| - Agosto 2007 Due sindacalisti – Due Miti (Bencardino) | ||||||
| - Agosto 2007 Su Via Cesare del Piano Piccolo (Bencardino) | ||||||
| - Settembre 2007Sabaudia e Archimede nel 2007 (Bencardino) | ||||||
| - Ottobre 2007 Quanto più la Società è evoluta (Bencardino | ||||||
| - Novembre 2007 Bisogna conoscere bene il passato (Bencardino) | ||||||
| Dicembre 2007 La scuola italiana al 36° posto (Bencardino) | ||||||
| - Gennaio 2008 - VOLONTARIO? SI GRAZIE (Bencardino) | ||||||
| - Gennaio 2008 Sabaudia e lo sport (Bencardino) | ||||||
| 23 24 febbraio 2008 - Concorso artistico per i Campionati di fondo (Bencardino) | ||||||
| - 26. febbraio 2008 - Domenico Di Resta, Presidente della Commissione Turismo (Bencardino) | ||||||
| -- 27 febbraio 2008 -Dal Parlamento Europeo a Sabaudia, Zappalà (Bencardino) | ||||||
| Febbraio 2008 -La tolleranza non è senza limiti (Bencardino) | ||||||
| - Marzo 2008 - La politica è arte o scienza? (Bencardino) | ||||||
| - Aprile 2008 - Riuscirà il nuovo governo a rimettere in moto l’Italia? (Bencardino) | ||||||
| - Maggio 2008 -La meritocrazia nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa. (Bencardino) | ||||||
| Giugno 2008 - Sabaudia Nord “Porto Franco” per i costruttori. (Bencardino) | ||||||
| - Luglio 2008 - Un grande programma (Bencardino) | ||||||
| - Agosto 2008 - I PARTITI POLITICI, I LORO STATUTI E IL CAPORALATO (Bencardino) | ||||||
| Settembre 2008 - A Pechino gli sport minori hanno salvato l'Italia (Bencardino) | ||||||
| -- Ottobre 2008 - L’onorevolezza degli onorevoli Deputati e Senatori e l’opinione pubblica (Bencardino) | ||||||
| - Dicembre 2008 -Asfalto con l’ombrello (Bencardino) | ||||||
| - Gennaio 2009 - RASSEGNAZIONE IMPOTENZA O GRIDO DI DOLORE (Bencardino) | ||||||
| Febbraio 2009 - "La piscina cede il passo alla farmacia" (Bencardino) | ||||||
| Marzo 2009 - Diritti e Doveri dei Cittadini (Bencardino) | ||||||
| Aprile 2009 - Il bipartitismo e le lista civiche (Bencardino) | ||||||
| Maggio 2009 - Lettera aperta ai cittadini di Sabaudia(Bencardino) | ||||||
| - Aprile
2010 - QUALE FUTURO DOPO LA GRANDE MAREA DELLE REGIONALI? Le elezioni regionali hanno scatenato un vero tsunami politico. Alcuni leader che si sentivano al sicuro sono stati travolti e trascinati in alto mare, altri sono riusciti appena a conservare le posizioni in precedenza conquistate, a volte migliorandole e avanzando in zone più tranquille. Quelli più appoggiati dal governo in carica sono sbalzati su alture rilevanti autoproclamandosi il faro della politica italiana. E’ certo che il governo ne risulta rafforzato e, a parte gli equilibri interni sempre più precari, potrebbe finalmente attuare il proprio programma orgogliosamente presentato alle ultime politiche e sul quale ha ottenuto l’ampia fiducia degli Italiani. Tale fiducia è stata rinnovata nelle urne delle regionali nonostante il pasticcio delle liste e la consistente astensione, circa l’otto per cento rispetto alle elezioni precedenti del 2005 e di oltre il trentacinque per cento assoluto dell’elettorato italiano. Il governo avrà tre anni pieni per realizzare il programma presentato agli elettori. Per ringraziare concretamente tutti coloro che gli hanno dato e confermato la fiducia, potrebbe avviare le riforme, senza indugi e senza dar retta a coloro che pongono mille ostacoli alla loro realizzazione. Occorrerebbe iniziare da quelle più efficaci sul piano economico e che sono state dichiarate condivise da tutti i partiti. Andrebbero abolite le province e ridotto il numero dei parlamentari. Lo Stato ridurrebbe le spese per un importo tra quindicimila e diciottomila miliardi annui, secondo la stima di esperti economisti. Apportando queste due modifiche alla nostra Carta Costituzionale il governo in carica amplierebbe la fiducia degli elettori. Vi saranno indubbie difficoltà: di queste riforme se ne parla da almeno quindici anni e alcuni leader di partito in pubblico promettono “abolire le province e ridurre il numero dei parlamentari” ma una volta in poltrona (governo ed opposizione) si preoccupano solo di attribuire le responsabilità per la mancata attuazione del programma, secondo il classico scaricabarile che, ahimè, contraddistingue le azioni della maggioranza degli uomini politici. C’è molta differenza di veduta tra politici (compresi i governanti pro-tempore) e i comuni cittadini. I primi basano i loro calcoli sul numero delle poltrone di cui sarebbero privati, compresi i voti indotti dagli scranni vuoti delle province. Gli elettori italiani invece mirano verso una consistente riduzione dei costi della politica, soprattutto per accedere concretamente a una riduzione delle tasse. Ciò equivarrebbe a una maggiore disponibilità economico-finanziaria delle famiglie, una maggiore capacità di spesa e conseguente crescita del PIL della Nazione. I politici conoscono bene le aspirazioni degli Italiani e, infatti, in occasione delle varie elezioni politiche o amministrative, tutti i partiti fanno a gara per inserire, ai primi posti, nei propri programmi “l’abolizione delle province”, e la “riduzione del numero dei parlamentari” e quant’altro comporta, le cosiddette “spese inutili”, più volte e da più parti rilevate. Dopo il tangibile astensionismo registrato alle regionali, riuscirà la politica a cambiare la tendenza agli sprechi e agli abusi senza limiti dei numerosissimi rappresentanti dei cittadini italiani? Quale futuro ci aspetta? Roma, 18.04.2010 Antonio Bencardino |
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Verso
le regionali del 28 e 29 marzo 2010 |
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| - Gennaio
2010 - OGNI COSA HA IL SUO TEMPO
- Per l’Italia è arrivato il tempo dell’amore Un sapiente del quarto/terzo secolo a.C. nelle sue riflessioni sulle contraddizioni della vita, dialettiche tra il bene e il male, tra l’amore e l’odio tra la pace e la guerra, cristallizzò tre concetti fondamentali che regolano la vita dell’uomo: ogni cosa ha il suo tempo, ogni cosa al suo posto, il destino dell’uomo (Qoelet/Ecclesiaste: capitolo tre). Il Presidente Silvio Berlusconi, dopo le sue riflessioni sulle contraddizioni del Governo Italiano, dichiara che è il tempo dell’amore e battezza il PDL come partito dell’amore. I generali, i colonnelli, i capitani, i tenenti e i caporali avranno capito il senso delle dichiarazioni del loro Capo? Cambieranno davvero gli atteggiamenti a livello centrale e periferico di coloro che dovrebbero operare, per tenere unite le diverse anime del partito voluto da Berlusconi e Fini? Solo la forza dell’amore verso l’ideale del partito può vincere e legarne le diverse componenti. Gli ideali del partito, secondo Berlusconi, fondamentalmente si rintracciano nel cristianesimo e nel liberalismo. Quindi valorizzazione della famiglia nella società, priorità alla sicurezza, sostanziale sostegno all’iniziativa privata, eccetera. In realtà su questi principi Silvio Berlusconi ha fondato il suo percorso politico sin dal 1994, quando scese in campo, ravvivandoli a ogni propizia occasione. Le volpi della politica di allora, indeboliti o rafforzati da tangentopoli, aderirono al movimento di Berlusconi, apparso subito vincente, senza rinunciare agli steccati che negli anni avevano costruito intorno a loro per difendersi, oltre che dalla giustizia, dal malcontento dei loro stessi sostenitori. Coloro che della politica hanno fatto l’unica professione, l’unico mestiere, come potrebbero accettare sic et simpliciter i principi cristiani che esaltano lo spirito di fratellanza e l’amore per il prossimo in senso universale? Per rispettare questi principi, in primis, dovrebbero accontentarsi dei propri stipendi e dei benefit, certamente sufficienti per assicurarsi un tenore di vita largamente superiore a quello medio italiano ed europeo, ma non adatto per l’arricchimento senza limiti. Nello spirito cristiano le mogli, i mariti, i figli, gli altri parenti e amici dovrebbero conquistarsi il posto di lavoro superando regolari concorsi per merito e non per l’appartenenza a questa o a quella cordata politica. L’amore per il prossimo dovrebbe spingere tutti i delegati politici ad operare per il bene della società nel rispetto della nostra Costituzione. Nell’ambito della lealtà cristiana, il nostro Parlamento dovrebbe restituire la sovranità al popolo, prevista dal primo articolo della Carta Costituzionale. Tutti gli Italiani, soprattutto i loro rappresentanti politici, dovrebbero avere bene impresso nella propria mente l’emblema della nostra Repubblica che rappresenta sana tradizione, vocazione al lavoro, spirito di pace, dignità e forza. Più volte il Presidente Berlusconi si è esposto con programmi di governo basati sugli ideali della forza politica che è in lui, ma i vecchi volponi parlamentari che lo circondano, tranne poche eccezioni riscontrabili nelle persone alimentate dalle gratifiche professionali piuttosto che da quelle politiche, fanno ostruzionismo per l’attuazione dei programmi. Nel partito dell’amore dovrebbe vincere il buon governo, il buon senso e con pieno rispetto del programma approvato, con il voto, dalla maggior parte degli Italiani. Immaginiamo per un istante, quasi per assurdo, che entro la data della prossima tornata elettorale, venissero attuate, in maniera concreta e irreversibile, alcune attività promesse dal governo in carica: eliminazione delle Province, riduzione dei Parlamentari, riduzione degli Assessori e Consiglieri degli Enti Locali (prevista dalla legge finanziaria 2010 e poi stralciata), eliminazione degli Enti inutili, rigoroso controllo dei contributi ai partiti politici e agli organi di stampa ed altre ancora di minore importanza che però, oltre a far risparmiare somme di denaro significative agli Italiani, renderebbero la macchina burocratica più snella, più funzionante. Un risultato che rafforzerebbe il rapporto di fiducia, se non proprio d’amore, tra il Governo e gli elettori. Purtroppo i parlamentari pensano ad altro, trasformano il tempo dell’amore in quello della guerra, per conquistarsi una poltrona presso le Regioni, magari non per occuparla ma per dimostrare i loro muscoli politici. I Consiglieri degli Enti Locali ne seguono l’esempio, cercando di concentrare nella stessa persona più cariche. Per aver indiscussa conferma di quest’abominevole tendenza e per non allontanarsi dal territorio che conosciamo bene, è sufficiente leggere la stampa locale. In bella vista: Parlamentari, Consiglieri provinciali e comunali di Latina, con le armi in pugno pronti alla lotta, anche in famiglia, per conquistare un posto in lista per la regione Lazio . Sabaudia, 25.01.2010 - Antonio Bencardino |
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| - Dicembre
2009 - E’ COMPLICATO GOVERNARE CON UNA LEADERSHIP IMPOSTA La leadership nasce da un processo d’interazione tra individui. Un leader senza carisma e senza autorevolezza non è tale. Negli Enti Locali, dai Comuni alle Province, alle Regioni la Leadership è costituita dai leaders che occupano posti direttivi con l’incarico di guidare le attività loro assegnate e suggerire idee per migliorarle. In alcuni comuni italiani, dai più piccoli ai più grandi, per opportunità legate esclusivamente alla raccolta di voti, si realizzano alcune ammucchiate che difficilmente potranno esprimere una credibile leadership. Si tratta, di solito, di leadership imposta. Alcuni aspirano a svolgere attività da leader senza preparazione culturale e civile, senza alcuna capacità di conduzione. Il livello del leader in politica è indicato dai voti che ciascuno può raccogliere in occasione dei turni elettorali. Non sempre però alla capacità di raccogliere voti, attraverso sorrisi, conoscenze e promesse, corrisponde altrettanta capacità a svolgere degnamente le attività connesse al ruolo istituzionale. Spesso al consenso popolare, di là da ogni merito, sono dati significati che travalicano oltre che il codice civile, quello morale ed etico. Nel medioevo il motto benedettino “ora et labora” scandiva i due momenti delle giornate nelle comunità religiose. Migliaia di monaci, rispettando l’ordine, hanno contribuito in modo determinante ad amalgamare la cultura greco-romana e quella dei successivi conquistatori. I politici pontini non riescono nemmeno a mitigare le differenze culturali e tradizionali dei gruppi di persone che da più parti d’Italia, circa tre quarti di secolo fa, confluirono nell’agro pontino per la nota bonifica. Quali sono i momenti che scandiscono le giornate dei nostri delegati politici? Sono momenti molto confusi, travagliati da litigi e da sete di potere. Intere pagine di giornali sono piene di accuse, reali o inventate, rivolte ad altri membri, spesso della stessa squadra, per non aver preso o aver preso male una decisione, per non aver fatto o aver fatto male una qualsiasi azione. Nonostante i numerosi reati commessi (in primis nell’abusivismo edilizio) i nostri rappresentanti esercitano la difesa ad oltranza per proteggere la poltrona piuttosto che a gestire il presente a favore dei cittadini deleganti. I troppi voti, indipendenti dalla loro provenienza, fanno impazzire, creano una sorta di corazza, tanto più spessa quanto più malefico è il comportamento politico e morale di chi la indossa. Gli effetti sono catastrofici: la legge non è uguale per tutti, le pari opportunità non esistono, i ricchi diventano sempre più ricchi a spese delle categorie più disagiate, i poveri non hanno il minimo indispensabile per sopravvivere degnamente, i posti di lavoro vengono assegnati dai politici al di fuori del tanto decantano merito. E ancora, i posti di lavoro possono essere ampliati o ristretti in relazione non alle reali esigenze operative ma commisurati ai capricci del politico di turno che li gestisce. A Sabaudia, da alcuni anni, tutto tende al peggio. Sono forzati programmi non condivisi dalla maggioranza deputata a governare e non supportati dalle leggi e dai regolamenti vigenti. La maggioranza è divisa su tutto per mancanza di una leadership. L’incarico concordato e assegnato rappresenta il trampolino di lancio per il futuro di chi lo riveste. Non importa come viene svolto l’incarico, la crisi che attanaglia l’Italia e il mondo intero giustifica ogni tipo di fallimento sia del singolo leader sia della pseudo leadership. Il mandato popolare, indipendentemente da come conquistato, induce, ingiustificatamente, a superare ogni legge, ogni regolamento, ogni sensata consuetudine. Le elezioni sono diventate gare all’asta che hanno come oggetto le promesse che i vari candidati espongono accuratamente su programmi e manifesti, ove sono destinate a rimanere, salvo rinnovarle al prossimo turno elettivo. Spiace assistere, dopo mesi di governo, con una maggioranza così elevata, alle rivendicazioni di questo o quel consigliere, di questo o quel gruppo. Sono i cosiddetti anziani della politica che fanno più rumore. Questi invece di agire e operare per il bene dei cittadini, cercano di accreditarsi qualche privilegio in più. Il politico s’illude che nuovi accordi possano cancellare gli effetti di litigi passati, di lotte all’ultimo insulto. Non è così. L’aforisma di Friedrich Nietzsche recita: “Chiunque abbia una volta dichiarato che l’altro è uno stupido, un cattivo compagno, si arrabbia se quello dimostra alla fine di non esserlo”. Sabaudia, 27.12.2009 Antonio Bencardino |
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Ottobre 2009 - Università a Sabaudia per incrementare Scuola e Sport Migliorare e mantenere in buona condizione l’intero apparato psicofisico costituisce un primo obiettivo della pratica sportiva. Altrettanto importante è suscitare entusiasmo e passione nei praticanti e, anche, negli spettatori affinché manifestino sempre un sano spirito sportivo, comportamenti etici e del buon vivere civile. La scuola, a tutti i livelli, dall’infanzia all’università, promuove lo sport. La scuola e lo sport sono i due principali pilastri dell’educazione umana. Sabaudia può considerarsi una città fortunata, sia per il buon livello cui è mantenuta la scuola e sia per lo sport sostenuto ai massimi livelli dalle Forze e Corpi Armati dello Stato. Il nome della città pontina è diventato famoso a livello mondiale per i titoli conquistati dai canottieri e canoisti che si allenano sulle acque del suo contestato lago. Merito principale della Marina Militare che nel 1958 decise di trasferire a Sabaudia la propria rappresentativa remiera che, in precedenza, si allenava a Roma, sul Tevere, per le Olimpiadi del 1960. Nell’ultimo ventennio a ogni elezione politica e amministrativa “l’Università del remo” capeggia nei vari programmi. Le reiterate promesse sono cancellate subito dopo la spartizione delle poltrone e, ripetutamente, gli elettori e gli abitanti dei paesi limitrofi restano delusi: la voce università serve solo per arricchire il programma elettorale. Nessuno dei proponenti ci crede. Manca la volontà di avviare il progetto e con essa una regolare proposta agli organi competenti. Forse è la volta buona. Di recente si è tenuta a Sabaudia una riunione sull’argomento promossa da un partito politico che da diversi lustri schiera propri soggetti nell’amministrazione comunale, con incarichi di assessori, delegati e semplici consiglieri. Hanno partecipato all’incontro esponenti del partito promotore, il Rettore dell’Università La Sapienza di Roma e il Sindaco di Sabaudia. Alla riunione non sono stati purtroppo invitati i rappresentanti delle Forze e Corpi Armati dello Stato che dirigono le attività del remo e della pagaia, cui l’università intende ispirarsi. Questi avrebbero potuto certificare al Rettore il numero degli atleti dei vari sodalizi che hanno dovuto aggiungere all’impegno sportivo il sacrificio di frequentare l’Università di Cassino per conseguire il Diploma Isef e quanti altri vi hanno rinunciato per le difficoltà di sostenere il grande sacrificio. C’è d’augurarsi che da tale riunione, finalmente, sia nato o nasca, un progetto reale per ottenere una risposta definitiva sull’università a Sabaudia: SI o NO, senza rinvii a dopo le prossime elezioni regionali. Nella regione Lazio sono numerose le sedi distaccate della Sapienza. Forse l’attività motoria, l’educazione fisica e lo sport non meritano? Qualora si voglia realmente realizzare una sede staccata dell’università La Sapienza, occorre formalizzare una richiesta ufficiale, ben motivata, mettendo contestualmente a disposizione gli spazi ove collocarla. Semplici sono le motivazioni. Oltre che nella vocazione di Sabaudia ad ospitare importanti manifestazioni sportive e numerosi campioni olimpici, per gli effetti sanificatori, sociali morali ed economici che lo studio e lo sport promuovono. Papa Giovanni Paolo II, in occasione dei numerosi incontri con delegazioni sportive, evidenziò che: lo sport riduce, se non elimina, il disagio sociale, ha l’effetto del grembiule indossato dagli alunni. Sul campo tutti gli atleti indossano la divisa della società, obbligatoria per la maggior parte dei sodalizi. Nello sport c’è sobrietà, il superfluo ha poca cittadinanza, niente eccessi ed esibizionismi indecenti e pacchiani. L’attività sportiva non è solo esercizio di muscoli ma scuola di valori morali e di educazione al coraggio, alla tenacia e al superamento della pigrizia e della trascuratezza. Lo sport non è solo organizzazione sociale, un podio per i più capaci, una vetrina per i campioni, un’azienda ad alta produttività diretta e indotta ma è, soprattutto, un progetto educativo per tutte le generazioni. A livello individuale è il segreto dominio di sé, una tensione crescente verso la perfezione. L’attività sportiva sviluppando e perfezionando le potenzialità fisiche e psichiche dell’uomo, contribuisce a una più completa maturazione della personalità. E’ un linguaggio universale che varca le frontiere delle nazioni, delle razze e della politica. I mezzi di comunicazione sociale rendono universale la conoscenza dei fatti sportivi; esaltando l’emotività dei cittadini, alimentano e diffondono le conseguenti espressioni emulative. Tra le motivazioni della richiesta occorrerà sottolineare come l’Unione Europea consideri lo sport quale importante fenomeno economico e sociale oltre che educativo. Una dichiarazione allegata al Trattato di Amsterdam definisce lo sport come “lievito dell’identità dei popoli”, e il Consiglio Europeo di Nizza (dicembre 2000) ha rilevato che le sue funzioni sociali in Europa devono essere prese in considerazione nell’applicazione delle politiche comunitarie. I Sindaci che si sono alternati nell’amministrazione della città dal 2000 ad oggi, hanno mai pensato alla possibilità di chiedere fondi europei per la realizzazione della “cittadella del mare” anche per metterla a disposizione dei tanti paesi europei che, dagli anni settanta, chiedono di essere ospitati in Sabaudia per gli allenamenti dei propri atleti per le competizioni internazionali ed olimpiche? Coraggio Signor Sindaco faccia i passi istituzionali previsti per realizzare l’università del remo a Sabaudia. Potrebbe essere la volta buona e tutti i cittadini gliene sarebbero grati. Sabaudia, 20 ottobre 2009 Antonio Bencardino |
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Agosto
2009 - LE PORTE DELLA POLITICA, COME
QUELLE DEL PARADISO, SI APRONO SOLO DALL’INTERNO.
I voti
ricevuti sono quelli espressi, nel segreto delle urne, dagli elettori a
favore di ciascun candidato in lista. I voti attribuiti sono quelli che i
“caporali” destinati ai seggi elettorali, attenendosi a precise
disposizioni dei “colonnelli”, assegnano ai candidati della stessa
lista, ovvero dello stesso schieramento politico. Il gioco è diabolico! I
rappresentanti di lista vigilano sulla corretta assegnazione dei voti ai
partiti politici marcati sulla scheda elettorale. Poco importa se, nei
vari passaggi successivi, dalle schede agli elenchi definitivi, per
ripetuti errori, i voti vengano attribuiti a Tizio piuttosto che a
Caio o a Sempronio purché appartenenti allo stesso schieramento. Tacito
accordo? Deve vincere Tizio, questo è l’ordine e Tizio vincerà. I
poveri illusi, ligi al dovere, rispettosi di leggi, regolamenti e statuti,
supportati dall’indiscussa onestà, talvolta acclamata da tanti onesti
cittadini, che non accettano compromessi di ogni genere, sono lasciati
fuori. Nessuno del partito che ha lottato per inserirli nelle proprie
liste li cerca. Il loro ruolo finisce con la pubblicazione dei risultati
definitivi. Per entrare nelle case della politica, di qualsiasi colore, il
neofita deve essere ammesso e per tale ammissione deve rinunciare alle
proprie idee mettendosi a disposizione quale “servo” della famiglia
vincente. Purtroppo le porte delle case politiche sono come quelle del
paradiso: si aprono solo dall’interno. I posti sono pochi e le persone
idonee ad occuparli appartengono a poche famiglie nelle cui mani sta il
destino della città. La volontà degli elettori non conta: votano un
candidato della famiglia a Consigliere Provinciale e poi se lo trovano
Assessore e Vice Sindaco della città. |
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Luglio 2009 - SABAUDIA TRA APRILIA E FONDI: RINNOVAMENTO O IRREVERSIBILITA’ POLITICA? Sabaudia
si trova tra Aprilia e Fondi, due città che da molti mesi occupano le
prime pagine della stampa provinciale di Latina e, spesso, anche quelle
della stampa nazionale. Aprilia era retta dal 22 gennaio scorso dal
Commissario Prefettizio. Fondi nel febbraio 2008 appare terremotata da una
inchiesta avviata dalla Direzione Investigativa Antimafia. Il rapporto
della Commissione d’accesso al Comune di Fondi decreta lo scioglimento
del Consiglio Municipale per infiltrazione della mafia. Il Prefetto di
Latina conferma l’azzeramento del consiglio della città, sede del più
importante mercato orto-fruttifero d’Italia. In un paese normale, lo
scioglimento del Consiglio Comunale sarebbe avvenuto a tempo debito per
consentire alla città di dotarsi di una nuova compagine amministrativa in
occasione della tornata elettorale del 6 e 7 giugno 2009. I vertici
politici provinciali, invece, hanno cercato di smentire il verdetto della
Commissione Antimafia col risultato di trasformare il terremoto in cancro.
Il 13 maggio 2009, a tempo scaduto, ai fini delle nuove elezioni, il
ministro degli Interni confermava ufficialmente lo scioglimento del
consiglio comunale di Fondi. Non è successo niente, all’infuori della
promozione di alcuni politici della città inquisita a consiglieri della
provincia di Latina. Il governo della città di Fondi è diventato, di
fatto, intoccabile, politicamente irreversibile. Le decretazioni del
Prefetto di Latina e quelle del Ministro degli Interni conservano il
valore di semplici annunci. I cittadini di Aprilia hanno reagito al mal
governo della città ponendo la loro fiducia in Domenico D’Alessio;
questi disimpegnandosi dai due poli PDL e PD, ne ha proposto un terzo
basato sulla legalità e trasparenza. I due criteri vincenti di legalità
e trasparenza sono stati palesemente enunciati nelle nomenclature delle
liste che hanno sostenuto la candidatura di D’Alessio a Sindaco della
seconda città della provincia: FORUM
PER APRILIA – APRILIA DOMANI – L’ALTRA FACCIA DELLA POLITICA e
APRILIA FUTURA. Vanno al ballottaggio Ilaria Bencivenni del PDL e
Domenico D'Alessio del Terzo Polo, con netto vantaggio della prima sul
secondo. Poco meno del 20% degli aventi diritto deserta le urne del
secondo turno elettorale. D’Alessio recupera lo svantaggio, raddoppia
l’antagonista, 67,41% contro il 32,59%, ed è eletto Sindaco.
D’Alessio è conosciuto per aver fatto parte del Consiglio Comunale in
più municipalità, sia nella squadra di governo e sia in quella
dell’opposizione. Il neo Consiglio d’Amministrazione di Aprilia non
avrà vita facile, giacché orfano dei due poli: PDL al governo della
provincia di Latina e PD alla Regione Lazio. Forse Sabaudia incorpora in sé
entrambi gli elementi di condotta politica ed amministrativa ufficialmente
riscontrati ad Aprilia e a Fondi. Essendo le tre città sotto la stessa
regia politica, quale destino l’attenderà? Volterà pagina, come ha
fatto Aprilia, scegliendo un nuovo percorso culturale e politico o
continuerà a nutrirsi di palesi compromessi che la condurranno verso il
cancro che ha colpito Fondi? Dio, due anni prima del terremoto, per bocca
del profeta Amos, pastore del villaggio di Tekoa, disse: “Basta! Non
voglio più sentire il frastuono dei vostri canti, il suono delle vostre
arpe. Piuttosto fate in modo che il diritto scorra come acqua di sorgente,
e la giustizia come un torrente sempre in piena” Amos 5:23,24. Come
acqua di sorgente, non come Acqualatina! |
| Giugno
2009 - Il diavolo si nasconde nella maggioranza
Due anni di guerra fredda tra rappresentanti della maggioranza hanno ottenuto l’impensabile risultato di peggiorare la vivibilità della città, reduce della guerra fratricida conclusasi con l’abbattimento dell’amministrazione Schintu. Nonostante la fusione di Alleanza Nazionale e di Forza Italia nel partito unico PDL, i due contendenti alla poltrona di sindaco, riservata al Centro Destra, hanno continuato imperterriti la pazza lotta mostrando entrambi i muscoli attraverso pannelli pubblicitari e articoli di stampa, evidenzianti la criticità politica della città. Solo la nomination dei due protagonisti ha segnato la tregua: uno sindaco l’altro consigliere provinciale. I giochi sono fatti e non ci sarebbe bisogno di votare! Siamo in un paese democratico e i cittadini hanno diritto di votare e il voto è stato espresso dal 77,81% degli aventi diritto. Non pochi per la crescente sfiducia verso i politici che mal governano, a tutti i livelli, le istituzioni. Sabaudia e gli altri enti della provincia di Latina sono ormai affrancati dal sistema: è sufficiente che i “colonnelli”, supportati dal potere economico e da quello politico, decidano e coordinino i “capisquadra” che, come in una gita, alzino i segnali per essere seguiti dalle masse drogate da un passato, di promesse e non solo. Gli elettori esprimono il loro consenso con lo stesso spirito con cui si vota una squadra al totocalcio o si giocano numeri al lotto. Il signor Maurizio Lucci è stato eletto sindaco al primo turno con 7.068 voti pari al 61,34%, ottimo risultato. Anche nelle ultime legislature/municipalità di Sabaudia sono state registrate maggioranze altamente qualificate a favore del Centro destra: Bellassai, Bellassai Bis, Schintu e Maracchioni. Quelle di Bellassai e Schintu sono finite anzitempo per volontà espressa da alcuni consiglieri della maggioranza che, forse, anelavano alla loro personale candidatura a primo cittadino. Il sindaco eletto dispone di ben sedici seggi su venti. Si direbbe una squadra di ferro. E' davvero una squadra oppure si tratta di un’accozzaglia di persone molto distanti tra loro e dal dettato costituzionale e istituzionale? Il 13 giungo 2009 la grande festa indetta dal sindaco in un luogo atipico. Via Principe Biancamano è letteralmente invasa dalle auto. Due serie di fuochi artificiali scandiscono la vittoria. Si bruciano soldi in un periodo di profonda crisi. Cosa si festeggia una partenza o un arrivo? In realtà sono presenti l’uno e l’altro evento. L’arrivo c’è stato per ordine imposto dall’alto della provincia. Le persone festeggiate sono due: il sindaco di Sabaudia Lucci e un consigliere provinciale Secci. Se, per ordine superiore, le candidature fossero state invertite, in questo o in altro luogo, si sarebbero festeggiate le stesse due persone: Secci sindaco e Lucci consigliere provinciale. Le due persone che, in maniera determinante, hanno fatto cadere l’amministrazione Schintu. Pensiamo che il diavolo si annidi nella maggioranza! La falsa partenza del sindaco Lucci se da una parte non promette bene dall’altra potrebbe creare la scossa di cui ha tanto bisogno Sabaudia. Quell’ordinanza sulla navigabilità del lago di Paola, primo atto ufficiale del neo sindaco, annullata dal Prefetto è davvero troppo. Due le possibilità o il sindaco non conosce le leggi o, ancor peggio, se ne frega. Nell’uno e nell’altro caso il prezzo da pagare è indefinito. Un’accurata e opportuna riflessione da parte del sindaco potrebbe essere davvero salutare per la nuova amministrazione e per il futuro della città. I vecchi consiglieri confermati e i nuovi eletti, inclusi gli assessori, potrebbero essere, finalmente, spinti, a confrontare le loro decisioni e le loro azioni al diritto, alle leggi e ai regolamenti, frenando il caos che da alcuni anni regna in città. Sul Parco Nazionale del Circeo e sul lago di Paola si è superata ogni misura: inutili prese di posizioni, dichiarazioni oltre i limiti legali e azioni prive di senso civico. C’è davvero bisogno di una salutare scossa. Sarà sufficiente quella registrata o dobbiamo aspettarci ancora una volta commissariamento ed elezioni anticipate? Caro Signor Sindaco i festeggiamenti sono stati organizzati per ringraziare i cittadini per la rinnovata fiducia a lei e al suo partito. Personalmente ritengo che l’unico modo per ringraziare gli elettori sia quello di governare bene la città. Non deluda i cittadini. Dopo aver percorso, per tanti anni e in più vesti, il territorio comunale sa esattamente dove e come intervenire per migliorarne la vivibilità. Da buon padre di famiglia, favorisca i processi di sviluppo della cultura del diritto e della convivenza civile. Sia imparziale nell’impiegare le risorse economiche della comunità. Promuova la partecipazione dei cittadini alla vita attiva della città, garantendo loro le pari opportunità. E’ suo dovere rendere il comune la casa di tutti e di favorire la partecipazione. Signor Sindaco promuova la salutare vigilanza reciproca tra i membri della sua municipalità per porre rimedio a eventuali errori. Non gara ma partecipazione sinergica tra tutti i consiglieri, inclusi, per quanto possibile, anche quelli che rappresentano l’assai limitata opposizione. In bocca al lupo. Sabaudia, 20 giugno 2009 Antonio Bencardino |
- THE CORE: MIRANDO IN ALTO SI CRESCE
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THE CORE: MIRANDO IN ALTO SI CRESCE “Non
è semplice fondare un'associazione di canottaggio,specialmente a
Sabaudia”. Nonostante le difficoltà per trovare un luogo adatto per
poter fondare una nuova realtà, per poter fronteggiare i classici
problemi burocratici e la forte “concorrenza” delle società militari,
la The Core sta crescendo pian piano con i suoi allievi. “Puntiamo
specialmente sulla squadra giovanile, abbiamo quattro ragazzi (10-11 anni)
che speriamo di portare avanti nel tempo, sino all'agonismo, più altri
allievi divisi nelle varie categorie”. Sono le parole di Francesca Zito,
giovane presidente di questo sodalizio che non si sottrae alle domande del
cronista per presentare una realtà sportiva nata nel 2004. Questa
associazione, però, non è sprovvista di una “storia sportiva”, poiché
ha già partecipato a regate e campionati
con atleti che hanno sempre ben figurato. Inoltre la sua capacità
organizzativa in competizioni di livello è comprovata dalle esperienze
maturate nelle ultime annate: il campionato “ragazzi” del 2007, che ha
nuovamente inserito il bacino di Sabaudia nel circuito dei grandi eventi,
e il “Campionato Società” del 2008.
Le mire sono abbastanza alte, grazie anche ad un
Consiglio Direttivo composto da
persone con un glorioso passato nel canottaggio, tra cui il
campione Alfredo Bollati. La
sua esperienza risulta spesso determinante in tutti i settori societari,
ma l'autentica passione sportiva dei soci, che hanno materialmente
contribuito alla costruzione della The Core, non è da meno. Con
determinazione hanno realizzato un sogno che sembrava impossibile: quello
di fondare una società remiera su un vecchio rudere circondato da rovi e
rifiuti. Con pazienza e fatica hanno dedicato il tempo libero per
dedicarsi al restauro di una sede fatiscente ed attrezzarla anche per i
portatori di handicap. Va sottolineato, al proposito, che grazie alla The
Core il campo di regata di Sabaudia è ufficialmente agibile anche per gli
“adaptives”dopo la bella esperienza del Campionato italiano del 2007.
Quali sono le prospettive future? E' sempre Francesca Zito a rispondere:
“Se si lavora bene i ragazzi vedono i risultati, e ...anche gli
altri saranno attratti dal più giovane circolo di Sabaudia.”
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| SABAUDIA
75 ANNI
I 75 ANNI DI SABAUDIA Sabaudia è una città giovane, nata 75 anni fa tra la zona delle grandi bonifiche che all'epoca sollecitarono tanto interesse ed il mare, nel cuore del Parco del Circeo. Ed è nel cuore ormai del mondo del canottaggio italiano per l'evolversi di tanti avvenimenti che la portarono al centro dell'attenzione del remo mondiale. E tra le tante ipotesi che scaturirono negli anni sessanta fu anche in predicato quale sede dei giochi olimpici remieri, poi fissata a Castelgandolfo. E fu anche sede di un mai dimenticato avvenimento remiero internazionale che negli ultimi anni di effettuazione ci ricordava lo scomparso giornalista Natale Bertocco, tanto amico di Sabaudia e dei canottieri. Ed ora, grazie anche all'azione congiunta dei centri remieri militari che hanno sempre valorizzato il suo bacino, Sabaudia sta ritornando all'attenzione organizzativa dei canottaggio italiano e chissà anche a più ampio respiro internazionale. E come ogni avvenimento che si rispetti, le Poste Italiane su richiesta del Comune di Sabaudia mercoledì 15 aprile in Piazza del Comune allestiranno uno speciale gazebo filatelico dove dalle 9 alle 19 sarà possibile obliterare la corrispondenza, o documenti celebrativi dell'avvenimento con un particolare annullo ovale. Ferruccio Calegari
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SABAUDIA, GIOVANE CITTA' RICCA DI STORIA E DI STORIA REMIERA Sabaudia – La Città di Sabaudia ha
festeggiato il 75° anniversario di fondazione, una cittadina giovane
quindi, ma il cui territorio richiama importanti riferimenti ad un passato
certamente dai valori importanti. Ed a cura della civica amministrazione
è stata realizzata anche una iniziativa filatelica, con l'uso di una
cartolina celebrativa ufficiale, su cui è riprodotta “Nascita” una
espressione di esaltazione dell'opera degli uomini che l'hanno realizzata
ed un auspicio per le sue fortune, di Corrado Alvaro. Ma per i canottieri
italiani il nome di Sabaudia ha un riferimento ben preciso, di storia
sportiva e nella importante storia del canottaggio italiano. Ed è una
simpatica “città giardino”, con un ottimo rapporto
natura-architettura, con una leggera differenza rispetto alle altre città
sorte nel periodo nella regione, godendo del privilegio di una
connotazione turistica senza pari, grazie alla sabbia dorata delle sue
spiagge, alle sue dune e alla natura selvaggia della sua foresta. |
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VARIE NOTIZIE |
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| - Domenica 24 febbraio 2008 Presentazione gare fondo |
| - febbraio 2008 - Circolo Canottieri Sabaudia apre l’attività |
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FONDO
A SABAUDIA
LE
FOTO -
1^
serie
(M.P.) - 2^ serie (A.B.) - 3^ serie (Lattanzi) |
| -- Giugno 2008 - 1° PREMIO NAZIONALE DI PITTURA ESTEMPORANEA “Sabaudia tra paesaggio e natura” |
| - Febbraio 2009 - Assemblea sez. Sabaudia ANAOAI |
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LETTERA APERTA AI CITTADINI DI SABAUDIA Cara Cittadina elettrice, caro Cittadino elettore della città di
Sabaudia; i festeggiamenti del settantacinquesimo anno della città sono
ancora in corso. Di secolo in secolo, di progetto in progetto, dopo
numerosi tentativi, la bonifica dell’agro pontino diventava realtà. I
nostri nonni, i nostri padri e alcuni di noi, hanno affrontato enormi
sacrifici, fino a perderci la propria vita, per far respirare questa terra
soffocata dall’acqua. Tra gli obiettivi della bonifica, la fondazione di
Sabaudia. L'amore per il lavoro e quello per la Patria animarono i
valorosi pionieri della bonifica. Grazie al loro generoso impegno, dove
per secoli aveva regnato la miseria e la morte, s’istaurò prosperità e
vita. La terra divenne coltivabile, quasi in una seconda e particolare
creazione. Il
Signor Dio consentì all’uomo di coltivare quel terreno con “ogni
sorta d’alberi graditi alla vista e buoni da mangiare” (Genesi 2: 9) e
gli ricordò “col sudore del tuo volto guadagnerai il pane finché
tornerai alla terra, perché polvere tu sei e polvere tornerai (Gen.
3:19). |
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Diritti e Doveri dei Cittadini La
Costituzione italiana riconosce ai cittadini una serie di diritti: civili,
economico-sociali, politici, religiosi etc. I diritti civili tutelano la
libertà individuale e collettiva. I diritti economico- sociali
comprendono la proprietà privata, il diritto al lavoro, all’istruzione,
alla salute eccetera. I diritti politici garantiscono l’attività
politica attiva e passiva e l’accesso agli uffici pubblici. I diritti
religiosi consentono la libera professione della propria fede. |
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La piscina cede il passo alla farmacia La piscina a Sabaudia?
Venti anni di rinnovato tormento per i cittadini e di logoramento per le
istituzioni. Dalla fine degli anni ottanta, la costruzione della piscina
spicca in tutti i programmi politici di coloro che anelano alla guida
della città. L’importante struttura avrebbe dovuto completare
l’impiantistica degli sport nautici, a costo zero per il comune.
L’abusata nomenclatura di “Sabaudia città dello sport”, nacque come
auspicio, proprio dall’attività remiera importata nella cittadina
pontina dalla Marina Militare, alla fine degli anni cinquanta, a ridosso
delle olimpiadi di Roma. In Agosto 1992 il progetto piscina olimpica
coperta, promosso e sviluppato dallo Stato Maggiore della Marina Militare,
era pronto e finanziato con sette miliari e ottocento milioni di lire.
Mancava il Nulla Osta dei Vigili del Fuoco di Latina e il benestare del
comune. La cosiddetta zona ex Brigantino, in Via Oddone, di fronte
all’allora sede della Scuola centrale Remiera della Marina Militare,
avrebbe ospitato la struttura parzialmente interrata. Il finanziamento era
assicurato dal Comitato Sportivo Militare Italiano nell’ambito del
protocollo d’intesa Forze Armate – CONI ed il sottoscritto partecipò
alla riunione deliberativa in merito su delega dello Stato Maggiore della
Marina. Il finanziamento era previsto in due tranches, senza soluzione di
continuità. Con i primi quattro miliardi si sarebbe realizzata una
piscina funzionante scoperta e con i tre miliardi e ottocentomilioni
successivi si sarebbe completata l’opera. L’opera era politicamente
appoggiata dal Deputato Rodolfo Carelli. La piscina olimpica avrebbe
chiamato a Sabaudia le squadre nazionali, e non solo, consentendo ai
cittadini di frequentarla, almeno per le ore contemplate dalla tipologia
del finanziamento. Con varie motivazioni la costruzione della piscina non
fu appoggiata dai politici locali. Politicamente avrebbe forse fruttato più
come progetto che come opera realizzata. Da alcuni mesi il cavallo di
battaglia politica “piscina” è stato posto in pensione, ormai non ci
crede più nessuno. I cittadini potranno accoglierla, semmai sarà
realizzata, semplicemente come atto dovuto dall’amministrazione.
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| L'assemblea dell'ANAOI ha confermato, per acclamazione, il presidente uscente Fabrizio Malgari alla guida della sezione di Sabaudia. Anche per acclamazione sono stati confermati i tre Consiglieri: Franco Berra, Michelangelo Crispi e Saverio Minervini. Il presidente Malgari ha caldamente sollecitato tutti ad esercitare la massima promozione a favore dell'associazione e in particolare ha chiesto la partecipazione attiva dei sodalizi sportivi che annoverano nelle rispettive squadre atleti olimpici ed azzurri. Congratulazioni vivissime di marcantonio colonna (M.P) |
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HENNAIO 2009 RASSEGNAZIONE IMPOTENZA O GRIDO DI DOLORE? “Cambiano
le stagioni i problemi restano”. Nel
numero di novembre del periodico 6diSabaudia il Generale Salvatore A.
Bellassai evidenzia lo stato di deriva della città di Sabaudia che, più
si addentra nei problemi urbanistici, finanziari, commerciali, culturali,
ambientali, della sicurezza, eccetera, senza mai risolverli, “continua a
rivoltarsi nel letto di spine dei suoi storici problemi”. |
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Venerdì 21 Novembre
2008, mi affaccio al balcone e ritorno indietro nel tempo. Torno agli
anni verdi della mia vita a bordo delle navi militari; su quelle Unità
che partecipavano alle complesse e lunghe esercitazioni interalleate. Le
Navi erano scelte in base alle loro dimensioni, per i rispettivi
armamenti e per il loro nome. Non potevano sottrarsi alla parata finale
e, spesso, ad ospitare il briefing conclusivo dell’esercitazione. Dopo
diversi giorni di navigazione le lamiere presentavano alcuni punti di
ruggine che, ovviamente, ne danneggiavano l’immagine. Il nostromo e i
suoi nocchieri erano sempre pronti a truccare la bella “Signora”:
raschietta, pennello, rullo, pittura
e via. Non importava se piovesse: i marinai indossavano le apposite tute
parapioggia e la nave avrebbe atteso il rientro in porto ove sarebbe
stata sottoposta, bella asciutta e soleggiata, ad un trattamento
ex novo e con tutti i requisiti della tecnica. Si trattava di
un’emergenza e l’emergenza andava gestita al meglio.
Dopo oltre due secoli di
studi e di ricerche sul fondo stradale, sulla composizione
dell’asfalto e dopo i tanti esperimenti sulla sua posa effettuati
dagli ingegneri, il francese Pierre Tresaguet (1716-1796) e lo scozzese
John Loudon MacAdam (1756-1836), nella città di Sabaudia, costruita con
l’architettura razionale, l’asfalto viene applicato senza il benché
minimo raziocinio. Chi farà il collaudo? Chi autorizzerà il pagamento
alla ditta appaltatrice? Quanto durerà l’asfalto? E, in fine, quanti
e quali altri lavori pubblici sono effettuati con simile spregiudicata
approssimazione al di fuori di ogni controllo da parte degli organi
competenti? |
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L’onorevolezza degli onorevoli Deputati e Senatori e l’opinione pubblica Onore? E’ la buona
reputazione acquisita con l’onestà, la coerenza ai propri principi,
la dignità, il prestigio e, soprattutto, la coscienza del valore
sociale e morale delle virtù che l’hanno procurata. Onorevole
significa “degno d’onore”. All’inizio dell’ottocento
l’aggettivo era associato, spontaneamente, senza atti ufficiali a quei
cittadini che, per elezione o per nomina, si erano assunti l’onere e
l’onore di rappresentare e servire i loro simili nella gestione della
cosa pubblica. La principale ricompensa per detti cittadini era
l’onore di rappresentare il popolo. |
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A Pechino gli sport minori hanno salvato l’Italia Il Coni, coadiuvato dalle
Federazioni ha costituito la squadra olimpica destinata a rappresentare
l’Italia nella kermesse olimpica di Pechino: 346 atleti appartenenti a
34 discipline sportive, più i numerosi accompagnatori. In Italia,
travisando lo spirito olimpico originale, le grandi speranze sono fondate
sugli sport professionistici e non sull’atleta. Più capitali girano
intorno ad una squadra più alto è il numero degli interessati, più alta
è l’esaltazione, la strumentalizzazione e la tolleranza. Proprio a
ridosso delle olimpiadi abbiamo assistito agli avvenimenti di Napoli e
Roma collegati allo sport maggiore per eccellenza: il calcio. Treno
assalito da pazzi scatenati, normali passeggeri in possesso di biglietti
ferroviari fatti scendere da coloro che, rifiutandosi di acquistare i
biglietti, devastavano il treno per centinaia di migliaia di euro.
All’ombra del calcio tutto è ammesso. Le autorità autorizzano la
partenza del treno e i teppisti con la falsa divisa dei tifosi possono
continuare, indisturbati, la loro opera di distruzione. Pechino conferma
che è l’atleta a fare la differenza. E’ l’atleta che porta le
medaglie. L’atleta rappresenta, da sempre, l’uomo che lotta per
superare i propri limiti affrontando, con rigore, ogni sacrificio. Quanti
visi coperti di dolori e sofferenze abbiamo visto al termine di una gara,
prima della gioia irradiata dalla vittoria?
Gli sport maggiori hanno
raccolto, in pubblicità e notorietà sulle promesse, prima della partenza
per Pechino, poi sono piombati nell’oblio. Tra gli sport maggiori e
quelli minori stanno le quattro medaglie, una d’oro e l’altra
d’argento nel nuoto femminile e quelle d’oro e di bronzo nella marcia,
rispettivamente, dei 50 km. maschili e dei 20 km. femminili. |
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I PARTITI POLITICI, I LORO STATUTI E IL CAPORALATO I partiti politici, come
ogni altra associazione ufficialmente costituita, fondano la loro attività
sul proprio statuto. Nello statuto sono riportati gli scopi e le finalità
del partito. Sono elencati le modalità e i mezzi da usare per raggiungere
suddetti scopi e finalità. Gli Organi Sociali e quelli di controllo
spiccano in ogni Statuto con le relative attribuzioni. Particolari figure
statutarie sono destinate a vigilare sull’ottemperanza delle norme che
si sono date in sede istitutiva e sull’eventuale opportunità di
aggiornarle sull’onda dei veloci cambiamenti che il progresso
tecnologico e la società impongono. E’ molto interessante ed istruttivo
leggere gli statuti dei partiti politici. A fattore comune hanno gli
articoli che descrivono gli scopi e le finalità. Essi sembrano scritti
dalla stessa mano, con un italiano scorrevole ed elegante, con santi
principi di moralità, spirito di amore universale e, soprattutto, protesi
verso il futuro aperto a tutti e con le pari opportunità sancite dalla
nostra Costituzione. |
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UN GRANDE PROGRAMMA CHE CONQUISTA FINANCHE L’OPPOSIZIONE MA NON DECOLLA Il programma è la definizione del percorso per
raggiungere un determinato obiettivo, in relazione alle risorse
disponibili, delle attività da intraprendere e dei tempi necessari per
realizzarle. Il programma è dunque il punto di partenza con rotte ben
definite per raggiungere gli obiettivi in esso fissati: punto d’arrivo. |
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1°
PREMIO NAZIONALE DI PITTURA
ESTEMPORANEA Grande successo ha
riscosso il Primo Premio Nazionale di Pittura Estemporanea: “Sabaudia
tra Paesaggio e Natura” svoltosi nella città pontina Domenica 1 giugno
2008. Alle otto del mattino i primi artisti varcano l’ingresso
municipale per l’iscrizione e la timbratura della propria tela. Nella
corte comunale di Sabaudia ad attenderli gli addetti del Comitato
Organizzatore presieduto da Antonino Prili con Vicepresidente l’artista
Franco Borretti, Segretario Antonio Bencardino e tesoriere Anna Giovanna
Assorati. Apre la lista dei partecipanti Walter Carturan e la chiude Mauro
Montini, quarantatreesimo iscritto.
Il secondo premio di €
500 è andato all’artista Massimo Papa di Nettuno, il terzo di € 350 -
acquistato da “La Terrazza Ristorante” - a Gino Di Prospero di Latina,
il quarto di € 300 – acquistato da “La Capricciosa Ristorante e
Pensione – a Valerio Libralato di Latina, il quinto di € 250 –
acquistato da “Libri e Collezioni di Alfredo Urbinati – a Fernanda
Freddo di Fonte Nuova, il sesto di € 200 – acquistato da “De Vitis
Ottica” – ad Armando Sodano di Latina, il settimo – acquistato da
“Forno a Legna di Mezzomonte” – a Marco Carloni di Roma, l’ottavo
ed ultimo premio di € 150 – acquistato dal “Signor Aldo Di Maggio di
Sabaudia” – a Luigia Gabrielli di Guidonia. A tutti i vincitori, oltre
al previsto premio, è stata consegnata una targa personalizzata. Dei
diciotto Comuni partecipanti, ben cinque sono stati premiati. Un
ringraziamento particolare va a coloro che hanno riposto la loro fiducia
sia negli artisti che nel comitato organizzatore acquistando i premi, ai
titolari di piccoli esercizi commerciali e ai privati cittadini che con le
loro offerte hanno consentito di coprire il secondo premio di € 500,
rimasto invenduto, e parzialmente le spese di gestione del concorso. |
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Sabaudia Nord “Porto Franco” per i costruttori. Circa
venticinque anni fa nacque il nuovo quartiere denominato “zona 167” e
successivamente anche “zona Sabaudia Nord”. La prima pietra fu posata
avvalendosi della legge 167 del 18 Aprile 1962: “Disposizioni per
favorire l’acquisizione d’aree fabbricabili per l’edilizia economica
e popolare”. Dalla posa di quella prima pietra, che inaugurò
l’apertura del primo cantiere, l’acquisizione d’aree fabbricabili è
stata sempre agevolata ma non per l’edilizia economica e popolare ma per
quella libera ed arbitraria. Quasi un’edilizia franca; edilizia franca
dalle leggi, dai regolamenti, dalle norme e soprattutto dai controlli. Per
rendersi conto di ciò è sufficiente percorrere Via Cesare del Piano, da
Via Principe Biancamano a Via Carlo Alberto. Si incontrano marciapiedi
sottodimensionati con pali dei fili elettrici o telefonici che impediscono
finanche il passaggio, in sicurezza, di un passeggino per bambini;
cantieri sempre attivi che continuano a costruire in maniera disordinata e
compatta. Eppure le leggi esistenti in materia urbanistico-edilizia sono
davvero tante. Le più significative e allo stesso tempo le più
trasgredite sono: Decreto Ministeriale del 2 aprile 1968 n. 1444 che
detta, tra l’altro, precise
norme sui limiti inderogabili di distanze da rispettare tra fabbricati e
tra essi e le strade, legge del 9 gennaio 1989 n. 13 sulle barriere
architettoniche e legge 28 febbraio 1985 n. 47 sulle norme di controllo
dell’attività edilizia e su quella urbanistica.
In
particolare i costruttori che operano in Sabaudia Nord godono,
stranamente, da sempre della copertura politica che rende la zona franca
dai controlli. Copertura politica che manca agli abitanti del quartiere e
con essa la copertura finanziaria. In Sabaudia Nord ogni intervento,
ovvero promessa di intervento, viene somministrato come l’osso al cane.
Le norme esistenti vengono disattese e, ove possibile cancellate. I
controlli effettuati in altre zone della città, di solito sollecitati
dalla parte politica opposta al governo cittadino protempore o per guerre
intestine, hanno spesso trovato gli Amministratori Comunali pesantemente
coinvolti. I controlli sollecitati dai cittadini, che mal sopportano gli
abusi, si limitano spesso a verificare la rispondenza tra il progetto
presentato e la licenza rilasciata dal comune, senza alcun
controllo circa la rispondenza tra la licenza rilasciata e le leggi/regole
in vigore. Peccato, un paese nato con caratteristiche prettamente agricole
è stato trasformato in un centro di speculazione edilizia a danno della
tranquillità dei cittadini residenti. |
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La
meritocrazia nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa. Quaranta anni fa
l’Italia viveva il sessantotto, un anno che ha modulato il modo di
vivere e di pensare di molti italiani e ha modificato la vita di tutti. Il
sessantotto pone un sipario tra il passato e il futuro. Nel passato, prima
del sessantotto, il capo famiglia esercitava ancora alcuni poteri
patriarcali. I figli erano educati al rispetto delle gerarchie sia
nell’ambito della famiglia, primo luogo di sviluppo e di crescita dei
bambini, che in quello della scuola. Dall’asilo all’elementare, alle
medie inferiori e superiori ed all’università. L’insegnante, durante
l’orario scolastico, assumeva il ruolo del pater familias e gli studenti
ne rispettavano l’autorevolezza derivante da superiorità morale e
intellettuale. Gli studenti della scuola media inferiore per accedere a
quella superiore dovevano superare i cosiddetti “esami di ammissione”.
All’università il fuori corso era consentito solo ai “figli di papà”
che, grazie alle disponibilità economiche, potevano rinunciare al lavoro
dei figli. Quando gli insegnati entravano in classe tutti gli studenti
scattavano in piedi per dimostrare il loro rispetto e la loro prontezza ad
apprendere. Gli stessi studenti sui pullman, sui treni e altrove, quando
seduti, si alzavano per cedere il posto alle donne in cinte ed alle
persone anziane. Gli uomini cedevano i posti alle donne anche se coetanee,
solo per spirito cavalleresco. A scuola il primo impatto col ragionamento
era rappresentato dalle tabelline da imparare a memoria. Il per, il
diviso, il più e il meno, insieme al mandare a memoria tante poesie,
erano il pane quotidiano dello studente. L’esuberanza dannosa per i
compagni di classe era controllata. La svogliatezza e la poca volontà di
impegnarsi erano corrette stimolando gli allievi con i premi che si
guadagnavano in base alle valutazioni del merito di “lodevole” e
“ottimo”. Purtroppo, talvolta, al posto dell’autorevolezza è
subentrata l’autorità. Alcuni insegnati, privi d’ascendente,
passarono dal ruolo di pater familias a quello di potestà. Il progresso
economico, tra l’altro, causò negli italiani debolezza e rilassamento
dei costumi. Le autorità, dilaniate dalle diverse correnti di pensiero,
lasciarono sempre meno libertà agli studenti. Gli studenti si ribellarono
fino ad assumere atteggiamenti spudorati e distruttivi. Le università
furono occupate dagli studenti che rifiutavano non solo l’autorità ma
anche l’autorevolezza. I più ribelli rifiutavano finanche i consigli
dei genitori, restavano fuori casa giorno e notte e praticavano
liberamente il sesso fino allora considerato tabù. Intervennero i partiti
politici, prevalentemente di sinistra, che pur di conquistare consensi
alimentarono ogni compromesso. Le loro azioni si svilupparono
principalmente nel diritto civile. Nacquero leggi e leggine quasi tutte
svanite a parte lo Statuto dei lavoratori, tuttora in discussione anche
presso i sindacati. Fare una legge non costava e non costa nulla (oggi si
parla di abrogare migliaia di leggi inutili). Mentre per sostenere le
riforme delle strutture economiche e sociali c’è bisogno di denaro.
Inneggiare ai diritti senza parlare di doveri è accattivante e attira i
giovani sempre più idiosincratici per i doveri. Si lottò per
l’eguaglianza ma si usarono armi che uccisero il merito. Con discorsi
plebiscitari e di parte si spinsero i giovani verso un’incontrollata
disobbedienza. Il sessantotto ha trasformato il “popolo di poeti,
artisti, eroi, santi, pensatori, scienziati, navigatori e di trasmigratori”
in tanti naufraghi alla deriva. Tutti uguali, tutti capaci, tutti hanno
diritto a diplomarsi e a laurearsi. Tutti; per gli incapaci, i ciucci e
per chi non ha voglia di studiare si ricorre al voto politico,: il sei o
il diciotto. Voto appunto politico perché di sociale non ha nulla. Inizia
una rincorsa al ribasso culturale. I profili scolastici vengono ridotti al
minimo: non riesci ad imparare le tabelline, non sei capace di ragionare e
gestire le quattro operazioni matematiche; nessun problema, c’è la
calcolatrice. La calcolatrice richiede l’uso di un dito, non c’è
bisogno del cervello. Non è necessario imparare a memoria e sapere. E’
opportuno, nemmeno necessario, aver il pezzo di carta che attesti il
diploma o la laurea (titoli spesso acquistati presso istituti e università
disposti a venderli). Dal marasma inaugurato nel sessantotto e ingigantito
negli ultimi quaranta anni i “naufraghi” si salvano solo se
individualmente soccorsi dai padri e dai padrini. L’Italia è tornata al
vecchio medioevo. Il nepotismo e il clientelismo imperano in tutti i
settori ed in tutto il territorio nazionale. Il talento e il merito sono
stati azzerati. Le uniche scialuppe di salvataggio sono rappresentate dai
legami di parentado e politici. Non è una novità che i figli dei notai,
degli avvocati, dei medici, dei farmacisti, degli imprenditori, dei
manager ecc. possono facilmente accedere ai rispettivi albi professionali,
indipendentemente dai loro talenti e dai loro meriti. Le scialuppe
clientelari fornite dai politici portano in salvo molti, moltissimi
disperati ma non tutti. Qui riappare il concetto del merito: non quello
dell’individuo che è alla ricerca di un lavoro, di un impiego, bensì
il merito, vero o falso, del politico di riferimento. I politici
gestiscono le assunzioni che vanno dagli amministratori delegati, ai
manager industriali, ai direttori di grandi imprese, fino ai concorsi per
vigili urbani o per spazzini, oggi detti, nell’ipocrisia generale delle
nuove nomenclature, operatori ecologici. E a Sabaudia? Il paese è
piccolo, tutti sanno e nessuno reclama. Tutti aspettano il proprio turno,
per essere assunti, che per molti non verrà mai. |
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Riuscirà il nuovo governo a rimettere in moto l’Italia? Nella fase transitoria,
dalla caduta del governo Prodi alla campagna elettorale per eleggere il
nuovo parlamento, i principali rappresentanti dello stato, dal presidente
della Repubblica, al presidente del Senato, della Camera e a quello della
Corte dei Conti, tutti hanno pubblicamente ammesso che il mal governo non
ha colori e spazia dall’estrema destra all’estrema sinistra passando
per il centro. Costatiamo che i membri dei primi governi italiani nati nel
dopoguerra erano uniti, se non altro, dal bisogno di migliorare la vita di
tutti assai precaria. E tutti si sono impegnati per creare un ambiente più
sano e una vivibilità migliore per poterne raccogliere i frutti a piene
mani. Oggi i costituzionalisti sprigionano emozioni da tutti i pori quando
parlano delle loro gesta d’amore o di dissenso basati in ogni caso sui
principi in cui allora credevano fermamente. Chi più e chi meno, tutti
loro hanno fatto crescere l’Italia fino al miracolo economico degli anni
sessanta. In seguito i nostri politici si sono ubriacati di benessere e
hanno abbandonato il buon senso, l’amor proprio, la propria dignità,
diventando avidi, assetati di
ricchezza non proporzionata al loro lavoro e alle loro capacità. Di
elezione in elezione gli inganni, le menzogne, le spregiudicatezze sono
stati alla base delle loro rinnovate promesse e quasi mai mantenute. Alla
caduta del governo Prodi, prima dell’apertura vera e propria della
campagna elettorale, tutti i parlamentari dalle televisioni, dalle radio e
nelle piazze hanno denunciato il totale fallimento della politica
italiana, ovvero hanno ammesso il loro fallimento. D’altra
parte se l’unità d’intenti non c’era tra i partiti della coalizione
di governo come poteva esserci tra i loro rappresentanti? |
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La
politica è arte o scienza?
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La tolleranza non è senza limiti La maggior parte dei
dizionari della lingua italiana definiscono la tolleranza come “la
capacità di resistere a condizioni sfavorevoli
o potenzialmente dannose”. Dall’illuminismo, noi occidentali
che abitiamo i cosiddetti paesi evoluti, abbiamo sviluppato il senso della
tolleranza collocandolo in quel positivismo che chiamiamo vivere civile,
ragionevole e pacifico. Si, perché la tolleranza è il fondamento di ogni
convivenza democratica. |
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LE FOTO - 1^ serie (M.P.) - 2^ serie (A.B.) - 3^ serie (Lattanzi) |
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27/02/2008 - Sabaudia - Dal Parlamento Europeo a Sabaudia: un salto all'indietro, per chi, come lui, porta la cittadina pontina nel cuore. È uno Stefano Zappalà sereno e all'insegna degli amarcord quello che si consegna ai taccuini ai margini dei Campionati Italiani di Gran Fondo. Da quasi due lustri parlamentare europeo - eletto nelle fila di Forza Italia e confluito poi nel Ppe - il 67enne politico d'origini catanese non nasconde il profondo legame con Sabaudia, dove ha lavorato per anni nella locale caserma dell'Artiglieria Contraerei. |
| Dopo aver snocciolato i perché del partito unico, nella necessità "di semplificare la politica e migliorare il rapporto coi cittadini", Zappalà non ha mancato di enunciare l'esigenza di passare dal bipolarismo al bipartitismo, “che è poi - ha detto - l'organizzazione politica fatta propria dai paesi più avanzati". Un passato da sportivo nel suo curriculum prepolitico: "avendo frequentato l'Accademia Militare di Modena, ho svolto con buon successo diverse discipline. A Sabaudia ho comandato diversi reparti, dal 1965 al 1973, e a questa città mi legano tanti piacevoli ricordi”. Il quadretto che sortisce dalle dichiarazioni di Zappalà non è poi cosi idilliaco per il centro pontino: tante, a detta dell'eurodeputato, le differenze col passato. Impietosa la sua disamina: "oggi regna una grande confusione nelle varie competenze tra l'Amministrazione, l'ente parco, la Regione e tutte quelle svariate normativa interpretate in maniera eterogenea. Tutto ciò ha fatto si che alcune situazioni si siano modificate e la disponibilità di alcune strutture si sia ridotta. Auspico un futuro più chiaro, in maniera che tutte le bellezze naturali, dal parco al lago, si trasformino in una risorsa e non in un motivo di decadimento. Al giorno d'oggi troppi vincoli fanno si che non vi sia una fruizione compatibile con lo sviluppo, mentre le risorse naturali andrebbero preservate secondo una programmazione che permetta poi alla collettività di trarre benefici dal territorio". Niente canottaggio nel suo passato da sportivo: "purtroppo è una disciplina che pur amando e apprezzando non ho mai avuto modo di praticare; da giovane mi sono dilettato tra l'equitazione e la corsa campestre, ma consiglierei a tutti di entrare a far parte del fantastico mondo remiero". | |
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26/02/2008 - Sabaudia - Un connubio granitico quello tra sport e turismo. Un connubio reiterato nella giornata di domenica 24 febbraio, in occasione del Campionato Italiano di Gran Fondo. Oltre 470 gli equipaggi che si sono misurati lungo il fascinoso bacino lacustre di Sabaudia. In tanti coloro che hanno assistito alle prove direttamente dal Ponte Giovanni XXIII, a testimonianza dell’appeal del canottaggio e della forza attrattiva che lo sport può avere per la ridente cittadina pontina. Tutti questi aspetti non sono passati inosservati agli occhi di di Domenico Di Resta, Presidente della Commissione Turismo della Regione Lazio. |
| Le sue dichiarazioni, ai margini delle regate, sono un vero e proprio inno all'incantevole bellezza di Sabaudia. "Ancora una volta questa città ha confermato di saper abbinare al meglio sport di qualità e turismo. Il canottaggio ha una radice decennale in queste zone e ha da sempre avuto il grandissimo merito di far di Sabaudia un punto di riferimento per il turismo internazionale, facendo da centro catalizzatore anche nelle stagioni meno affollate, in quella sorta di destagionalizzazione del turismo che rappresenta uno degli obiettivi più importanti della fascia costiera laziale. La presenza invernale e primaverile di numerosi equipaggi stranieri non passa di certo inosservata e crea un indotto per tutto il circondario. Certe tendenze vanno capite, apprezzate e, soprattutto, stimolate. Non si può negare che certi sport diano lustro al territorio e il canottaggio rappresenta una sorta di ambasciatore per un Parco Nazionale del Circeo che va sempre più valorizzato. La Regione, in tal senso, sta dando un forte contributo a tali iniziative: abbiamo da poco approvato la nuova legge regionale sul turismo, che punta a valorizzare il settore come sistema totalizzante, partendo dai suoi elementi più importanti, non ultimo lo sport. Nel passato non si sono colte appieno le potenzialità delle attività sportive, ma in questi ultimi tempi stiamo mettendo a punto gli elementi attuativi che vanno nella direzione di migliorare ancora di più il sodalizio sport - turismo. Un turismo moderno e rispettoso dell’ambiente e Sabaudia - conclude Di Resta - può davvero trasformarsi in un centro d’avanguardia dove sperimentare un innovativo progetto di sviluppo turistico". | |
| 21/02/2008 - Sabaudia - Domenica 24 febbraio, sul lago di Paola, si svolgeranno le prime gare di canottaggio di quest’annata. E tra i concorrenti, accanto ai vogatori italiani, sono già inseriti 3 team internazionali, come, Germania, Belorussia e Finlandia, che dispongono di atleti di valore che contribuiranno a rendere più vivace la competizione sportiva. Si tratta di un avvenimento, organizzato dal Circolo canottieri, patrocinato dalla FIC e dalla FITEL, dagli Enti pubblici, Regione, Provincia e Comune di Sabaudia, dal Consorzio di Bonifica di Latina con la collaborazione del Centro Sportivo della Marina Militare, che introduce l’intensa stagione remiera. Il programma prevede che dalle ore 8 alle 9, nella mattinata di domenica, verranno distribuiti i numeri di gara, mentre, alle 8, si svolgerà il peso dei Timonieri delle diverse imbarcazioni. Alle 10-11.15, in base agli equipaggi iscritti, è previsto lo svolgimento del 1° Gruppo Campionato Italiano Gran Fondo; alle 11.15-12.15, sempre in base agli iscritti, è prevista la regata nazionale, aperta agi equipaggi stranieri, con il promozionale del Singolo. Nel corso della manifestazione, alle 11, si effettuerà la premiazione del concorso scolastico artistico “ Canottaggio e Ambiente”, al quale hanno partecipato con molteplici lavori gli studenti delle scuole di Sabaudia. In questo caso si può a ragione parlare della scuola che si avvicina al mondo dello sport remiero. Un’attenta giuria, composta da esperti del mondo artistico e da rappresentanti del mondo sportivo e dell’associazionismo dovranno selezionare i lavori per definire una classifica con la proclamazione dei vincitori dell’edizione 2008. L’iniziativa, sempre guidata dal presidente del Circolo, Antonio Di Criscienzo, si svolge con il patrocinio dell’Assessorato Provinciale allo Sport, del Comune di Sabaudia, della FIC, della FITEL e dell’AEDE provinciale. Poi, alle 11.40, la sezione locale dell’ANAOAI, presieduta da Fabrizio Malgari, premierà alcuni personaggi dell’ambiente sportivo marinaro che si sono distinti nei loro ambiti. Le gare proseguiranno alle 11.45, con la partenza della regata promozionale 4 yole “Specialolympics” e, a seguire, alle 12.15, ci sarà la premiazione delle gare per il 1° Gruppo e per la seconda edizione del Trofeo dedicato a Mauro Ceccarelli. Tra le 12.30 e le 14, ci sarà la premiazione del 2° Gruppo campionato Italiano Gran Fondo. Alle 14, infine, si eseguiranno le premiazioni del 2° Gruppo e Campionato Italiano Gran Fondo presso la Torre d’arrivo del Centro Sportivo Remiero della Marina Militare. Di fronte alla giornata organizzata per dare lustro al canottaggio, un’attività che nella località pontina vanta una tradizione consolidata, il delegato comunale allo Sport Giampiero Fogli si è così espresso. “Saluto i vogatori, i dirigenti e gli allenatori delle rappresentative che saranno presenti al Campionato Italiano di Fondo di Canottaggio, che avrà luogo a Sabaudia il 24 febbraio 2008, sullo specchio d’acqua del lago di Sabaudia. Ringrazio inoltre il Presidente della Federazione Italiana Canottaggio, con il quale condividiamo la stessa idea e concezione dello sport. Insieme abbiamo organizzato le gare che si disputeranno a Sabaudia. In un momento delicato come quello che stiamo attraversando, riportare nella nostra città le gare del Canottaggio è motivo di lustro sia per lo sport che per l’Amministrazione, questa iniziativa rappresenta a mio avviso una salutare boccata d’ossigeno per il canottaggio italiano. Gli atleti sono il futuro del nostro paese: dobbiamo, tutti insieme, costruire quelle condizioni che rendano lo sport una vera agenzia educativa”. Gli atleti delle nazioni della Serbia e del Mexico rappresentano inoltre altri due team di atleti di rilievo che in questo periodo si stanno allenando presso il Circolo Canottieri, ma che, non prendendo parte alle gare di canottaggio, saranno quasi sicuramente presenti come osservatori. Mario Tieghi |
| 16/02/2008 - Sabaudia - -
23 24 febbraio 2008 -
Concorso artistico per i Campionati di fondo. E’ il caso
di parlare della scuola che si avvicina al mondo dello sport remiero ed in
questo caso il gemellaggio è già avvenuto da tempo ma si perpetua meglio
in occasione delle gare di voga che si svolgeranno prossimamente a
Sabaudia in occasione del Campionato di fondo di canottaggio, fissato per
sabato e domenica prossimi. “Canottaggio e Ambiente” è infatti il
titolo del Concorso artistico per gli studenti delle Scuole primarie e
secondarie bandito per tale appuntamento sportivo. Gli organizzatori
prevedono, come l’anno precedente, una numerosa partecipazione di
giovani che si esprimeranno per l’evento con i personali lavori sul tema
del concorso. Per le ore 16 di sabato 23 febbraio è stata convocata la
giuria, composta da esperti artistici e da rappresentanti del mondo
sportivo e dell’associazionismo che dovranno selezionare i lavori.
L’iniziativa viene svolta con il patrocinio dell’Assessorato
Provinciale allo Sport, del Comune di Sabaudia, della FITEL e dell’AEDE.
La piena soddisfazione per l’attività messa in campo viene espressa dai
soci del Circolo Canottieri Sabaudia, a cominciare dal presidente Antonio
Di Criscienzo, per il fatto che diversi giovani delle scuole del
comprensorio seguiti dai loro docenti si sono cimentati in un argomento
così attuale.
Mario Tieghi |
Gennaio 2008 -VOLONTARIO? SI GRAZIE, COSA MI DAI IN CAMBIO?Nei mesi scorsi abbiamo assistito ad un braccio di ferro tra alcune associazioni di volontariato e l’amministrazione comunale di Sabaudia. Oggetto del contendere: assistenza al traffico da parte di alcuni volontari a favore degli studenti in entrata e in uscita dagli istituti scolastici, previa corresponsione di un “rimborso spese forfetario” a cura del comune. L’attività di volontariato fu sospesa, ritirando gli uomini, perché veniva a mancare “la possibilità di garantire il rimborso spese ai volontari impiegati”. Attenzione, gli uomini furono ritirati, semmai avrebbero dovuto cessare l’attività spontaneamente! Le spese effettivamente sostenute potrebbero essere quelle relative all’acquisto dei carburanti per la propria auto o moto usate per raggiungere le scuole.Sappiamo che: il volontariato è un’attività libera e gratuita svolta per ragioni di solidarietà e di giustizia sociale; il volontariato è un servizio che viene fatto per libera scelta, che non è frutto di costrizione od obbligo, esso nasce dalla spontanea volontà dei cittadini di fronte a problemi non risolti o non affrontati dalle Istituzioni; il volontariato può essere prestato individualmente in modo più o meno episodico, o all'interno di una organizzazione strutturata che può garantire la formazione dei volontari e il loro coordinamento.L’attività di volontariato, dunque, per essere tale deve essere: GRATUITA, SPONTANEA e, PERSONALE e deve essere svolta per ragioni di SOLIDARIETA’. Se viene a mancare anche uno solo di questi requisiti fondamentali non è più volontariato ma, anche se utile, è un’altra cosa.Quante altre cose in Italia vengono fatte passare per attività di volontariato? Tante, davvero tante. Tante quante da indurre il governo a produrre la Legge-Quadro sul Volontariato n. 266 dell’11 agosto 1991, unica in Europa. Leggiamo i primi articoli di questa legge?Art.1. Finalità e oggetto della legge. La Repubblica italiana riconosce il valore sociale e la funzione dell’attività di volontariato come espressione di partecipazione, di solidarietà e pluralismo, ne promuove lo sviluppo salvaguardandone l’autonomia e ne favorisce l’apporto originale per il conseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale individuato dallo Stato, dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali.Art. 2. Attività di volontariato. 1) Ai fini della presente legge per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontariato fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà.2) L’attività del volontariato non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse.3) La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’organizzazione di cui fa parte.Si sa come finisce in Italia. Fatta la legge trovato l’inganno! La legge è spesso tradita da giochi di potere con l’obiettivo del “lucro indiretto”. Lo scrivente ha sperimentato personalmente, a Roma e a Sabaudia, che il puro volontariato non esiste. La politica riesce ad intrufolarsi anche nelle espressioni più intime dell’animo umano. Dall’azione volontaria scaturisce una gratifica unica ed insostituibile per la persona che la compie. Nel volontariato puro la persona si sente ed è finalmente autonoma e libera nelle sue decisioni ed azioni, nel senso che interviene quando e con quanto può, senza aspettarsi nulla in cambio al di fuori delle gratifiche morali. Ma l’Italia pullula di “sindacalisti” disoccupati in cerca di adepti. Sono i sindacalisti della politica che riescono a strumentalizzare, per non dire distruggere, finanche il volontariato. Peccato perché l’attività di volontariato reca grandi benefici, tanto più grandi quanto più è volontaria, sia a chi la riceve che a chi la offre e sia all’intera società.Sabaudia 15.01.2008 - Antonio Bencardino |
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Circolo Canottieri Sabaudia apre l'attività con la gara del 24 febbraio 2008 |
| 28/01/2008 - Sabaudia
- Per
tutto il periodo invernale il bacino di Sabaudia è stato solcato da molte
imbarcazioni guidate da atleti impegnati nell’abitudinaria preparazione
di allenamenti. Ed anche quest’anno accanto ai forti atleti del luogo,
legati ai circoli militari delle fiamme Gialle, del Corpo Forestale dello
Stato, delle Fiamme Oro, della Marina Militare si sono visti i vogatori
stranieri, provenienti da diverse nazioni dell’Ue ed anche extraCee. Un
suggestivo spettacolo per chi si trova ancora oggi a transitare sul il
ponte Giovanni XXIII. Uno spettacolo di forza e di giovinezza legato alla
pratica di uno tra gli sport più antichi del mondo. E’ il caso di
affermare che la stagione sportiva remiera è ormai alle porte. In verità,
domenica 24 febbraio prossimo, sul lago di Paola si svolgeranno le prime
gare di quest’anno. E nelle batterie dei concorrenti sono già inseriti
4 team internazionali, come, Germania, Belorussia, Finlandia e Austria,
che contribuiranno a rendere più effervescente l’aria della
competizione sportiva. Antonio Di Criscienzo, presidente del Circolo
Canottieri di Sabaudia, investito direttamente per l’organizzazione
della gara, è molto chiaro nel parlare dell’intera programmazione: “
Per il nostro Circolo sarà un’annata intensa ed io spero nella piena
sensibilità e disponibilità degli Enti Locali e Nazionali per far
crescere queste manifestazioni, a cominciare dal primo avvenimento
sportivo di febbraio. Mi auguro poi che questa manifestazione divenga una
classica ambita e di alto valore tecnico. Ritengo inoltre che per attrarre
l’attenzione si dovrebbe pensare ad istituire premi e gettoni con lo
scopo di valorizzare l’evento sportivo o anche materiale vario, come
imbarcazioni, remi, componenti remo ergometrici etc., che potrebbero
rappresentare un utile viatico pubblicitario per le ditte del settore
remiero”. E per la circostanza, è stato bandito un concorso artistico
dedicato al canottaggio e all’ambiente, che coinvolgerà il mondo
scolastico. Un appuntamento di rilievo, patrocinato dalla FIC e dalla
FITEL, dagli Enti pubblici, Regione, Provincia e Comune di Sabaudia, dal
Consorzio di Bonifica di Latina, che apre così l’intensa stagione
remiera.
Mario Tieghi |
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Da diversi anni la città
pontina viene definita la città dello sport. Ciò grazie alla risonanza
internazionale che il canottaggio e la canoa hanno prodotto. Difatti già
dagli anni cinquanta Sabaudia fu messa sotto i riflettori dello sport
mondiale perché candidata ad ospitare le olimpiadi di Canoa e Canottaggio
del 1960. Tre i bacini in gara, tutti nel Lazio: il lago di Sabaudia, il
lago di Castel Gandolfo e il progettato bacino della Magliana, mai nato.
Come è noto vinse Castel Gandolfo con la Benedizione di Papa Giovanni
XXIII. Grazie alla Marina Militare, che portò i suoi equipaggi iscritti
alle olimpiadi ad allenarsi a Sabaudia, iniziò l’ascesa del Lago di
Paola verso la notorietà mondiale. Nacque la prima Società di
Canottaggio e Canoa: la Scuola centrale Remiera della Marina Militare in
seguito affiancata dal Centro Remiero delle Forze Armate. Ad olimpiadi
ultimate Castel Gandolfo iniziava il suo tramonto, mentre a Sabaudia si
trasferivano gli atleti delle Fiamme Gialle, validi avversari di quelli
della M.M. Molti titoli mondiali, europei e italiani furono conquistati
dagli equipaggi che sul Lago di Sabaudia raggiungevano la migliore
performance. Sotto la regia della Marina Militare fu istituito il Trofeo
Internazionale Natale Bertocco. Di anno in anno le aste per issare le
bandiere delle Nazioni partecipanti aumentavano superando la prima decina.
La Suola Forestale dello Stato fu incoraggiata dalla M.M. ad
intraprendere l’attività remiera. In un primo tempo gli atleti
forestali furono ospitati presso gli impianti della M.M. insieme a quelli
della Polizia di Stato. Successivamente entrambi i sodalizi si resero
autonomi e parteciparono e tuttora partecipano a trainare Sabaudia verso
vette sempre più alte, tanto alte da far definire immeritatamente
Sabaudia “Città dello Sport”. Alcuni ex atleti in uniforme diedero
vita alla prima Società NON militare o para militare: il Circolo
Canottieri Sabaudia. Il Trofeo Bertocco importò nella città lagunare
molti vessilli internazionali contribuendo a far conoscere il bacino e la
sua idoneità per gli allenamenti nell’intero anno solare. Per contro
gli equipaggi pontini confermavano la validità degli allenamenti
praticati sulle acque chete del lago conquistando medaglia su medaglia.
Anni di gloria dello sport militare dislocato a Sabaudia. Ma come hanno
reagito le amministrazioni comunali negli ultimi cinquanta anni? Certo
Sabaudia da sola non avrebbe potuto fornire i mezzi necessari per far
decollare il proprio lago a “Centro Internazionale di Canottaggio”
nato come idea della M.M. ma poi realizzato nella città di Piediluco.
Avrebbe dovuto però sensibilizzare gli organi superiori della provincia,
della regione, e perché no, della nazione giacché in parlamento la
regione Lazio e la stessa città di Sabaudia erano ben rappresentate. Per
la verità la Marina Militare è stata buona ambasciatrice della città
sui campi olimpici ed internazionali (vorrei sommessamente ricordare che
la Marina Militare è l’unica Forza Armata, di quelle che operano nel
territorio sin dai primissimi anni della fondazione della città, che non
abbia ottenuto la cittadinanza onoraria. E come sappiamo la cittadinanza
onoraria viene offerta e non chiesta!).
Ecco. Sabaudia deve avere di coraggio di esercitare il diritto in tutte le attività e verso tutti e, a piccoli passi, avviare e concludere programmi chiari tesi a conquistare a pieno titolo l’appellativo di “città dello sport”. Sabaudia ne ha tutte le potenzialità. La spinta maggiore dovrebbe scaturire dall’assoluta realtà che intorno allo sport c’è molto indotto. Sabaudia, 29.01.08 - Antonio Bencardino |
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Quanto
più la Società è evoluta tanto più è difficile la convivenza Madre
natura vuole che ogni organismo vivente interagisca con altri membri della
stessa specie dando luogo a vari livelli di comportamento sociale. Gli
esseri umani svolgono le proprie attività in funzione di molti fattori
convergenti quali lo stato sociale, la condizione economica, il livello
d’istruzione, la cultura religiosa, le preferenze personali,
l’ambiente in cui vivono, eccetera. |
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Bisogna conoscere bene il passato per costruire un buon futuro (NOVEMBRE 2007) Alle
10,30 di sabato 27 ottobre u.s. nel contesto della sesta edizione del
“Premio Musicale Internazionale Giuseppe Verdi” nella sala del museo
Emilio Greco, si è tenuta una conferenza su “Verdi e Garibaldi, due
grandi protagonisti del Risorgimento”. |
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La
scuola italiana al 36° posto nella scala PISA-OCSE, e
quella di Sabaudia? “Abbiamo
diplomato nove milioni di impreparati, ora si cambia. I debiti si
recuperano, i bulli si bocciano, i genitori non facciano i sindacalisti
dei figli”. Così ha esordito il ministro della Pubblica Istruzione
Giuseppe Fioroni in un’intervista rilasciata a “Il Messaggero” nei
primi giorni di Dicembre. |
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Venerdì 16 novembre 2007 alle ore
18,00 preso il ristorante “ IL DOLLARO” è stata indetta l’Assemblea
Generale dei Soci per discutere i seguenti punti all’ordine del giorno: |
Sabaudia e Archimede nel 2007 (di Antonio Bencardino)
“Un corpo
immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l’alto uguale al peso
del volume del fluido spostato”. In un momento in cui ci poniamo molte domande
sul nostro futuro economico, sociale e politico, il vecchio principio di
Archimede, che tutti abbiamo studiato, può forse aiutarci a capire più
efficacemente verso quale meta sta dirigendo l’Italia e, in particolare,
Sabaudia.
Renzo Lonoce in “Sabaudia, i giorni tra le bianche torri”, traccia la storia
della giovane città e della sua gente e la definisce “un gigantesco scafo in
un popolo di scialuppe” (per scialuppe si intendono, tra l’altro, le
imbarcazioni di salvataggio!).
Consideriamo Sabaudia, città dei laghi, una grande vasca in cui, nel tempo, si
sono immersi i vari personaggi che hanno contribuito a scriverne la storia sul
piano economico, culturale, industriale e politico. Tutti sappiamo che quando
entriamo in una vasca da bagno il livello dell’acqua sale e il nostro corpo
diventa più “leggero”. Spesso, però, come sostiene Piero Angela, non ci
rendiamo conto che questa regola semplice ed essenziale vale anche per ogni
altro avvenimento o situazione nella vita. In economia, in politica, nella
società continuamente vi sono “corpi” che vengono immersi in “fluidi”
provocando una serie di cambiamenti di livelli e di equilibri. Importante è
ricordare che ogni elemento influenza tutti gli altri
e ne è a suo tempo influenzato.
Ogni persona, ogni “corpo” ha le sue dimensioni umane, culturali, morali,
intellettuali, sociali e politiche. Tutte queste qualità e quelle non
menzionate, costituiscono il “peso” del soggetto immerso, che provocherà la
corrispondente “spinta” secondo il principio di Archimede. Nel corso degli
anni quali crescite nella città abbiamo registrato in virtù delle varie spinte
totalizzate? Secondo Renzo Lonoce, che
per tanti anni ha scritto la cronaca quotidiana della città pontina, le pagine
più buie sono state scritte da: “portaborse, politici distratti, affaristi
spregiudicati, squali dell’edilizia tutti immersi nella stessa pece degli
affari”. Aggiungerei: complici i politici non distratti.
Notevole la longevità politica dei personaggi. E’ mancato un ricambio
generazionale della classe politica e questo ha finito per incancrenire gli
stessi problemi, mai risolti. Dalle prime consultazioni democratiche
del 1946, nel salone consiliare si sono alternate persone propense più a
salvaguardare la propria sopravvivenza politica che a promuovere la crescita
della città. Ciò è confermato dai Consigli Comunali quasi fotocopia dei
precedenti, col semplice passaggio dal tavolo del governo a quello
dell’opposizione. Dopo il cambio di guardia tra i vecchi schieramenti politici
e il Polo della Libertà, le cose non sono affatto cambiate, è semplicemente
cresciuto, a dismisura, il livello di litigio tra i membri dell’opposizione e
quelli del governo.
L’acqua contenuta nella vasca Sabaudia ha subito il fenomeno della quasi
cristallizzazione e ad ogni cambio di governo la sagoma del “corpo” da
immergere è già schematizzata, i “pesi” cambiano poco e tendono al ribasso
delle “spinte”. L’assuefazione al sistema è tale da non provocare
positive reazioni. E’, per esempio, come immergersi in un lago invece che in
una vasca, l’aumento del livello dell’acqua non è percettibile.
Per rendere meglio l’idea, ipotizziamo di collocare ogni soggetto in una sua
vasca personale. Tutte le vasche sono differenti l’una dall’altra come sono
diverse le persone che le occupano. Poniamo tutte le vasche in collegamento tra
loro. Nella realtà tutte le persone che lavorano, ovvero dovrebbero lavorare
per un obiettivo comune, sono tra loro collegate. A questo punto subentra
l’altro importante principio dei “vasi comunicanti” secondo il quale “in
recipienti collegati si ha sempre lo stesso livello di un liquido
indipendentemente dalla forma e, soprattutto
dalla quantità di fluido presente” in ciascuna vasca.
Ignorando spesso il principio di Archimede crediamo che certe
“immersioni” possano avvenire senza che il livello salga, o senza che vi
siano “spinte” dal basso verso l’alto. In realtà, invece, esistono sempre
delle reazioni automatiche, rese oggi più complesse e più attive dal crescente
ritmo di sviluppo della nostra società.
Tante vasche immerse nella vasca madre: tutte tendono e si stabilizzano al
livello più basso. E’ una legge di natura. Così abbiamo potuto registrare
colossi politici che non sono riusciti a sollevare le sorti di Sabaudia perché
ovunque e comunque gli elementi e le situazioni si rimescolano, si livellano e
condizionano concetti tradizionalmente ben definiti relativi alla cultura,
all’economia, alla tecnologia e
alla politica.
Sabaudia, 19.09.2007
Antonio Bencardino
Due sindacalisti – Due Miti – Due profonde delusioni
Il movimento politico sindacale
è nato per ridurre (non potendolo impedire) lo sfruttamento del proletariato da
parte dello stato e dare più potere economico ai lavoratori. Principale
strumento: lo sciopero generale, riconosciuto come lotta pacifica e legale.
Già lo sciopero generare! Ma chi può portare in
piazza due, tre milioni di persone per dimostrare il proprio dissenso?
Possono farlo coloro che di chiacchiera in chiacchiera, di conferenza in
conferenza, di sciopero in sciopero, riescono a catturare l’attenzione e il
rispetto dei lavoratori, struttura portante dell’economia, e dei parlamentari,
rappresentanti dello stato. Dei lavoratori perché ripongano in loro la fiducia
richiesta: fidatevi di me, fidatevi del sindacato e avrete tutelati i vostri
interessi, i vostri diritti di lavoratori, le vostre speranze. Dei politici
perché vedano in loro gli unici intermediari capaci di sedare gli animi che
loro stessi hanno cercato di esasperare al massimo livello.
Il gioco del tira e molla, lo studio accurato dei bisogni dei lavoratoti e delle
richieste dei politici suggeriscono ai segretari dei sindacati il relativo
barcamenarsi per tenere accesa la speranza nei primi e tranquillizzare i
secondi. Di anno in anno la stima dei lavoratori verso il loro carismatico
rappresentante e pseudo protettore aumenta. Di governo in governo la forza
contrattuale dei capi dei sindacati cresce. L’appoggio ad un partito politico
piuttosto che ad un altro fa la differenza. I Segretari Sindacali, usando come
pedine i lavoratori, giocano con gli Scioperi Generali minacciandoli,
promuovendoli, preparandoli e, spesso, annullandoli, fino a diventare dei miti.
(Il filosofo F. Bacone - XVII secolo - ha avvalorato la tesi per la quale il
mito nasconde in sé delle verità; il mito sarebbe perciò conoscenza, benchè
di grado inferiore rispetto alla verità razionale).
Certo è che sia Franco Marini che Fausto Bertinotti, navigando nei vari
mari sindacali e politici sono diventati due grandi miti.
I media pensavano che una volta al governo questi due loro rappresentati di
lungo corso, avrebbero finalmente visto riconosciuti alle loro categorie alcuni
dei diritti sanciti dall’art 3 della nostra Costituzione: tutti i cittadini
hanno pari dignità sociale…..E’ compito
della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale
che limitano la effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.
Marini e Bertinotti sono diventati la seconda e la terza carica della
Repubblica, rispettivamente presidente del Senato e presidente della Camera dei
Deputati. Che delusione: solo i parlamentari e i politici (tutti) sono
soddisfatti di loro. Quanto ai lavoratori e ai pensionati non solo sono rimasti
nel loro stato di bisogno e di miseria ma è stata tolta loro la speranza di
accedere ad un futuro migliore attraverso la lotta sindacale. Ci volevano le
denunce di due giornalisti autori del libro la Casta
perché i due ex segretari sindacalisti ammettessero timidamente, con parole e
concetti diversi, che i privilegi di tutti i politici hanno superato ogni limite
a spese di tutti gli italiani, ricchi e poveri.
Marini nell’insediarsi al Senato ha detto “sarò
il presidente di tutto il Senato e in un dialogo fermo e mai abbandonato sarò
il presidente di tutti voi….”
Bertinotti invece ha dedicato “alle operaie e agli operai”, la
sua elezione a presidente della Camera. Tutto qui, di più non possono fare,
perché qualsiasi intervento a favore dei lavoratori andrebbe contro la Casta di
cui sono i Capi.
Sabaudia, 18.08.2007
Antonio Bencardino
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Una nuova Delegazione della Lega
Navale Italiana |
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Su Via Cesare del Piano Piccolo intervento ma grande segnale civico
I ciclisti e i motociclisti, nonché gli automobilisti, che percorrono Via
cesare del Piano, da qualche giorno corrono meno rischi rispetto
all’ultimo anno trascorso. Finalmente, dopo numerose segnalazioni e
sopralluoghi, è stato ripristinato l’asfalto sul tratto di strada pieno
di buche e dislivelli che si sono accentuati nel tempo in relazione agli
interventi effettuati per gli allacci di acqua, gas, elettricità e
telefoni da parte di ditte appaltatrici, a dir poco, non professionali e
non controllate. Altri due
piccoli interventi sulla stessa Via hanno quasi azzerato,
provvisoriamente, due pericolosissimi dossi, a breve passo, createsi per
il cedimento del suolo stradale. |
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L’Apparire
sorpassa l’Essere e l’Avere Sabaudia, 16.07.2007 Nel mondo antico, le rappresentazioni delle categorie sociali erano raffigurate secondo Schemata. Ogni categoria aveva la sua specifica caratterizzante Schemata, per cui un conflitto tra questi poteva portare alla luce anche il conflitto sociale e politico. Il rapporto tra apparire ed essere, fu un nodo estremamente controverso nella vita culturale del V e IV secolo a.C. Tale rapporto rappresenta, oggi, una sensazione di pericolosa attualità, come scrive Maria Luisa Catoni nel suo libro sulla Schemata. I media del nostro tempo, privi di controllo etico, veicolano codici violenti e di standardizzazione politica, pensando a modo loro quanto attiene la certezza nello Stato. Nel nostro mondo c’è davvero tanta confusione. Ad esempio la Schemata specifica dei politici comprende due sotto-Schemata: quella dei politici all’opposizione e l’altra dei politici al governo. La prima appare costituita da persone illuminate che non solo conoscono tutti i problemi che assillano la società ma possiedono anche le formule risolutive per ognuno di essi. Coloro che sono al governo, invece, non riescono a vedere chiaro e brancolano nel buio. Escono alla luce solo allo scadere del loro mandato. L’opposizione sa ad esempio che è necessario ridurre le spese politiche. Troppi Senatori, troppi Deputati, troppe macchine blu, troppi benefit, troppi viaggi aerei, eccetera a favore di parlamentari, consigli regionali, consigli provinciali, consigli circoscrizionali e consigli comunali. Eccessive spese di rappresentanza e troppi Enti inutili. Rilevare il da farsi è prerogativa esclusiva dell’opposizione. Come se all’opposizione ci siano ottimi medici che scoprono le più strane e atipiche malattie ma che non possono curare per mancanza di mezzi. I mezzi sono nelle mani del governo, ma purtroppo, non sa usarli. D’altra parte qualora tutte le malattie venissero sanate i medici resterebbero disoccupati! Il governo può fare approvare una
legge sulla riduzione dei parlamentari. Con la mente e il cuore offuscati
dal potere la legano ad una pesante zavorra,
in modo da dare all’illuminata opposizione la possibilità di promuovere
e far vincere un referendum abrogativo. Così tutto rimane come prima, con
gli Italiani più poveri per
le spese sostenute sia per fare che
per abrogare la medesima legge
(v. legge pubblicata nella G.U. n. 269 del 18 novembre 2005 e abrogata
dall’ultimo referendum Ad urne chiuse gli ex oppositori sostituiscono i governatori e viceversa. Il potere opera sul nuovo governo, costituito da ex illuminati, oscurandone opportunamente le menti. Con l’arte dell’apparire coerenti e fedeli alle promesse fatte, i Senatori Salvi e Villone presentano un Disegno di Legge che contempla la riduzione di ben 360 parlamentari contro i 177 bocciati dal referendum. Essendo i due illustri personaggi passati dall’area illuminata dell’opposizione a quell’offuscata del governo, legano la proposta legislativa ad una pesantissima zavorra “la soppressione delle province italiane”, ben sapendo che il Disegno di Legge rimarrà tale per sempre. E come si potrebbe arrivare ad abrogare le province in un periodo in cui gli stessi parlamentari ne propongono l’aumento di numero? Ne conseguirà che la riduzione dei parlamentari nemmeno questa volta vedrà la luce. I politici recitano infatti l’unica cosa che per loro conta è l’apparire saggi, determinati, onesti e protettori del popolo. Al di là dell’apparire comunque resta l’Essere. La società può anche soggiogarci con messaggi a 360 gradi; l’insofferenza, la ricerca di altro, il bisogno di risposte, sono chiari sintomi che non è l’apparire quello che ci serve, ma l’essere. Ma “essere” non è semplice come “apparire”. Non bastano quattro sedute in palestra, quattro lampade il mese, creme anticellulite e interventi di chirurgia plastica per Essere. Non basta avere l’ultimo modello di video cellulare da migliaia di euro, la Rolls-Royce, la Lancia Thesis o altre cose d’alto valore commerciale per Essere. Essere è difficile, perché presuppone uno studio ulteriore dei propri limiti, caparbietà, apertura mentale ed umiltà. Alcune categorie decisive della sapienza politica classica possiamo comprenderle deducendole anche da un vaso antico, o da un rilievo o da una statua, grazie alla Schemata. La nostra sapienza possiamo tramandarla attraverso la nomenclatura d’alcune Vie e di qualche aula parlamentare, come quella del Senato della repubblica, dedicata ad un giovane colpito a morte durante una dimostrazione contro l’ordine costituito. |
|
- di Antonio Bencardino - Sabaudia, 21.06.2007 Bisognerebbe istituire
“un Ministero del Disturbo,
una fonte istituzionale di scompiglio, uno scardinatore del tran tram e
del compiacimento”. Non è una idea balzana o
una provocazione, conferma Armando Massarenti, John Dewey, filosofo e
pedagogista statunitense, dice sul serio. |
Alessandro Maracchioni vince il
ballottaggio
ed é il nuovo Sindaco di Sabaudia
Complimenti vivissimi a lui ed a quanti lo hanno sostenuto
nella difficile campagna elettorale
In prima linea il Comandante Antonio Bencardino

Vice
Sindaco e Assessore alle Politiche e Opere Pubbliche: Maurizio Lucci (Alleanza
per Sabaudia);
Assessore alle Politiche di Attività Produttive ( commercio, artigiano e
industria) Rita Bartolini (UDC);
Assessore alle Politiche Sociali Ceci Ermenuando ( Alternaite per Sabaudia lista
Mussolini)
Assessore alle Politiche Economiche (Bilancio) Gabriele Iodice ( F.I.)
Assessore alle Politiche dell’Istruzione (Scuola) Felice Pagliaroli ( Lestra)
Assessore alle Politiche dell’Urbanistica Antonio Mantuano (UDC)
Saranno successivamente consegnate Deleghe sia interne che esterne. Tre novità
per i consiglieri, Zappalà Stefano e Chiarato Alberto per Forza Italia, mentre
per Alleanza per Sabaudia un nome nuovo nel campo politico sabaudiano, Fogli
Giovanni Pietro.
Fissato per il prossimo 2 luglio il primo Consiglio Comunale dove avverrà la
nomina del Presidente e di due Vicepresidenti del Consiglio Comunale, non
escludendo la possibilità che a ricoprire una delle cariche sarà un membro
dell’opposizione. La presenza di due vicepresidenti è una novità per
Sabaudia visto che ha superato i 15.000 abitanti.
Risultati
elezioni amministrative.
Ballottaggio tra Schintu e Maracchioni
Sabaudia - Nonostante sia stata buona la percentuale dei
votanti pari al 79,28% dei 14.938 votanti aventi diritto. si dovrà andare al
ballottaggio.
Le sezioni erano quindici dislocate su tutto il comune di Sabaudia, decisive le
sezioni di Bella Farnia e San Donato.
Adesso il tutto è rimandato al...ballottaggio che si terrà il 10 e 11 giugno
tra Alessandro Maracchioni (F.I) con 38,23%, contro Salvatore Schintu (AN)
31,58%.
(Antonio Bencardino)
Abbiamo avuto l'occasione di leggere alcune idee e
quesiti posti dal Comandante Antonio Bencardino sulla situazione di
Sabaudia oltre che sul piano politico sulle impostazioni che dovrebbero essere
date dalle amministrazioni comunali e provinciali.
Dobbiamo chiedere scusa ai nostri lettori per il ritardo nella
pubblicazione del pensiero di Antonio Bencardino un personaggio che da oltre 25
anni ha sempre lavorato nel sociale battendosi per difendere i diritti dei
cittadini, nei comitati di quartiere,nelle organizzazioni di volontariato. Il
tutto improntato ad onestà e validità propositive.
CHIARIMENTI
PER GLI ABITANTI DI SABAUDIA NORD
Saputo
della mia candidatura a consigliere municipale alcuni abitanti del mio quartiere
mi hanno chiesto: qualora non eletto, darai la tua disponibilità per ritornare,
eventualmente, alla presidenza del Comitato?
La
prima risposta è stata: non lo so!
Riflettendo
però ho maturato la risposta, che è: NO.
La riflessione
mi pare lucida: se i cittadini non mi votano per eleggermi loro rappresentante
nel Consiglio Comunale vuol dire che non hanno fiducia in me e allora perché
imporre loro la mia presenza sotto
altre vesti e con meno possibilità di operare a favore del quartiere e della
collettività?
Io amo i fatti non le chiacchiere.
A
tale proposito riporto le azioni da me intraprese, verso l’Amministrazione
Comunale, a favore del nostro quartiere, quale semplice cittadino prima,
e come Presidente del Comitato Promozionale Permanente Sabaudia Nord “COPPESAN”,
dopo l’istituzione del Comitato di quartiere. Se hai fiducia nel Comandante
Antonio
BENCARDINO
VOTA:
Forza
Italia
SCRIVI: BENCARDINO
per
sindaco MARACCHIONI
-
- - - - - - - - - -AZIONI
DI BENCARDINO VERSO L’AMMINISTRAZINE COMUNALE
(documentazione
disponibile su richiesta)
QUALE
SEMPLICE CITTADINO:
|
Data |
Oggetto |
Destinatari |
|
25.05.2004 |
Nota sulle varianti in
corso d’opera che trasformano lavatoi condominiali in attici |
Presidente Consiglio
Comunale |
|
02.03.2005 |
Petizione sulla
Concessione XXI – Via Cesare del Piano (firmata da 53 residenti) |
Sindaco e Assessori
Urbanistica e Territorio |
|
23.11.2005 |
Petizione per la
ristrutturazione del Palazzo delle Poste di MAZZONI (firmata da 603
cittadini) |
Sindaco di Sabaudia |
|
02.01.2006 |
Richiamo alle leggi
sull’urbanistica, non rispettate, in Sabudia Nord |
Assessori Lavori
Pubblici e Urbanistica |
|
20.02.2006 |
Risposta
e preoccupazione espressa al Sindaco sul Palazzo Postale per fondi
assegnati e non impiegati |
Sindaco |
|
04.03.2006 |
Assemblea pubblica
presieduta dal Sindaco, presenti gli assessori ai Lavori Pubblici,
all’urbanistica e all’ambiente, nonché i Tecnici Responsabili. |
Tutti i cittadini
intervenuti nel Centro Polifunzionale in Via delle Mimose |
|
15.06.2006 |
Sollecito azioni per
attività promesse
nell’assemblea pubblica del 4 marzo 2006 |
Sindaco – Assessori
e uffici interessati |
QUALE
PRESIDENTE DEL COMITATO DI QUARTIERE “COPPESAN”:
|
08.09.2006 |
Istituzione del
Comitato di Quartiere (La stampa accende i
riflettori sul nostro quartiere) |
Gli abitanti che hanno
aderito |
|
01.12.2007 |
Concorso scolastico a
premi sullo Statuto del Comune di Sabaudia (articoli 36 e 37) |
Gli studenti
Medi-superiori – ultime classi elementari |
|
25.01.2007 |
Rinnovo richiesta
interventi urgenti quartiere Sabaudia Nord - zona167, non attuati dalla
amministrazione sfiduciata |
Commissario Prefettizio |
|
24.04.2007 |
Premiazione concorso
scolastico e assegnazione Attestato di Partecipazione |
Vincitori e studenti
interessati |
|
27.04.2007 |
Bencardino si dimette
da Presidente del Comitato di quartiere e si candida a Consigliere
Comunale - Forza Italia - sindaco Maracchioni |
GLI ELETTORI |
Egregio Dr.
Salvatore SCHINTU
Sindaco Città di Sabaudia
La presente Petizione è composta da
Consiglio Comunale Città di Sabaudia
N 10 fogli e n. 19 pagine con 603 firme
e, per conoscenza:
Presidente Regione Lazio
Acquisita al protocollo di Sabaudia il 23 NOV 2005
OGGETTO: PETIZIONE PRO-CONSERVAZIONE
DESTINAZIONE D’USO PALAZZO
DELLE POSTE DI MAZZONI NELLA CITTA’ RAZIONALE DI SABAUDIA
L’architettura razionalista
che, settanta anni fa, diede vita alla Città di Sabaudia ha reso la Città
Pontina universalmente famosa e attraente per studiosi e turisti.
In sede di progetto gli Autori ritennero razionale
dotare la neocittadina di:
- Palazzo Comunale;
- La Torre Civica;
- Hotel Sabaudia al Lago;
- Il
Palazzo delle Poste;
- La Caserma dei Reali Carabinieri;
- L’Ospedale e l’Opera Nazionale Maternità Infanzia;
- Il Mattatoio, il Serbatoio Idrico, il Campo Sportivo, il Mercato Coperto e
altre opere minori.
Girando per la Città si può notare che alcune delle strutture di fondazione
non esistono più o, nella migliore delle ipotesi, hanno cambiato destinazione
d’uso.
Architettura razionale significa architettura rispondente a criteri
di funzionalità fondata su un ragionamento rigoroso e sistematico che mette al
primo posto le esigenze quotidiane dei Cittadini.
E’ obbligo morale degli Amministratori Comunali in carica conservare, e
migliorare se possibile, l’architettura e la destinazione d’uso degli
immobili costruiti e destinati, razionalmente, alle varie funzioni per
soddisfare i bisogni degli abitanti.
All’inizio del Suo mandato Signor Sindaco, al di là di ogni considerazione
sul Piano Economico Finanziario e di Bilancio, molti cittadini accettarono di
buon grado il ripristino architettonico dell’impianto di illuminazione del
centro-città e della “Vittoria
Marciante” di Nagni-Vecchi, posta sopra l’ingresso del Palazzo Comunale.
Oggi i Cittadini sono preoccupati per l’iniziativa che ha portato l’ufficio
postale fuori del proprio ambiente razionale con la prospettiva di trasformare
la struttura in una passività per la Città.
La Città se davvero è razionale deve conservare per quanto possibile le
proprie originalità.
Ci rivolgiamo
a Lei, Signor Sindaco, perché il Palazzo delle Poste, con tutti i suoi
spazi originali possa continuare a vivere come struttura attiva, aggiornata
negli arredi per consentire un miglior uso da parte degli utenti in attesa del
proprio turno. Il Palazzo delle Poste deve continuare a vivere sentendo
il calpestio dei suoi utenti, il rumore dei soldi che in esso transitano in un
sistema unico con la Città. Solo tenendolo in vita i visitatori, italiani e
stranieri, possono visitarlo come organismo vivente, se non per altro, per
acquistare i francobolli e gli altri prodotti postali. Sicuramente sarà più
visto, ammirato e frequentato conservando la funzione d’uso di Ufficio Postale
attivo anziché come Ex Ufficio Postale, Museo od altro. Per la memoria ci sono
già due Musei: quello Greco e il Museo del mare. I residenti hanno bisogno di
servizi razionali così come li intravidero, con profonda lungimiranza, i
progettisti della Città di Sabaudia, razional-futuristi.
Signor Sindaco, Consiglieri, tutti, non assumetevi la responsabilità storica di
smembrare ulteriormente la Città Razionale che tutto il mondo ammira e ci
invidia.
FIRMA LEGGIBILE
RESIDENZA LEGGIBILE
SEGUONO 603 (seicentotre) FIRME
Dott. Salvatore Schintu Sindaco Città di Sabaudia Propria sede
innanzitutto desidero
ringraziarLa, anche a nome di alcuni firmatari della petizione pro palazzo
postale, per la Sua cortese attenzione riservata alla mozione civica relativa
alla ristrutturazione del palazzo e al ripristino della sua destinazione
d’uso.
Personalmente ho accettato l’irreversibilità della destinazione d’uso ad
ufficio postale. Sono rimasto però molto amareggiato nel constatare
l’avanzato degrado dell’importante struttura in occasione del sopralluogo
che Lei gentilmente ha voluto concedermi ed accompagnarmi. L’amarezza è
scaturita soprattutto dalla considerazione che nel corso degli anni, né
l’amministrazione comunale e né i direttori dell’ufficio postale, abbiano
sentito la necessità di esercitare la forza istituzionale, verso il Ministero
delle Poste, affinché venisse almeno garantita la manutenzione ordinaria che
compete ad ogni struttura aperta al pubblico.
Lo stato di degrado del palazzo mi ha colpito perché sono convinto che tutto
quanto esiste nel territorio italiano rappresenta un bene della nazione, dei
cittadini e, quindi, anche mio. Sono altrettanto convinto che lo Stato nel corso
degli anni ha dettato, attraverso le leggi e i regolamenti, le disposizioni
relative alla conservazione dei beni strutturali e strumentali. Mi è difficile
accettare che il Ministero delle poste abbia potuto abbandonare qualsiasi
intervento di manutenzione, lasciando i locali in condizioni invivibili senza
patire alcuna persecuzione legale ed amministrativa.
Il comune di Sabaudia è stato soccombente per tanti anni, ma perché? Difficile
dare una risposta esaustiva! I danni del passato sono generalmente riconducibili
alla mancata applicazione di una norma. Purtroppo, però, né automatica e né
facile è l’individuazione dei reali responsabili dei danni per aver disatteso
la norma.
I processi sono comunque inutili, perciò è meglio pensare al futuro.
La documentazione che gentilmente ha
voluto mettere a disposizione dei firmatari della petizione, in un certo senso
mi fa superare l’amarezza perché il progetto della ristrutturazione del
palazzo Mazzoni è stato non soltanto tracciato ma anche finanziato.
In realtà, in relazione al cronoprogramma di cui al foglio n. 134542, in data
17.11.2005, della regione Lazio, l’inizio dei lavori dovrebbe essere imminente
al punto che, in gran parte, graveranno sui fondi regionali , bilancio 2005.
Senza alcun dubbio la destinazione d’uso è legata al progetto di
ristrutturazione interna. La speranza mia e di molti altri cittadini è quella
di vedere lo storico palazzo, riportato al vecchio e rinnovato splendore e posto
a disposizione di tutti i cittadini di Sabaudia e non solo.
La nostra bella città definita dell’arte (architettonica), della natura e
dello sport, è diventata un bene che varca i propri confini, oserei dire
mondiale. L’architettura razional-futuristica e gli sport nautici sono, senza
dubbio, i due principali pilastri che hanno internazionalizzato la fama di
Sabaudia.
La summer school ha contribuito e, se ben gestita, contribuirà sempre più ad
esportare i tesori nascosti della città pontina.
Quale destinazione d’uso migliore di sede dell’archivio storico della città
di fondazione e della biblioteca comunale? La biblioteca e l’archivio storico
renderebbero al palazzo visibilità e vitalità al massimo livello.
Non solo gli studenti, gli amanti della lettura, dell’informatica e della
ricerca storica, ma anche i cittadini del mondo in trasferta potrebbero varcare
le soglie del palazzo monumentale e respirare aria di ottimismo. Il gruppo dei
giovani architetti Cancellotti, Montuori, Piccinato, Scalpelli, e per il palazzo
in discussione Mazzoni, progettarono la città con grande ottimismo e sono stati
premiati dalla fama raggiunta.
Suddetta destinazione d’uso “di polo culturale” fu acclamata anche dalla
commissione del progetto di Sabaudia Multimedia, presentato e discusso nella
sala consiliare del comune nel 1996.
Si, Signor Sindaco, sono profondamente convinto che il palazzo delle poste
potrebbe diventare davvero un polo di attrazione esclusiva e universale perché
aperto, più a lungo possibile nell’arco delle 24 ore, a tutte le persone che,
per caso, per programma varcano i confini territoriali
e a tutti coloro che orgogliosamente
vi abitano.
Sabaudia, 20 febbraio 2006 Antonio Bencardino
SALVIAMO L’UFFICIO POSTALE MAZZONI,
PILASTRO CENTRALE DELL’IDENTITA’ DI SABAUDIA
Il 23 novembre 2005, è stata consegnata al Sindaco di Sabaudia Dr. Salvatore
SCHINTU e al Presidente della Regione Lazio Dr. Piero MARRAZZO, “La Petizione
Pro-conservazione Destinazione d’uso Palazzo delle Poste di MAZZONI nella Città
Razionale di Sabaudia”.
Molte sono state le azioni
d’occulto disturbo alla raccolta delle firme. Alcuni operatori del mondo
commerciale e della ristorazione, condividendo l’iniziativa, avevano accolto
con entusiasmo di tenere presso di loro il foglio per la raccolta delle firme. A
distanza di qualche settimana la petizione veniva usata politicamente e gli
operatori spostarono la loro attenzione dall’azione civica all’opportunità
di continuare o no la raccolta delle firme e accettare i riflessi negativi
nell’esercizio delle proprie attività. Diversi fogli sparirono e con essi
sparirono molte firme. Un sistema tutto italiano che impedisce, di fatto, la
partecipazione democratica degli abitanti alla vita della Città.
L’ufficio è stato progettato per una popolazione futura di 20 mila abitanti
per i quali erano stati realizzati
dieci sportelli. In realtà il 50% degli sportelli sono rimasti sempre
inutilizzati. In presenza dell’aumentaѴa popolѡzione iѮvece di aprͩre gli
altri sportelli sono stati chiusi quelli già aperti. E’ davvero stravolgente!
Le Poste Italiane sono diventate Azienda ma il nuovo Ente è sempre sotto lo
stesso tricolore. Questa nostra realtà locale eleva il problema poste di
Sabaudia ai quattro livelli di responsabilità e di potere fino a farli
coesistere: comunale, provinciale, regionale
e nazionale. (Con uno spirito più universale ci si potrebbe spingere
anche al livello Europeo se non mondiale giacchè il marchio è stato esportato
nel mondo attraverso mostre itineranti, la summer school, internet, eccetera).
Tutti I Consiglieri Comunali in carica avrebbero dovuto pensare e agire
semplicemente per il restauro e l’aggiornamento interno opportunamente mirato
al numero degli utilizzatori e alle nuove tecnologie.
Occasione perduta? No, non è mai troppo tardi dal punto che la ristrutturazione
va comunque fatta. E si spenderebbe molto meno conservandone l’uso come da
progetto originario rispetto a qualsiasi altra trasformazione per uso diverso.
Non solo, l’ex Istituto Scolastico, oggi sede delle poste, potrebbe accogliere
le attività municipali (l’ufficio anagrafe per esempio) dislocate nella
struttura privata
Antonio Bencardino
A TUTTI GLI ABITANTI DI SABAUDIA NORD
Sono il
Comandante Antonio Bencardino.
Come semplice cittadino ho sempre invocato il rispetto delle norme.
CON POCHI RISULTATI!
Il nostro quartiere
è stato costruito in modo selvaggio, senza il rispetto delle leggi e
delle norme che regolano l’edilizia e l’urbanizzazione.
Noi, solo noi abitanti ne paghiamo le
conseguenze!
Come Presidente del Comitato di quartiere ho
cercato di sollecitare Sindaco ed Assessori competenti ad interventi mirati a
salvaguardia della sicurezza.
NON SONO INTERVENUTI!
Ho
parlato, ho scritto, ho telefonato, ho organizzato assemblee pubbliche e
petizioni per far rispettare le norme,
ma
NON CI SONO RIUSCITO!
Piccole cose, del tutto insufficienti, le abbiamo ottenute dal Commissario
Prefettizio.
La
mia candidatura a consigliere è maturata sull’ onda della disperazione.
Ho cessato di rappresentarvi come Presidente del
Comitato di quartiere perché in tale veste ho registrato assenteismo, nei
nostri confronti, da parte delle Istituzioni.
SOLO
VOI POTETE DECIDERE SE DOVRO’ RAPPRESENTARVI NEL CONSIGLIO MUNICIPALE.
Sono un viso nuovo alla politica
ma non ai Problemi Sociali
Sono nella lista di Forza Italia
Per
SINDACO MARACCHIONI
Se mi conosci e mi stimi VOTAMI!
Se non mi conosci e ti fidi VOTAMI!
IL 27 e 28 MAGGIO
Vota
SCRIVI: BENCARDINO
PER IL RISPETTO DELLE NORME E L’EQUITA’ SOCIALE
CI
RIUSCIRO’?
COL
VOSTRO AIUTO
SI
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27 e 28 MAGGIO |
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IO |
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ANTONIO BENCARDINO |
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VOLONTARIO SOCIALE
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VOGLIO IL TUO VOTO PER ESSERE ELETTO “CONSIGLIERE MUNICIPALE” |
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PERCHE’ NELLA VITA MI SONO SEMPRE BATTUTO PER IL
DIRITTO
– L’ETICA – LA DIGNITA’ – LA GIUSTIZIA |
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SOLO IL RISPETTO DELLE REGOLE PUO’ GARANTIRE UN BUON GOVERNO |
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SE MI CONOSCI E MI STIMI VOTAMI! |
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SE NON MI CONOSCI E TI FIDI VOTAMI! |
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Antonio BENCARDINO - FORZA ITALIA FORZA SABAUDIA |
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SINDACO ALESSANDRO MARACCHIONI |
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Tel. 0773518268 – 3401437665 |
E-mail: tbenca@tiscali.it |
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POLITICA
CONDOTTA NON CONTRO ......
LEADER:
AUTORITA’ E POTERE (22.2.2007)
LISTE CIVICHE
LETTERA APERTA AGLI
ABITANTI DI SABAUDIA NORD
LETTERA
APERTA AL DIRETTORE DI LATINA OGGI (2007)
POLITICA
CONDOTTA NON CONTRO DI QUALCUNO MA PER QUALCUNO
I Sindaci, gli Assessori e i Consiglieri vengono e vanno ma le
Istituzioni rimangono!
Sabaudia 22 aprile 2007
Negli ultimi due anni il tasso di
litigiosità tra i politici di Sabaudia, anche appartenenti allo stesso partito,
in un crescendo impressionante, ha raggiunto livelli senza limiti.
Si osservano visi tesi, preoccupati, oscurati da ciò che cova nel profondo
della loro anima: sete di vittoria. Vittoria di che? Vittoria su chi? E’
difficile rispondere. Sabaudia è reduce di un governo che ha segnato la vita
della città. Quasi tutti i membri della compagine del governo uscente,
maggioranza ed opposizione, hanno litigato sin dal loro insediamento sugli
scanni comunali.
Durante e dopo la caduta della Giunta Comunale, nessuno di loro ha mai perso di
vista le elezioni successive. Non interesse per un buon governo ma voglia di
appartenere ad un qualsiasi governo.
Non potrebbe essere diversamente dal punto che la litigiosità colpisce
alacremente anche i partiti che da tre legislature sono collocati nella
cosiddetta opposizione.
La politica divide anche nell’ambito dello stesso partito. Gli individualismi
imperano. Esempi tangibili li troviamo sia nel capoluogo sia a Sabaudia. La
politica per è stata trasformata
in politica contro. E allora la politica non è condotta per il bene della
società.
In una città di poco più di sedici mila abitanti si annunciano candidature di
ben sette-otto, aspiranti sindaci: due al Centro-destra, tre-quattro al
Centro-sinistra e due non espressi, pronti a saltare sul carro di chi al
ballottaggio, forse grazie al loro consenso, pensano, potrà essere portato alla
vittoria. Già, a Sabaudia, per la prima volta, si voterà col sistema a doppio
turno, quindi entrano in funzione i doppi giochi!
Il mondo politico e quello del consumo sono vicini perché si avvalgono dei
medesimi mezzi per influenzare i comportamenti dell’attore sociale. Il
cittadino nella sua duplice veste di
consumatore ed elettore, utilizza il medesimo percorso decisionale tanto
nell’acquisto quanto nel voto. I candidati alle elezioni sono informati di
questa strana realtà e si esprimono in funzione del potere economico:
manifesti, gigantografie, volantini, pubblicità sui giornali a tutta pagina,
conferenze radio e televisive, eccetera. Alcuni di loro si presentano come se
fosse la prima volta che si affacciano al mondo della politica, dimenticandosi
di essere sulla scena da diversi anni e di avere, in qualche caso, procurato
danni proprio ai cittadini che li hanno scelti come loro rappresentanti. Si
dimenticano che ciascuno di noi scrive la propria storia con gli atti che compie
quotidianamente. Più che tempo di programmi per loro dovrebbe essere tempo di
bilanci, tempo di guardarsi indietro e fare l’autocritica. Chi non riesce a
farlo non riesce a sapere chi sia realmente e difficilmente saprà darsi
orientamenti politici positivi per la società presente e futura. Ogni persona
che si mette a disposizione della società, deve, per semplice mandato degli
elettori, curare gli interessi della collettività. E’ l’unico modo per
curare anche gli interessi propri. Sulla strada bene asfaltata, bene illuminata
e ben conservata ci passiamo tutti: ricchi e poveri, persone istruite e persone
analfabete, elettori ed eletti.
L’interesse personale va curato perché è il motore del progresso. Esso
agisce secondo il meccanismo della famosa mano invisibile, di Adam Smith,
“attraverso il quale l’atteggiamento autointeressato degli individui si
trasforma, inaspettatamente per gli individui stessi, in un beneficio per gli
altri e per tutta la società”
L’opportunismo politico, che è la ricerca di benefici personali nello
svolgimento di qualsiasi attività politica, senza nessuna considerazione per i
principi ideali e morali, è cosa ben diversa dall’interesse personale.
Il medico, l’avvocato, il commerciante, il libero professionista hanno
l’interesse, anzi la necessità, di nutrirsi con cibi genuini. Ma i cibi
vengono dalla terra. La terra è coltivata da gente che non ha avuto il tempo di
frequentare gli Istituti Superiori e le Università per istruirsi. Gli Istituti
e le Università sono mantenuti con i finanziamenti provenienti dalle tasse,
quindi anche dal contributo dei coltivatori. E’ quindi giusto, equo e morale
che gli agricoltori, gli allevatori e tutti coloro che contribuiscono a riempire
le nostre dispense di alimenti abbiano la giusta assistenza e senza inganni.
L’interesse delle Istituzioni deve essere quello di mettere gli imprenditori
agricoli nelle migliori condizioni per produrre alimenti. Nelle stalle, nei
campi, nelle serre, le Istituzioni possono esercitare la loro continua presenza
attraverso l’emanazione semplificata di dispositivi idonei per
l’applicazione delle tecniche
agricole e zootecniche e nel rispetto delle leggi regionali, nazionali, europee
ed internazionali. Solo così l’interazione tra governo e cittadino è
rispettata a un buon livello e soddisfa gli interessi di tutti. Lo stesso
discorso è valido per le altre tipologie d’Imprese: da quell’industriale a
quell’artigianale, da quella del turismo a quella della ristorazione e di
qualsiasi altra attività. “Non è della benevolenza del macellaio, del
birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi
hanno cura del proprio interesse”, le Istituzioni devono capire gli interessi
delle varie categorie che operano nel territorio e agevolarne il loro
appagamento.
Non lasciamoci contagiare da processi emotivi che tendono al ribasso politico,
perché come dice Smith: “Per quanto egoista si posa ritenere l’uomo, sono
chiaramente presenti nella sua natura alcuni principi che lo rendono partecipe
delle fortune altrui, e che rendono per lui necessaria l’altrui felicità,
nonostante da essa egli non ottenga altro che il piacere di contemplarla”.
Certamente se i politici s’interrogassero di più sui motivi che li hanno
spinti a scegliere la politica come attività principale, si farebbero meno
illusioni sull’apprezzamento che desidererebbero ottenere e che non ottengono
e per ottenerlo condurrebbero la politica per
qualcuno e non contro di qualcuno.Il politico, giunto al governo, deve
proteggere la dignità di tutti, non solo quella di alcuni!
Sabaudia, 22 aprile 2007 Antonio Bencardino
CHI SARA’ IL
PROSSIMO SINDACO DI SABAUDIA? (12.7.2006)
Caro Direttore,
trovo interessante, davvero interessante la domanda che pone sul futuro sindaco
di Sabaudia.
Considerando però che i cittadini sono la prima fonte d’ogni potere e sono i
primi a giovarsi o dolersi delle scelte, giuste o sbagliate, degli
amministratori e, per tanto, i migliori giudici del loro operato, indirizzerei
l’attenzione dei lettori non sul nome del futuro sindaco bensì sulla sua
identità civile, morale, sociale,
operativa, comportamentale, eccetera.
La specificità della domanda dovrebbe essere tale da attendersi quante più
risposte possibili atte a tracciare l’IDENTIKIT. Di là dai giochi politici e
dei partiti, è prioritario tracciare l’Identikit del Sindaco di cui Sabaudia
ha urgente bisogno.
In Concreto non interessa la fisionomia del candidato Sindaco, né interessa la
parte politica alla quale appartiene.
E’ invece fondamentalmente importante che abbia le giuste qualità, tali da
fargli attribuire:
.
la coscienza di assumere la Costituzione come faro;
. la convinzione di dover garantire le pari opportunità dei cittadini;
.
la capacità di dirigere ogni azione, prioritariamente, verso il bene della
comunità residente che affonda le proprie radici nella città di fondazione;
.
il discernimento che la certezza del diritto è il cardine della democrazia;
.
la lungimiranza di tutelare l’ambiente quale presidio di civiltà e umanità,
armonizzando la crescita economica con lo sviluppo sostenibile;
.
la lucidità di considerare il Comune centro naturale d’aggregazione civile e
di arricchimento dell’identità dei cittadini;
.
la chiara interpretazione del nuovo termine “Sussidiarietà”, vale a dire:
tutto quello che può essere fatto e deciso a livello più basso, è meglio che
avvenga a quel livello, per una maggiore vicinanza e una più immediata
rispondenza fra Cittadini e Istituzioni.
Insomma i cittadini dovrebbero contribuire a scrivere il miglior curriculum
ipotetico, ovvero l’identikit del futuro Sindaco teorico per poterlo
confrontare con quello reale che apparirà in ciascun candidato col proprio nome
e cognome e, conseguentemente, votare per quella persona che più risponde alle
esigenze della città. Difficilmente l’identikit ipotizzato e costruito troverà
completa corrispondenza nei reali candidati. Si sceglierà quello che avrà il
maggior numero dei tratti impiegati per la costruzione dell’identikit, ovvero
il "meno peggio".
Antonio
Bencardino
LEADER:
AUTORITA’ E POTERE (22.2.2007)
Questo articolo è rivolto a tutti coloro che, ob torto collo, devono
scegliersi un “capo”. Esso è accompagnato dal caldo invito a non farsi
condizionare nelle loro scelte dalle pressioni e dagli intrighi di gruppi
organizzati o dalle cordate di personaggi ambiziosi.
Secondo Francesco Alberoni ci sono due tipi di capi, di dirigenti, di leader,
completamente diversi. Il primo è un vero leader che vuole il comando per
realizzare un fine, un progetto, un sogno. Se posto alla direzione di
un’impresa egli dedica tutto il suo tempo, tutta la sua creatività a renderla
efficiente, a motivare i dipendenti e la fa prosperare. Egli si realizza
nell’opera, in qualsiasi opera è chiamato a compiere. Per
il vero capo il potere è un mezzo.
Il secondo tipo di capo mira al potere, vuole solo dominare, apparire. Egli
cerca la carica non per realizzare un fine, un progetto, ma per acquisire
ulteriore notorietà, ulteriore potere personale. Se posto, come l’altro, a
dirigere un’impresa, dedicherà il suo tempo a fare favori ai dirigenti più
elevati per ingraziarseli. Assumerà le persone raccomandate da personaggi
potenti. Terrà contatti con politici e faccendieri procurando loro buoni
affari. Cioè si occuperà solo di chi potrà aiutarlo in seguito a raggiungere
una posizione più elevata. Di come vada l’impresa o l’organizzazione che
governa non gliene importa assolutamente nulla. Tutti gli ambienti affidategli
si trasformano in carrozzoni pieni di raccomandati e di ruffiani. Per
questo tipo di capo il potere è un fine.
E’ bene chiarire, anche se sommariamente, che differenza c’è tra
l’autorità e il potere:
-
L’autorità è il titolo che una persona ha in base al ruolo che
ricopre e al livello di responsabilità che detiene;
-
Il potere invece è l’abilità di mantenere
una posizione stabile all’interno di un’organizzazione.
Il potere è nutrito e rafforzato da scopi positivi, dalla crescita, dal
miglioramento, non dall’autorità.
Se il leader ha potere ne beneficia tutta l’azienda. Se invece esercita la sua
autorità senza un reale potere, l’intera organizzazione diventa inefficiente.
Secondo Alberane, la vera funzione di un leader
non è quella di fare tutto, pensare a tutto, controllare e sostituirsi a
tutti. Non è nemmeno quella di imporre in ogni campo la sua volontà, di dare
ordini minuziosi su ogni argomento, sterilizzando e frustando la creatività
degli altri. Il suo compito ha più a che fare con la visone: il leader è,
prima di tutto, il custode della meta, colui che ricorda ed indica a tutti
dove si deve andare, e controlla che la rotta venga tenuta. Egli deve
trasmettere, ad ogni livello, il senso dell’organizzazione, il senso della
missione, il significato del compito e il senso del dovere. Solo chi è mosso da
una visione può fare ciò che gli altri non riescono nemmeno a pensare o
immaginare.
Ovviamente, il capo deve essere il primo a crederci fermamente. Non può
convincere gli altri e trasmettere loro i suoi modelli senza crederci e
praticarli lui per primo. E’ con la sua energia la sua fede ed il suo esempio,
ispirando simpatia, fiducia ed entusiasmo nei collaboratori che un leader li può
condurre a mettere a frutto tutte le loro energie e le loro intelligenze. E’
solo in questo modo che può insegnare loro “a guidare, a mobilitare, a dare
l’esempio ai propri dipendenti cioè a diventare essi stessi dei veri capi”.
Ma un’impresa raggiunge i suoi più grandi successi quando il gruppo dirigente
è formato “da persone che condividono gli stessi fini e in cui ciascuno
dimentica i propri interessi personali per darsi totalmente allo scopo
comune”.
Le negatività di un leader certamente non nascono da un deliberato impulso
distruttivo, quanto piuttosto dall’ignorare che il vantaggio competitivo di
un’organizzazione risiede molto di più nel fattore umano, che non in quello
tecnologico, strategico o finanziario.
Il leader potrà avere un potere vero e forte solo quando agisce in base a scopi
e principi positivi. Troppo spesso, invece, le posizioni di comando sono
occupate da persone che sono assetate di potere personale, prestigio e
ricchezza.
Non sempre il miglior lavoratore, chi assurge
ai vertici della performance individuale nell’ambito di un’azienda,
ha le qualità del leader. Un leader deve eccellere in ambiti diversi quali
l’abilità di dirigere, di coinvolgere gli altri, di attivarli.
I leader, dunque, non sono gli esecutori migliori, ma coloro che riescono ad
incentivare, stimolare ed ottenere
dai loro collaboratori
l’esecuzione migliore.
Senza questa abilità da parte del leader di guidare un gruppo, espanderlo e
farlo prosperare, nasceranno conflitti e disaccordi all’interno di
un’organizzazione, causati dalla presenza di scopi diversi tra i suoi stessi
membri.
I leader veraci conoscono a fondo l’animo umano e sanno che le persone, per
essere contente di se stesse, devono produrre altrimenti rischiano di
deprimersi. Chi invece lavora bene, esegue le direttive in maniera scrupolosa ed
ottiene risultati positivi contribuisce ad accrescere l’efficienza, la qualità,
il benessere dell’organizzazione per cui lavora e di conseguenza, aumenta
anche la soddisfazione personale e la qualità della sua vita e non solo.
Cosa dire dei leader politici?
“Per quanto attiene i leader politici, l’unico modo per giudicare un
candidato è studiare con attenzione e occhio disincantato tutto ciò che ha
fatto”.
I due tipi di leader si distinguono dalle opere che sono la vera essenza di una
persona. Ciò ha radici bibliche: “Potete così vedere che Dio considera
giusto un uomo in base alle opere e
non soltanto in base alla fede”. Lettera di San Giacomo 2:24
). Le opere da esaminare sono quelle fatte dall’intera squadra e non
soltanto quelle fatte dal leader. Nell’ambito dell’intera squadra nascono
leader di minor livello. Ad esempio in un’amministrazione
comunale ogni assessore è leader del suo settore e delle persone che vi
lavorano e prioritariamente va giudicato in relazione alle opere svolte nel
campo in cui lavora e di cui è responsabile.
Bisogna avere il coraggio di mettere ai posti di comando persone dedicate
interamente al loro compito, che lavorano con serietà e lasciano lavorare tutti
i componenti della squadra per il bene comune. Le future generazioni ce ne
saranno grate.
Antonio Bencardino
LISTE
CIVICHE: VALORE AGGIUNTO 0 MISTIFICAZIONE? (19.3.2007)
UN BUON GOVERNO E’ GARANTITO SOLO DA UNA BUONA SQUADRA
In dieci Città Pontine, il 27 e 28 Maggio, saranno aperte le urne per
l’elezione di un nuovo governo. In primis la scelta del Sindaco con il simbolo
del partito di appartenenza, supportato dagli altri partiti ad esso coalizzati.
Gli elettori dovranno scegliere tra i candidati riportati sulle varie liste
elettorali i membri del Consiglio Comunale, l’intera squadra che governerà la
Città per i prossimi cinque anni. Un valore aggiunto, ai fini del successo
elettorale, è rappresentato dalle cosiddette “Liste Civiche”, anche se di
“civico”, spesso, hanno ben poco.
Le distorte liste civiche sono nate
dallo sfasciarsi dei partiti. In un partito, a livello comunale, provinciale,
regionale e nazionale, può esserci un solo capo, un capo per ciascun livello,
non di più. Quando ci sono più persone che desiderano occupare la poltrona o
la poltroncina del Capo la squadra si sfascia e, a seconda del livello, nascono
nuovi partiti o liste civiche.
E’ necessario spremersi le meningi per trovare le parole adatte e conservare
il senso democratico dell’operazione. Trovare parole idonee sia per la stesura
dello statuto della nuova “entità politica” e sia per il comunicato stampa
che dovrà annunciare, in maniera convincente e chiara, la bella notizia: due
poltrone al posto di una. A livello di Enti Locali non è conveniente dar
vita a nuovi partiti e allora si ricorre alle liste civiche. Da
un’indagine esperita, su ventidue dei trentatre comuni della provincia di
Latina, al 31 dicembre 2006, risultava che:
- due soli comuni erano (ufficialmente) amministrati dai partiti;
- tre comuni erano commissariati;
- diciassette comuni erano retti da sindaci espressi dalle liste
civiche.
Anche alla presenza di gruppi di partiti o di persone compatte, la lista civica
viene promossa come valore aggiunto dell’alleanza. Trattasi di mistificazione.
Lo scopo della lista civica è quello di creare la novità del momento ed ha la
finalità di raccogliere i voti degli scontenti. I voti delle persone deluse dal
governo uscente e che, per tanto, vorrebbero voltare pagina.
Con le liste civiche il leader, i membri della squadra cambiano cappello ma non
cambiano la testa. Occorre cambiare la testa. E’ necessario cambiare modo di
vedere e modo di agire ispirandosi all’equità sociale, alla trasparenza e
alla democrazia partecipata. Non accade perché i politici uscenti sono convinti
di essere alternativi a loro stessi. Essi sono, quasi sempre, assetati di potere
personale, prestigio e ricchezza e fanno di tutto pur di conservare le posizioni
di comando.
Per decretare la loro conferma o la loro caduta fare riferimento, con occhio
disincantato, a ciò che essi hanno realmente fatto nel periodo di governo
affidatogli dagli elettori.
Questo articolo è rivolto a tutti coloro che, ob torto collo, devono scegliersi
un “capo” e “una squadra”. Esso è accompagnato dal caldo invito a non
farsi condizionare nelle loro scelte dalle pressioni e dagli intrighi di gruppi
organizzati o dalle cordate (liste civiche) di personaggi ambiziosi.
Bisogna avere il coraggio di mettere ai posti di comando persone dedicate
interamente al loro compito, che lavorano con serietà e lasciano lavorare tutti
i componenti della squadra per il bene comune. Le future generazioni ce ne
saranno grate.
Antonio Bencardino
LETTERA APERTA AGLI
ABITANTI DI SABAUDIA NORD (….e non solo) (2007)
Alcuni anni fa un mio caro amico mi disse che abitava a Sabaudia Nord.
Un luogo come un altro e come tale non attirò la mia attenzione. Qualche
anno dopo acquistavo una casa proprio in suddetta località e mi rendevo conto
che geograficamente il nome non reggeva (i lati più lunghi del rettangolo
costituenti il campo sportivo, con accettabile approssimazione, sono disposti
per N-S: Nord su Via Carlo Alberto e Sud su Via Garibaldi, per intenderci).
Venni a sapere che l’area in cui stavano costruendo l’edificio col mio
appartamento era conosciuta anche come “Zona 167”. Tale nome è appropriato
ma per una zona molto ristretta, ubicata sulle attuali vie Petrucci e Cottignoli.
Le palazzine costruite in virtù della legge n. 167 del 18 Aprile 1962
“Disposizioni per favorire l’acquisizione di aree fabbricabili per
l’edilizia economica e popolare” avevano dato il nome al nuovo quartiere.
Con l’aggiunta di nuove costruzioni che non sfruttavano più la legge 167,
qualcuno, giustamente, pensò di cambiare il nome al quartiere chiamandolo
Sabaudia Nord. Senza pensarci due volte, questo qualcuno, ha posto correttamente
la “Rosa dei Venti” sul palazzo municipale, l’ha ruotata di circa 80° in
senso orario e ha definito i nuovi e virtuali punti cardinali. Cosi facendo
hanno traslato il Nord più o meno ad Est. Ma perché?
Ho cercato di darmi delle risposte. La più plausibile è che l’autore del
cambio del nome abbia attribuito al quartiere in via di sviluppo un significato
virtuale, pensando al Nord come punto da osservare (subcoscienza?). Il Nord,
come sappiamo sin dalle elementari, è rappresentato dalla stella polare, il
punto di riferimento per l’orientamento. Metaforicamente il quartiere che noi
abitiamo, cari Nordisti, ex centosessantasettisti, rappresenta il punto di
riferimento, il futuro della città di Sabaudia. E a ragione! Difatti le
numerose palazzine costruite
nell’area virtuale Nord, sono abitate da giovani coppie, in età prolifera e
dai rispettivi figli in tenera età. Per contro il centro della Città, come in
tutte le parti del mondo, va invecchiandosi sempre più. Com’è noto i giovani
non gradiscono le vecchie costruzioni, senza ascensori, con un solo servizio ed
altre mancanze connesse alla tecnologia e alla mentalità dell’epoca in cui
furono costruite. Sono pur passati settantadue anni di progresso tecnologico
anche se frenato dalle speculazioni edilizie.
Cari lettori, è fuori metafora la realtà del quartiere “giovane” sia nella
componente fisica sia in quella umana. Dobbiamo prendere coscienza di ciò e non
solo noi ma anche, e soprattutto, le Istituzioni nel loro complesso.
Il Comitato Promozionale Permanente Sabaudia Nord, acronimo COPPESAN, che mi
onoro di presiedere, è nato per
stigmatizzare suddetta realtà e non solo, ma prioritariamente per:
-
favorire i processi di sviluppo della cultura del diritto e della
convivenza civile;
-
promuovere la partecipazione dei cittadini, in particolare delle
fasce più deboli, alla vita della Città;
-
migliorare la comunicazione e l’informazione tra cittadini e
Istituzioni;
-
partecipare attivamente allo sviluppo dei servizi sociali e alla
conservazione dell’ambiente.
Ciascuno di noi può portare il suo piccolo o grande contributo per realizzare
un ambiente più vivibile e più rispettabile, senza compromettere il futuro dei
nostri figli e nipoti. Per evitare di dover notare e amareggiarci per il mancato
intervento dell’operatore ecologico, evitiamo di buttare per terra e fuori
posto la spazzatura. E’ vero, le Istituzioni devono mettere i raccoglitori ma,
in mancanza, facciamo lo sforzo di portare le nostre carte, le nostre bottiglie
vuote nei bidoni di cui, anche se lontani, conosciamo le ubicazioni.
Aiutateci a portare avanti il nostro programma, facendolo anche vostro. Il
Comitato ha bisogno delle vostre conoscenze e della vostra collaborazione. La
quota associativa è di € 10(dieci)ed è valida fino al 31 dicembre 2007
(circa 76 centesimi il mese). Le
iscrizioni sono aperte a tutti, indipendentemente dalla Via e dal quartiere in
cui vivono. Per saperne di più potete telefonare a: 0773/518268 oppure
3401437665. La sede del COPPESAN è C/o Bar Luisiana, 4, presso cui sono
disponibili una bacheca e una Cassetta Postale che aspetta i vostri pareri. Grazie
per l’attenzione.
Antonio Bencardino
LETTERA
APERTA AL DIRETTORE DI LATINA OGGI (2007)
Egregio Direttore,
da alcuni mesi assistiamo alla lotta interna dei maggiori partiti che governano
le Città della nostra provincia. Da Latina a Pontinia, a Terracina e,
ultimamente, a Sabaudia e Gaeta. In queste due ultime Città le lotte interne
hanno avuto l’effetto di far cadere i rispettivi Sindaci.
Il “male oscuro” (ma non troppo), non colpisce i Poli di Centro-Destra e di
Centro-Sinistra, bensì i membri che li costituiscono. La Città di Sabudia, in
cui vivo, rappresenta un esempio clamoroso. Il Consiglio Comunale scoppiava di
salute: 16 Consiglieri su 21, incluso il Sindaco.
Da una parte il Polo di Sinistra: D.S. – Margherita – L’Altra Sabaudia,
ecc., che sentendosi “malato terminale” da alcuni anni non reagisce, non fa
nemmeno la giusta e civile opposizione a favore della collettività. Nessun
“Professore illuminato” dell’arco costituzionale di Centro-Sinistra si fa
avanti per estirpare il male perché teme di esserne colpito anche lui. Per il
malato, come dettano i trattati scientifici in materia, la rassegnazione
porta all’inevitabile agonia. Il Cittadino avverte l’atteggiamento remissivo
della persona in cui aveva posto la propria fiducia votandola, e si allontana
decretandone la caduta. Nel Polo di Sinistra non c’è lotta verso l’esterno,
qualche scaramuccia solo all’interno.
Il Polo di destra, trovandosi senza avversari esterni, necessariamente rivolge
la propria aggressività al suo interno. Assistiamo così alla lotta intestina
più aperta e sfrenata. I componenti la Casa delle Libertà hanno superato anche
il proverbio “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Già perché, in realtà,
loro non hanno mai costituito una famiglia, quindi manca il famoso “Buon
padre” cui fa riferimenti il nostro Codice Civile, e con esso il “buon
senso”. Indubbiamente i membri dei Poli fanno, spesso, un matrimonio anomalo
perché sono diversi sul piano ideologico e comportamentale. Mi domando quando i
politici, in generale, e gli amministratori, in particolare, prenderanno
coscienza che la loro vita, la loro linfa, sono gli elettori quindi i cittadini.
La lobotomizzazione virtuale dei cervelli non può durare a lungo, sono
soprattutto i nuovi cervelli che reagiscono e si ribellano. Il fenomeno di
decadenza politica assomiglia molto a quello che da decenni si manifesta nel
mondo ambientale. A furia di spandere “insetticidi” si uccidono anche gli
organismi buoni, deputati all’equilibrio complessivo. La natura, pur reagendo,
ne rimane colpita. I nostri politici a furia di seminare “veleni” finanche e
soprattutto nel proprio interno, distruggeranno gli organismi che rappresentano:
gli elettori, i cittadini.
Antonio Bencardino
PRESENTAZIONE CAMPIONATI ITALIANI SABAUDIA
31/01/2007 - Sabaudia - La riunione per la
presentazione del campionato italiano di fondo di canottaggio, previsto per
domenica 25 febbraio p.v., si è svolta, come da programma, venerdì 26 gennaio,
presso il teatro “Fiamme Gialle” di Sabaudia. Vi hanno partecipato i
rappresentanti del comitato promotore accanto ai responsabili degli Enti e delle
associazioni coinvolte. Per la circostanza, Antonio Di Criscienzo, presidente
del Circolo Canottieri, promotore della regata nazionale, ha illustrato la gara
di fondo di canottaggio unitamente al bando di concorso per le scuole della
provincia di Latina, predisposto sul tema “Canottaggio e ambiente a Sabaudia”.
Nell’edizione del campionato d’Italia, verrà assegnato il Trofeo “Mauro
Ceccarelli” intitolato ad un canottiere scomparso di recente, istituito in
concerto con l’ANAOAI Sezione di Sabaudia, presieduta da Fabrizio Malgari, che
assegnerà un riconoscimento agli atleti medagliati nel 2006 e loro dirigenti e
tecnici, durante le fasi della premiazione.
....
omissis ....
Il dottor
Incardona, prendendo spunto dalla positiva manifestazione sul fiume Ufente del
settembre
E’ stato chiarito che gli elaborati tecnici dovranno essere correlati della
specifica di studio, sintetica, e potranno ispirarsi alla ricerca di nuovi
componenti e di progetto per il miglior futuro dello sport remiero, seguendo le
direttive dell’ingegnere tecnico del cantiere “Filippi” (Donoratico
Livorno), dovranno pervenire per la loro valutazione ai fini della premiazione,
firmate dai docenti, complete delle notizie della scuola di appartenenza, entro
le ore 10 del 5 giugno 2007. L’assegnazione dei premi ai vincitori sarà
effettuata il 16 giugno 2007 e gli elaborati saranno esposti nell’aula magna
dell’impianto sportivo della Marina Militare nei giorni 16 e 17 giugno 2007.
Il miglior elaborato sarà oggetto ufficiale per la pubblicazione all’atto di
bandire il successivo concorso per l’anno 2008 e tutti i lavori saranno
inseriti nel sito ufficiale del Circolo Canottieri Sabaudia –
www.canottierisabaudia.it. Alla manifestazione hanno inoltre aderito