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DIRITTI UMANI ALLE OLIMPIADI

MARCELLO MIANI E I DIRITTI UMANI ALLE OLIMPIADI
RAVENNA 25/11/2008 - Il canottaggio porta la sua testimonianza sui diritti umani. Lo fa per mezzo di Marcello Miani alla serata organizzata dal gruppo ravennate di Amnesty International. Il tema era “Olimpiadi e Diritti Umani”. Il canottiere olimpionico, assieme alla canoista Josefa Idem, è stato accolto da Paolo Pobbiati, presidente della sezione italiana di Amnesty, nella sala Spadolini di Casa Oriani. “Le Olimpiadi dovrebbero essere un momento in cui tutte le guerre e tutte le ingiustizie si fermano” ha detto Marcello, che ha parlato della sua esperienza personale a Pechino. La faccia della Cina che gli organizzatori hanno mostrato alla spedizione italiana non è stata quella degli 8mila condannati a morte all’anno; né quella dei 500mila detenuti sottoposti a lavori forzati; né quella della censura di internet, della repressione in Tibet, della violenza sulle donne. Alle vecchie critiche sulla mancata presa di posizione degli atleti, Marcello ha risposto che “l’Olimpiade è il sogno di una vita e il frutto di anni di estenuante lavoro. Una volta a Pechino, pensavamo solo alla gara”. I pochi cinesi a cui l’atleta olimpionico ha potuto chiedere delle condizioni di vita, hanno risposto sempre che tutto andava bene. La censura e il controllo dell’informazione sono tra i cardini del regime cinese. Josefa Idem ha aggiunto che “il boicottaggio che è stato chiesto ai comitati olimpici non sarebbe servito, come non è servito a Mosca ’80 e Los Angeles ’84. Chi avrebbe dovuto prendere una posizione e non l’ha fatto, sono stati i politici”. Chi sperava, come Amnesty, che le Olimpiadi avrebbero portato un miglioramento dei diritti umani in Asia, è rimasto deluso. L’unico fatto positivo, è che almeno la situazione sia saltata agli occhi dell’opinione pubblica. Pobbiati ha concluso la serata citando l’articolo 28 della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo: “ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel qale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.” Dall’ordine sociale e internazionale, la Cina non si deve sentire esclusa.
Comunicato Ufficio Stampa Canottieri Ravenna