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Campioni del remo dalla montagna
LA STRUGGENTE FAVOLA DI ALBERT WINKLER
RACCONTATA DAL GIORNALISTA FRANCO SITTON

Un ragazzo di Montagna, Alex Bellini, recentemente ha concluso un suo secondo raid remiero, arrivando nella lontana Australia dopo mille peripezie. E dopo la prima traversata, dell'Atlantico, ha pubblicato un libro di memorie intitolato “Mi chiamavano montanaro”. Eh sì, è un po' strano che un ragazzo nato in montagna si lasci avvincere in maniera così intensa dall'acqua (ma non è proprio sconvolgente), quanto dal mare, anzi il vasto mare aperto.
Ma non è il solo, anzi c'è stato chi prima di lui si è appassionato dei remi e delle barche ed è arrivato pure in Australia, non a remi s'intende, ma su nave, risalendo poi in barca su un laghetto che ospitava le Olimpiadi. Era Albert Winkler, altoatesino, che per un misterioso gioco del destino era approdato a Mandello Lario, regno incontrastato di motocilette e di canottieri, col dorato emblema dell'aquila dorata.
E' una storia nota, mi dirà il solito critico, ne hanno parlato e scritto in tutte le salse. Ma è un ricordo che va ripreso, come ha fatto nel 2008 il giornale “Altoadige” di Bolzano, che ha dedicato due volumi ai “Campioni – protagonisti e storie dello sport regionale”, e così con una certa meraviglia in tanti hanno riscoperto la storia della medaglia olimpica di Albert Winkler, in assoluto la prima di un altoatesino, o meglio di un sudtirolese, che al paese, quando vi faceva una annuale puntata per ritrovarsi col fratello Johann, veniva accolto come “un emigrante, non il campione di canottaggio di Melbourne '56”, ricorda Franco Sitton, noto giornalista della Rai di Bolzano, che ne ha curato l'attenta biografia. E forse in Valvenosta, dove era nato e cresciuto sino al momento di partire  per il servizio militare in Marina a La Spezia (era un valido sommozzatore), il praticare il canottaggio poteva sembrare cosa dell'altro mondo. Va bene sci, pattinaggio, roccia, ma remare, suvvia! Magari poteva andare in canoa sul Passirio, dove negli anni si è sviluppata una delle più importanti organizzazioni canoistiche nello slalom fluviale. Certo, lo slalom su fiume potrebbe avere qualche legame con quello sulla neve, come in effetti avvenne nelle primissime organizzazioni meranesi. Ma questa è una parte marginale della storia, anche se il richiamo è abbastanza pertinente. Senza nulla togliere all'opera del grafico che ha curato l'impaginazione del libro, colpisce l'oggetto simbolo nel titolo e nelle pagine, un vecchio e panciuto kayak da slalom ad accompagnare la storia e le immagini del canottiere.
Una storia – come ci ricordava l'amico Franco Sitton - che ha scosso un po' l'ambiente, risvegliando l'attenzione anche dei giornali di lingua tedesca, per questo ragazzo (prematuramente scomparso a soli 49 anni) che nel lontano 1956 all'arrivo in paese fu accolto sì dalla “Musikkapelle di Castelbello, ma da pochi amici e parenti, un mazzo di fiori ed una bicchierata all'osteria”. Ben diversa accoglienza ricevettero dodici anni dopo i successivi vincitori degli ori olimpici, forse considerati più “doc” come tirolesi, ma è un'altra storia.
Ed ecco nel libro
la scheda di Albert Winkler ricostruita da Franco Sitton
Una medaglia d'oro alle olimpiadi e una medaglia di bronzo agli europei nel quattro con, altri due “ori” agli europei nell'otto e ben sei titoli nazionali rappresentano l'eccezionale palmarès di  Albert Winkler, nato a Ciardes di Castelbello il 13 febbraio del 1932. A vent'anni lascia la val Venosta: dopo la vita militare in Marina trova un posto di lavoro alla Moto Guzzi, la famosa fabbrica con il simbolo dell’aquila a Mandello del Lario. Non solo lavoro in fabbrica ma anche canottaggio uno sport popolare nei laghi lombardi. Albert si rivela subito un bel campioncino.
Debutto vittorioso in una gara zonale il 28 marzo del '54 a Mandello nella “Jole a 4”, quindi altri successi nelle acque di Varese e all'Idroscalo di Milano con il quattro senza. Il titolo italiano è la classica cigliegina sulla torta. 12 settembre '54: prima vittoria internazionale con  l'otto della Moto Guzzi alle regate di Lecco. Capovoga è il mitico Giuseppe Moioli. Nel '56 viene allestito in chiave olimpica il “quattro con” con il timoniere Ivo Stefanoni, ai remi il capovoga Trincavelli, Sgheiz, Vanzin e Winkler.
L’armo della Moto Guzzi non ha rivali a livello nazionale e debutta in campo internazionale conquistando la medaglia di bronzo agli europei di Bled nell’agosto del ’56. Dopo tre mesi le olimpiadi a Melbourne in Australia. Sempre nel '56 ai giochi invernali di Cortina Renato Mocellini di Fortezza aveva sfiorato il trionfo con il bob a 4 di Eugenio Monti (medaglia d'argento) ma la prima medaglia d'oro di un atleta altoatesino è quella di Albert Winkler
In ... patria non è mai stato premiato e festeggiato come meritava. L'oro di Melbourne non è una meteora. Nel '57 Winkler si conferma campione italiano nel quattro con e quindi con l'otto della Moto Guzzi si laurea campione d'Europa a Duisburg e campione italiano. Secondo titolo europeo nell'otto l'anno successivo a Poznan in Polonia. Con la stessa formazione altri due titoli tricolori nel '58 e '59. Con  lui il destino è stato atroce: un ictus lo ha ucciso a 49 anni. Lo hanno pianto la moglie, il figlio e gli amici di Mandello. A Bolzano hanno dato un riconoscimento alla vedova, a Mandello del Lario hanno ricordato Albert Winkler nel cinquantenario della storica impresa insieme all’ing. Carcano deceduto nel 2004 alla veneranda età di 94 anni. 
Salvo sottolineare l'errore del grafico, ci sembra che le otto pagine, bene illustrate, che sono state dedicate al ricordo del grande campione ne costituiscano una importante e valida testimoninanza e esprimiamo al collega Franc Sitton il compiacimento per il lavoro sviluppato. Sono queste opere infatti, grazie alla iniziativa dei quotidiani, bene l' Altoadige in questo caso, che premiamo con queste “strenne” i loro lettori, decisamente importanti per tramandare il ricordo dei grandi campioni dello sport.
Ferruccio Calegari

- STORIA FEDERALE - Ferruccio Calegari

I CANOTTIERI SVETTANO ALL'ASSEMBLEA DELL'UNASCI
Torino, 19 marzo 2009 
L’U.N.A.S.C.I.
(Unione Nazionale Associazioni Sportive Centenarie d'Italia) è un giovane sodalizio (fondata nel 2000) formato da associazioni che hanno alle spalle una lunga storia. E' l’associazione delle società sportive fondate da almeno cento anni e tuttora attive, con Soci tesserati per Federazioni Sportive Nazionali o Discipline Sportive Associate o Enti di Promozione Sportiva del CONI.  E per la sua precipua funzione dal C.O.N.I. è stata riconosciuta “Associazione Benemerita”. E si prefigge lo scopo di promuovere, diffondere e salvaguardare il patrimonio storico-culturale-sportivo delle società sportive centenarie e delle tradizioni sportive italiane.
L'avv. Bruno Gozzellino, dinamico dirigente sportivo e ufficiale di gara nell'atletica leggera,  essendone stato tra i promotori, segretario generale sino ad oggi, la scorsa settimana in occasione dell'assemblea nazionale svoltasi a Biella è stato eletto all'unanimità presidente nazionale. Il presidente uscente ing. Sergio Lavagno è stato acclamato presidente onorario. Alla prossima riunione del consiglio nazionale saranno assegnati i vari incarichi, ma è rilevante registrare l'attiva presenza ai vertici dei rappresentanti di società di canottaggio, certamente una delle più valide componenti dello sport nazionale, ma anche una importante espressione culturale di un settore vitale che vuole essere trainante esempio ai giovani.
Nella nuova compagine direttiva sono stati eletti consiglieri l'avv. Carlo Alberto Zabert (Società Canottieri Armida 1869 Torino), il dott. Giancarlo Carabelli (Società Ginnastica Fanfulla Lodi 1874), il sig. Giancarlo Giommetti (Fratellanza Ginnastica Savonese 1883 Savona), il dott. Antonio Saccone (Mens Sana in Corpore Sano 1871 Siena) , il comm. Giuseppe Vecchietti (Società Ginnastica Persicetana 1876 ) , il dott. Marcello Zaetta (Lega Navale Italiana Sezione di Bari 1901), l’avv. Mauro Valcareggi (Società Nautica Pietas Julia 1886 Pola - Duino) e il prof. Claudio Toninel (Fondazione Marcantonio Bentegodi 1868 Verona). Primo dei non eletti è risultato il dott. William Pinarello (Reale Società Canottieri Bucintoro 1882 – Venezia).
Altri esponenti del mondo del canottaggio risultano eletti nei settori fondamentali dell'Unasci: nel Collegio dei Probiviri l'avv. Sergio Pepe (Reale Yacht Club Savoia Napoli 1893) e l’avv. Lucia Diglio (Reale Società Canottieri Bucintoro 1882 Venezia).  Presidente del Collegio dei Revisori è stato confermato il dott. Bruno D'Ambrosio (Canottieri Barion Sporting Club Bari 1894), mentre tra i membri del Collegio troviamo tra gli effettivi il dott. Andrea Grosso (Canottieri Armida 1869 Torino) e tra i supplenti il dott. Sergio Rossi (Lega Navale Italiana – Cagliari 1902).
Ferruccio Calegari
LE SOCIETA' SPORTIVE CENTENARIE IN ITALIA
(associate ad Unasci, Unione Società Sportive Centenarie Italiane)
Nel novero della multiforme attività dei tanti sodalizi sportivi italiani, con il maggior numero di sezioni appare il Tiro a Segno Nazionale, la cui più antica sezione censita risulta quella di Aosta, risalente al 1427.
Nello sport remiero, la più antica Società di Canottaggio (e socia di Unasci) è la Canottieri Limite (1861), con sede a Limite sull'Arno.
E il lungo elenco delle società di canottaggio che hanno superato il secolo di attività e risultano tra i soci Unasci è molto corposo:
1863 – Reale Società Canottieri Cerea - Torino e Società Ginnastica Triestina – Nautica di Trieste.
1864 - Canottieri Saturnia - Trieste e Circolo Eridano - Torino.
1869 - Canottieri Armida - Torino.
1872 - Reale Circolo Canottieri Tevere Remo – Roma.
1873 - Canottieri Ravenna – Ravenna e Canottieri Ticino - Pavia. 
1877 - Canottieri Adria - Trieste. 
1882 - Reale Società Canottieri Bucintoro – Venezia e  Canottieri Thalatta - Messina.
1883 - Canottieri “Vittorino da Feltre” Piacenza, Canottieri Caprera – Torino e Canottieri Velocior - La Spezia.
1886 - Canottieri Esperia Torino -Torino, Canottieri Firenze – Firenze e  Società Nautica “Pietas Julia” Pola – Duino. 
1887 - Canottieri Baldesio - Cremona. 
1890 - Canottieri Milano - Milano. 
1891 - Canottieri Adda - Lodi, Canottieri Garda - Salò, Canottieri Ichnusa – Cagliari e Canottieri Lario “G. Sinigaglia” - Como.
1892 - Circolo Canottieri Aniene - Roma. 
1893 - Reale Yacht Club Canottieri Savoia – Napoli.
1894 - Circolo Canottieri Barion Sporting Club – Bari. 
1896 - Canottieri Trieste - Trieste, Canottieri Pallanza – Verbania e Canottieri Diadora Zara -Venezia. 
1900 - Società Sportiva Lazio / Circolo Canottieri Lazio - Roma. 
1901 - Canottieri “Francesco Querini” - Venezia e Lega Navale Italiana - Bari.
1902 - Lega Navale Italiana - Cagliari, Canottieri “Roggero di Lauria” - Palermo  e Canottieri Genovesi “Elpis” - Genova..
1905 - Canottieri “Pro Monopoli” - Monopoli. 
1908 - Canottieri Sebino - Lovere, Canottieri Sile – Treviso e U.S. Bellagina – Bellagio.
1909 – Società Canottieri Intra - Verbania
(Nota: Naturalmente nel mondo dello sport remiero esistono e sono attive numerose altre società sportive centenarie, ma questa appendice alle notizie sull'Assemblea dell'Unasci fa riferimento soltanto alle società che si sono riconosciute in questo rapporto associativo e di collaborazione con un sodalizio nato per la promozione dei valori sportivi e morali espressi dalle associazioni centenarie. Probabilmente altre in seguito ne diverranno socie.) Per maggiori notizie accedere al sito www.unasci.com.
F. C.


Targa Roggero – Premio del tradizionale confronto tra “otto” del Piemonte e della Lombardia, competizione che negli anni venti - trenta era animata da reciproche selezioni preliminari assai vivaci. (Canottieri Armida)

 

 

 

Coppa del Liutaio – il premio posto in  palio da Gabriele d'Annunzio per gli Agonali del Remo a Salò. (Canottieri Garda)

Coppa “Re del Belgio” in argento. Iscrizione commemorativa su piedistallo marmoreo: “PRIX DE S.M. LE ROI DES BELGES”. 30 agosto 1920: Oro olimpico conseguito da Ercole Olgeni, Giovanni Scatturin e Guido De Felip (tim.) nel due con timoniere.   (Canottieri Bucintoro)

Sfogliando i vecchi giornali - SCAMPOLI DI STORIA FEDERALE
Come nelle belle favole, si potrebbe iniziare “c'era una volta, ...”, ed una volta, appunto 121 anni fa, la Federazione canottaggio iniziava la sua vita di evoluzione e di importanti risultati nella sede di Torino, una città che tanto aveva sentito la crescita del canottaggio ed i cui amministratori civici lo avevano coccolato quale nobile rampollo.
L'evoluzione dei tempi aveva portato alla decisione politica di accentrare a Roma le sedi delle federazioni, anche per una più funzionale operatività nell'ambito della evoluzione sportiva nazionale sotto più stretto coordinamento da parte del C.O.N.I.
E così nel maggio 1933 il trasloco della sede (poi nel dopo guerra ci fu un ritorno, ma per un periodo limitato), cui i giornali dell'epoca diedero un certo risalto. Non ci furono rivoluzioni, ma lo storico segretario generale Mario A. Rossi, in carica dal 1919, non seguì la “sua” creatura nella nuova sede e già l'anno prima aveva rassegnato le dimissioni, all'annuncio di questa decisione, congelate temporaneamente per l'impegno della preparazione olimpica.
Allora anche il segretario-consigliere, come gli altri componenti il Consiglio federale, erano degli appassionati, che sviluppavano il loro impegno non in un rapporto di dipendenza, ma di collaborazione onorifica. Ed infatti lo statuto federale prevedeva, come ricordava la Gazzetta dello Sport del 25 aprile 1933, la presenza di tre consiglieri residenti nella città sede della federazione (o nelle immediate vicinanze), per evidenti ragioni pratiche. E del resto nonostante le pressioni ricevute il segretario Rossi sottolineava come ragioni legate alla sua professione gli impedissero il trasferimento. E guarda caso, quando la Federazione tornò a Torino nel dopo guerra, fu ancora Rossi a reggerne la segreteria dal 1946 al 1949.
E sempre la Gazzetta dello Sport del 25 aprile ricorda: “Il trasferimento a Roma della Reale Federazione Italiana Canottaggio avverrà come è noto il 1° maggio. – aggiungendo i nomi dei nuovi reggitori della struttura federale – Quantunque non ancora resi noti ufficialmente, si conoscono i nomi di coloro che saranno chiamati a dare la loro opera in favore della R.F.I.C. A fianco dell'ammiraglio Di Sambuy saranno in veste di vicepresidenti il generale Vaccaro (presidente della Aniene) e Pietro Annoni (presidente della Milano). La segreteria sarà retta dall'avv. Filippi, mentre a coprire la carica di consiglieri per i tre posti che lo statuto assegna a persone residenti nella città sede della Federazione saranno chiamati – oltre allo stesso avv. Filippi – l'ing. Grappelli (vice segretario) e il comm. Sabbadini (tesoriere).
E lo stesso giorno 25 aprile il nuovo segretario avv. Giampietro Filippi (che reggerà la segreteria sino al 1944) fu a Torino a prendere in carico documenti e cimeli.
Il successivo 27 aprile la Gazzetta dello Sport riportava il comunicato del C.O.N.I. che annunciava la ratifica della nuova struttura, che risultava così formata: consiglio di presidenza con l'amm. Luigi Di Sambuy, ovviamente, alla presidenza, con Piero Annoni e Giorgio Vaccaro, vice presidenti, e consiglieri dott. Umberto Fasciolo, avv. Natale Schiassi, cav. Italo Massajoli d'Urbino, conte Goretto Goretti. Tesoriere gr. uff. Paride Sabbadini, segretario generale avv. Giampietro Filippi e vice segretario ing. Luigi Grappelli (che poi ritroveremo nel dopo guerra nella funzione di segretario generale onorario dal 1957 al 1964).
Quel comunicato ufficializzava anche la “Giunta Tecnica” presieduta da Piero Annoni, composta da cav. uff. Mario Alberto Rossi (che pur rinunciando all'incarico di segretario generale manteneva il suo impegno d'amore per il canottaggio), Camillo Baglioni (il noto giornalista e campione del remo dalla fine dell'800), ing. Alfredo Boccalatte (altro importante dirigente torinese, che diresse successivamente la segreteria federale dal 1949 al 1957, divenendo presidente federale dal 1958 al 1961 e vice presidente della FISA nel 1959 – 60). Inoltre di questa commissione facevano parte il comm. Archimede De Gregori (importante dirigente partenopeo), l'avv. Giampietro Filippi, il dott. Giulio Haag e l'avv. Massimo Giovannetti (che sarà presidente federale dal 1935 al 1939 e dal 1949 al 1958, oltre ad essere stato vice presidente della F.I.S.A. nel 1949-1950).

Ferruccio Calegari

 

- I 120 ANNI DELLA FEDERAZIONE ITALIANA CANOTTAGGIO

Comunicato F.I.C. Piemonte del 31/03/2008  
Torino 31 Marzo 2008: 120 fa il canottaggio era già di casa 
 Conferenza stampa di presentazione oggi a Torino, in concomitanza con Roma, per la presentazione del francobollo emesso da Poste Italiane in occasione del 120° Anniversario della fondazione della Federazione Italiana Canottaggio.
Nell'occasione erano presenti il Presidente Onorario della Federazione Gian Antonio Romanini, il Presidente del Comitato Piemontese Stefano Comellini, i Consiglieri Federali Giuseppe Barreri ed Enzo Molteni, nonchè il dott. Franco Ferraresi a rappresentare l'Assessore Regionale allo Sport Giuliana Manica e la dott.ssa La Franca di PosteItaliane.
Alla conferenza stampa sono intervenuti almeno una cinquantina di invitati, tra i quali il Presidente della Federazione Europea di Tiro con l'arco, il Presidente Regegionale della Federazione Rugby e altri rappresentati di numerose federazioni. Dopo una breve introduzione del Presidente della Cerea, Umberto Dentis, il Consigliere Federale Giuseppe Barreri ha portato i saluti del presidente federale Renato Nicetto, impegnato nell'analoga manifestazione a Roma.
La voce di Sergio Delle Piane, ex atleta e ora giovane socio Cerea, ha poi ripercorso, attraverso la lettura di un breve testo, la storia della nascita della Federazione.
Il Presidente Onorario Gian Antonio Romanini, ha quindi raccolto l'attenzione di tutto l'uditorio con il suo appassionato intervento, nel corso del quale ha ricordato di aver vissuto gran parte della storia del canottaggio, dedicandosi ormai da ben 65 anni a questo sport.
Sono poi intervenuti la dott.ssa La Franca, responsabile di PosteItaliane e il dott. Franco Ferraresi dell'assessorato allo Sport della Regione. In conclusione ha preso la parola Stefano Comellini, il quale ha ricordato come Torino sia la culla del canottaggio: in questa città è, infatti, sorta la prima società, la Cerea, la quale ha dato impulso alla nascita della Federazione. Appassionato canottiere torinese era anche Montù, promotore del CONI. E tanti ottimi dirigenti, allenatori e atleti hanno avuto successo in ambito nazionale e non solo.
Molto osservata l'edizione originale del primo statuto e le altre pubblicazioni, tra le quali il programma della prima regata tenutasi a Torino il 29 giugno 1888. Molto apprezzata anche l'esposizione filatelica a tema di Ferruccio Calegari, vista la numerosa presenza di appassionati filatelici, che hanno preso d'assalto l'ufficio postale temporaneo. Questa sera si prosegue con un aperitivo aperto a tutti gli amici delle società rivierasche e non solo, in modo da festeggiare tutti insieme questo importante evento.  
 Alessandro Carelli 
Comunicato F.I.C. Piemonte del 29/03/2008  
Esposizione filetelica: dopo la Cerea proseguirà alle Poste Centrali 
 Lunedì 31 marzo alla Canottieri Cerea si svolgerà la cerimonia di presentazione del francobollo commemorativo dedicato dalle Poste Italiane al 120° anniversario di fondazione della Federazione Italiana Canottaggio. E nell'occasione sarà allestita una esposizione filatelica curata dal giornalista sportivo Ferruccio Calegari dedicata alla storia del canottaggio. Per ragioni di spazio, sarà esposta soltanto una parte (120 fogli) della intera collezione.
L'esposizione alla sede della Canottieri Cerea, in parallelo anche con il servizio postale "primo giorno" si concluderà alla sera, ma per iniziativa dell'Associazione filatelica AICAM ed in collaborazione con il Servizio Filatelico di Torino delle Poste Italiane sarà trasferita nei saloni del "Filatelico" alla Posta Centrale di Torino in Via Alfieri 10, dove sarà visitabile liberamente tutti i giorni (dalle 9 alle 13) dall'1 al 17 aprile. 
Comunicato F.I.C. Piemonte del 27/03/2008  
Buste primo giorno: una tradizione filatelica sempre viva 
 Come d'uso per tutte le emissioni di nuovi francobolli anche per l'emissione del francobollo del 1982 fu creato un apposito annullo postale detto giorno di emissione. Molte le buste primo giorno o buste giorno di emissione di ventisei anni fa che gli amanti della filatelia si fecero annullare.
Grazie ad una veloce ricerca in rete a all'aiuto dell'amico Ferruccio Calegari qui di seguito ne sono proposte un paio.

Inoltre per i Campionati Mondiali Juniores del 1982 fu creato un annullo postale ad hoc che grazie alla cortesia di Ferruccio vi proponiamo qui di seguito.

Stessa cosa accadde per i Campionati Mondiali Juniores del 1972 di Milano dovefu creato un annullo postale ad hoc che vi proponiamo qui di seguito.

Per l'emissione 2008 ecco di seguito una ricostruzione virtuale di quella che potrebbe essere la cartolina primo giorno tipo.

 
 Alessandro Carelli - Ferruccio Calegari 

Canottaggio e Filatelia  (clicca)

F.I.C. - Comitato regionale Piemonte

 

4 Agosto 1982: 26 anni fa il primo francobollo italiano sul canottaggio 
 Dall'8 al 12 Agosto 1982 si disputava sul Lago di Piediluco il Campionato FISA Juniores, avvenimento giunto alla dodicesima edizione e massima espressione del canottaggio under 19.
Era la seconda volta che l'Italia otteneva l'organizzazione dell'importante manifestazione sportiva. Nel 1972, infatti il Campionato si disputava sulle acque dell'Idroscalo di Milano, campo di regata che già le cronache di quasi trent'anni orsono definivano tra i più attendibili in circolazione. Nel 1982 lo scenario si era spostato nella verde e fertile regione Umbra, sul suggestivo lago naturale umbro, ormai assunto a stadio del remo di caratura internazionale, ormai sede già a quel tempo come ancora oggi di numerose edizioni dei Campionati Italiani e di regate Internazionali.
Per l'occasione su emesso un francobollo del valore di 200 Lire. Di seguito la descrizione ufficiale delle Poste Italiane.

L'Amministrazione delle Poste e delle Telecomunicazioni ha disposto per il 4 Agosto 1982 l'emissione di un francobollo celebrativo dei Campionati del Mondo Juniores di Canottaggio, nel valore di L. 200.
Detto francobollo è stampato dall'Officina Carte Valori dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalco, su carta fluorescente, non filigranata; formato carta: mm 40 x 24; formato stampa: mm 36 x 20; dentellatura: 14; tiratura: cinque milioni di esemplari; foglio: cinquanta esemplari; colori: quadricromia.
La vignetta raffigura, in primo piano, una specialità tipica del canottaggio, e precisamente un quattro senza sul campo di regata.
Completano il francobollo la leggenda CAMPIONATI DEL MONDO JUNIORES DI CANOTTAGGIO, la scritta ITALIA e il valore 200. Bozzetto a cura di Corrado Venturi.

 

Presentazione francobollo 120° anniversario F.I.C. 
Presentazione francobollo 120° anniversario F.I.C.  31 Marzo 2008 
Torino F.I.C. 
Le notizie 
data titolo fonte
25/03/2008  Alla Cerea mostra storico filatelica sui 120 anni della Federazion e Italiana Canottaggio  F.I.C. Piemonte 
21/03/2008  Il primo distintivo ad occhiello della FIC  F.I.C. Piemonte 
19/03/2008  1888-2008, 120 anni di storia FIC in un francobollo  F.I.C. 
17/03/2008  Poste Italiane dedica un francobollo celebrativo del 120° anniversario della Federazione Italiana  Poste Italiane 
14/03/2008  Canottaggio e filatelia - I 120 anni della Federazione italiana (Rowing Club Italiano)  F.I.C. Piemonte 
14/03/2008  Il 31 Marzo sarà emesso un francobollo per i 120 anni del Canottaggio Italiano  TuttoSport 
Iscritti, programma e risultati 
 Programma della giornata 
 
Informazioni generali 
 Annullo postale 
 Il Francobollo 
 La cartolina filatelica: 120 anni d'emozioni 
 L'invito ufficiale (1.0 Mb) 
 

Canottaggio e Filatelia  (clicca)

 

 

PALIO DELLE REPUBBLICHE MARINARE - Imprecisioni e un po' di storia
(Ferruccio Calegari

Caro Marcello, l
Nella parte finale dell'articolo faccio dei riferimenti filatelici illustrati nei successivi allegati.
Cordiali saluti e Buona Befana.
Ferruccio Calegari

LA REGATA STORICA DELLE ANTICHE REPUBBLICHE MARINARE

RITORNA A PISA CON UN ANNO DI ANTICIPO

 

La Regata delle Repubbliche Marinare, a Pisa nel 2009, sarà anche un modo per rendere omaggio a Galileo

Pisa – Il tradizionale appuntamento remiero quadriennale in Arno della Regata Storica delle Antiche Repubbliche Marinare ritorna a Pisa con un anno di anticipo. Il 2009 doveva essere l'anno dei genovesi, che nella riunione dello scorso anno del Comitato generale composto dai rappresentanti delle quattro Repubbliche Marinare hanno acconsentito alla richiesta avanzata dal sindaco di Pisa Filippeschi, che puntualizza: “Avevamo formalmente richiesto di poter ospitare la manifestazione in occasione delle celebrazioni dell’anno Galileiano, a 400 anni dalle prime osservazioni astronomiche con il cannocchiale che consentirono a Galileo Galilei di verificare la validità del sistema copernicano. Siamo dunque particolarmente felici che la nostra proposta sia stata bene accolta dalle altre città. La regata arricchirà il programma delle manifestazioni storiche cittadine”. “Il Comitato – ha aggiunto l’assessore alle manifestazioni storiche Federico Eligi – ha preso atto della disponibilità di Genova a rinunciare all’edizione 2009 in considerazione della particolarità della ricorrenza, ed l’ha assegnata alla nostra città. Insieme alla Regata prevediamo di organizzare una serie di eventi collaterali, sportivi, culturali ed eno-gastronomici, che vedranno protagoniste le 4 Repubbliche.” La regata, come da tradizione, sarà in programma nella prima decade di giugno, come ha segnalato “Pisa Informa, notiziario del Comune di Pisa”. L'edizione 2008, la n. 53, disputata ad Amalfi l'8 giugno è stata vinta per la trentesima volta dalla imbarcazione di Venezia. Al secondo posto sì è classificato è l' armo di Pisa, terza Genova, ultima Amalfi. La gara si è svolta su 2000 metri, da Capo Vettica al porto turistico. Le condizioni del mare non erano delle migliori. A seguire la regata migliaia di persone giunte in Costiera sin dalla mattinata nonostante il tempo incerto. Prima della gara avevano sfilato secondo tradizione figuranti in costumi d' epoca con i gonfaloni delle Repubbliche marinare. Ormai questa manifestazione ha assunto un notevole rilievo spettacolare e di costume, tanto da ricevere attenzione dai tantissimi canali della comunicazione e non ultimo, proprio dal settore principe, quello delle poste. A parte le iniziative locali, per cui ad ogni edizione localmente le Poste Italiane hanno dedicato degli annulli particolari, come quello della edizione di Venezia, la 25.ma dell'1 giugno 1980, oppure proprio quella di Pisa del 4 giugno 2006, nel 1985 per l'edizione di Amalfi fu emesso uno speciale francobollo, illustrato con le simbologie della manifestazione e successivamente nella emissione del 2006 dedicata ad avvenimenti turistici particolari per Amalfi fu utilizzata la simbolica immagine del galeone. Una attenzione che premia l'evolversi della iniziativa e dei suoi fautori.
Ferruccio Calegari

- STORIA FEDERALE - Ferruccio Calegari

I CANOTTIERI SVETTANO ALL'ASSEMBLEA DELL'UNASCI
Torino, 19 marzo 2009 
L’U.N.A.S.C.I.
(Unione Nazionale Associazioni Sportive Centenarie d'Italia) è un giovane sodalizio (fondata nel 2000) formato da associazioni che hanno alle spalle una lunga storia. E' l’associazione delle società sportive fondate da almeno cento anni e tuttora attive, con Soci tesserati per Federazioni Sportive Nazionali o Discipline Sportive Associate o Enti di Promozione Sportiva del CONI.  E per la sua precipua funzione dal C.O.N.I. è stata riconosciuta “Associazione Benemerita”. E si prefigge lo scopo di promuovere, diffondere e salvaguardare il patrimonio storico-culturale-sportivo delle società sportive centenarie e delle tradizioni sportive italiane.
L'avv. Bruno Gozzellino, dinamico dirigente sportivo e ufficiale di gara nell'atletica leggera,  essendone stato tra i promotori, segretario generale sino ad oggi, la scorsa settimana in occasione dell'assemblea nazionale svoltasi a Biella è stato eletto all'unanimità presidente nazionale. Il presidente uscente ing. Sergio Lavagno è stato acclamato presidente onorario. Alla prossima riunione del consiglio nazionale saranno assegnati i vari incarichi, ma è rilevante registrare l'attiva presenza ai vertici dei rappresentanti di società di canottaggio, certamente una delle più valide componenti dello sport nazionale, ma anche una importante espressione culturale di un settore vitale che vuole essere trainante esempio ai giovani.
Nella nuova compagine direttiva sono stati eletti consiglieri l'avv. Carlo Alberto Zabert (Società Canottieri Armida 1869 Torino), il dott. Giancarlo Carabelli (Società Ginnastica Fanfulla Lodi 1874), il sig. Giancarlo Giommetti (Fratellanza Ginnastica Savonese 1883 Savona), il dott. Antonio Saccone (Mens Sana in Corpore Sano 1871 Siena) , il comm. Giuseppe Vecchietti (Società Ginnastica Persicetana 1876 ) , il dott. Marcello Zaetta (Lega Navale Italiana Sezione di Bari 1901), l’avv. Mauro Valcareggi (Società Nautica Pietas Julia 1886 Pola - Duino) e il prof. Claudio Toninel (Fondazione Marcantonio Bentegodi 1868 Verona). Primo dei non eletti è risultato il dott. William Pinarello (Reale Società Canottieri Bucintoro 1882 – Venezia).
Altri esponenti del mondo del canottaggio risultano eletti nei settori fondamentali dell'Unasci: nel Collegio dei Probiviri l'avv. Sergio Pepe (Reale Yacht Club Savoia Napoli 1893) e l’avv. Lucia Diglio (Reale Società Canottieri Bucintoro 1882 Venezia).  Presidente del Collegio dei Revisori è stato confermato il dott. Bruno D'Ambrosio (Canottieri Barion Sporting Club Bari 1894), mentre tra i membri del Collegio troviamo tra gli effettivi il dott. Andrea Grosso (Canottieri Armida 1869 Torino) e tra i supplenti il dott. Sergio Rossi (Lega Navale Italiana – Cagliari 1902).
Ferruccio Calegari
LE SOCIETA' SPORTIVE CENTENARIE IN ITALIA
(associate ad Unasci, Unione Società Sportive Centenarie Italiane)
Nel novero della multiforme attività dei tanti sodalizi sportivi italiani, con il maggior numero di sezioni appare il Tiro a Segno Nazionale, la cui più antica sezione censita risulta quella di Aosta, risalente al 1427.
Nello sport remiero, la più antica Società di Canottaggio (e socia di Unasci) è la Canottieri Limite (1861), con sede a Limite sull'Arno.
E il lungo elenco delle società di canottaggio che hanno superato il secolo di attività e risultano tra i soci Unasci è molto corposo:
1863 – Reale Società Canottieri Cerea - Torino e Società Ginnastica Triestina – Nautica di Trieste.
1864 - Canottieri Saturnia - Trieste e Circolo Eridano - Torino.
1869 - Canottieri Armida - Torino.
1872 - Reale Circolo Canottieri Tevere Remo – Roma.
1873 - Canottieri Ravenna – Ravenna e Canottieri Ticino - Pavia. 
1877 - Canottieri Adria - Trieste. 
1882 - Reale Società Canottieri Bucintoro – Venezia e  Canottieri Thalatta - Messina.
1883 - Canottieri “Vittorino da Feltre” Piacenza, Canottieri Caprera – Torino e Canottieri Velocior - La Spezia.
1886 - Canottieri Esperia Torino -Torino, Canottieri Firenze – Firenze e  Società Nautica “Pietas Julia” Pola – Duino. 
1887 - Canottieri Baldesio - Cremona. 
1890 - Canottieri Milano - Milano. 
1891 - Canottieri Adda - Lodi, Canottieri Garda - Salò, Canottieri Ichnusa – Cagliari e Canottieri Lario “G. Sinigaglia” - Como.
1892 - Circolo Canottieri Aniene - Roma. 
1893 - Reale Yacht Club Canottieri Savoia – Napoli.
1894 - Circolo Canottieri Barion Sporting Club – Bari. 
1896 - Canottieri Trieste - Trieste, Canottieri Pallanza – Verbania e Canottieri Diadora Zara -Venezia. 
1900 - Società Sportiva Lazio / Circolo Canottieri Lazio - Roma. 
1901 - Canottieri “Francesco Querini” - Venezia e Lega Navale Italiana - Bari.
1902 - Lega Navale Italiana - Cagliari, Canottieri “Roggero di Lauria” - Palermo  e Canottieri Genovesi “Elpis” - Genova..
1905 - Canottieri “Pro Monopoli” - Monopoli. 
1908 - Canottieri Sebino - Lovere, Canottieri Sile – Treviso e U.S. Bellagina – Bellagio.
1909 – Società Canottieri Intra - Verbania
(Nota: Naturalmente nel mondo dello sport remiero esistono e sono attive numerose altre società sportive centenarie, ma questa appendice alle notizie sull'Assemblea dell'Unasci fa riferimento soltanto alle società che si sono riconosciute in questo rapporto associativo e di collaborazione con un sodalizio nato per la promozione dei valori sportivi e morali espressi dalle associazioni centenarie. Probabilmente altre in seguito ne diverranno socie.) Per maggiori notizie accedere al sito www.unasci.com. F. C.


Targa Roggero – Premio del tradizionale confronto tra “otto” del Piemonte e della Lombardia, competizione che negli anni venti - trenta era animata da reciproche selezioni preliminari assai vivaci. (Canottieri Armida)

 

 

 

Coppa del Liutaio – il premio posto in  palio da Gabriele d'Annunzio per gli Agonali del Remo a Salò. (Canottieri Garda)

Coppa “Re del Belgio” in argento. Iscrizione commemorativa su piedistallo marmoreo: “PRIX DE S.M. LE ROI DES BELGES”. 30 agosto 1920: Oro olimpico conseguito da Ercole Olgeni, Giovanni Scatturin e Guido De Felip (tim.) nel due con timoniere.   (Canottieri Bucintoro)

Sfogliando i vecchi giornali - SCAMPOLI DI STORIA FEDERALE
Come nelle belle favole, si potrebbe iniziare “c'era una volta, ...”, ed una volta, appunto 121 anni fa, la Federazione canottaggio iniziava la sua vita di evoluzione e di importanti risultati nella sede di Torino, una città che tanto aveva sentito la crescita del canottaggio ed i cui amministratori civici lo avevano coccolato quale nobile rampollo.
L'evoluzione dei tempi aveva portato alla decisione politica di accentrare a Roma le sedi delle federazioni, anche per una più funzionale operatività nell'ambito della evoluzione sportiva nazionale sotto più stretto coordinamento da parte del C.O.N.I.
E così nel maggio 1933 il trasloco della sede (poi nel dopo guerra ci fu un ritorno, ma per un periodo limitato), cui i giornali dell'epoca diedero un certo risalto. Non ci furono rivoluzioni, ma lo storico segretario generale Mario A. Rossi, in carica dal 1919, non seguì la “sua” creatura nella nuova sede e già l'anno prima aveva rassegnato le dimissioni, all'annuncio di questa decisione, congelate temporaneamente per l'impegno della preparazione olimpica.
Allora anche il segretario-consigliere, come gli altri componenti il Consiglio federale, erano degli appassionati, che sviluppavano il loro impegno non in un rapporto di dipendenza, ma di collaborazione onorifica. Ed infatti lo statuto federale prevedeva, come ricordava la Gazzetta dello Sport del 25 aprile 1933, la presenza di tre consiglieri residenti nella città sede della federazione (o nelle immediate vicinanze), per evidenti ragioni pratiche. E del resto nonostante le pressioni ricevute il segretario Rossi sottolineava come ragioni legate alla sua professione gli impedissero il trasferimento. E guarda caso, quando la Federazione tornò a Torino nel dopo guerra, fu ancora Rossi a reggerne la segreteria dal 1946 al 1949.
E sempre la Gazzetta dello Sport del 25 aprile ricorda: “Il trasferimento a Roma della Reale Federazione Italiana Canottaggio avverrà come è noto il 1° maggio. – aggiungendo i nomi dei nuovi reggitori della struttura federale – Quantunque non ancora resi noti ufficialmente, si conoscono i nomi di coloro che saranno chiamati a dare la loro opera in favore della R.F.I.C. A fianco dell'ammiraglio Di Sambuy saranno in veste di vicepresidenti il generale Vaccaro (presidente della Aniene) e Pietro Annoni (presidente della Milano). La segreteria sarà retta dall'avv. Filippi, mentre a coprire la carica di consiglieri per i tre posti che lo statuto assegna a persone residenti nella città sede della Federazione saranno chiamati – oltre allo stesso avv. Filippi – l'ing. Grappelli (vice segretario) e il comm. Sabbadini (tesoriere).
E lo stesso giorno 25 aprile il nuovo segretario avv. Giampietro Filippi (che reggerà la segreteria sino al 1944) fu a Torino a prendere in carico documenti e cimeli.
Il successivo 27 aprile la Gazzetta dello Sport riportava il comunicato del C.O.N.I. che annunciava la ratifica della nuova struttura, che risultava così formata: consiglio di presidenza con l'amm. Luigi Di Sambuy, ovviamente, alla presidenza, con Piero Annoni e Giorgio Vaccaro, vice presidenti, e consiglieri dott. Umberto Fasciolo, avv. Natale Schiassi, cav. Italo Massajoli d'Urbino, conte Goretto Goretti. Tesoriere gr. uff. Paride Sabbadini, segretario generale avv. Giampietro Filippi e vice segretario ing. Luigi Grappelli (che poi ritroveremo nel dopo guerra nella funzione di segretario generale onorario dal 1957 al 1964).
Quel comunicato ufficializzava anche la “Giunta Tecnica” presieduta da Piero Annoni, composta da cav. uff. Mario Alberto Rossi (che pur rinunciando all'incarico di segretario generale manteneva il suo impegno d'amore per il canottaggio), Camillo Baglioni (il noto giornalista e campione del remo dalla fine dell'800), ing. Alfredo Boccalatte (altro importante dirigente torinese, che diresse successivamente la segreteria federale dal 1949 al 1957, divenendo presidente federale dal 1958 al 1961 e vice presidente della FISA nel 1959 – 60). Inoltre di questa commissione facevano parte il comm. Archimede De Gregori (importante dirigente partenopeo), l'avv. Giampietro Filippi, il dott. Giulio Haag e l'avv. Massimo Giovannetti (che sarà presidente federale dal 1935 al 1939 e dal 1949 al 1958, oltre ad essere stato vice presidente della F.I.S.A. nel 1949-1950).

Ferruccio Calegari

- I 120 ANNI DELLA FEDERAZIONE ITALIANA CANOTTAGGIO

Comunicato F.I.C. Piemonte del 31/03/2008  
Torino 31 Marzo 2008: 120 fa il canottaggio era già di casa 
 Conferenza stampa di presentazione oggi a Torino, in concomitanza con Roma, per la presentazione del francobollo emesso da Poste Italiane in occasione del 120° Anniversario della fondazione della Federazione Italiana Canottaggio.
Nell'occasione erano presenti il Presidente Onorario della Federazione Gian Antonio Romanini, il Presidente del Comitato Piemontese Stefano Comellini, i Consiglieri Federali Giuseppe Barreri ed Enzo Molteni, nonchè il dott. Franco Ferraresi a rappresentare l'Assessore Regionale allo Sport Giuliana Manica e la dott.ssa La Franca di PosteItaliane.
Alla conferenza stampa sono intervenuti almeno una cinquantina di invitati, tra i quali il Presidente della Federazione Europea di Tiro con l'arco, il Presidente Regegionale della Federazione Rugby e altri rappresentati di numerose federazioni. Dopo una breve introduzione del Presidente della Cerea, Umberto Dentis, il Consigliere Federale Giuseppe Barreri ha portato i saluti del presidente federale Renato Nicetto, impegnato nell'analoga manifestazione a Roma.
La voce di Sergio Delle Piane, ex atleta e ora giovane socio Cerea, ha poi ripercorso, attraverso la lettura di un breve testo, la storia della nascita della Federazione.
Il Presidente Onorario Gian Antonio Romanini, ha quindi raccolto l'attenzione di tutto l'uditorio con il suo appassionato intervento, nel corso del quale ha ricordato di aver vissuto gran parte della storia del canottaggio, dedicandosi ormai da ben 65 anni a questo sport.
Sono poi intervenuti la dott.ssa La Franca, responsabile di PosteItaliane e il dott. Franco Ferraresi dell'assessorato allo Sport della Regione. In conclusione ha preso la parola Stefano Comellini, il quale ha ricordato come Torino sia la culla del canottaggio: in questa città è, infatti, sorta la prima società, la Cerea, la quale ha dato impulso alla nascita della Federazione. Appassionato canottiere torinese era anche Montù, promotore del CONI. E tanti ottimi dirigenti, allenatori e atleti hanno avuto successo in ambito nazionale e non solo.
Molto osservata l'edizione originale del primo statuto e le altre pubblicazioni, tra le quali il programma della prima regata tenutasi a Torino il 29 giugno 1888. Molto apprezzata anche l'esposizione filatelica a tema di Ferruccio Calegari, vista la numerosa presenza di appassionati filatelici, che hanno preso d'assalto l'ufficio postale temporaneo. Questa sera si prosegue con un aperitivo aperto a tutti gli amici delle società rivierasche e non solo, in modo da festeggiare tutti insieme questo importante evento.  
 Alessandro Carelli 
Comunicato F.I.C. Piemonte del 29/03/2008  
Esposizione filetelica: dopo la Cerea proseguirà alle Poste Centrali 
 Lunedì 31 marzo alla Canottieri Cerea si svolgerà la cerimonia di presentazione del francobollo commemorativo dedicato dalle Poste Italiane al 120° anniversario di fondazione della Federazione Italiana Canottaggio. E nell'occasione sarà allestita una esposizione filatelica curata dal giornalista sportivo Ferruccio Calegari dedicata alla storia del canottaggio. Per ragioni di spazio, sarà esposta soltanto una parte (120 fogli) della intera collezione.
L'esposizione alla sede della Canottieri Cerea, in parallelo anche con il servizio postale "primo giorno" si concluderà alla sera, ma per iniziativa dell'Associazione filatelica AICAM ed in collaborazione con il Servizio Filatelico di Torino delle Poste Italiane sarà trasferita nei saloni del "Filatelico" alla Posta Centrale di Torino in Via Alfieri 10, dove sarà visitabile liberamente tutti i giorni (dalle 9 alle 13) dall'1 al 17 aprile. 
Comunicato F.I.C. Piemonte del 27/03/2008  
Buste primo giorno: una tradizione filatelica sempre viva 
 Come d'uso per tutte le emissioni di nuovi francobolli anche per l'emissione del francobollo del 1982 fu creato un apposito annullo postale detto giorno di emissione. Molte le buste primo giorno o buste giorno di emissione di ventisei anni fa che gli amanti della filatelia si fecero annullare.
Grazie ad una veloce ricerca in rete a all'aiuto dell'amico Ferruccio Calegari qui di seguito ne sono proposte un paio.

Inoltre per i Campionati Mondiali Juniores del 1982 fu creato un annullo postale ad hoc che grazie alla cortesia di Ferruccio vi proponiamo qui di seguito.

Stessa cosa accadde per i Campionati Mondiali Juniores del 1972 di Milano dovefu creato un annullo postale ad hoc che vi proponiamo qui di seguito.

Per l'emissione 2008 ecco di seguito una ricostruzione virtuale di quella che potrebbe essere la cartolina primo giorno tipo.

 
 Alessandro Carelli - Ferruccio Calegari 

Canottaggio e Filatelia  (clicca)

F.I.C. - Comitato regionale Piemonte

 

4 Agosto 1982: 26 anni fa il primo francobollo italiano sul canottaggio 
 Dall'8 al 12 Agosto 1982 si disputava sul Lago di Piediluco il Campionato FISA Juniores, avvenimento giunto alla dodicesima edizione e massima espressione del canottaggio under 19.
Era la seconda volta che l'Italia otteneva l'organizzazione dell'importante manifestazione sportiva. Nel 1972, infatti il Campionato si disputava sulle acque dell'Idroscalo di Milano, campo di regata che già le cronache di quasi trent'anni orsono definivano tra i più attendibili in circolazione. Nel 1982 lo scenario si era spostato nella verde e fertile regione Umbra, sul suggestivo lago naturale umbro, ormai assunto a stadio del remo di caratura internazionale, ormai sede già a quel tempo come ancora oggi di numerose edizioni dei Campionati Italiani e di regate Internazionali.
Per l'occasione su emesso un francobollo del valore di 200 Lire. Di seguito la descrizione ufficiale delle Poste Italiane.

L'Amministrazione delle Poste e delle Telecomunicazioni ha disposto per il 4 Agosto 1982 l'emissione di un francobollo celebrativo dei Campionati del Mondo Juniores di Canottaggio, nel valore di L. 200.
Detto francobollo è stampato dall'Officina Carte Valori dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalco, su carta fluorescente, non filigranata; formato carta: mm 40 x 24; formato stampa: mm 36 x 20; dentellatura: 14; tiratura: cinque milioni di esemplari; foglio: cinquanta esemplari; colori: quadricromia.
La vignetta raffigura, in primo piano, una specialità tipica del canottaggio, e precisamente un quattro senza sul campo di regata.
Completano il francobollo la leggenda CAMPIONATI DEL MONDO JUNIORES DI CANOTTAGGIO, la scritta ITALIA e il valore 200. Bozzetto a cura di Corrado Venturi.

Presentazione francobollo 120° anniversario F.I.C. 
Presentazione francobollo 120° anniversario F.I.C.  31 Marzo 2008 
Torino F.I.C. 
Le notizie 
data titolo fonte
25/03/2008  Alla Cerea mostra storico filatelica sui 120 anni della Federazion e Italiana Canottaggio  F.I.C. Piemonte 
21/03/2008  Il primo distintivo ad occhiello della FIC  F.I.C. Piemonte 
19/03/2008  1888-2008, 120 anni di storia FIC in un francobollo  F.I.C. 
17/03/2008  Poste Italiane dedica un francobollo celebrativo del 120° anniversario della Federazione Italiana  Poste Italiane 
14/03/2008  Canottaggio e filatelia - I 120 anni della Federazione italiana (Rowing Club Italiano)  F.I.C. Piemonte 
14/03/2008  Il 31 Marzo sarà emesso un francobollo per i 120 anni del Canottaggio Italiano  TuttoSport 
Iscritti, programma e risultati 
 Programma della giornata 
 
Informazioni generali 
 Annullo postale 
 Il Francobollo 
 La cartolina filatelica: 120 anni d'emozioni 
 L'invito ufficiale (1.0 Mb) 
 

Canottaggio e Filatelia  (clicca)

VITTORIO PIRLO

Sabato 24 gennaio, a Roma, l'annuale assemblea dei Giudici di Gara
PERSONAGGI DEL MONDO ARBITRALE
IL SALODIANO VITTORIO PIRLO E GABRIELE D'ANNUNZIO
UNA PASSIONE PER IL CANOTTAGGIO E LA LETTERATURA

Lo scorso anno la Federazione canottaggio ha celebrato i propri 120 anni di vita intensamente attiva, un importante risultato dovuto all'impegno e alla passione dei tanti che in questo lungo arco di tempo hanno dedicato allo sport del remo un amore sviscerato. Dico amore, perché quanto intensamente dato dagli atleti, dai dirigenti e comunque da tutti coloro che hanno curato con attenzione la crescita di questa disciplina sportiva non può definirsi con termine più appropriato.
Un amore certamente corrisposto, ma in qualche caso dimenticato. Una passione che ha portato ad impegnarsi oltre ogni limite per vedere crescere la propria creatura, ma che talvolta la nebbia del tempo ha fatto scordare. E quanti di questi uomini se ne sono andati in silenzio, portando nel loro cuore il ricordo di importanti momenti della loro vita, momenti in cui sono stati al centro di attenzione, magari per un avvenimento la cui reminiscenza ancora oggi richiama qualche eco, anche se ai più risuona come cosa lontana.
E tra i molti che hanno portato il loro formidabile impegno allo sviluppo del canottaggio italiano e che grazie alla loro longevità possono ancora raccontarci storie di remi e di regate, ricordiamo con piacere, ed anche riconoscenza per i rapporti personali di grande cordialità sviluppati nel tempo, un personaggio che non pensiamo di sbagliare definendolo “decano” del Collegio Arbitrale italiano che proprio questa settimana si riunirà nella tradizionale assemblea istituzionale.
Il personaggio (e mi auguro che non si risenta di questa definizione, comunque meritata) è Vittorio Pirlo, farmacista a Salò, classe 1915, che certamente ha vissuto in prima persona gli anni felici del canottaggio italiano, ma anche è stato partecipe dei grandi avvenimenti culturali (a parte l'intermezzo politico che ha coinvolto la sua città) che nella splendida città sul lago di Garda e nella vicina Gardone ancora oggi rivestono un profondo significato.
Il dr. Pirlo, col quale pochi giorni fa abbiamo scambiato alcune opinioni al telefono, proprio nel settore arbitrale, al di là delle sue eccezionali doti di organizzatore sportivo, ha svolto incarichi di eccellenza anche in campo internazionale. Il mio buon rapporto con l'amico Vittorio risale a molti anni fa, quando prima mi recavo a Salò per le spettacolari regate degli “Agonali” e poi ne fui anche collaboratore in svariate occasioni, sia in Salò che a Milano, quando fu importante dirigente nell'organizzazione delle grandi regate all'Idroscalo. Occasioni in cui appresi da lui un modo concreto nel trasmettere le informazioni ai colleghi giornalisti, sia sul piano della qualità che della tempestività, ma anche nella divulgazione delle notizie al pubblico. Aveva il senso della comunicazione e voleva che questo particolare capitolo della organizzazione fosse preminente, specialmente all'epoca in cui non esistendo ancora la televisione l'informazione del cronista (su motoscafo al seguito degli equipaggi e spesso inzuppato dagli spruzzi d'acqua) doveva surrogare concretamente la visibilità degli equipaggi in lontananza.
Su un giornale bresciano appare una significativa descrizione di Vittorio Pirlo e della sua opera: “La Comunità del Garda ha attribuito al dottor Vittorio Pirlo il riconoscimento di “Cittadino benemerito del Garda. Vittorio Pirlo, ha detto il presidente della Comunità Aventino Frau, è una sorta di archivio vivente della vita culturale, civile, amministrativa e sportiva del Garda”.
E riprendiamo, in forma forzatamente succinta, il suo lungo curriculum:
1948: con l'Automobile Club, inizia la serie dei Circuiti automobilistici del Garda;
1955 – 1960: sindaco di Salò
1975 – 1980: assessore allo sport e turismo di Gardone Riviera
1956: fonda il Festival internazionale “Estate musicale salodiana”
1977 – 1986: presidente della Azienda autonoma di soggiorno di Gardone e Salò
1994 – 2002: presidente dell'Ateneo di Salò
1992 – 2009: consigliere della Fondazione del Vittoriale, con la realizzazione di importanti studi su D'Annunzio
1950 - 1973: presidente della Canottieri Garda
1968 – 1980: presidente del Panathlon di Brescia
Coordinatore ed organizzatore di numerose manifestazioni sportive di eccellenza, tra cui più volte i Campionati italiani di canottaggio sia a Salò che all'Idroscalo di Milano, delle tappe locali del Giro ciclistico d'Italia, nella Motonautica la “Coppa dell' Oltranza”. Con Alfredo Binda nel 1962 ideò e promosse Campionati del Mondo di ciclismo su strada a Salò. E' stato anche promotore ed organizzatore di altri importanti eventi nazionali ed internazionali nella cornice gardesana: vela, motociclismo, motocross, sci nautico.
E naturalmente, a conclusione di questi impegni tutti portati con successo sono seguiti anche i riconoscimenti di merito, tra cui Commendatore al merito della Repubblica, premio Rosa Camuna della Regione Lombardia, Stella al Merito Sportivo del Coni, l'Aquila d'Oro del C.A.I., il premio “Gasparo da Salò” e per ultimo la nomina a “cittadino benemerito”. Ricordiamo anche una fase di attenzione civica, ora capitano, quando ufficiale di sanità partecipò alla campagna di guerra sul fronte greco-albanese e fu decorato con la croce di guerra.
Tra i numerosi incarichi ricoperti ricorda con grande soddisfazione quelli in campo remiero ed in particolare internazionale: dal 1958 Giudice Arbitro internazionale della F.I.S.A., con impegni arbitrali ai Campionati Mondiali ed Europei a Vichy, Lucerna, Milano, Duisburg ed altri, ai Giochi del Mediterraneo a Napoli, 5 Campionati italiani a Salò e varie edizioni della Coppa d'Annunzio per gli Agonali del remo. Ed ancora sul piano federale nazionale dal 1960 al 1975 presidente del Collegio federale dei Revisori del Conti, ma anche giudice arbitro internazionale di nuoto dal 1948 e della canoa fluviale.
Uno degli aspetti più significativi del suo impegno nel mondo del canottaggio e che ricorda con piacere è di essere stato membro del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi remiere del 1960 a Castelgandolfo.
Nell'ambito regionale lombardo fu Vice Presidente del Comitato III Zona dal 1953 al 1974, ma anche per 10 anni Commissario di Gara della Federazione Motonautica, e successivamente Console della medesima.
Nipote del dr. Antonio Duse, che fu medico personale di d'Annunzio, visse da giovane il felice periodo della vita del grande poeta sulle rive del Garda (e d'Annunzio fu anche assai vicino al mondo del canottaggio). Amabile conversatore, da studioso Vittorio Pirlo ha fatto prezioso tesoro delle sue conoscenze giovanili, trattando successivamente temi di carattere dannunziano e sportivo, sia al “Vittoriale” che in convegni a Nizza, alla Società del Giardino di Milano, al Panathlon di Venezia (ed in quella occasione aveva ricevuto dalle mani del Patriarca Luciani, futuro Papa, il “Leone Veneto”).
Ha sviluppato anche un intenso impegno letterario, curando L'Epistolario D'Annunzio-Duse ed ha pubblicato le seguenti opere: Inezie squisitissime, La Storia della Canottieri Garda, Gabriele d'Annunzio e il Canottaggio, Storia di una coppa, D'Annunzio gardesano, La Città di Bènaco, La recita della “Figlia di Iorio” (del 1927), D'Annunzio ed il mito della rapidità pura, D'Annunzio gastronomo acquatile, D'Annunzio e lo sport, D'Annunzio e la moda, e L'Automobile è femina.Ferruccio Calegari

 

SABAUDIA 75 ANNI
I 75 ANNI DI SABAUDIA

Sabaudia è una città giovane, nata 75 anni fa tra la zona delle grandi bonifiche che all'epoca sollecitarono tanto interesse ed il mare, nel cuore del Parco del Circeo. Ed è nel cuore ormai del mondo del canottaggio italiano per l'evolversi di tanti avvenimenti che la portarono al centro dell'attenzione del remo mondiale. E tra le tante ipotesi che scaturirono negli anni sessanta fu anche in predicato quale sede dei giochi olimpici remieri, poi fissata a Castelgandolfo. E fu anche sede di un mai dimenticato avvenimento remiero internazionale che negli ultimi anni di effettuazione ci ricordava lo scomparso giornalista Natale Bertocco, tanto amico di Sabaudia e dei canottieri. Ed ora, grazie anche all'azione congiunta dei centri remieri militari che hanno sempre valorizzato il suo bacino, Sabaudia sta ritornando all'attenzione organizzativa dei canottaggio italiano e chissà anche a più ampio respiro internazionale.
E come ogni avvenimento che si rispetti, le Poste Italiane su richiesta del Comune di Sabaudia mercoledì 15 aprile in Piazza del Comune allestiranno uno speciale gazebo filatelico dove dalle 9 alle 19 sarà possibile obliterare la corrispondenza, o documenti celebrativi dell'avvenimento con un particolare annullo ovale.
Ferruccio Calegari

XVI GIOCHI DEL MEDITERANEO

Per i “Giochi del Mediterraneo” scelta la cartina

Niente bandiere, per non sottolineare la mancanza di Israele (e Palestina).
Il territorio è stato accuratamente tagliato, ma così sono scomparsi anche Libano e Siria

Scartate le bandiere, e persino la carta geografica, che occupa la vignetta, è accuratamente tagliata in modo da non comprendere Israele (e Palestina). Il vecchio problema del boicottaggio, imposto dai Paesi arabi e reiterato ancora all'appuntamento del 2009, trova il suo corrispettivo con la carta valore italiana da 60 centesimi (perché non 65, tariffa più adatta al taglio della manifestazione?), che sarà in vendita dal 5 maggio. La mappa, la quale però non cita Libano e Siria, pure partecipanti, è associata all'immancabile logo e al richiamo a quattro specialità sportive.
È l'omaggio dentellato per i XVI “Giochi del Mediterraneo”, che dal 26 giugno al 5 luglio vedranno confrontarsi ventitré équipe nazionali, da Andorra all'Egitto, dalla Croazia alla Libia, in ventinove discipline differenti. Le gare saranno disputate a Pescara e in numerosi altri centri della zona fino, è stato confermato, ad alcune località abruzzesi, in questo momento impegnate nell'affrontare il dopo-terremoto. In base alle attuali programmazioni, proprio dall'Aquila partirà la staffetta inaugurale con la fiaccola.
Il suggello marcofilo sarà disponibile allo sportello filatelico di Chieti Centro, anche se le cerimonie di apertura e chiusura si svolgeranno nella città di Gabriele D'Annunzio.
Nata nel 1951 e svoltasi regolarmente ogni quattro anni, la competizione finora è stata ospitata due volte dall'Italia: nel 1963 a Napoli e nel 1997 a Bari. Nel primo caso ha originato due francobolli, nominali da 15 e 70 lire usciti il 21 settembre di quell'anno; nel 1997, invece, toccò ad un 900 lire, disponibile dal 13 giugno.
Ferruccio Calegari