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Roma 9 aprile 2005

ASSEMBLEA NAZIONALE ASMES 2005

RELAZIONE DEL PRESIDENTE ANSMES LUIGI RAMPONI E DEL CONSIGLIO DIRETTIVO – ANNO 2004 –

 Cari Amici e Colleghi,
è con molto piacere che sottopongo alla Vostra cortese attenzione ed alla Vostra approvazione la relazione, mia e del consiglio direttivo Ansmes, relativa non solo e non tanto all’anno passato, quanto una sintesi di quanto realizzato nei quattro anni di questo mandato.
Come prima cosa desidero ringraziare gli ottimi dirigenti del direttivo nazionale, i revisori dei conti ed i componenti delle commissioni centrali nazionali per il costante impegno e per i continui suggerimenti che hanno fornito per la migliore conduzione, centrale e periferica, della nostra associazione.
Poi desidero ringraziare il segretario e tesoriere, sia per la grande mole di lavoro svolta qui a Roma, sia per i continui contatti tenuti con la periferia nelle varie regioni italiane: contatti che hanno consentito all’Ansmes, non soltanto di crescere su tutto il territorio nazionale, da Udine a Ragusa, ma di conseguire anche uno strepitoso successo nelle recenti elezioni territoriali  del Coni provinciale e regionale, con una significativa percentuale del 25% delle candidature andate a buon fine : complimenti a questi nostri bravissimi amici e colleghi che hanno dimostrato la loro validità operativa e “politica” anche a livello di territorio.
Ma su questo successo non avevo dubbi in quanto, fin dai primi anni di questo mandato avevo notato come in alcune realtà periferiche la fantasia, l’attivismo inteso in termini positivi e costruttivi, la interazione con i dirigenti locali del Coni e con le autorità politiche ed amministrative periferiche e la collaborazione dei soci delle loro sezioni produceva una serie di reazioni “chimiche” ed organizzative di alto profilo sportivo e professionale. E quindi la elezione di questi bravi colleghi non è stato altro che il punto culminante di tanti anni di dedizione e di proficuo lavoro a vantaggio di tutti. Un esempio luminoso ed illuminante, che dovrebbe essere seguito (consentitemi questa breve digressione!) soprattutto da coloro che rimangono un po’ indietro rispetto all’andatura dei più attivi, ai quali rivolgo il cordialissimo segnale (pur ringraziandoli vivamente per quanto fatto fino ad ora) di impegnarsi maggiormente oppure di “passare la mano” a colleghi più giovani e più dinamici.
Nel 2003 e nel 2004 abbiamo organizzato due ottimi convegni che hanno riscosso un apprezzabile successo sia a livello locale “romano” che a livello nazionale: il primo, quello del 2003, dedicato alle attività ludico-sportive ed agonistiche per i “giovani” della terza età (a questo proposito, sono ancora disponibili, anche qui in sala alcune copie del volumetto degli atti del convegno, per cui chi fosse interessato le può portare direttamente nella propria sede), ed il secondo, quello del 2004, dedicato alla figura del dirigente sportivo oggi, a raffronto con il dirigente “classico”, quello che molti di noi hanno conosciuto ed impersonato nei gloriosi anni ’50, ’60 e ’70. Illustri relatori, una buona rassegna stampa, una partecipazione decisamente sufficiente per una città così dispersiva ed affollata di eventi quotidiani, di tutti i generi, hanno costituito il brillante biglietto da visita della nostra associazione in queste prime due occasioni di esposizione pubblica a livello nazionale.
Per l’ottobre del 2005 il direttivo uscente ha messo in programma un convegno relativo proprio a quanto detto prima : cioè la presenza delle associazioni benemerite, ed in particolare ovviamente quella dell’Ansmes, a livello Coni periferico; questo proprio per vedere, dopo i primi sette mesi di collaborazione con le strutture territoriali del Coni, quali siano i benefici contributi portati dai vari dirigenti, quali siano le correzioni e le proposte da presentare per far sì che queste “presenze” non siano soltanto simboliche e fini a se stesse, ma proficue, dense di contenuti e promettenti come prospettive sportive future! Spero che a questo convegno possano partecipare tutti i nostri delegati e presidenti locali eletti nei Coni territoriali: la loro parola ed il loro contributo di idee e di esperienze sarebbe fondamentale, per non dire indispensabile, anche per portare avanti – in maniera seria, concreta e costruttiva – il discorso, appena iniziato, del coordinamento nazionale, regionale e provinciale delle associazioni benemerite con le strutture nazionali e territoriali del CONI , delle Federazioni Sportive Nazionali e delle realtà amministrative locali.
Dalle relazioni del segretario-tesoriere e del presidente dei revisori dei conti apprenderete della bontà dei nostri conti generali centrali che si affidano, per circa il trenta per cento (ovviamente al netto della quota parte di competenza periferica) alle quote sociali annuali, per circa il sessanta per cento al generoso contributo annuale del Coni e per circa il dieci per cento ad entrate varie (come quella della Regione Lazio, che però sarà esplicitata soltanto nel 2005,  e quelle relative alle vendite di cravatte e gagliardetti sociali). Un bilancio sano, giusto e giustamente impegnativo, che ci fa stare con i piedi saldamente per terra, impegnando molto le sezioni territoriali ad assicurare ogni anno la riscossione delle quote sia dei soci “vecchi” sia di quelli “nuovi”, anche perché – in quest’ultimo caso – il cento per cento delle quote incassate resta in periferia (mentre per i vecchi soci al nazionale viene versato soltanto un terzo della quota stessa).
A  questo proposito mi sia consentito ringraziare anche gli amici della Regione Lazio che hanno squisitamente inserito la nostra associazione (insieme agli Azzurri d’Italia) nell’albo delle associazioni del tempo libero, autorizzate a chiedere un contributo annuale per l’organizzazione di convegni o per la stampa di volumi o atti di convegni o altre iniziative di significativo taglio sociale e di indubbie caratteristiche sportive, intese in senso lato e non esclusivamente agonistiche.
L’impegno in questo senso proseguirà anche negli anni a venire anche perché trovare risorse economiche diventa indispensabile nella congiuntura che viviamo sia come Paese Italia sia come comparto sportivo nazionale; la collaborazione di dirigenti e soci periferici, che nelle varie regioni, possono avere i contatti giusti per incrementare anche le risorse locali e periferiche, non potrà che essere gradita e giudicata positivamente già in partenza, non fosse altro che per la dedizione e la chiarezza di intenti.
Non voglio dilungarmi oltre: attendo da parte di tutti commenti, suggerimenti ed anche critiche; molto si è fatto, ma moltissimo si può ancora fare, sia al centro che in periferia; da soli certamente non si va molto lontani, ma siccome ritengo di aver costituito, in questi quattro anni, una bella “famiglia”, con rapporti di amicizia e di collaborazione che si vanno via via a cementare ed intensificare sempre di più, ritengo che nei prossimi due-quattro anni, tutti insieme, raccoglieremo ulteriori, importanti, significative, indelebili soddisfazioni personali e sportive!
Grazie a tutti con un fraterno e caloroso abbraccio, dal Vostro Presidente
Luigi Ramponi
Roma, Coni, Ansmes, 9 aprile 2005

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