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RELAZIONE DEL PRESIDENTE ANSMES LUIGI
RAMPONI E DEL CONSIGLIO DIRETTIVO – ANNO 2004 –
Cari Amici e Colleghi,
è con molto piacere che sottopongo alla Vostra cortese attenzione ed alla
Vostra approvazione la relazione, mia e del consiglio direttivo Ansmes,
relativa non solo e non tanto all’anno passato, quanto una sintesi di quanto
realizzato nei quattro anni di questo mandato.
Come prima cosa desidero ringraziare gli ottimi dirigenti del direttivo
nazionale, i revisori dei conti ed i componenti delle commissioni centrali
nazionali per il costante impegno e per i continui suggerimenti che hanno
fornito per la migliore conduzione, centrale e periferica, della nostra
associazione.
Poi desidero ringraziare il segretario e tesoriere, sia per la grande mole di
lavoro svolta qui a Roma, sia per i continui contatti tenuti con la periferia
nelle varie regioni italiane: contatti che hanno consentito all’Ansmes, non
soltanto di crescere su tutto il territorio nazionale, da Udine a Ragusa, ma
di conseguire anche uno strepitoso successo nelle recenti elezioni
territoriali del Coni provinciale
e regionale, con una significativa percentuale del 25% delle candidature
andate a buon fine : complimenti a questi nostri bravissimi amici e colleghi
che hanno dimostrato la loro validità operativa e “politica” anche a
livello di territorio.
Ma su questo successo non avevo dubbi in quanto, fin dai primi anni di questo
mandato avevo notato come in alcune realtà periferiche la fantasia,
l’attivismo inteso in termini positivi e costruttivi, la interazione con i
dirigenti locali del Coni e con le autorità politiche ed amministrative
periferiche e la collaborazione dei soci delle loro sezioni produceva una
serie di reazioni “chimiche” ed organizzative di alto profilo sportivo e
professionale. E quindi la elezione di questi bravi colleghi non è stato
altro che il punto culminante di tanti anni di dedizione e di proficuo lavoro
a vantaggio di tutti. Un esempio luminoso ed illuminante, che dovrebbe essere
seguito (consentitemi questa breve digressione!) soprattutto da coloro che
rimangono un po’ indietro rispetto all’andatura dei più attivi, ai quali
rivolgo il cordialissimo segnale (pur ringraziandoli vivamente per quanto
fatto fino ad ora) di impegnarsi maggiormente oppure di “passare la mano”
a colleghi più giovani e più dinamici.
Nel 2003 e nel 2004 abbiamo organizzato due ottimi convegni che hanno riscosso
un apprezzabile successo sia a livello locale “romano” che a livello
nazionale: il primo, quello del 2003, dedicato alle attività ludico-sportive
ed agonistiche per i “giovani” della terza età (a questo proposito, sono
ancora disponibili, anche qui in sala alcune copie del volumetto degli atti
del convegno, per cui chi fosse interessato le può portare direttamente nella
propria sede), ed il secondo, quello del 2004, dedicato alla figura del
dirigente sportivo oggi, a raffronto con il dirigente “classico”, quello
che molti di noi hanno conosciuto ed impersonato nei gloriosi anni ’50,
’60 e ’70. Illustri relatori, una buona rassegna stampa, una
partecipazione decisamente sufficiente per una città così dispersiva ed
affollata di eventi quotidiani, di tutti i generi, hanno costituito il
brillante biglietto da visita della nostra associazione in queste prime due
occasioni di esposizione pubblica a livello nazionale.
Per l’ottobre del 2005 il direttivo uscente ha messo in programma un
convegno relativo proprio a quanto detto prima : cioè la presenza delle
associazioni benemerite, ed in particolare ovviamente quella dell’Ansmes, a
livello Coni periferico; questo proprio per vedere, dopo i primi sette mesi di
collaborazione con le strutture territoriali del Coni, quali siano i benefici
contributi portati dai vari dirigenti, quali siano le correzioni e le proposte
da presentare per far sì che queste “presenze” non siano soltanto
simboliche e fini a se stesse, ma proficue, dense di contenuti e promettenti
come prospettive sportive future! Spero che a questo convegno possano
partecipare tutti i nostri delegati e presidenti locali eletti nei Coni
territoriali: la loro parola ed il loro contributo di idee e di esperienze
sarebbe fondamentale, per non dire indispensabile, anche per portare avanti
– in maniera seria, concreta e costruttiva – il discorso, appena iniziato,
del coordinamento nazionale, regionale e provinciale delle associazioni
benemerite con le strutture nazionali e territoriali del CONI , delle
Federazioni Sportive Nazionali e delle realtà amministrative locali.
Dalle relazioni del segretario-tesoriere e del presidente dei revisori dei
conti apprenderete della bontà dei nostri conti generali centrali che si
affidano, per circa il trenta per cento (ovviamente al netto della quota parte
di competenza periferica) alle quote sociali annuali, per circa il sessanta
per cento al generoso contributo annuale del Coni e per circa il dieci per
cento ad entrate varie (come quella della Regione Lazio, che però sarà
esplicitata soltanto nel 2005, e
quelle relative alle vendite di cravatte e gagliardetti sociali). Un bilancio
sano, giusto e giustamente impegnativo, che ci fa stare con i piedi saldamente
per terra, impegnando molto le sezioni territoriali ad assicurare ogni anno la
riscossione delle quote sia dei soci “vecchi” sia di quelli “nuovi”,
anche perché – in quest’ultimo caso – il cento per cento delle quote
incassate resta in periferia (mentre per i vecchi soci al nazionale viene
versato soltanto un terzo della quota stessa).
A questo proposito mi sia
consentito ringraziare anche gli amici della Regione Lazio che hanno
squisitamente inserito la nostra associazione (insieme agli Azzurri
d’Italia) nell’albo delle associazioni del tempo libero, autorizzate a
chiedere un contributo annuale per l’organizzazione di convegni o per la
stampa di volumi o atti di convegni o altre iniziative di significativo taglio
sociale e di indubbie caratteristiche sportive, intese in senso lato e non
esclusivamente agonistiche.
L’impegno in questo senso proseguirà anche negli anni a venire anche perché
trovare risorse economiche diventa indispensabile nella congiuntura che
viviamo sia come Paese Italia sia come comparto sportivo nazionale; la
collaborazione di dirigenti e soci periferici, che nelle varie regioni,
possono avere i contatti giusti per incrementare anche le risorse locali e
periferiche, non potrà che essere gradita e giudicata positivamente già in
partenza, non fosse altro che per la dedizione e la chiarezza di intenti.
Non voglio dilungarmi oltre: attendo da parte di tutti commenti, suggerimenti
ed anche critiche; molto si è fatto, ma moltissimo si può ancora fare, sia
al centro che in periferia; da soli certamente non si va molto lontani, ma
siccome ritengo di aver costituito, in questi quattro anni, una bella
“famiglia”, con rapporti di amicizia e di collaborazione che si vanno via
via a cementare ed intensificare sempre di più, ritengo che nei prossimi
due-quattro anni, tutti insieme, raccoglieremo ulteriori, importanti,
significative, indelebili soddisfazioni personali e sportive!
Grazie a tutti con un fraterno e caloroso abbraccio, dal Vostro Presidente
Luigi Ramponi
Roma, Coni, Ansmes, 9 aprile 2005 |