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    Riceviamo dalla Sicilia

Foto d'epoca

    A Mimmo Ventura che ha lasciato a 75 anni la guida tecnica é stato conferito dal CUS Catania il titolo di Socio Onorario. Ventura é un personaggio che ha tanto dato al canottaggio etneo e nazionale, sia da atleta che quale tecnico. Atleta vincitore di tre titoli regionali e cinque campionati d'Italia. 
     Molteplici le affermazioni da tecnico come allenatore della Canottieri Jonica e del CUS Catania.

    Su tutti i risultati spiccano quelli conseguiti dal suo atleta Michelangelo Crispi che sul suo attestato di Campione del Mondo, ha scritto:"Non esiste atleta senza allenatore. Grazie sig. Ventura".
Le più vive congratulazioni di Marcantoniocolonna a Mimmo Ventura definito "il bravo allenatore" nella tesi di laurea "Scienza e tecnica dello Sport" discussa dalla sua atleta Letizia Iacona presso l'Università di Roma, Tor Vergata. (M.P)

Canottieri Jonica 1972

Canottieri Jonica 1982

 

  Riceviamo da Leonardo Binda:
Gavirate - Sono circa 50 atleti tra uomini e donne, seguiti da 7 allenatori. La nazionale partirà per Eton il 20 agosto
Prima dei Mondiali l’Australia del remo si allena a Gavirate
La nazionale australiana di canottaggio attualmente si sta allenando a Gavirate, in preparazione dei Mondiali 2006 che si terranno a Eton (Gran Bretagna) dal 20 al 27agosto.
Gli Australiani del remo – circa 50 atleti tra uomini e donne, seguiti da 7 allenatori – si aggiungono alle altre nazionali del continente oceanico che hanno già svolto nella nostra provincia le loro preparazioni. “Ciclismo, vela, atletica, pallavolo, beach-volley, tiro con l’arco e oggi anche canottaggio – commenta l’Assessore provinciale al Marketing Territoriale Giangiacomo Longoni – scegliendo la provincia di Varese come luogo per gli allenamenti in Europa, lo sport australiano dimostra ancora una volta che il nostro territorio ha predisposizione le strutture ideali per lo sport di alto livello. Il progetto di diventare la “sede” per i training delle nazionali australiane è sempre più solido. Mi inorgoglisce pensare che i nostri ospiti non solo stanno per raggiungere la Gran Bretagna, tempio del canottaggio mondiale, per giocarsi il titolo iridato ma che prima hanno svolto la loro preparazione nella nostra terra dei laghi, uno dei luoghi storici del canottaggio italiano”.
La nazionale australiana di canottaggio rimarrà a Varese per tutta la settimana prossima e partirà a ridosso del 20 agosto.

CANOTTIERI TRINACRIA - PREMIAZIONE 2005

    Sabato 7 gennaio 2006 il dr Gianni Fiore, Presidente della Canottieri Trinacria di Palermo, ha festeggiato gli atleti del sodalizio che si sono distinti nel corso della stagione agonistica 2005.
    Oltre ai numerosi atleti hanno partecipato alla simpaticissima riunione il Presidente dell'assemblea dei Soci Fondatori, dr Giuseppe Pintabona, il Delegato Provinciale FIC, dr Giuseppe Chianello e l'allenatore sociale, prof Antonio Mannino.
    E' stato particolarmente festeggiato l'ing. Umberto Pasca, ex atleta e socio della Società fin dalla sua fondazione (1969) il quale, pur residente a Roma da molti anni, quando i suoi impegni professionali lo consentono, viene a Palermo in visita alla sua Società sportiva. clicca per le foto

CANOTTIERI TRINACRIA - PREMIAZIONE 2005

 

 

Una lettera di Marco Dodero
Ciao Marcello,
come stai? continuo a vedere il sito, il vecchio guerriero non molla ,bene ho letto l'articolo su Prà e forse Peppino ti ha riferito non correttamente la situazione. In effetti c'era tanto vento e le condizioni atmosferiche erano pessime ma non solo a Prà ma in quasi tutta Italia già da una settimana,infatti il fine settimana precedente al raduno senior di Piediluco non sono nemmeno riusciti a scendere in acqua alla domenica .Ad un esterno anche a causa di alcune catastrofiche cronache precedenti di altro sito,rischia di diffondersi la convinzione che a Prà sia impossibile vogare ,vanificando così l'impegno di chi ha voluto con  tutte le forze che venisse realizzato in città un campo remiero,esclusivo patrimonio del canottaggio Italiano. Le gare comunque ,nonostante le avverse condizioni atmosferiche si sono svolte normalmente anche se su distanza ridotta per giusta cautela dei giudici arbitri visto che a gareggiare c'erano anche ragazzini di 10 anni. Comunque la variante delle condizioni atmosferiche purtroppo nel nostro sport sarà sempre in agguato. Mi ricordo nei scorsi anni condizioni pessime in diverse manifestazioni mondiali alle quali ho assistito (es. Colonia 98, Lucerna 99,Copenaghen 2000, per non parlare dei mondiali junior l'anno prima delle olimpiadi in Grecia,ma l'elenco sarebbe lunghissimo. Il campo di gara di Prà ,anche se bistrattato dalla Federazione, è una realtà che spero sia e resti tale .
Un caro saluto.                 Marco Dodero
Carissimo Marco,
ho ricevuto con molto piacere la tua lettera che, tra l'altro, mi  ha riportato ad un periodo del mio soggiorno a Genova in occasione dei Mondiali U23 del 2002. Un'ampia cronaca della manifestazione é in
Archivio (Coppa delle Nazioni). Tra l'altro evidenziai come il "Mondiale" non avesse comportato oneri per la Federazione e ciò, particolarmente, per i lavori fatti e le infrastrutture realizzate. Anche sull'utilizzazione successiva degli impianti erano state fatte alcune ipotesi e non sono al corrente circa la loro impostazione ed esecuzione. 
Come tu scrivi non esistono campi di gara che non presentino, in particolari circostanze, tutti i requisiti di praticabilità e, anche in occasione delle ultime Olimpiadi di Atene, é stato necessario sospendere gli allenamenti e rinviare le gare.  
Peppino mi ha riportato molto correttamente la situazione meteorologica in occasione della 1^ Regata Regionale. Nella circostanza, pur rendendo necessaria l'adozione di  alcuni provvedimenti previsti dal Codice delle Regate, la "regionale" é stata portata a termine. 
 Prendendo atto del sistema adottato dal simpatico Nicetto (da lui?), con la chiarezza che mi caratterizza,  mi sento di dichiarare come, aldilà della conduzione tecnica (può essere sottoposta a tutte le possibili ed impossibili critiche ma é comunque una conduzione), c'é ben poco o, meglio, non c'é nulla salvo la "greppia" federale di cui godono alcuni personaggi.
La conduzione tecnica può considerarsi soddisfacente perché agisce autonomamente senza interventi del Consiglio federale.
Purtroppo la compagine che si era realizzata in occasione dell'assemblea di Latina facente capo a Peppino Pintabona, per motivi che sfuggono alla mia analisi, si é dissolta ed ha favorito, quattro anni dopo, l'elezione  di un caro vecchio ragazzo assolutamente impreparato per la conduzione manageriale della nostra Federazione. 
 Qualora si fosse mantenuta integro il gruppo di Latina la situazione sarebbe ora  indubbiamente diversa e migliore.
Si tratta comunque di rimpianti ed é noto che, dopo una certa età, si vive di un futuro che é nel nostro passato. 
Ed é inutile gridare "aridatece Romanini!" perché lui é sempre tra noi nella sua illegittima carica di Presidente onorario. 
Un caro saluto a te, caro Marco. (M.P.)
 
 

Sport e filatelia
Il canottaggio italiano nella storia
LA CANOTTIERI ESPERIA - TORINO
CELEBRA IL 120° ANNIVERSARIO

Torino – La Canottieri Esperia – Torino sabato 4 e domenica 5 marzo propone agli sportivi due importanti ricorrenze. Quella più attuale è la finale del Campionato Italiano di Gran Fondo, la cui tappa conclusiva (6 Km. sul Po) è abbinata alla tradizionale "d’Inverno sul Po", classica regata sulle lunga distanza. L’altra ricorrenza, altrettanto e forse più importante, è il superamento del traguardo di 120 anni di attività e, per ricordare degnamente l’avvenimento, con le Poste Italiane è stato realizzato un annullo postale (timbro rotondo) con grafica raffigurante un "otto" sul Po che scorre davanti alla sede della Esperia – Torino e che nella dicitura richiama sia l’avvenimento sportivo che l’anniversario sociale.
La Canottieri Esperia – Torino ha realizzato anche una cartolina celebrativa, che potrà essere timbrata allo speciale Sportello Temporaneo di Poste Italiane (abilitato ai servizi postali e vendita di carte valori) che sarà in funzione nell’atrio della società domenica 5 marzo dalle 9 alle 15 e nello stesso ambito, in un salone sarà ospitata una mostra filatelica curata dal giornalista sportivo Ferruccio Calegari e dedicata alla storia del canottaggio (L’Arte del remare) in 180 riquadri. Sarà pure allestita altra mostra di particolari cartoline raffiguranti momenti di vita remiera (Remare è bello), in 36 riquadri.
Inoltre sarà esposta una terza collezione in 144 riquadri dedicata al mondo della canoa (Sport con la pagaia), in considerazione del fatto che sin dal primo campionato italiano bandito dal Rowing Club Italiano di Torino (l’attuale Federazione Italiana Canottaggio) nel 1889 a Stresa furono programmate gare di sandolino (perissoire), che all’epoca erano dominate dai pagaiatori torinesi. Come pure furono torinesi molti dei protagonisti della rinascita della moderna canoa italiana negli anni cinquanta, imponendosi nei primi campionati di kayak nella ripresa post-bellica.
La Mostra, che sarà inaugurata venerdì pomeriggio, è organizzata in collaborazione con A.N.C.A.I., Associazione Nazionale Collezionisti Annullamenti Italiani e con U.I.C.O.S., Unione Nazionale Collezionisti Olimpici Sportivi (associazione benemerita C.O.N.I. 

MEMORIAL DON ANGELO VILLA
Sabato il Meeting Scolastico di Remoergometro
Si avvicina a grandi passi il , data del 1st Italian Sculling Challenge – Memorial don Angelo Villa. Si stanno completando le iscrizioni per una gara – unica in Italia – che promette grandissimo spettacolo sui circa 6.000 m del percorso che prevede tra l’altro la circumnavigazione dell’Isola di San Giulio. È confermata la presenza di una ventina di campioni tra cui, oltre alla favorita in campo femminile Ekaterina Karsten, Simone Raineri, Leonardo Pettinari, Luca Ghezzi, Daniele Gilardoni, Federico Gattinoni, Robert Sens, Vasileios Polimeros, e Thamas Varga. In particolare questi ultimi – da Raineri a Varga – saranno protagonisti anche sabato mattina (25 marzo) a Verbania, insieme alle scuole superiori della zona, del Primo Meeting Scolastico di Remoergometro a staffetta. Si preannuncia una gara molto divertente, che vedrà la partecipazione, per ogni team, di tre ragazzi ed una ragazza, insieme appunto ad un campione.
Domani sera, venerdì 24, ci sarà il primo atto ufficiale della manifestazione: la cerimonia di presentazione dei campioni, presso l’Hotel La Bussola di Orta San Giulio.
Prima della gara, domenica mattina, alle 8.00, presso la Chiesa parrocchiale di Pettenasco, si terrà una Messa in ricordo di don Angelo e Papa Giovanni Paolo II. La funzione inizierà alle 8.00.
Per ulteriori informazioni:
Ivo Casorati – Ufficio Stampa 1° Italian Sculling Challenge – Memorial Don Angelo Villa
Cell: 339/6076523    Tel/fax 0323/59612    
 
Mail info@comunicativo.it

 

GENOVA PRA' 2006 362 vogatori gara in mezzo alla bufera 
con precisazione del Presidente Can. Elpis e lettera dell'Avv. Renato Alberti

IL REMOERGOMETRO IN LIGURIA - Un Campionato che non dovrebbe esistere ufficialmente perché non previsto dalle nostre regole (M.P.)
Sabato 11 e domenica 12 febbraio la stagione del canottaggio indoor italiano vivrà in Liguria il suo momento clou. La Spezia ospiterà infatti i Campionati Italiani, organizzati dalla locale Canottieri Velocior 1883, presso il Palazzetto dello Sport di Via della Pianta.Il programma è davvero ricco, sono tanti i campioni che domenica si contenderanno il titolo, a partire dal pontederese Leonardo Pettinari (Forestale), peso leggero sette volte campione del mondo. A contendergli il successo ci saranno il concittadino Lorenzo Bertini (Fiamme Oro), due titoli mondiali e medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene nel quattro senza, e il ravennate Marcello Miani, promessa sbocciata nel 2004 con la vittoria  mondiale under 23 in singolo e nel quattro di coppia pesi leggeri. Il ruolo di outsider potrebbe rivestirlo Edoardo Verzotti (Canottieri Lario), oro ai Mondiali di Banjoles 2004.Piuttosto interessante sarà la lotta nella categoria Senior dove tanti campioni ambiscono al successo finale. Le Fiamme Gialle schierano tre punte di diamante: Matteo Stefanini, singolista ad Atene e due volte campione mondiale under 23,  Simone Venier e Paolo Loriato. Buone chance le possiede il cremonese  Marco Resemini (Canottieri Flora), fresco argento nell’otto mondiale under 23.Tra le Donne la favorita è Laura Schiavone (Olimpica Salerno), oro nel doppio ai mondiali under 23: lo junior più accreditato del successo è il ravennate Bruno Rosetti.Il gustoso antipasto dei campionati italiani sarà servito nella giornata di sabato. Le gare inizieranno alle ore 10,00 con il Trofeo Regionale per gli Istituiti Scolastici delle Scuole Medie; alle ore 15,00 si svolgerà il Concept2 Open Team Championship, riservato agli iscritti alle palestre, mentre alle ore 19,00 si terrà una dimostrazione aperta al pubblico.Domenica 12 le gare inizieranno alle ore 09,00 con i Campionati Italiani che vedranno competere le categorie Ragazzi, Juniores, Esordienti, Under 23, Pesi Leggeri e Senior. Nel corso della giornata si terranno anche  competizioni nazionali riservate alle categorie Allievi, Master ed il Concept2 Indoor Rowing Championship per i non tesserati F.I.C.I partecipanti affiliati alla FIC sono 356, mentre sono 300 gli atleti iscritti da numerose palestre di tutta Italia; sono più di 100 alunni degli Istituti Scolastici.La Velocior ha coraggiosamente lanciato un progetto mai sperimentato prima, ossia la creazione di un Trofeo Regionale per gli Istituti Scolastici della Liguria di Indoor Rowing, con l’intento non celato di avvicinare al canottaggio gli alunni delle scuole. Parteciperanno al Trofeo la S. M. “Mazzini”, l’Istituto Professionale “Einaudi”, il Liceo classico “Costa” e, da Pisa, la S. M. di S. Miniato.La manifestazione terminerà nella tarda serata di domenica con la consegna, tra gli altri, del premio intitolato dalla FIC Liguria e dalla S.C. Velocior 1883 ad Elvio Porrini, lo storico ed indimenticato allenatore della Velocior venuto a mancare nel corso del 2004. Il premio sarà consegnato all’atleta che in assoluto stabilirà il tempo migliore nella categoria senior. Patrocinano l’evento il Comune della Spezia, la Provincia della Spezia, la Federazione Italiana Canottaggio, il C.O.N.I., l’Ente Parco delle Cinque Terre.INDOOR ROWINGL’Indoor Rowing, ossia la voga praticata su un attrezzo chiamato remoergometro, è ormai disciplina diffusa in tutte le palestre italiane. Accanto allo step, allo spinnig, al cardio – pump ed altre attività affini, questo metodo di allenamento ha passato la semplice moda e si è ritagliato una propria autonomia ed importanza; gli appassionati, infatti, ormai da anni svolgono attività fisica su questo attrezzo la cui caratteristica è quella di permettere di simulare il movimento della voga senza ovviamente essere su di una barca a remi, e quindi di utilizzare gambe, braccia, schiena e addome, garantendo uno sviluppo completo di tutta la muscolatura del corpo e del sistema cardio-vascolare.LA CANOTTIERI VELOCIOR 1883I Campionati Italiani di indoor rowing saranno quest’anno organizzati dalla Canottieri Velocior 1883, la società orgoglio dello sport spezzino sia per la sua longevità – è la più antica società sportiva ligure – sia per il suo ricchissimo palmares coituito da titoli italiani, mondiali e numerose partecipazioni alle Olimpiadi.La Velocior è riuscita ad ottenere l’organizzazione della competizione grazie al credito che vanta presso la Federazione Italiana Canottaggio ed il Coni, credito ottenuto in virtù non solo del già citato glorioso passato, ma anche delle recenti vittorie ottenute dai suoi atleti di punta Erika Spinello e Mattia Righetti.La competizione sarà resa ancora più spettacolare grazie all’ausilio di un sistema computerizzato che, mettendo in rete tutti i remoergometri, permetterà al pubblico di vedere in tempo reale, tramite un tabellone elettronico, l’andamento di ogni gara.La S.C. Velocior 1883, ed il gruppo degli organizzatori che collaborano con essa, si augurano quindi che il pubblico si presenti numeroso, mostrando ancora una volta quell’interesse e passione che gli spezzini hanno sempre dimostrato verso la voga in tutte le sue forme. 
 
Ufficio Stampa FIC Liguria Marco Callai 340.2954813Michele Corti 348.5836685
Addetto stampa Canottieri Velocior 1883David Spinello 349.6663541                                           

 

NOTIZIE DALLA LIGURIA
(riceviamo da Marco Callai)
La Canottieri Sampierdarenesi si rinnova. Dopo le elezioni societarie, un nuovo consiglio direttivo lavorerà  per il prossimo triennio con l’obiettivo di sviluppare la base e consentire a tutti i ragazzi di allenarsi in un ambiente sereno, auspicando certamente il raggiungimento dei migliori traguardi sportivi ma anche e soprattutto la crescita personale di ciascuno di loro. Il professor Giuseppe Spatola è stato confermato presidente: i suoi angeli custodi restano Paolo Ottonello, vicepresidente sportivo, ed Enrico Cavalazzi, vicepresidente amministrativo. Ricambio alla direzione sportiva: Giuseppe Artini diventa responsabile della sede, al suo posto c’è Giuseppe Faverzani. Angelo Crovetto resta il cassiere sociale in carica, novità in segreteria con l’arrivo di Walter Rocca. Goffredo Vecchiattini è confermato responsabile delle attrezzature a mare, toccainvece a David Scionico, ex-colonna del galeone genovese il compito di responsabilità per ciò che concerne il materialità sportivo. Un nuovo innesto è rappresentato anche dal valente ingegner Luciano Campodoni. Marco Callai si occuperà invece di coadiuvare la direzione sportiva per ciò che concerne il settore canoa e manterrà i rapporti con le due federazioni FIC e FICK. (M.C.) (M.C.) (M.C.)

 

I SESSANT’ANNI DEL CUS PAVIA
Pavia – Il Cus Pavia lunedì 23 gennaio ha celebrato alla grande il suo sessantesimo compleanno, con una affollata cerimonia nell’Aula Magna dell’Ateneo, alla presenza del Magnifico Rettore prof. Angiolino Stella e di numerosi rappresentanti sia del mondo accademico che di quello cittadino. Maestro di cerimonie Gualtiero Corelli, dirigente CUSI e già presidente regionale F.I.C., mentre Angelo Porcaro pilotava gli ospiti negli scranni riservati.

Accanto agli assessori allo sport del Comune e della Provincia il presidente provinciale del Coni e per la Federazione italiana canottaggio il presidente Renato Nicetto e l’avv. Beppe Pirzio (Commissione Direttiva Arbitrale). Ma non solo loro, anche il consigliere federale Daniele Gilardoni, che in questo caso faceva parte del gruppone degli atleti da premiare. Il Comitato regionale della Federazione canottaggio era rappresentato dal Giudice  Arbitro Pierangelo Petoletti e dal Fiduciario di Milano Ferruccio Calegari. Anche l’ ANACC, l’ Associazione allenatori, era presente, rappresentata dal presidente Antonio Baldacci. C’erano rappresentanti di varie federazioni, oltre che di enti militari (Guardia di Finanza e Carabinieri), del Panathlon e per la Federazione italiana canoa kayak Gianni Camossi, segretario della Commissione sport per tutti.

Molti gli interventi di omaggio o ricordi, per una istituzione come il C.U.S. che nel tempo ha assunto una posizione quasi istituzionale nell’ambito universitario pavese, tanto che quando fu proposta l’istituzione della Facoltà di Scienze Motorie, non essendovi in precedenza l’ I.S.E.F., fu il Cus Pavia con le sue doti organizzative e di eccellenza a fornire i crediti indispensabili per il varo della nuova facoltà. Ed è proprio per questa una delle valide ragioni per cui a suo tempo la Federazione italiana canottaggio decise l’apertura di un College remiero attraverso il quale numerosi canottieri hanno potuto sviluppare  i propri studi all’Ateneo pavese e nel contempo proseguire l’attività agonistica.

Tra i numerosi interventi molto sentito ed applaudito quello del prof. Carlo Montemartini, tra i fondatori del Cus e suo primo presidente (1946 – 1951) che ne ha rievocato le fasi di avvio e di crescita. (Successivamente, rammentiamo, anche un canottiere fu alla presidenza del Cus Pavia, il mandellese Ezio Lanfranconi). In rappresentanza degli atleti ha portato la sua testimonianza il canottiere Andrea Re, che ha ricordato i suoi 15 anni di attività, da giovanissimo allievo a campione del mondo, nella sezione canottaggio.

Un particolare riconoscimento, il diploma di “Maestria sportiva” è stato assegnato ai campioni che hanno portato il Cus Pavia ai più importanti traguardi: S. Cugusi (atletica leggera),  E. Calvi (canoa), S. Basalini, P.P. Frattini, L. Ghezzi, D. Gilardoni, P. Grugni, N. Mornati, D. Pignone, E. Verzotti, E. Vigentini, Elisabetta Sancassani e Laura Schiavone (canottaggio).

Naturalmente l’attività del Cus Pavia non si proietta esclusivamente agli altissimi traguardi, ma si propone anche quale elemento di coagulo tra gli studenti (aprendosi anche agli studenti delle scuole medie), proponendo attività agonistiche interfacoltà ed intercollegi, quest’ultime molto seguite ed apprezzate. Così è avvenuta la premiazione dei “Trofei dei Collegi” (campestre, basket, volley e calcio): entrambi sono stati vinti dal Collegio Golgi, sia in campo femminile che maschile.

A trentuno atleti è stato consegnato il diploma di benemerenza, ed anche a quattro tecnici per il loro benemerito impegno: Vittorio Scrocchi (canottaggio), G. Milani (canoa),  F. Costante (atletica leggera) e A. Fantoni (scherma).

E al motto che distingue l’avvenimento “60 anni di sport con la città”, il presidente del Cus prof. Dacarro ha voluto aggiungere “praticare lo sport per amore dello sport”.

Ferruccio Calegari

Ufficio Stampa Comitato Regionale Lombardia F.I.C.

 

    L’ULTIMA STAFFETTA DELLA FIACCOLA DI TORINO 2006

PARTIRA’  DALLA CEREA VERSO LO STADIO OLIMPICO 
     Un eccezionale riconoscimento del Movimento Olimpico Mondiale a tutto lo sport del remo italiano attraverso la più anziana società, la  Reale Società Canottieri Cerea di Torino: la fiaccola che venerdì 10 febbraio accenderà il fuoco olimpico allo Stadio torinese, aprendo l’edizione 2006 dei Giochi Invernali, passerà per l’ultima staffetta dalla sede della nostra società, risalendo quindi il Po verso il luogo della Cerimonia d’Apertura, allo Stadio Olimpico. 
     Saranno due nostri soci a portare la caratteristica torcia ideata da Pininfarina prima nella nostra sede e poi a farle compiere sulle acque del Po l’ultima frazione del suo lunghissimo viaggio che ha toccato tutte le regioni italiane: il professor Carlo Olmo, preside della Facoltà di Architettura ospitata nel maestoso Castello del Valentino che sovrasta la palazzina della Cerea, porterà la fiamma olimpica fino alla nostra terrazza sulle acque del Po consegnandola a Renzo Ventavoli, noto non solo per le sue imprese sportive ma soprattutto come uomo di cultura e di cinema. E Ventavoli,  fiaccola in pugno, salirà al timone della jole che otto rematori della Cerea, con le maglie sociali biancocelesti, spingeranno in risalita lungo il fiume, in direzione di Moncalieri, oltre al ponte Isabella, finchè la torcia sparirà alla vista di tutti per riapparire alle 20, attesa dagli sportivi di tutto il mondo, allo Stadio Olimpico per l’Apertura ufficiale dei Giochi.
     Così, per una decina di minuti, attorno alle 17,20 di venerdì 10 febbraio, la Cerea ed il canottaggio saranno al centro dell’attenzione di milioni e milioni di telespettatori grazie ad un collegamento televisivo che proporrà quella staffetta tra Olmo e Ventavoli e poi la suggestiva risalita delle acque del Po, con la jole 8 della Cerea scortata dai 4 di coppia di tutte le altre società remiere cittadine. 
     A commentare in tivù l’avvenimento ci sarà anche il noto scrittore torinese Alessandro Baricco, che indubbiamente saprà sottolineare nel modo migliore l’importanza di questo riconoscimento dei vertici dello sport mondiale e della Città di Torino per il canottaggio torinese rappresentato dalla Cerea, il primo club remiero, fondato nel lontano 1863, nonché per il fondamentale contributo che il movimento remiero torinese ebbe nello sviluppo dello sport nazionale e internazione e dello stesso ideale olimpico, essendo stata la Cerea tra i soci fondatori dello Yacht Club Italiano, della Federazione Italiana Canottaggio ed essendo nata a Torino anche quella Internazionale nel 1892, proprio quando il barone De Coubertin incominciava a cullare la sua grande e vittoriosa idea dei Giochi Olimpici Moderni.

 

Con l'augurio per il suo svolgimento, riportiamo, su richiesta del Presidente Baldacci, la convocazione dell'ANAC riguardante l'Assemblea dei Soci e la Conferenza Allenatori 2002 (Piediluco 9,10 novembre 2002)

                                Limite sull'Arno 31 Ottobre 2002
Oggetto: Assemblea Soci e Conferenza Allenatori 2002
             Sabato 09 Novembre 2002 alle ore 09,00 in prima convocazione, e alle ore 10,30 in seconda convocazione, presso i locali del Centro Tecnico Nazionale di Piediluco, avrà luogo l'Assemblea dei Soci A.N.A.C.C. per discutere e deliberare il seguente ordine del giorno:
1)         Designazione del Presidente dell'assemblea.
2)                 Relazione Tecnico Morale 2002
3)                 Relazione finanziaria 2002
4)                 Premiazione Allenatore dell'Anno 2002 e Tecnici di Atleti Campioni del Mondo 2002.
La premiazione verrà effettuata domenica 10 Novembre alle ore 08,30 con la presenza del Presidente GianAntonio Romanini e del Vice Presidente Renato Nicetto della F.I.C. 
5)         Varie
    Alle ore 11,30 avrà inizio la Conferenza Allenatori 2002 ( aperta a tutti gli allenatori tesserati ) tenuta dal Direttore Tecnico della F.I.C. Dott. Giuseppe La Mura " Periodizzazione e modelli di allenamento: 10 anni di esperienze. " che terminerà alle ore 12,00 di domenica 10 Novembre 2002.
Si ricorda ai partecipanti di inviare il modulo di conferma al C.T.N. di Piediluco entro il 06/11/02.
    Cordiali Saluti
                                                                                                   Il Presidente
                                                                                               Antonio Baldacci

 La Assemblea/Conferenza Allenatori 2002 è stata organizzata con il contributo di:
Di-Bi Abbigliamento - Federazione Italiana Canottaggio - Cantiere Filippi - Hotel Lido Piediluco - Martinoli Accessori per barche di Canottaggio - Plastimar S.p.a. gommoni e giubbotti salvataggio - Salani Costruzioni Nautiche - UFO Plast 

 

  Le nozze di un Campione - AUGURI! AUGURI!       

ELENA ED ENRICO GANDOLA OGGI SPOSI

Felicissimi Maria Rosa e Carlo Gandola, a Bellagio, in una suggestiva cerimonia, per il matrimonio del figlio Enrico.
Con la loro presenza hanno voluto partecipare alla gioia degli sposi:
.  i Campioni Mondiali ed olimpionici Fabrizio Ravasi, Igor  e signora Pescialli, Giovanni Calabrese con la sposa Paola Grizzetti e Roberto Fusaro;
. il Presidente e l'allenatore della Canottieri Bellagina Fabio Gilardoni ed Emilio Torri;
. Peppino Pintabona, Presidente Onorario della Coppa delle Nazioni;
. Marco e signora Dodero, Presidente della Canottieri Elpis di Genova. 

 

                                          I VANDALI

Duecento milioni. Basteranno? Forse si, forse no. No, non saranno sufficienti per riparare l'insulto perpetrato al nostro canottaggio. I vandali incendiari non hanno prodotto solo danni materiali. Hanno colpito al cuore il nostro sport. Alla TV vedo Aldo Calì, uno dei migliori tecnici del remo, che ho avuto la fortuna di conoscere ed apprezzare molti anni fa. Espressioni  di impotenza di Calì a fronte di una situazione, quella del lago Patria, che da anni non si riesce a sistemare. Torna alla mente anche l'opera del generale Manduca, indefesso organizzatore e valorizzatore delle infrastrutture al lago di Patria. Purtroppo quell'epoca é finita ed i successori non hanno saputo/potuto proseguire la sua opera. Alla TV si é manifestata anche la costernazione di Davide Tizzano, il caro pluricampione napoletano che, con la sua opera sta cercando di modernizzare questo nostro sport che appare a volte più espressione delle sue radici che delle fronde.
Comunque un telegramma non si nega a nessuno.  

 

- Diario di un Presidente - 

Scrive: 
il Comandante Augusto Matuella    Presidente del C. C. Tiber di Roma

Matuella e Pesce.JPG

     Augusto Matuella è nato a Venezia il 6 settembre 1935, proveniente da una famiglia di tradizioni aeronautiche risalenti alla costituzione della Regia Aeronautica negli anni venti, Pilota Militare con mansioni di istruttore di volo su velivoli da caccia e plurimotori delle varie Scuole di Volo dall’A.M., è entrato alle dipendenze della Compagnia di Bandiera nel 1976. Negli ultimi 10 anni di attività, terminata nel 1996,  è stato ai comandi di velivoli intercontinentali come il B747 (jumbo) e MD11, quest’ultimo aeromobile dalle prestazioni elettroniche altamente sofisticate con un cockpit dotato tra l’altro  di apparato EFIS (Electronic Flight Instrumental System) che ha modificato completamente il sistema di navigazione e di controllo degli impianti di bordo dei velivoli dell’ultima generazione.
<     Nella fotografia a fianco lo vediamo in sosta a Santa Monica (C.A) prima di partire per Palm Springs cittadina del deserto californiano, capitale del golf statunitense a due ore di macchina da Los Angeles, abitata da VIP della finanza e del cinema americano nella quale è proprietario di una casa. Il Presidente del C.C.Tiber oltre che per il Canottaggio ha la passione per la ginnastica aerobica e le macchine Jaguar, ma è costretto a guidare quasi sempre una Ford Galaxy per le esigenze del suo Circolo.

      Sono ormai quattro anni che sono rientrato  a tutti gli effetti con il mio Circolo nell’attività agonistica nazionale. Ora so distinguere un Allievo B da uno C ed i metri che devono  percorrere sui campi di regata per arrivare al traguardo, non riesco a capire per esempio perché un ragazzo di dodici anni debba impegnarsi in una distanza tanto impegnativa come i 1500 metri con una imbarcazione che pesa almeno 5 kg di più di quelle normalmente usate dai vogatori di categoria superiore.
     Forse un’idea al riguardo ce l’avrei, ma almeno in questo mio scritto mi voglio proporre, se sarà possibile, più come osservatore  che come critico.
     Sono stato a Varese per i Campionati Italiani Ragazzi, ho trovato il lago, ma siccome il lago è tondo ed entrare verso il campo di regata dalla strada giusta diventa un problema, ho cercato il tradizionale cartello con freccia con scritto “regata”  ed invece dopo mezz’ora di inutili tentativi ho fermato  un pulmino di una Canottieri per farmi indicare la strada. L’ho fatto presente ad uno degli organizzatori e quello mi ha risposto che il Lago lo conoscevano tutti. Mi sorge un dubbio: ma a parte gli addetti ai lavori, i Varesotti lo sapevano che nel loro Lago si stava effettuando una manifestazione Nazionale?
     La Toscana confina con il Lazio ed è quindi abbastanza semplice poter effettuare l’attività agonistica anche in una Regione che ha diverse Società di livello nazionale, ci ho provato ad Orbetello per ben tre volte,  le prime due sono state annullate per il vento, nella terza siamo riusciti a fare solo 600 metri nel campo di riserva. Ho provato anche a Chiusi; qui il vento è sicuramente più modesto anche se ha mandato a gambe all’aria la manifestazione Nazionale Giovani dell’anno passato,  ma come la mettiamo con le scarpe? Se per caso ci dovessi tornare arriverei fornito di un bel paio di galoscie, sia per la poca stabilità dei pontili galleggianti (almeno allora), sia per le onde provocate dai motoscafi in un punto del Lago che secondo gli organizzatori dovrebbe essere il posto di osservazione da parte del pubblico della regata , trattasi di un promontorio lungo una ventina di metri largo quattro  di superficie acciottolata tipo”tienimi che cado” e che è allo stesso livello della superficie del lago.  Non me ne abbia l’Amico Bolognesi che vedo sempre con tanta cordialità ed ammirazione per quello che ha sempre fatto per il canottaggio, se per i prossimi anni non ci vedremo tanto spesso sui campi di regata della sua Regione.
     Il Lazio invece di laghi ne ha solo due, anzi ne aveva due, da quando Piediluco non ci è stato più concesso anche se, per essere precisi, quest’ultimo appartiene alla Regione Umbra. A questo punto si è resa necessaria una riflessione che mi potesse indicare con  quale specchio d’acqua poteva essere sostituito. Ho interpellato il pensiero di Marcello Pesce e con il suo beneplacito mi sono recato a Ronciglione per incontrare il Presidente del C.C.Lago di Vico Raffaele D’Angela e L’Assessore allo Sport del Comune. Ma è stata solo la primissima pietra il resto, ben più importante, lo hanno fatto sia l’Ammiraglio con il  Comitato, che Raffaele  D’Angela insieme ad i suoi collaboratori, organizzando in questi ultimi anni ben tre Regate Regionali, tutte assistite da un tempo meteorologico pressoché perfetto e con una organizzazione altrettanto perfetta e diverse Regate Promozionali di cui l’ultima in notturna .
     Mi sono sempre chiesto del perché uno si mette a fare il Presidente di una qualsiasi Società sportiva, nel calcio è quello che ha dei capitali a disposizione che normalmente sono per l’acquisto di giocatori ed anche di infrastrutture e che alla fine possono determinare buoni o cattivi investimenti. Questi signori li vediamo spesso inquadrati negli stadi dalla TV nazionale mentre seguono con emozione le vicende della loro squadra. Anche quando frequentavo le sale di scherma dell’Acqua Acetosa, incontravo spesso il presidente della Società cui apparteneva mio figlio, il quale veniva sovente ad assistere agli incontri. Insomma non so quello che accade al riguardo negli altri sport, ma penso che normalmente i Presidenti si facciano vedere ed assistano soprattutto agli impegni sportivi dei loro Atleti. Ma veniamo a noi ed in particolar modo alla nostra Regione: non si può certo pretendere che l’Ammiraglio Comandante di Marisport od il Comandante della Guardia di Finanza o della Forestale siano presenti alle Regate, loro penso hanno ben altre gatte da pelare e quindi sarà difficile aspettarsi la loro presenza sui campi di Regata, ci sono poi i Presidenti di piccole Società come Tranquilli del Civitavecchia, D’Angela del C.C. Lago di Vico, Guglielmi dell’Azzurra , che per passione ed anche per problemi di bilancio  non potendosi permettere un collaboratore, sono allenatori essi stessi. Anche i mie colleghi della Tevere Remo e Tirrenia si vedono ogni tanto. Ma il resto? 
     A settembre, dopo i Campionati di Milano, ho fatto un giro turistico in Sicilia che la compagna della mia vita non conosceva. Dopo un giorno a Siracusa siamo partiti per la valle dei templi di Agrigento e durante la strada mi sono ricordato che a Naro esiste una struttura di canottaggio di cui ogni tanto si parla ed allora ho fatto una deviazione di una decina di chilometri,  per andare a vedere di cosa effettivamente si trattava. Scusate ma mi viene ancora da ridere perchè ripenso a Perugini  del C.C.Lazio, uno dei pochi esperti  di allestimento dei campi di regata che abbiamo  in Italia, il quale in occasione di una nostra visita a Torrita Tiberina, dove eravamo stati invitati per una consulenza su una eventuale impianto di canottaggio al disopra della diga di Nazzano, la prima cosa che ha stabilito è che in quelle zone disagiate dal punto di vista trasporti, l’eventuale fermata di un treno o di un autobus  deve essere a non più di 500 m. dall’impianto. Ma questo riso si spegne immediatamente  quando leggo che recentemente è stato stanziato dalla Regione Sicilia un contributo di sei, dico sei miliardi, per fare un impianto con piscina, centro direzionale, parcheggi, in un posto dove secondo un servizio effettuato durante l’ultima Regata Regionale, manca l’acqua e che lontano almeno 10 km. da Naro, che è un piccolo paese abitato forse da tremila abitanti posto in una zona collinare semidesertica dove altri paesetti distano tra di loro decine e decine di chilometri;  da quelle parti sicuramente fanno della buona uva  da vino, ne ho assaggiata dell’ottima ,ma quanto al canottaggio sarebbe meglio lasciar cadere definitivamente quella povera freccia arrugginita con su stampato il logo della FIC e la scritta Canottaggio  che indicava una direzione che ho seguito per alcune centinaia di metri senza arrivare  a nulla.
     E’ vero, avevo promesso di comportarmi più da osservatore che come critico e quindi passiamo oltre. La seconda tappa delle mie vacanze è stata la Sardegna. Prima di partire sapevo già tutto quello che mi interessava circa l’ubicazione e la storia di ciascuna delle Società remiere di quella Regione. Roberto Palmieri , come tutti sanno, nel suo sito ci ha messo tutto, anche perché tutte le Società gli hanno dato un materiale informativo adeguato. Ho scelto il Circolo nautico di Sorradile in provincia di Oristano al centro della Sardegna, vicino al Lago Omodeo, Presidente Giampiero Medda Sindaco di Sorradile. Qui la situazione è per certi versi identica a quella di Naro, l’orografia del terreno e le distanze piuttosto lontane dal Lago ed anche la densità della popolazione locale piuttosto insufficiente, ma detto questo per il resto la situazione iniziale presenta differenze rilevanti da non sottovalutare: esiste già una struttura adeguata per il rimessaggio delle imbarcazioni e relativi servizi, lo specchio d’acqua è ad un livello accettabile anche durante i mesi estivi, la sua posizione al centro dell’isola lo rende di facile raggiungimento da qualsiasi parte e proprio per questo vi si organizza più di una Regata Regionale, ma soprattutto devo rilevare una buona determinazione da parte del Presidente ad arrivare alla soluzione dei problemi anche se il principale dei quali resta sempre la mancanza di un Tecnico competente.
     Ora prendendo lo spunto dall’organizzazione delle Regate promozionali, devo parlare di tre personaggi che mi stanno a  cuore: Tranquilli del Civitavecchia, D’Angela del C.C. Lago di Vico e Mauro Guglielmi di Azzurra. Ho visitato in diversi periodi precedenti  le loro sedi nautiche; nel caso del C.C. Civitavecchia è stata in occasione dei festeggiamenti di questa Società del trentennale dalla fondazione, cui parteciparono molti degli Atleti , ragazzi e ragazze, che hanno conquistato diversi titoli italiani, mi sembra una trentina, e partecipato alle Olimpiadi: è il caso di una ragazza che sembra sia l’unica vogatrice italiana che abbia vinto una Regata Internazionale e precisamente a Lucerna. Và con se che  davanti ad un simile background uno si aspetta di trovare una sede nautica adeguata, invece dopo aver lasciato la provinciale, ho percorso circa sette od ottocento metri di strada di campagna densa di avvallamenti assolutamente non adatti ai sofisticati ammortizzatori della mia automobile, per planare  in uno spiazzo sul quale sostavano un manufatto tipo roulotte probabile spogliatoio, una rimessa imbarcazioni di circa dodici metri per sei, che mi dissero arrivata da qualche giorno, perché fino all’ora era stata usata una semplice tettoia con pali di legno. Non c’era corrente elettrica , acqua né tanto meno servizi igienici, quindi inutile parlare di cancello di ingresso, recinzioni ed attrezzature come vasca voga e pontile galleggiante sostituito da una pedana in legno lunga quattro metri per due che da una lato è legata alla terraferma e dall’altro si immerge direttamente in acqua. Il campo di allenamento è un fiumiciattolo largo non più di sette otto metri con rive ricche di vegetazione che impediscono la vista degli equipaggi alla distanza di non più di dieci metri. Questo, chiamiamolo così, campo di allenamento, dista come minimo una quindicina di chilometri dalla città, costringendo tutta la squadra a trasferimenti quasi giornalieri alla sede nautica. Tempo fa mi diceva un Dirigente del Posillipo  che a loro il trasporto dei ragazzi  da Napoli alla base del Lago Patria gli costa quaranta milioni l’anno, non sarà così anche per il C.C. Civitavecchia ma è certo che a Franco Tranquilli tutto questo non gli costa solo qualche milione ogni anno. Ma non finisco qui: i fratelli Guglielmi sono nella stessa identica situazione, stesso argine del fiume ,  più vicino alla foce del fiume il Civitavecchia, verso est nell’entroterra il C.C. Azzurra, stesso rimessaggio imbarcazioni, niente corrente elettrica, acqua etc., la cosa più importante per ambedue i circoli è giustamente, quando ci sono i soldi, l’acquisto delle imbarcazioni. Per il C.C. Lago di Vico la situazione è sostanzialmente diversa. Qui abbiamo un vero specchio d’acqua forse tra i più belli d’Italia: acque cristalline, profondità adeguate, campo di regata in pianta stabile con almeno millecinquecento metri di boe galleggianti, a terra magari le cose si complicano con una  rimessa imbarcazioni di soli dieci metri per tre, ma a questo punto la situazione migliora con l’entrata in campo del  Sor Attilio proprietario del baretto e del terreno circostante, che fornisce a D’Angela ed i suoi collaboratori acqua, luce e persino servizi igienici. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco perché mentre i due circoli di Civitavecchia hanno alle loro spalle una cittadina colma di importanti tradizioni sportive in diverse discipline e quindi gli adepti per il canottaggio non mancano, al contrario non si può parlare altrettanto bene di quelli di Ronciglione dai quali il lago trae,  si fa per dire, le maggiori presenze. Infatti, se escludiamo l’ahimè immancabile gioco della pedata nazionale aperto naturalmente tutto l’anno e rigorosamente a chilometrica distanza dalle acque del Lago, il popolo locale si avvicina alle rive solo per rinfrescarsi le membra nei mesi estivi; quindi da ottobre a maggio del lago non se ne parla. Vi ho descritto quanto sopra perché ritengo che ci troviamo davanti a dei personaggi che nella vita comune non si trovano più, sembra di rivivere i tempi eroici dello sport agli inizi del secolo quando alcuni partecipanti raggiungevano il luogo delle competizioni olimpiche a piedi o con mezzi di fortuna: i  Tranquilli, i Guglielmi ed i D’Angela ogni giorno devono superare difficoltà di ogni genere per trasportare, allenare e riportare a casa i ragazzi che altrimenti non sarebbero disposti a raggiungere il campo di allenamento,  a meno non si tratti di un campo di calcetto.
     Capisco benissimo che quello attuale è un quadro difficile da sistemare, dal momento che si sta  passando dal periodo delle vacche grasse a quello attuale che deve abituare le Società a pagare tutto di tasca propria COME ACCADE IN TUTTE LE NAZIONI del mondo ad esclusione dell’anno olimpico, poiché quando si tratta di orgoglio nazionale i governi non badano a spese: intendo dire tutti i governi meno uno, appunto quello italiano, che settimanalmente per dieci mesi l’anno incassa vergognosamente , lasciatemelo dire, un certo numero di miliardi dallo sport,  compreso quello Olimpico. A questo punto ritengo che in questo momento non vorrei trovarmi al posto del nostro Presidente federale e del suo Vice Renato Nicetto alle prese con questa trasformazione radicale da un sistema diciamo così assistenziale, ad un altro dove chi vuole fare dello sport deve assolutamente fare affidamento sulle proprie forze e disponibilità finanziarie e che, se ci sono, io penso sia meglio vadano al Centro di Piediluco che è stata una carta vincente  di Giannantonio Romanini e Soci. L’Italia da quando La Mura è apparso sulla scena del Canottaggio Nazionale ha vinto più titoli mondiali ed olimpici che in tutta la sua storia precedente. Non riesco a capire perché quando l’attuale Presidente la prima volta che fu eletto a Pisa prese soltanto due voti contrari, ora che sotto la sua direzione siamo diventati tra le grandi del remo mondiale essendo egli il promotore dell’avvento dell’attuale D.T., di critiche c’e ne sono parecchie. Qualcuno potrebbe dire che non esiste al mondo un Presidente che possa essere eletto più di due volte e sono d’accordo che in linea teorica questo è senz’altro giusto, ma se penso che si voleva dividere l’Italia remiera in due o tre parti con risultati che non garantivano un mantenimento della situazione attuale, preferisco essere sicuro di vedere ancora per tante volte la punta di quelle meravigliose barche bianche tagliare per prime il traguardo dei campi di regata mondiali. Non mi interesso normalmente né di politica né tantomeno di religione, come cittadino e come sportivo cerco di comportarmi in maniera corretta. Ho imparato dagli Anglosassoni ad agire come loro e non ho mai capito un bel niente dei comportamenti bizantini del popolo italico. Conosco New York e Los Angeles come le mie tasche e so perfettamente come la pensano gli Americani. Dopo l’11 settembre più del novanta percento erano col loro Presidente. Quindi tutti . Vi immaginate gli Italiani al posto loro?
     Mi accorgo che mi sto scaldando troppo dimenticando la promessa che avevo fatto in apertura di Diario. Passo quindi alle Regate promozionali: al Lago di Vico D’Angela ed i suoi ne hanno organizzate quattro in tre anni , le prime tre denominate “Trofeo Palmari” in memoria di un Dirigente sportivo locale scomparso qualche anno fa, e l’ultima in notturna; anche il C.C. Azzurra ha fatto la sua parte allestendone una alla foce del fiume che sebbene funestata da un vento impietoso che ha costretto i fratelli Guglielmi ad un ” tour de force” micidiale, è stata portata ugualmente a termine con la collaborazione di tutti.  Partecipazione nutrita delle solite  Società Nordiste del Lazio, C.C. Civitavecchia, C.C. Azzurra, C.C. Lago di Vico e C.C. Tiber. 
     Apprendo con dispiacere che Gianni Postiglione ha dovuto lasciare il suo posto di allenatore dei Senior di punta del Centro di Piediluco. Non entro assolutamente nel merito dei fatti che hanno determinato un simile divorzio dopo tanti anni di proficuo lavoro. E’ umano comunque pensare che se tra il dr La Mura ed il Tecnico napoletano i rapporti non erano idilliaci, quello che doveva lasciare il Centro era sicuramente Postiglione.  Conosco naturalmente quali altre complicazioni sono intervenute anche nell’ambito federale in questa vicenda, avendo letto quasi tutto quello che è stato scritto. Desidererei però fare una considerazione: nel mio peregrinare nel sud dello stivale e nelle isole la cosa più importante che ho notato è che il canottaggio in alcune parti di  quei siti non può decollare non per mancanza di fondi o di attrezzature, ma soprattutto per la totale assenza di tecnici. Ora sappiamo che Gianni non è il primo tecnico a lasciare il Centro Nazionale dal momento che è stato preceduto da Parnigotto e da Giuseppe di Capua del quale in pratica non abbiamo più sentito parlare. A questo punto la domanda sorge spontanea: anche Postiglione seguirà la stessa sorte?
     Qualcuno si domanderà sicuramente perché,  dal momento che non ho nessuna carica né regionale né tantomeno nell’ambito federale, mi prendo la briga di visitare impianti di canottaggio ed incontrare dirigenti di tali siti, rispondo che non esiste nessun perché se non quello di restare  anche quando sono, come diciamo noi piloti di Compagnia Aerea, “fuori servizio”, nell’ambiente in cui sono abituato ormai a vivere giornalmente. Come tutti noi sappiamo, il Canottaggio non ti lascia mai: è come il  lavoro, se pensi che quello che hai sempre fatto è il più bello che esista e lo devi lasciare per limiti di età, se non lo puoi sostituire con qualcosa che sia ugualmente meraviglioso, dovrai passare il periodo finale della vita a ricordare anni che non potrai mai più  rivivere. Quello che è veramente il dramma  di noi che non siamo più giovani e che abbiamo tanto amato la nostra  professione, non è tanto quello di invecchiare, ma soprattutto di non poter ritornare a rivivere il passato. Se non ci fosse stato il Canottaggio sono sicuro che avrei continuato a pensare che stavo facendo un brutto sogno e che risvegliandomi al suono del telefono avrei sentito dall’altra parte del filo qualcuno che mi avrebbe proposto di rimettermi ancora una volta la  divisa per tornare a salire quella scaletta che porta alla cabina di pilotaggio, ma questo sarebbe stato impossibile. Devo quindi al nostro sport, a mio figlio ed agli  stupendi ragazzi che mi circondano ogni giorno, se la  vita attuale vale la pena di essere vissuta fino in fondo, ma proprio tutta.
                                                          Augusto Matuella 

                                               UNA BREVE NOTA DI COMMENTO
     Ringrazio Augusto per le sue considerazioni, anche umane; le principali che, in fondo ci impegnano ad occuparci di un'attività difficile sotto tutti gli aspetti. Credo vi siano poche discipline sportive che postulino un impegno così totale come il nostro sport. In tutte le sue espressioni: atleta, tecnico, dirigente, organizzatore, arbitro. Un impegno ripagato non in moneta, ma solo da qualche soddisfazione di ordine morale.
     Matuella si intrattiene sulla situazione delle cosiddette piccole Società. Fa bene perché sono quelle che meriterebbero molta più attenzione rispetto ai blasonati Circoli che non hanno problemi di sopravvivenza, ricevono molti onori ma presentano spesso una produzione atletica decisamente limitata, qualora siano posti a confronto, solo per un istante, con le  entusiastiche associazioni dei piccoli sodalizi. E' assurdo, ad esempio, che questi ultimi si arrabattino per non essere cacciati dalle proprie sedi (molto spesso al limite della fatiscenza) poiché gli Enti locali, non riconoscono loro l'importante funzione sociale svolta. Ciononostante, con mille sacrifici, vengono preparati e  portati sui campi di gara molti giovanissimi, mentre si  riscontra nelle stesse circostanze l'assenza dei "blasonati"; dovuta spesso alla mancanza di soggetti pronti a gareggiare. 
     Nel mentre possano comprendersi le difficoltà poste da Comuni, Province e Regioni ad aiutare lo sviluppo dei piccoli sodalizi remieri, é assolutamente incomprensibile il disinteresse federale e del CONI verso questi nuclei promozionali deputati, prevalentemente, all'alimentazione del parco atleti nazionale. 
     E, allora, diamo tutti gli onori formali ai gloriosi Circoli ed ai loro dirigenti. Contemporaneamente occupiamoci con seria efficienza di non far morire sul nascere le piccole Società che potrebbero meglio occupare i popolosi bacini di utenza giovanile non disponibili per le Società maggiori. Tutto ciò anche per attuare nel concreto le disposizioni di legge e gli Statuti del CONI  e della nostra Federazione. (M. P.)