LUTTI NEL NOSTRO MONDO
Ci ha lasciato Ugo Capozzi
Dirigente della Sezione romana del
Dopolavoro Ferroviario
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EUSEBIO CARANDO “BEBO PER GLI AMICI DEL MONDO REMIERO” |
I funerali si si sono svolti lunedì 15 presso la Chiesa di Santa Prisca all'Aventino. |
Ottobre 2009 - E' morto Ignazio Lojacono
Scrivo questa nota perché ho avuto
modo di conoscere abbastanza a fondo gran parte degli iter
dirigenziali di Lojacono presso la Federcanottaggio.Sono
stato con lui in una Commissione per l'introduzione del "voto
plurimo" da parte delle Società.Una Commissione con un esito
del lavoro molto interessante ma che purtroppo non ha potuto
trovare pratica applicazione grazie all'opposizione dei sodalizi
che, indipendentemente dall'attività agonistica svolta (spesso
molto scarsa), disponendo di un voto ciascuno, avrebbero
determinato un calo del loro potere elettorale. Fa parte della
miopia di molti dirigenti che purtroppo, spesso, affiora anche
adesso. Non ho condiviso la sua posizione a favore dell'avvocato
Lanni in occasione della candidatura alla Presidenza di Fazio
Casari ritiratosi dalla competizione all'ultima ora per un
autorevole intervento da parte del Ministero della Difesa
(sembra provocato dallo stesso Lojacono). Sono stato a suo fianco
nella candidatura alla presidenza federale essendomi reso
conto di una certa riluttanza da parte di D'Aloja a perseguire gli
obiettivi che avevano determinato la sua elezione. . (forse
i vecchi ricorderanno i 5 punti programmatici). D'Aloja vinse e
Lojacono, pur sconfitto, continuò ad operare concretamente a
favore del nostro sport. |
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ONORE AI CADUTI
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In ricordo di Renzo
Sambo che ci ha lasciato |
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Olimpiadi del Messico 1968 |
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Mario Sivitz se ne é andato in punta di piedi |
| SAN
GIORGIO DI NOGARO, 24 maggio 2009 - Se
ne è andato in punta di piedi, senza disturbare nessuno, com’era sua
consuetudine, Mario Sivitz, uno dei Grandi Vecchi del canottaggio
regionale ed italiano. La notizia della sua scomparsa ha girato di bocca
in bocca domenica mattina a San Giorgio di Nogaro in occasione dei CNU di
canottaggio, ed ha lasciato in tutti un sentimento di profonda commozione,
per quello che il cav. Sivitz ha sempre rappresentato per il canottaggio e
lo sport regionale in genere. Classe 1921, Mario Sivitz è stato dapprima
atleta (anche alla Nino Bixio di Piacenza durante il servizio militare),
poi istruttore di voga presso la GIL, per poi vestire prestissimo (1950) i
panni di dirigente nella “sua” Saturnia, una società che ha preso per
mano e che è riuscito a portare, in particolare con Francesco Dapiran in
qualità di tecnico, ad eccellenti livelli sia in campo nazionale che
internazionale. Uomo da campo, era fondamentale nella gestione della
squadra agonistica, della quale talvolta, in caso di bisogno, ne prendeva
le redini anche dal punto di vista tecnico, tanto che faceva parte, dalla
sua fondazione, dell’Associazione Nazionale Allenatori di Canottaggio.
Insignito della Stella d’Oro del Coni, è stato Presidente del Comitato
Regionale del Friuli Venezia Giulia della Federcanottaggio, che ha
condotto con l’impegno e la passione che lo contraddistingueva, e che lo
ha portato, una volta smessi i ruoli dirigenziali a rimanere vicino al suo
club, ed allo sport del canottaggio regionale. Con Mario Sivitz scompare
oggi una intensa pagina di storia dello sport del remo, se ne va uno
sportivo d’altri tempi, di quando solo passione e sacrificio facevano
rima con risultato. Io immagino lassù in cielo una grande distesa azzurra, sempre calma, mai mossa dal vento o disturbata dalle onde, sulla quale ognuno di loro, sulla propria barca, possa continuare l’esercizio preferito. E’ proprio un Paradiso quello per i canottieri! Maurizio Ustolin - Ufficio Stampa CR FIC Friuli Venezia Giulia |
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CAPO LETIZIA CI HA LASCIATO |
| Penso di averlo incontrato già dalla mia prima destinazione a Sabaudia. Carlo Letizia é stata una vera e propria istituzione per il Centro Remiero della nostra Marina. Credo che non vi sia persona che abbia ottenuto senza alcun sforzo l'amicizia e la considerazione di tutti data la sua formazione ed il carattere aperto e sempre disponibile. Ho avuto la possibilità di frequentare la famiglia di Carlo anche se non a carattere di continuità. Una famiglia molto unita: una moglie e due figli esemplari. Ricordo in particolare l'applicazione posta da Capo Letizia nel risolvere gli infiniti problemi burocratici attinenti, oltre che all'amministrazione di un Ente militare, alle esigenze di un Centro attivo nello sport e degli atleti da gestire. Ricordo l'ausilio insostituibile nell'organizzazione delle annuali feste che hanno caratterizzato fino a un decennio fa la vita di Mariremo. Un infarto lo ha colpito mentre si trovava in gita con altri colleghi tra i quali Fabrizio Malgari, collega ed amico da sempre. Ai familiari Marcello Pesce rivolge la sua affettuosa partecipazione al grave lutto. (M.P.) |
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LA SCOMPARSA DI BEPPE LUCINI - Vice Presidente della Canottieri Moltrasio Una dolorosa notizia ha colpito sabato pomeriggio il
piccolo grande mondo del canottaggio lariano ed in particolare gli amici
della Canottieri Moltrasio. E' improvvisamente mancato a causa di una
grave affezione il vice presidente della Canottieri Moltrasio Giuseppe
Lucini, il “Beppe” per gli amici ed erano tutti amici nell'ideale
mondo racchiuso nello chalet dei canottieri. Era stato ricoverato nei
giorni scorsi, ricorda il presidente Alessandro Donegana, che con i segni
della più profonda emozione ce ne parla al telefono, per un blocco renale
ma le ultimi informazioni lo dicevano in miglioramento. Ed invece il cuore
non ha retto all'impatto col male ed ha lasciato nel più
profondo scoramento familiari ed amici, ed è stato deciso che i
ragazzi che domenica parteciperanno alle regate regionali di Eupilio, tra
l'altro una delle fatiche organizzative della Moltrasio in cooperazione
con la Cernobbio, correranno col segno del lutto sulla divisa di gara. |
| Febbraio 2009 - E' morta
Laura Bianchi Laura Bianchi non è più. L'incredibile telefonata, la conferma, non ce l'ha fatta a superare l'ultima crisi del grave male che l'aveva colpita mesi fa. Pare impossibile, ci sembra ieri di esserci trovati con lei sui campi di gara, con il suo sorriso, la sua passione, l'amore per la vita e per lo sport. D'estate sull'acqua, accanto ai canottieri, oppure a nuotare, d'inverno in montagna, a calpestare con gli sci quella neve che poi avrebbe consentito il livello ideale alle sue barche per gareggiare. Tra poco avrebbe compiuto 53 anni, la vedevi sempre col sorriso a rendere gradevoli anche le riunioni più impegnative. Non trascurava mai nulla, era meticolosa, preoccupata che i ragazzini in barca non avessero dei problemi. Era giovanissima, quando aveva iniziato ad avvicinarsi al mondo del canottaggio, sulle orme di papà Gaetano, storico dirigente del canottaggio a Castelveccana e socio benemerito della F.I.C., sempre disponibile e pronto alla collaborazione ed ai consigli alle società varesine di canottaggio. Una grande passione per entrambi, sfociata poi per Laura nel desiderio di dedicarsi alla carriera di Giudice arbitro, in un mondo variegato e complesso, sia per il canottaggio a sedile fisso che per lo scorrevole. Non perdeva mai il suo sorriso, accentuato dalla sua perenne abbronzatura, anche nei momenti più difficili, quando voleva trasmettere agli atleti un po' irrequieti il dovere di rispettare le regole, sottolineando il valore della partecipazione alla vita sportiva. La vita che tanto amava e che la portava generosamente a dedicarsi agli altri non solo nel campo dello sport, ma anche in quello più ampio dell'aiuto al prossimo, partecipando con impegno ai doveri di volontaria della Croce Rossa. Dopo il matrimonio si era trasferita a Domodossola, da dove con frequenza non mancava di rientrare in quell'atmosfera che era stato il suo paese d'origine, ritrovandosi con i genitori e gli amici di un tempo. E dove per desiderio del marito tornerà a riposare per sempre. Lascia il marito Maurizio Ferrari e la figlia Valentina. La cerimonia funebre si svolgerà mercoledì 11 alle ore 15 nella Chiesa di San Pietro a Caldè. Ferruccio Calegari |
| Renzo
Lonoce la scomparsa del giornalista di Sabaudia - 21/01/2009 - Sabaudia - In questa difficile e triste circostanza siamo vicini alla moglie Paola ed all’intera famiglia dell’amico Renzo Lonoce. E’ andato via un giornalista apprezzato e valente ma soprattutto un grande amico di Sabaudia. Ho avuto modo di conoscerlo sin da giovane e ho sempre apprezzato quel suo spirito di persona interessata e aperta ai problemi della società e del mondo in genere. Per anni ha lavorato presso il Comune di Sabaudia e comunque si è sempre impegnato nel giornalismo collaborando con i suoi servizi nella redazione del Tempo di Latina, della quale successivamente ne è divenuto per un lungo periodo il direttore. Personaggio eccentrico ed appassionato della cultura, ha sempre privilegiato quella sua derivazione toscana unendola al suo profondo legame per la città delle dune dorate. Lo vedevi nella stagione estiva spesso al mare ad abbronzarsi con un tono riservato. Lo incontravi a passeggiare in bicicletta e talvolta con il cane. Apparivano quei ciuffi bianchi e quella barba che fasciava quel suo viso curioso e partecipe della vita. Oggi è partito per un viaggio verso il quale è destinata tutta la progenie umana. Lo salutiamo con tutto l’affetto possibile e così anche i suoi familiari. Ciao Renzo! Mario Tieghi |
| Riceviamo da Ferruccio Calegari . Ufficio Stampa
Comitato Regionale FIC Lombardia: "GRAVE LUTTO DI RENATO GAETA Varese – Renato Gaeta, direttore tecnico della Canottieri Varese e che in più occasioni ha ricoperto incarichi tecnici federali, ha avuto la sventura di perdere l'amato papà, che era stato ricoverato d'urgenza nei giorni scorsi all'Ospedale di Napoli. All'amico Renato, sportivo eccellente, ai familiari tutti, il Presidente del Comitato Lombardia della Federazione Canottaggio, tutti i Consiglieri e Collaboratori, la Commissione Tecnica regionale, porgono le più affettuose condoglianze." Marcantoniocolonna si unisce al dolore per il grave lutto. Chi scrive ha conosciuto Renato Gaeta ed ha avuto modo di apprezzarne le eccellenti qualità umane e sportive. Partecipando al dolore suo e dei familiari, rivolgiamo a Renato le più affettuose condoglianze. (M.P.) |
| E' morto il Sindaco di
Sabaudia. - Alessandro Maracchioni non ce l'ha fatta a superare
la grave malattia. Un amico ci ha lasciato, una persona che
aveva impostato la sua azione chiamando a raccolta tutti,
maggioranza ed opposizione, nel superiore interesse della
cittadina pontina. Speriamo in una seria successione che sappia
interpretare le esigenze di Sabaudia attraverso concreti
provvedimenti scevri da interessi di carattere personale. Marcantoniocolonna, partecipando al dolore dei familiari, esprime Loro affettuose e sentite condoglianze (Marcello Pesce) |
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GRAVE
LUTTO DEL CANOTTAGGIO CREMONESE |
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E' morto Fabio Gilardoni,
Presidente dell'Unione Sportiva Bellagina.
Marcantoniocolonna partecipa al grave lutto che ha colpito il
nostro sport. |
| Ennio Scorcelletti é morto
- Chi scrive, giovane addetto al Centro Sportivo M.M. d Roma, lo
aveva conosciuto nel 1954 e, da allora, si era sviluppato un
rapporto di reciproca stima consolidatosi negli anni in funzione
del suo ncarico presso la nostra Federazione. Sottoscriviamo, condividendo, quanto, su luttuoso evento, ci scrive Ferruccio Calegari " Quanti operando nel canottaggio e in questo ultimi anni hanno conosciuto il grande Scorcelletti, ne hanno apprezzato le doti umane, sempre pronto a darti una mano nelle vicende organizzative delle manifestazioni. Sempre pronto alla battuta, e sempre pronto ad intervenire a risolvere bonariamente situazioni a volte apparentemente difficili sul piano procedurale. E' stato un grande amico, un amico di tutti i canottieri. Secondo il mio metro di valutazione tra quanti ho conosciuto quali operatori di crescita del nostro canottaggio sicuramente Ennio va inserito nei piani alti dei benemeriti. "Ne sono addolorato ed esprimo ai suoi familiari le più fraterne condoglianze. (Ferruccio Calegari)" "Il Comitato Lombardia si associa al rimpianto espresso da Ferruccio Calegari, presidente nel periodo del grande impegno operativo di Ennio Scorcelletti e rivolge, a nome di tutti i sodalizi lombardi sentite condoglianze ai familiari in questo doloroso momento. Antonio Bassi, presidente Comitato Lombardia FIC" |
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E' morto Alberto
Luchetti |
| Abbiamo appreso della morte di Lorenzo Cudia già Presidente della Canottieri Marsala. Partecipando al dolore del figlio, arbitro internazionale, arch. Giuseppe Cudia e di tutti i familiari, Inviamo sentite ed affettuose condoglianze . |
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NOTIZIE CHE NON VORREMMO MAI DARE |
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Ci uniamo al profondo dolore dell'amico Renato Bellincampi per la scomparsa della moglie Marisa e, partecipandovi affettuosamente, inviamo le più sentite condoglianze. (M.P.) |
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Dal
sito federale apprendiamo che Michele Pisanello |
| E' morto Francesco Paparella
Il 31 luglio ci ha lasciato Francesco Paparella, Tecnico
ed ex Presidente della Canottieri "P. Cavallini" di
Calcinaia. |
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Una notizia che non avremmo voluto ricevere |
| Dedicato
ad Enrica “Equipaggi a posto!...Pronti…via!”. Parte la regata con le sue ansie, le sue fatiche, le sue gioie. Dura duemila metri, poi il la tromba del giudice d’arrivo ci avverte che tutto è compiuto e allora ci rimane il ricordo, la nostalgia, la gioia di aver partecipato. Il canottaggio, ancora una volta, è metafora della vita. La gara di Enrica Dal Ponte è durata 44 anni ed oggi alla notizia della sua scomparsa tutto il canottaggio romano è in lutto. Atleta con i colori del Tirrenia Todaro ha affrontato lo sport con la serenità ed il sorriso che rimarrà sempre nei nostri cuori. La gentilezza dei modi nascondeva la sua determinazione, la sua capacità di lottare: c’era sempre il sorriso che illuminava il suo viso di persona consapevole dei problemi della vita. E così la sfida alla malattia è stata affrontata a viso aperto, senza remore, come colei che sa tenere un remo in mano e sa di poter contare su un buon equipaggio: la sua famiglia. Siamo vicini nel cordoglio ai suoi figli e a Stefano D’Elia, direttore sportivo del Tirrenia. A loro vogliamo dire che ci siamo, perché se nello sport abbiamo trovato una dimensione di vita, questa è ancora più vera nel momento della morte. Non disperiamo, saremo tanti aporgerti l’estremo saluto. Pino Lattanzi Nel grave lutto che li ha colpiti siamo vicini con affetto all'amico Stefano, ai familiari ed alla Canottieri Tirrenia Todaro. (M.P.) |
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Ferruccio Calegari ci comunica la morte di |
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E' morto l'ing. Adalberto Tedeschi |
| Comerio – L’ing. Tedeschi, genero del comm. Giovanni Borghi é scomparso nelle prime ore di martedì 9 gennaio all’età di 70 anni. Era nato a Milano nel 1937 ed era stato fondatore della Canottieri Ignis, una delle tante realtà vincenti dell’allora Gruppo Sportivo Ignis. L’ing. Tedeschi fu determinante per la costituzione e lo sviluppo del canottaggio nell’ansa di Gavirate del lago di Varese. Marcantoniocolonna si unisce al cordoglio ed esprime ai familiari ed agli sportivi lombardi sentite ed affettuose condoglianze. (M.P.) |
| Il nostro vecchio e caro amico Mario Ustolin ha lasciato questa terra. Marcantoniocolonna esprime sentite ed affettuose condoglianze ai familiari dello scomparso.(M.P.) |
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Capo Masotto |
Claudio Schermi ci segnala la morte |
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Ieri,
11 dicembre alle 22:00 presso l'Ospedale Civile di Latina, ha
cessato di vivere il vecchio allenatore della Marina Militare di
Sabaudia, il "Capo Masotto". |
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| I
funerali a Roma di Mario Bovo
La S.Messa in suffragio di Mario Bovo é stata celebrata sabato 7 ottobre presso la Chiesa della SS. Annunziata di Sabaudia. |
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Al termine della Messa il Sindaco di Sabaudia
ha ricordato Mario Bovo quale personaggio che, in Italia ed
all'estero, grazie alle sue iniziative, ha fatto conoscere la
città di Sabaudia. Ecco
il
breve curriculum di Mario
Bovo |
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E' morto il giornalista sportivo Aldo De Martino. Sul sito
http://www.canottaggiovero.com/ , ne é illustrata la figura da Ferruccio Calegari . |
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Onore e Rispetto |
| Martedì 5 aprile molti coreani sono tornati a casa:
alcuni per piantare alberi in memoria dell'Arbor Day, ma molti per
rendere omaggio alla festività di Hansik. Hansik é una delle maggiori festività coreane e viene osservata dai Coreani fin dai tempi del regno di Koryo. In occasione di Hansik le famiglie visitano le tombe dei loro antenati per pulirle e sistemarle. Con fiori, cibo e liquori i Coreani rendono omaggio ai loro antenati attraverso antichi riti. Noi americani, come in molti altri paesi, abbiamo un giorno dedicato a rendere onore e omaggio ai nostri antenati. Il Giorno della Memoria. Da ragazzo odiavo andare per cimiteri e raramente accompagnavo mio padre quando si recava a lasciare fiori sulle tombe dei genitori e di parenti che mi erano per lo più sconosciuti. Ora ho realizzato che i cimiteri sono spesso una buona fonte di informazioni riguardanti il passato. Spesso vado al cimitero di Yangwhajin, specialmente d'estate. per cercare ispirazione. Vagando in mezzo alle vecchie tombe e leggendo le iscrizioni ivi riportate rievoco molte storie di cui ho letto nei miei studi. Alcune pietre tombali riportano esse stesse testimonianza dei cambiamenti attraverso cui é passata Seoul: esse infatti sono rovinate e forate dai proiettili che le hanno colpite durante la guerra di Corea. Molti anni fa quando andai per la prima volta a Yangwhajin, il cimitero era tetro e mal tenuto.Era quasi sempre vuoto ad eccezione dei viaggi organizzati da alcuni gruppi religiosi occasionali per studiare i primi missionari o nei giorni di tributo, come Hansik. Ora il cimitero é stato trasformato in un bellissimo parco con un facile accesso ed un parcheggio adeguato. Grandi distese erbose incoraggiano le persone a sedersi sull'erbetta appena piantata ed a godere della vista trascinante del fiume Han. Quando é assolato il cimitero é spesso pieno di gente: studenti di tutte le età e donne più anziane per lo più membri di una chiesa. In ogni caso, in linea di massima, non vi sono stranieri. Yangwhajin é il posto in cui hanno trovato il riposo finale molti espatriati. Il tempo e le cause naturali hanno eroso le iscrizioni su molte pietre tombali e, sfortunatamente, i loro nomi non furono mai registrati altrove. Se é così i ricordi sono andati persi ed i loro nomi dimenticati. Erano belgi, danesi, italiani, americani, filippini, australiani e di molte altre nazionalità ma le loro tombe non ricevono più visite e, in alcuni casi, sono sconosciuti alle loro rispettive ambasciate. C'é un'ambasciata che non ha dimenticato e ancora onora e rispetta i suoi defunti: é l'Ambasciata italiana. ![]() Ogni mese, almeno una volta, il Dr. Marco Zagarola, Ambasciatore italiano, si reca con l'auto ai cimiteri di Inchon e Yangwhajin per sistemare i fiori sulle tombe dei suoi connazionali caduti. Il Dr Zagarola é un pò timido, in qualche modo consapevole delle sue attitudini britanniche ma come molti italiani é estremamente passionale. E' stato nel Corpo Diplomatico Italiano per circa 10 anni, ma la Corea é il suo primo impegno estero. Si é appassionato per informarsi sugli italiani che sono stati sepolti in Corea e nel ruolo che hanno rivestito nella prima società coreana. Ci sono solo cinque tombe italiane conosciute (una forse é vuota): due a Yangwhajin e tre a Inchon ma ogni volta che il Dott. Zagarola visita i cimiteri compera sei mazzi di fiori. Il sesto mazzo é per la tomba di Charles W. Le Gendre, un franco-americano che ha avuto un'illustre carriera nell'est asiatico servendo i governi americano, giapponese e coreano. Molti anni fa quando il Dr Zagarola era studente all'Università di Roma, il Dott. Zagarola scrisse molti saggi su Le Gendre essendo molto impressionato da questo personaggio franco-americano. In ogni caso non sapeva che Le Gndre fosse stato sepolto a Seoul. Egli scoprì la sua tomba il primo giorno che si recò a Yangwhajin per lasciare i fiori sulla tomba di Ugo Di Malgra che giace accanto a lui. Lascia i fiori sulla tomba di Le Gendre in segno di rispetto e onore. ![]() Il Dr Zagarola ha spiegato che lascia i fiori sulle tombe dei suoi connazionali caduti perché sono lontani da casa e pochi, forse nessuno, si ricordano di loro. Questi uomini non erano in Corea per guadagni personali ma per servire il loro paese ed é importante per loro essere ricordati da qualcuno. E' un gesto di rispetto e onore. Infatti tre di questi uomini erano marinai a bordo di una nave da guerra italiana e morirono pr le ferite riportate nel tentativo di domare un incendio che minacciava di far esplodere la stiva delle munizioni mentre la nave era ancorata presso il porto di Chemolpo (Inchon) nel 1904. Essi furono eroi, ma pochi li ricordano. "Mai dimenticati", "onore" e "rispetto" sono termini spesso usati da vari governi quando ricordano i loro connazionali caduti ma mi chiedo se le comunità straniere, ad eccezione degli italiani, hanno dimenticato. (Robert Neff) |
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IL GIORNO DEL RICORDO
1929 – Bydgoszcz, oro per il quattro con della Pullino di Isola
d’Istria "Ogni
pietra Dalmata era degna di far parte dell'Altare della PATRIA" |
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Romano Mussolini é morto: aveva 79 anni. Abbiamo avuto il piacere di conoscere ed apprezzare il grande artista in occasione di un suo concerto presso il Circolo M.M di Tor di Quinto. E' un grave lutto per il mondo del jazz. Le affettuose condoglianze di marcantoniocolonna ai familiari ed agli amici. (M.P) |
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Riceviamo sul cellulare stanotte alle 3: "Oggi
martedì 10/01/2006 alle ore 2320, alla veneranda età di 102 anni, MAMMA
MARCELLA é venuta a mancare all'affetto dei suoi cari. Claudio
Caprioli" |
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Azelio Mondini é morto. E' morto un nostro reale amico.
Ci piace ricordarlo nella sua veste più battagliera, con le sue caratteristiche
di amante ed appassionato vero del nostro sport. Una persona che non é mai
fuggito alle ipotesi di cambiamento da lui ritenute valide e pertanto
condivisibili nell'interesse del canottaggio. |
| IL
COMUNICATO DEL COMITATO LOMBARDO FIC DOLOROSA PERDITA PER IL CANOTTAGGIO LOMBARDO E ITALIANO. Il Comitato Regionale Lombardia con commozione ricorda due grandi amici improvvisamente scomparsi e rammentando alcuni episodi salienti del loro impegno nel mondo dello sport, rivolge alle loro famiglie l’espressione del cordoglio di tutti i canottieri lombardi che ebbero modo di conoscerli e apprezzarli. Santo Stefano, il tradizionale dopo Natale, quando tutti pensano alla conclusione ormai vicina dell’anno e riflettono sui pro ed i contro degli avvenimenti appena trascorsi e quindi assolutamente impreparati ad accogliere notizie rattristanti, due improvvise ed impreviste telefonate ti informano del grave lutto che ha colpito non solo il canottaggio italiano, ma in particolare quello della Lombardia. A poche ore di distanza uno dall’altro ci hanno lasciato Azelio Mondini, l’uomo del canottaggio mantovano, al quale tanti allievi devono infinita riconoscenza per la grande opera che ha realizzato nei molti anni di conduzione tecnica della Canottieri Mincio. E Fulvio Aglieri, per due mandati presidente della Canottieri Milano, uomo dalla grande passione sportiva e sempre vicino al mondo remiero. AZELIO MONDINI, presidente onorario e fondatore della Associazione Allenatori, di cui è stato presidente per 25 anni nel periodo del travagliato “rinascimento tecnico” del canottaggio italiano, è morto lunedì mattina all’Ospedale di Mantova. E’ stato per moltissimi anni responsabile tecnico della Canottieri Mincio, di cui fu l’artefice dei successi sia nel canottaggio che nella canoa, passando da alcuni anni il testimone al figlio Norberto. Aveva 82 anni, essendo nato a Borgoforte (Mn) il 7 luglio 1923. Era un carattere forte, uomo fiero nel sottolineare i valori della sua posizione e che nell’espletamento dei suoi impegni verso il mondo remiero non dimenticava la fierezza del suo trascorso giovanile e di combattente. Nel fondare l’associazione degli allenatori, ricordiamolo, aveva portato a compimento una sorta di rivoluzione, nel piccolo grande mondo remiero italiano. Una rivoluzione che nel giro di alcuni anni portò al riconoscimento morale, oltre che materiale, dell’impegno spesso misconosciuto dell’uomo, degli uomini, ed oggi anche di tante donne, che sono componente determinante per lo sviluppo di uno sport “non minore” rispetto ad altri esaltati dalle folle da stadio. Uomini e donne che danno un prezioso contributo alla crescita di tantissimi ragazzi che nel canottaggio hanno trovato un prezioso punto di riferimento, ricevendo stima e riconoscimenti per quanto fanno e che si sentono appagati anche soltanto di un “grazie”. Ed in merito vogliamo sottolineare la dichiarazione di Beppe de Capua, direttore tecnico federale, che “anche a nome degli allenatori delle nazionali di canottaggio, saluto commosso il presidente Mondini ricordando sempre il grande uomo e il tecnico, luminoso esempio di generosa lealtà e coraggio. “ FULVIO AGLIERI, presidente emerito della Canottieri Milano, di cui fu presidente per due mandati dal 1989 al 1997, cui si avvicinò da nuotatore, dedicandosi in particolare ai tuffi, è morto improvvisamente nelle prime ore di lunedì mattina. Aveva 78 anni, essendo nato il 3 settembre 1927. E’ stato sempre attento a tutte le discipline praticate alla Canottieri Milano, seguendo con molta attenzione il canottaggio, sport base del sodalizio. Era stato insignito dal Coni della Stella d’Oro al Merito Sportivo e nel Coni Provinciale di Milano aveva ricoperto anche incarichi fiduciari. Era uno sportivo attento, tuttora praticante il nuoto (ancora sabato, vigilia di Natale, aveva fatto le solite vasche in piscina, soliti 1.000 m.) e appassionatamente continuava a seguire le problematiche della sua società, della “sua” Milano, sempre felice di contribuirne allo sviluppo. Come continuava a seguire con attenzione, per quanto ormai diretta dalla figlia Alessandra, la “sua” casa editrice che anche nel nome “Nuovi Autori” voleva indicare un obiettivo a chi mirava ad un traguardo di espressioni e di valori. Il funerale è stato programmato giovedì 29 dicembre, alle ore 11, nella Basilica di S. Eustorgio (al Ticinese). (Ferruccio Calegari Addetto Stampa C.R. Lombardia FIC) |
| La
lettera di Franco Fumagalli
Caro Marcello, Scrivo questa
lettera per ricordare un amico scomparso, che tanto ha dato allo sport
mantovano. Sono un ex canottiere, ho vogato per tanti anni per la
Canottieri Milano. Praticando questo sport ho potuto conoscere persone
eccezionali. Una di queste era Azelio Mondini. Se devo essere sincero sino
in fondo quando l'ho conosciuto nel 1970, sul campo di regata del lago
Superiore a Mantova, finita l'attività agonistica ero diventato Giudice
Arbitro, non lo avevo trovato simpatico. Tutt'altro. Aveva fama, l'Azelio,
nell'ambiente, di essere estremamente pignolo, forse perché troppo
competente, e di essere temuto proprio per questa sua conoscenza
approfondita dei regolamenti che sempre applicava e che voleva fossero
applicati, talvolta con un pò di partigianeria per la "sua"
Canottieri Mincio. Più che un incontro, il mio fu uno scontro con Azelio.
Ogni volta che ci incontravamo era pace armata, difendendo l'uno e l'altro
le proprie posizioni. Poi un giorno, forse il primo appuntamento a
Piediluco dove la Federazione aveva approntato un campo di regata ed un
Centro nazionale, il disgelo e la forte amicizia sino a questi giorni. Ci
eravamo trovati, per caso, insieme a mangiare durante la sosta tra le
regate, in gruppo, atleti, allenatori e giudici etra un piatto e l'altro
scoprii l'Azelio non "ufficiale" ma l'uomo, ironizzava, tra una
battuta e l'altra su certi personaggi, facendo ridicolissime caricature in
uno stile compassato e severo che davano maggior risalto alle sue uscite.
Risate a non finire. Dopo quella indimenticabile giornata incontrari
ancora spesso Azelio sia sui campi di regata sia per il fatto che, per
lavoro, mi ero trasferito da Milano a Revere. Scoprii così le qualità
intellettuali e morali della persona, sicuramente molto al di sopra della
media, e ci incontrammo, scontrandoci, ogni volta, dall'interpretazione
del Codice delle Regate, via via su altri argomenti, non ultimi quelli
politici ma sempre rafforzando l'amicizia. Mo raccontò la sua storia, le
sue battute, amaramente ironiche, come quella che l'aveva portato in
galera quel 10 giugno del 1941 quando dall'altoparlante installato in
piazza Sordello, gremita da 45.000 fascisti compreso lui, in divisa,
appena diciottenne, alla richiesta del Duce se gli italiani volessero le
comodità o la guerra aveva risposto urlando: vogliamo le comodità!
Secondo lui il Duce voleva bene agli italiani e quindi voleva dare pane e
burro e non cannoni! Dimostrazione di affetto che lo portò dritto in
guardina, tacciato dai 45.000 che volevano la guerra. E l'altra,
conseguente, 5 anni dopo, quando tornato sconfitto da Coltano, mi diceva
che aveva terminato di sparare, in Lunigiana contro gli americani, il 28
aprile perché aveva fatto gli straordinari, e in piazza Sordello, di
fascisti ne erano rimasti due: lui ed il geometra Cavalca! C'é voluto un
pò di tempo, ma compresi che l'uomo non era quello che voleva sembrare e,
idealmente eravamo molto simili, irruenti, cocciuti ma in fin della fiera,
coraggiosi e leali proprio come avrebb dovuto essere i suoi
"balilla". Per ragioni anagrafiche io non avevo potuto fare il
"balilla", ma sono cresciuto, nel dopoguerra, facendo miei i
principi del "Vittorioso" di Iacovitti: forte, leale e
coraggioso. Naturalmente, non sempre ci sono riuscito, ma questa é stata
la base della nostra solida amicizia. Essere almeno in due a credere in
quei valori mi confortava e mi dava la certezza di essere, in fin dei
conti, sulla strada buona. Da allora, uniti dal vincolo sportivo, abbiamo
passato giornate belle e memorabili. Gli atleti della Mincio, da lui
allenati, hanno vinto decine e decine di campionati italiani sino a Penna
e Gola. Vicecampioni del Mondo Juniores nel 1992 e al tre volte
Olimpionico Marco Penna. Al culmine della sua carriera di Allenatore ha
fondato l'Anacc ovvero l'Associazione degli Allenatori di Canottaggio e
Canoa di cui fu il primo Presidente e attualmente, Presidente Onorario. La
sua intensa attività sportiva gli fruttò numerosissimi riconoscimenti
nazionali ed internazionali. Ma qualcuno più di me é in grado di
ricostruire la straordinaria carriera sportiva di Azelio che era iniziata
sul finir degli anni Trenta come pugile di levatura nazionale. Io voglio
ricordare l'uomo, la sua cristallina onestà e correttezza nella gestione
dell'attività di Canottaggio della Mincio, quasi tacciato di avarizia per
la parsimonia con cui gestiva le risorse affidategli. Ne sanno qualcosa i
suoi atleti costretti a fare i salti mortali quando andavano in trasferta.
Lo ricordo burbero e quasi sempre incazzato contro tutto e tutti. Allora
lo prendevo in giro e uscivano le battute più belle e più interessanti,
per finire commentando ridendo, che se fossimo stati in quattro, lui, il
sottoscritto, Vattani di Ravenna e un altro Canottiere di Piacenza, la
guerra l'avremmo vinta. Sfortunatamente erano solo in tre! |
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E' morto
uno sportivo di razza. Se ne va un vero Dirigente.
Mimmo
Impronta,
Presidente del Comitato Regionale Coni del Lazio ci ha lasciato. |
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Marcello
Tilli ci ha lasciato dopo aver combattuto per anni contro un male
incurabile. Avevamo tanti ricordi in comune con l'amico Marcello.
Ricordiamo la sua figura semplice e la sua indole complessa e pur
generosa. Quale Presidente della Canottieri Yirrenia Todaro ha dato un
notevole impulso al più sportivo dei Circoli romani che ha continuato a
frequentare anche nell'ultimo periodo della sua vita. |
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Lunedì 11 novembre, presso la Parrocchia "Gran
Madre di Dio" a Ponte Milvio, secondo la tradizione della Sezione
romana dell' ASMES, é stata celebrata una Messa in suffragio dei Soci
defunti. Alla funzione erano presenti, oltre alle rappresentanze dei Gruppi Sportivi delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato ed a numerosi Soci, il Presidente nazionale On. Generale Luigi Ramponi. |
| L'ing. Renzo Nostini é morto. Se ne é andato un vecchio amico. Ne abbiamo condiviso la maggior parte dei sani principi che hanno caratterizzato la sua vita.Altri penseranno a scrivere il coccodrillo di circostanza. Marcantoniocolonna, partecipando al grave lutto per lo sport, si unisce semplicemente al dolore dei familiari. (M.P.) |
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Nel sole quasi una nebbiolina leggera sembra avvolgere il Cupolone e migliaia di persone occupano la piazza della Basilica, turbate e commosse per la morte del Grande Papa Woityla. Un enorme campeggio di giovani in una partecipazione sincera; finalmente sincera poiché i raduni oceanici di altro tipo hanno ben poco di spontaneo e sincero. Una nebbiolina sul Cupolone, una lacrima di tutti e di ciascuno. (M.P.) |
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Francesco Pettinicchi, già insegnante di elettrotecnica del nostro Istituto non é più tra noi. Nell'esprimere ai familiari, a nome dell'Associazione le più sentite ed affettuose condoglianze, informiamo che le esequie si terranno domani martedì 22 alle ore 11,30 presso la Chiesa dei Santi Martiri dell'Uganda, via A. Ravà n 45. |
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Risultati di prestigio:
Il periodo post agonistico, lo ha visto impegnato in Federazione come Presidente Regionale per 12 anni, in cui si è distinto per il grande impulso dato al movimento canoistico veneto, per avere lanciato il campo di gara di Auronzo e per essere stato mentore del più grande canoista veneziano, il Campione Olimpico Daniele Scarpa, sin da quando Daniele era ancora un ragazzino tredicenne |
Riceviamo e volentieri pubblichiamo quanto ci scrive Ciao Annibale!
Il 30 dicembre ci ha lasciato Annibale Berton, uno dei
simboli della canoa italiana ed un monumento della canoa veneziana. Claudio Schermi - - - - - - - |
E’ morto Claudio Cusinato
Il Circolo
Remiero di Terracina ha potuto contare per molti anni sulla presidenza
dell’amico Claudio che ha saputo approfondire con noi le esigenze del nostro
sport anche con intelligenti valutazioni sulle persone da impegnare a favore del
canottaggio laziale.
Siamo vicini ai suoi familiari ed esprimiamo Loro le più sentite ed affettuose
condoglianze.
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Da informazioni assunte presso la presidenza della
Canottieri Lago d'Orta abbiamo appreso che Don Angelo Villa ieri sera, mentre si
stava recando a celebrare Messa dalle Suore ubicate sull'altra sponda del lago,
naufragava con la sua piccola imbarcazione a causa del forte vento e perdeva la
vita. Siamo veramente costernati e affranti per il gravissimo evento che ha
colpito la famiglia del canottaggio italiano. Esprimiamo alla sorella Maria Antonia ed a tutti coloro che gli sono stati vicini le condoglianze più sentite di "marcantoniocolonna". Riceviamo da Ferruccio Calegari e da Marco Palma (clicca) |
Riceviamo
da Ferruccio Calegari e da Marco Palma
Tragica scomparsa di Don Angelo Villa
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C.C. Brasimone e Gastone Piccinini
A Gastone Piccinini,
una persona ben nota al mondo del canottaggio, nel decennale della sua
scomparsa, é stato intitolato il Centro Remiero di Casalecchio.
Il 16 settembre u.s. si é svolta la cerimonia alla presenza
della vedova, signora Giovanna, delle Autorità religiose, civili e militari e
degli amici sportivi.
Recentemente il Comune di residenza, Pianoro, gli ha dedicato
una piazza ed il Comune di nascita, Trieste, gli intitolerà presto un molo del
porto. I titoli ed i meriti del Comandante Piccinini sono innumerevoli. Medaglia
Oro al Valor militare, Croce di Guerra, Commendatore della Repubblica, Grande
Invalido di guerra e Capitano di Corvetta Onorario.
Nato nel
1916, a 15 anni é campione italiano di canottaggio e nel 1934, a 18 anni, si
arruola in Marina.
Nel 1967,
memore dei successi ottenuti in gioventù quale canottiere, diventa
allenatore e presidente di una piccola associazione sportiva di Castiglion dei
Pepoli.
Nel 1986, grazie alla stretta collaborazione con
l'Amministrazione Comunale di Casalecchio, riesce ad ampliare e trasformare le
strutture della vecchia piscina del Lido nel più importante Centro Remiero
della provincia, oggi sede dell'attività della Canottieri Brasimone e del Canoa
Club Bologna.
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Un altro lutto ha colpito la famiglia del canottaggio. Ci ha lasciato Alda Spessot, la consorte, presente e discreta dell'amico Salvatore Cama che, per molti anni, ha retto le sorti del canottaggio siciliano. Marcantoniocolonna si unisce al dolore dei familiari ed esprime loro sentite ed affettuose condoglianze. |
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La scomparsa dell'ing. Veniero Kramar
Lo avevamo conosciuto negli anni 1965/1968 quando era Presidente della
III Zona FIC. Ferruccio Calegari ci ha inviato il curriculum. Lo
ringraziamo. Non riteniamo necessario pubblicarlo essendo già apparso
su due siti che si occupano del nostro sport. |
| E'
morto l'Ammiraglio Di Giovanni
Purtroppo non ne eravamo informati e
ringraziamo l'amico Ferruccio Calegari riportando di seguito
integralmente quanto ci ha cortesemente inviato. Molto tardive le nostre
condoglianze ai familiari di Mario Di Giovanni. |