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LUTTI NEL NOSTRO MONDO

E' morto Vittorio Capito, per moltissimi anni Segretario Generale della Federazione Italiana Canottaggio, già Sergente della Marina Militare presso l'Ufficio Educazione Fisica e Sport M.M.
Ai familiari la partecipazione al loro dolore e le più sentite condoglianze (M.P.)
 
  DA SABAUDIA - E' morto Vittorio Fortini, colonna portante per i lavori e  le manutenzioni di Mariremo Sabaudia. Ne abbiamo apprezzato le doti umane oltre che professionali.Partecipando al loro dolore esprimiamo ai familiari le nostre condoglianze. (M.P.)

            
- Baaria -

E' morto a Roma Pietro Calabrese
Dopo una lunga malattia, Pietro Calabrese è morto a Roma alle 5.15 nella Clinica Paideia. Il giornalista, nato nella Capitale l'8 maggio 1944, aveva cominciato la sua lunga carriera all''agenzia ANSA, giungendo poi alla direzione del "Messaggero", della "Gazzetta dello Sport" e del settimanale "Panorama". I funerali si sono svolti in Roma presso la Chiesa S. Roberto Bellarmino.. 
Dal 1993 era sposato  con Barbara Pesce. Nel novembre 2009, durante un'intervista televisiva, aveva fatto sapere di essere stato colpito da un tumore al polmone, raccontando il percorso intrapreso per curare e sconfiggere la malattia. 

Personali ricordi di di Marcello Pesce 
Non vi è stata una eccessiva frequentazione con Pietro anche se, nelle poche circostanze, assaporando magari una fetta di cassata, alcuni frammenti, di cui conservo vivo il ricordo,  avvalorano i giudizi espressi da tutti in ordine alla grande umanità, al rispetto del prossimo e dei nostri sentimenti.
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Sono alla guida del mio camper per andare a trascorrere una Pasqua in Sicilia. Al mio fianco ho un compagno, enorme e ballonzolante. Un gigantesco uovo di Pasqua da trasferire sull’isola per la gioia dei nipotini, i figli di Antonella oggetto sempre di mille attenzioni da parte di Pietro quasi per una sorta di compensazione affettuosa di qualcosa che a lui, forse, era mancata. Tra i familiari del raduno, oltre a Barbara ed Antonella, la madre Rossana. L’uovo arriva senza rompersi ed i ragazzi felici, provvederanno.
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Da qualche mese è morto il mio amico Giorgio. A Isernia l’atmosfera è festosa: Pietro e Barbara si sposano. Pietro lascia per qualche istante gli amici e mi si avvicina: “qui avrebbe dovuto esserci anche qualcun altro, vero Marcello?” 

CALABRESE AL TIMONE.jpg
Pietro al timone

CASA CALABRESE.jpg
La casa com'era

PIETRO ROSSANA E BARBARA Le maioliche di S. Stefano Camastra.jpg
Rossana, Pietro, Barbara

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Il passeggero

Ci ha lasciato Ugo Capozzi
Dirigente della Sezione romana del Dopolavoro Ferroviario

Apprendiamo dal sito F.I.C. - ROMA, 24 agosto 2010 - Domenica pomeriggio, all’età di 82 anni, ci ha lasciati il socio onorario Francesco Zaffanella, past president del Comitato FIC Medio Po (Mantova, Piacenza, Cremona) e consigliere FIC Lombardia durante la presidenza Calegari. Fortemente legato a Casalmaggiore e alla Canottieri Eridanea, Zaffanella fu insignito della Stella di Bronzo (1985) e d’Argento (1996) al Merito Sportivo. Alla famiglia le condoglianze della Federazione Italiana Canottaggio e dei lettori del nostro sito

 

E' morto Eusebio Carando


(riceviamo da Fabrizio Malgari)

           EUSEBIO CARANDO “BEBO PER GLI AMICI DEL MONDO REMIERO”
                  Uno dei più grandi e stimati tecnici italiani di Canottaggio ci ha lasciato. Non posso nascondere  la mia  commozione ed  il dolore che provo ed ho provato  nell’apprendere la triste notizia. Il mondo del  canottaggio  Italiano ha perso una delle sue più belle figure. 
Per diversi anni, quando svolgeva attività agonistica,  ho avuto l’onore ed il piacere seguire i suoi allenamenti sia per la formazione di equipaggi misti che  in preparazione per la competizioni internazionali. Abbiamo operato insieme anche da allenatori e ho avuto modo di apprezzarne le sue grandi qualità. Atleta e tecnico motivato, intelligente, discreto, sensibile ed umano: Il vero uomo di sport dedito al sacrificio, padre e marito perfetto
Il suo amore per questa disciplina  era incommensurabile ed aveva il grande dono di saperlo trasmettere oltre che  ai suoi atleti anche alla sua famigli:  Il fratello Giuseppe Olimpionico  nel 1984 e 1988 ed azzurro di grande valore, le sue figlie Sara e Maura anch’esse  azzurre e grandi canottiere, la moglie Gabriella donna, mamma e  perfetta.
 Io credo di poter giudicare questo grande uomo  e questa bella famiglia per aver trascorso  molto tempo insieme sia in  occasione delle competizioni nazionali, internazionali e raduni:
 Durante il periodo estivo era  sua consuetudine trascorrere le  ferie a Sabaudia con la famiglia e portava con se anche la squadra agonistica del SISPORT, in preparazione per i campionati assoluti 
.Fare attività ad alto livello è un impegno grande con il quale si coinvolge la propria famiglia e solo se al proprio fianco si ha una grande moglie si possono appagare queste nostre debolezze fatte solo di sacrifici e di gratificazioni solo morali: Credo che questo uomo abbia dato molto alla nostra società ed aver sfornato non solo tanti campioni di canottaggio ma anche tanti uomini veri.                       Fabrizio MALGARI 
Sabaudia 4.giugno 1010 

La sig.ra Ramponi, Consorte del Presidente Generale. Senatore Luigi, sabato 13 marzo u.s., ha purtroppo concluso la sua via terrena. All'amico Luigi ed ai familiari tutti esprimiamo la nostra affettuosa partecipazione e le condoglianze dei nostri lettori. 
I funerali si si sono svolti lunedì 15 presso la Chiesa di Santa Prisca all'Aventino. 

 

Ottobre 2009 - E' morto Ignazio Lojacono 

Scrivo questa nota perché ho avuto modo di conoscere abbastanza a fondo gran parte degli iter dirigenziali di Lojacono presso  la Federcanottaggio.Sono stato con lui in una Commissione per l'introduzione del "voto plurimo" da parte delle Società.Una Commissione con un esito del lavoro molto interessante ma che purtroppo non ha potuto trovare pratica applicazione grazie all'opposizione dei sodalizi che, indipendentemente dall'attività agonistica svolta (spesso molto scarsa), disponendo di un voto ciascuno, avrebbero determinato un calo del loro potere elettorale. Fa parte della miopia di molti dirigenti che purtroppo, spesso, affiora anche adesso. Non ho condiviso la sua posizione a favore dell'avvocato Lanni in occasione della candidatura alla Presidenza di Fazio Casari ritiratosi dalla competizione all'ultima ora per un autorevole  intervento da parte del Ministero della Difesa (sembra provocato dallo stesso Lojacono). Sono stato a suo fianco nella  candidatura alla presidenza federale essendomi reso conto di una certa riluttanza da parte di D'Aloja a perseguire gli obiettivi che avevano determinato la sua elezione.  . (forse i vecchi ricorderanno i 5 punti programmatici). D'Aloja vinse e Lojacono, pur sconfitto, continuò ad operare concretamente a favore del nostro sport. 
Ignazio Lojacono é stato indubbiamente un personaggio  notevole dello sport e non solo per il canottaggio. A suo merito l'aver  stretto accordi con il Ministero della Pubblica Istruzione per la costruzione di impianti sportivi  nelle sedi dei Centri Universitari  di tutta Italia, e per il finanziamento delle relative attività. Ora i CUS possono godere per questa iniziativa da attribuire ad esclusivo merito di Lojacono.
Dirigenti che purtroppo sono  molto difficili da  trovare ai giorni nostri. (M.P)
Riceviamo da Ferruccio Calegari
Caro Marcello, ho letto alcuni tuoi "ricordi" su Ignazio Lojacono, mentre ho rilevato il totate buio sia su canottaggio.org, che su canottaggio.magazine, i quali si sono limitati semplicisticamente al comunicato (impreciso) del Cus Bari. Ma al di là delle singole considerazioni che ognuno può avere sull'uomo di Bari, penso che dal punto di vista "storico" del canottaggio entrambi i siti avrebbero dovuto fare qualcosa di più. Ed ho scritto questo messaggio (uguale ad entrambi) e sono curioso delle relative reazioni. Cordiali saluti.    Ferruccio Calegari
  "Gentili Responsabili di..canottaggio.org e canottggiomagazine.
Personalmente, da collega, ho la massima considerazione per quanto nelle varie circostanze un giornale realizza per la migliore comunicazione verso i lettori. E nel caso presente, verso gli appassionati. Però con grande dispiacere ho dovuto constatare che vi siete lasciati prendere la mano – purtroppo gli anni passano e le memorie si annebbiano – da una semplicistica notizia pervenuta da Bari sulla scomparsa dell'indimenticabile Ignazio Lojacono, ricordato come “socio onorario” della federazione.
Scusate, ho atteso qualche giorno per registrare qualche approfondimento, perchè Ignazio Lojacono se lo sarebbe meritato, dopo i vari quadrienni di consigliere federale, dopo le sue battaglie per realizzare una modernizzazione della struttura del canottaggio italiano. Qualcosa, dai ricordi personali di Marcello Pesce è apparso nel suo sito, e poi silenzio. E' un vero peccato, perchè se Ignazio Lojacono tanto ha dato al Cusi e tantissimo al Cus Bari, anche verso la nostra federazione è stato un generoso, un gran signore nei tratti e nel comportamento ed anche quando scrisse nel 1964 il libro “Invito alla voga” con tanta signorilità ed onestà intellettuale nella introduzione diede atto a vari specialisti nelle materie più complesse che attenevano alla preparazione dell'atleta, della loro collaborazione.
Forse sul piano della tecnica remiera non sarà stato in sintonia con altri personaggi del suo periodo, ma con tanto entusiasmo e tanta umiltà si pose al servizio della Federazione quale responsabile della preparazione olimpica 1972, sobbarcandosi a frequenti trasferte alla base di preparazione allestita sull'alto Lario da Pietro Galli, gran maestro del remo alla Falck, che fu suo braccio destro.
Allego lo scanner della copertina del suo libro.
Cordiali saluti."

 

ONORE AI CADUTI

 

In ricordo di Renzo Sambo che ci ha lasciato 
nei caldi giorni di Ferragosto

Olimpiadi del Messico 1968
Campioni Olimpici  "due con" Baran, Sambo, Cipolla (tim.)

 

 

Mario Sivitz se ne é andato in punta di piedi

SAN GIORGIO DI NOGARO, 24 maggio 2009 - Se ne è andato in punta di piedi, senza disturbare nessuno, com’era sua consuetudine, Mario Sivitz, uno dei Grandi Vecchi del canottaggio regionale ed italiano. La notizia della sua scomparsa ha girato di bocca in bocca domenica mattina a San Giorgio di Nogaro in occasione dei CNU di canottaggio, ed ha lasciato in tutti un sentimento di profonda commozione, per quello che il cav. Sivitz ha sempre rappresentato per il canottaggio e lo sport regionale in genere. Classe 1921, Mario Sivitz è stato dapprima atleta (anche alla Nino Bixio di Piacenza durante il servizio militare), poi istruttore di voga presso la GIL, per poi vestire prestissimo (1950) i panni di dirigente nella “sua” Saturnia, una società che ha preso per mano e che è riuscito a portare, in particolare con Francesco Dapiran in qualità di tecnico, ad eccellenti livelli sia in campo nazionale che internazionale. Uomo da campo, era fondamentale nella gestione della squadra agonistica, della quale talvolta, in caso di bisogno, ne prendeva le redini anche dal punto di vista tecnico, tanto che faceva parte, dalla sua fondazione, dell’Associazione Nazionale Allenatori di Canottaggio. Insignito della Stella d’Oro del Coni, è stato Presidente del Comitato Regionale del Friuli Venezia Giulia della Federcanottaggio, che ha condotto con l’impegno e la passione che lo contraddistingueva, e che lo ha portato, una volta smessi i ruoli dirigenziali a rimanere vicino al suo club, ed allo sport del canottaggio regionale. Con Mario Sivitz scompare oggi una intensa pagina di storia dello sport del remo, se ne va uno sportivo d’altri tempi, di quando solo passione e sacrificio facevano rima con risultato. 
Io immagino lassù in cielo una grande distesa azzurra, sempre calma, mai mossa dal vento o disturbata dalle onde, sulla quale ognuno di loro, sulla propria barca, possa continuare l’esercizio preferito. 
E’ proprio un Paradiso quello per i canottieri! 

Maurizio Ustolin - Ufficio Stampa CR FIC Friuli Venezia Giulia 

CAPO LETIZIA CI HA LASCIATO
- le notizie che non vorremmo mai dare -

Penso di averlo incontrato già dalla mia prima destinazione a Sabaudia. Carlo Letizia é stata una vera e propria istituzione per il Centro Remiero della nostra Marina.  Credo che non vi sia persona che abbia ottenuto senza alcun sforzo l'amicizia e la considerazione di tutti data la sua formazione ed il carattere aperto e sempre disponibile. Ho avuto la possibilità di frequentare la famiglia di Carlo anche se non a carattere di continuità. Una famiglia molto unita: una moglie e due figli esemplari. Ricordo in particolare l'applicazione posta da Capo Letizia nel risolvere gli infiniti problemi burocratici attinenti, oltre che all'amministrazione  di un Ente militare, alle esigenze di un Centro attivo nello sport  e degli atleti da gestire. Ricordo l'ausilio insostituibile  nell'organizzazione delle annuali feste che hanno caratterizzato fino a un decennio fa  la vita di Mariremo. Un infarto lo ha colpito mentre si trovava in gita con altri colleghi tra i quali Fabrizio Malgari, collega ed amico da sempre. Ai familiari Marcello Pesce rivolge la sua affettuosa  partecipazione al grave lutto. (M.P.) 

 

LA SCOMPARSA DI BEPPE LUCINI - Vice Presidente della Canottieri Moltrasio

Una dolorosa notizia ha colpito sabato pomeriggio il piccolo grande mondo del canottaggio lariano ed in particolare gli amici della Canottieri Moltrasio. E' improvvisamente mancato a causa di una grave affezione il vice presidente della Canottieri Moltrasio Giuseppe Lucini, il “Beppe” per gli amici ed erano tutti amici nell'ideale mondo racchiuso nello chalet dei canottieri. Era stato ricoverato nei giorni scorsi, ricorda il presidente Alessandro Donegana, che con i segni della più profonda emozione ce ne parla al telefono, per un blocco renale ma le ultimi informazioni lo dicevano in miglioramento. Ed invece il cuore non ha retto all'impatto col male ed ha lasciato nel più  profondo scoramento familiari ed amici, ed è stato deciso che i ragazzi che domenica parteciperanno alle regate regionali di Eupilio, tra l'altro una delle fatiche organizzative della Moltrasio in cooperazione con la Cernobbio, correranno col segno del lutto sulla divisa di gara.
“Per me era un fratello, ma direi anche un padre – lo ricorda Sandro Donegana – una persona appassionata ed assennata, che ha accompagnato la società anche nei momenti più difficili. E quando vogavo lo ricordo attento ed entusiasta accompagnatore di noi atleti, un sostegno per tutti, un appassionato come pochi”.
Beppe Lucini aveva 68 anni, una vita nel canottaggio, ma non ha mai gareggiato nonostante la grande passione. Con lo stesso cognome un altro grande campione ha onorato il remo lariano, Severino Lucini, che è stato anche allenatore della Moltrasio e tra i due grandi appassionati il cognome riporta ad un legame di parentela. Il rito funebre è fissato lunedì alle 15 a San Fermo, ove abitava.
Alla famiglia ed alla Canottieri Moltrasio il mondo del canottaggio nazionale e della Lombardia esprimono i sentimenti di profondo cordoglio.
Ferruccio Calegari
Marcantoniocolonna si unisce al dolore dei familiari e di tutti gli amici del canottaggio ed esprime sentite ed affettuose consoglianze. (M.P.)

 

Febbraio 2009 - Ci ha lasciato Giancarlo Casalini - Riportiamo dal sito federale.

"E' mancato oggi l’ex olimpionico e giudice arbitro Giancarlo Casalini. Aveva partecipato alle Olimpiadi di Roma 1960 e Melbourne 1956 in otto. A Castelgandolfo, il suo equipaggio (Paolo Amorini, Vasco Cantarello, Giancarlo Casalini, Luigi Prato, Vincenzo Prina, Nazzareno Simonato, Luigi Spozio, Armido Torri, Giuseppe Pira) si classificò al sesto posto. Uomo mite e di animo gentile, era socio vitalizio ed ex presidente della S.C. Sampierdarenesi,"

Riteniamo di pubblicare solo la foto di Giancarlo atleta, componente dell'otto della Marina Militare che rappresentò l'Italia alle Olimpiadi romane del 1960. Ci piace ricordarlo come  all'epoca lo abbiamo conosciuto: un elemento moderatore dei compagni di barca in un equipaggio piuttosto vivace. Con affetto rivolgiamo la nostra partecipazione al lutto che ha colpito i familiari di Giancarlo Casalini. (M.P.)

 

Febbraio 2009 -  E' morta Laura Bianchi
Laura Bianchi non è più. L'incredibile telefonata, la conferma, non ce l'ha fatta a superare l'ultima crisi del grave male che l'aveva colpita mesi fa. Pare impossibile, ci sembra ieri di esserci trovati con lei sui campi di gara, con il suo sorriso, la sua passione, l'amore per la vita e per lo sport. D'estate sull'acqua, accanto ai canottieri, oppure a nuotare, d'inverno in montagna, a calpestare con gli sci quella neve che poi avrebbe consentito il livello ideale alle sue barche per gareggiare.
Tra poco avrebbe compiuto 53 anni, la vedevi sempre col sorriso a rendere gradevoli anche le riunioni più impegnative. Non trascurava mai nulla, era meticolosa, preoccupata che i ragazzini in barca non avessero dei problemi.
Era giovanissima, quando aveva iniziato ad avvicinarsi al mondo del canottaggio, sulle orme di papà Gaetano, storico dirigente del canottaggio a Castelveccana e socio benemerito della F.I.C., sempre disponibile e pronto alla collaborazione ed ai consigli alle società varesine di canottaggio. Una grande passione per entrambi, sfociata poi per Laura nel desiderio di dedicarsi alla carriera di Giudice arbitro, in un mondo variegato e complesso, sia per il canottaggio a sedile fisso che per lo scorrevole.
Non perdeva mai il suo sorriso, accentuato dalla sua perenne abbronzatura, anche nei momenti più difficili, quando voleva trasmettere agli atleti un po' irrequieti il dovere di rispettare le regole, sottolineando il valore della partecipazione alla vita sportiva. La vita che tanto amava e che la portava generosamente a dedicarsi agli altri non solo nel campo dello sport, ma anche in quello più ampio dell'aiuto al prossimo, partecipando con impegno ai doveri di volontaria della Croce Rossa.
Dopo il matrimonio si era trasferita a Domodossola, da dove con frequenza non mancava di rientrare in quell'atmosfera che era stato il suo paese d'origine, ritrovandosi con i genitori e gli amici di un tempo. E dove per desiderio del marito tornerà a riposare per sempre.
Lascia il marito Maurizio Ferrari e la figlia Valentina. La cerimonia funebre si svolgerà mercoledì 11 alle ore 15 nella Chiesa di San Pietro a Caldè.
Ferruccio Calegari

 

Renzo Lonoce la scomparsa del giornalista di Sabaudia
21/01/2009 - Sabaudia - In questa difficile e triste circostanza siamo vicini alla moglie Paola ed all’intera famiglia dell’amico Renzo Lonoce. E’ andato via un giornalista apprezzato e valente ma soprattutto un grande amico di Sabaudia. Ho avuto modo di conoscerlo sin da giovane e ho sempre apprezzato quel suo spirito di persona interessata e aperta ai problemi della società e del mondo in genere. Per anni ha lavorato presso il Comune di Sabaudia e comunque si è sempre impegnato nel giornalismo collaborando con i suoi servizi nella redazione del Tempo di Latina, della quale successivamente ne è divenuto per un lungo periodo il direttore. Personaggio eccentrico ed appassionato della cultura, ha sempre privilegiato quella sua derivazione toscana unendola al suo profondo legame per la città delle dune dorate. Lo vedevi nella stagione estiva spesso al mare ad abbronzarsi con un tono riservato. Lo incontravi a passeggiare in bicicletta e talvolta con il cane. Apparivano quei ciuffi bianchi e quella barba che fasciava quel suo viso curioso e partecipe della vita. Oggi è partito per un viaggio verso il quale è destinata tutta la progenie umana. Lo salutiamo con tutto l’affetto possibile e così anche i suoi familiari. Ciao Renzo!

Mario Tieghi

 

Riceviamo da Ferruccio Calegari . Ufficio Stampa Comitato Regionale FIC Lombardia:
"GRAVE LUTTO DI RENATO GAETA
Varese – Renato Gaeta, direttore tecnico della Canottieri Varese e che in più occasioni ha ricoperto incarichi tecnici federali, ha avuto la sventura di perdere l'amato papà, che era stato ricoverato d'urgenza nei giorni scorsi all'Ospedale di Napoli. All'amico Renato, sportivo eccellente, ai familiari tutti, il Presidente del Comitato Lombardia della Federazione Canottaggio, tutti i Consiglieri e Collaboratori, la Commissione Tecnica regionale, porgono le più affettuose condoglianze."
Marcantoniocolonna si unisce al dolore per il grave lutto. Chi scrive ha conosciuto  Renato Gaeta ed ha avuto modo di apprezzarne le eccellenti qualità  umane e sportive. Partecipando al dolore suo e dei familiari, rivolgiamo a Renato le più affettuose condoglianze. (M.P.)

 

E' morto il Sindaco di Sabaudia. - Alessandro Maracchioni non ce l'ha fatta a superare la grave malattia. Un amico ci ha lasciato, una persona che aveva impostato la sua azione  chiamando a raccolta tutti, maggioranza ed opposizione, nel superiore interesse della cittadina pontina. Speriamo in una seria successione che sappia interpretare le esigenze di Sabaudia attraverso concreti provvedimenti scevri da interessi di carattere personale. 
Marcantoniocolonna, partecipando al dolore dei familiari, esprime Loro affettuose e sentite condoglianze (Marcello Pesce) 

 

GRAVE LUTTO DEL CANOTTAGGIO CREMONESE 
PER INCIDENTE DI MOTO MUORE RAFFAELE MARCHIANO'
Alla famiglia le più affettuose condoglianze di marcantoniocolonna (M.P.)

 

E' morto Fabio Gilardoni,  Presidente dell'Unione Sportiva Bellagina. Marcantoniocolonna partecipa al grave lutto che ha colpito il nostro sport.
Nelle notizie dalla LOMBARDIA  il comunicato di Ferruccio Calegari

Ennio Scorcelletti é morto - Chi scrive, giovane addetto al Centro Sportivo M.M. d Roma, lo aveva conosciuto nel 1954 e, da allora, si era sviluppato un rapporto di reciproca stima consolidatosi negli anni in funzione del suo ncarico presso la nostra Federazione.
Sottoscriviamo, condividendo, quanto, su luttuoso evento, ci scrive Ferruccio Calegari
" Quanti operando nel canottaggio e in questo ultimi anni hanno conosciuto il grande Scorcelletti, ne hanno apprezzato le doti umane, sempre pronto a darti una mano nelle vicende organizzative delle manifestazioni. Sempre pronto alla battuta, e sempre pronto ad intervenire a risolvere bonariamente situazioni a volte apparentemente difficili sul piano procedurale. E' stato un grande amico, un amico di tutti i canottieri. Secondo il mio metro di valutazione tra quanti ho conosciuto quali operatori di crescita del nostro canottaggio sicuramente Ennio va inserito nei piani alti dei benemeriti.
"Ne sono addolorato ed esprimo ai suoi familiari le più fraterne condoglianze. (Ferruccio Calegari)"
"Il Comitato Lombardia si associa al rimpianto espresso da Ferruccio Calegari, presidente nel periodo del grande impegno operativo di Ennio Scorcelletti e rivolge, a nome di tutti i sodalizi lombardi sentite condoglianze ai familiari in questo doloroso momento.
Antonio Bassi, presidente Comitato Lombardia FIC"

 

 

E' morto Alberto Luchetti
conosciuto in altri tempi  ed in possesso di valori molto superiori a quelli ora esistenti. (M.P.)

l ricordo di Marcello Scifoni

 

Abbiamo appreso della morte di Lorenzo Cudia già Presidente della Canottieri Marsala. Partecipando al dolore del figlio, arbitro internazionale, arch. Giuseppe Cudia e di tutti i familiari, Inviamo sentite ed affettuose condoglianze .

 

 NOTIZIE CHE NON VORREMMO MAI DARE

Ci uniamo al profondo dolore dell'amico Renato Bellincampi per la scomparsa della moglie Marisa e, partecipandovi affettuosamente, inviamo le più sentite condoglianze. (M.P.)

 

Dal sito federale apprendiamo che Michele Pisanello 
é deceduto.
 E' persona che abbiamo molto stimato per le sue caratteristiche umane e di naturale simpatia che contraddistinguevano i suoi rapporti. 
Ai familiari le più sentite ed affettuose condoglianze di marcantoniocolonna.
(M.P.) 

 

E' morto Francesco Paparella

Il 31 luglio ci ha lasciato Francesco Paparella, Tecnico ed ex Presidente della Canottieri "P. Cavallini" di Calcinaia. 
Chi scrive lo ricorda, una sera di una stagione non ben definita di qualche anno fa, alle prese con gli allenamenti dei suoi ragazzi e con le incombenze della dirigenza sportiva della Canottieri "Cavallini".
Era l'epoca in cui Paparella aveva firmato insieme a pochissimi altri la denuncia all'Autorità Giudiziaria in ordine alle innumerevoli illegittimità avvenute nel corso dell'assemblea elettiva di Latina, allorché, solo in virtù di tali irregolarità fu confermato Presidente FIC Gian Antonio Romanini. 
Data la lunghezza dell'iter giudiziario, il caso fu risolto in base ad una transazione che costò alla FIC, oltre alle proprie spese legali, la somma di circa 12 milioni di lire che la Federazione versò ai ricorrenti. Francesco Paparella, sicuro del suo buon diritto, aderì con molta difficoltà a non proseguire nell'azione giudiziaria.   
A parte il ricordo di questo episodio nero della nostra Federazione preme far rilevare la coerenza di Francesco Paparella un personaggio vero appassionato del nostro sport che non si prestava a compromessi. 
Alla famiglia le affettuose e sentite condoglianze di marcantoniocolonna. (M.P.) 

 

Una notizia che non avremmo voluto ricevere

Dedicato ad Enrica
“Equipaggi a posto!...Pronti…via!”. Parte la regata con le sue ansie, le sue fatiche, le sue gioie. Dura duemila metri, poi il la tromba del giudice d’arrivo ci avverte che tutto è compiuto e allora ci rimane il ricordo, la nostalgia, la gioia di aver partecipato. Il canottaggio, ancora una volta, è metafora della vita. La gara di Enrica Dal Ponte è durata 44 anni ed oggi alla
notizia della sua scomparsa tutto il canottaggio romano è in lutto. Atleta con i colori del Tirrenia Todaro ha affrontato lo sport con la serenità ed il
sorriso che rimarrà sempre nei nostri cuori. La gentilezza dei modi nascondeva la sua determinazione, la sua capacità di lottare: c’era sempre il sorriso che illuminava il suo viso di persona consapevole dei problemi della vita. E così la sfida alla malattia è stata affrontata a viso aperto, senza remore, come colei che sa tenere un remo in mano e sa di poter contare su un buon equipaggio: la sua famiglia.  Siamo vicini nel cordoglio ai suoi figli e a Stefano D’Elia, direttore sportivo del Tirrenia. A loro vogliamo dire che ci siamo, perché se nello sport abbiamo trovato una dimensione di vita, questa è
ancora più vera nel momento della morte. Non disperiamo, saremo tanti aporgerti l’estremo saluto.
Pino Lattanzi
Nel grave lutto che li ha colpiti siamo vicini con affetto all'amico Stefano, ai familiari ed alla Canottieri Tirrenia Todaro.
(M.P.) 

 

Ferruccio Calegari ci comunica la morte di
Fulvio Bonacina
il personaggio della Moto Guzzi e, quindi, del mondo del nostro canottaggio che molti giovani non hanno conosciuto. 
Un Dirigente di vecchio stampo che avemmo la fortuna ed il piacere di frequentare in altra epoca e, in particolare, quando i successi della Moto Guzzi furono legati a quelli della Marina Militare.

 

E' morto l'ing. Adalberto Tedeschi

Comerio – L’ing. Tedeschi, genero del comm. Giovanni Borghi é scomparso nelle prime ore di martedì 9 gennaio all’età di 70 anni. Era nato a Milano nel 1937 ed era stato  fondatore della Canottieri Ignis, una delle tante realtà vincenti dell’allora Gruppo Sportivo Ignis. L’ing. Tedeschi fu determinante per la costituzione e lo sviluppo del canottaggio nell’ansa di Gavirate del lago di Varese. Marcantoniocolonna si unisce al cordoglio ed  esprime ai familiari ed agli sportivi lombardi sentite ed affettuose condoglianze. (M.P.)

 

Il nostro vecchio e caro amico Mario Ustolin ha lasciato questa terra. Marcantoniocolonna esprime sentite ed affettuose  condoglianze ai familiari dello scomparso.(M.P.)

Capo Masotto 
Una notizia che non avremmo voluto mai ricevere

Claudio Schermi ci segnala la morte 
di Eugenio Masotto. Riportiamo integralmente il testo della sua e-mail.

Ieri, 11 dicembre alle 22:00 presso l'Ospedale Civile di Latina, ha cessato di vivere il vecchio allenatore della Marina Militare di Sabaudia, il "Capo Masotto".
In tanti siamo passati sotto le sue mani e lo abbiamo potuto apprezzare come Uomo e come Allenatore.
E tantissimi sono i canoisti che lo hanno conosciuto.
Rude, di poche parole…. ma con un cuore grande così!
Un Allenatore ma soprattutto un Maestro di Vita.
Con Lui i ricordi i più belli della mia carriera sportiva di atleta, come per tanti altri canoisti della mia generazione, di quelle prima e di quelle dopo.
Una foto di quei giorni felici, nel 1981 http://www.claudioschermi.com/photo/24.jpg  
Riccardo, suo figlio, oggi è il Tecnico/Formatore del Comitato Lazio FICK ed a Lui e alla famiglia sono vicino a nome del Comitato e mio personale.
Invito tutti a diffondere la notizia nelle proprie Società, perché certamente i suoi ex allievi sono in tutta Italia.
Una notizia che scuote tutto il mondo della canoa che ha apprezzato e rispettato il lavoro di Capo Masotto.
Soffriva da tempo, ora è di nuovo libero e troverà tanti da allenare nelle acque azzurre del cielo.
Ciao Capo, ti abbiamo proprio voluto bene!
Claudio Schermi
oOo
Ho avuto modo di apprezzare le qualità morali di Eugenio Masotto oltre che le sue capacità di aggregazione dei giovani atleti che hanno identificato sempre in lui un modello da seguire. 
Esprimo la mia più affettuosa partecipazione ed un forte abbraccio ai familiari dell'amico scomparso.
Marcello Pesce

 

I funerali a Roma di Mario Bovo

  La S.Messa in suffragio di Mario Bovo é stata celebrata sabato 7 ottobre presso la Chiesa della SS. Annunziata di Sabaudia. 

Alcune foto inedite del ricordo

Al termine della Messa il Sindaco di Sabaudia ha ricordato Mario Bovo quale personaggio che, in Italia ed all'estero, grazie alle sue iniziative, ha fatto conoscere la città di Sabaudia.  
> > le foto
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Ecco il breve curriculum di Mario Bovo illustrato dal Sindaco di Sabaudia.
  
Nato a Padova il 24 Settembre 1919, primo di otto fratelli, da una famiglia patriarcale.
   Arruolatosi volontario in Marina nel 1938 ha partecipato al 2° conflitto mondiale con il grado di sergente SDT prevalentemente imbarcato su Nave Duilio. Nella circostanza, oltre a svolgere il suo servizio, addestrava i marinai alla voga sulle lance di bordo per le classiche sfide tra gli equipaggi delle navi che erano e sono una delle caratteristiche marinaresche dell’addestramento fisico/sportivo dei militari M.M.
   L’8 Settembre del 1943 a seguito dell’armistizio si trovava a Padova e da li fu inviato in Dalmazia ove nel Giugno del 1945 fu fatto prigioniero dagli Jugoslavi ed internato in campo di concentramento fino al Dicembre del 1946.
   Nel 1947, destinato al Reparto  Rappresentanza del Comando Marina Militare di Roma, oltre al normale servizio, ha avviato l’attività del canottaggio nella sede di Roma portando marinai, quasi sempre digiuni di qualsiasi esperienza sportiva precedente, ai vertici nazionali ed internazionali.
   Già alle Olimpiadi del 1952 parteciparono due giovani marinai messi in barca da Mario Bovo.
   Alle Olimpiadi di Melbourne del 1956 partecipò un equipaggio in 8 fuoriscalmo interamente formato da marinai di Bovo.
   Gli allenamenti erano effettuati sul Tevere con molte difficoltà per lo svolgimento di una preparazione accurata come si conviene a coloro che intendono cimentarsi ai massimi livelli sportivi.
   Mario Bovo, oltre a tenersi aggiornato sui vari sistemi di allenamento in atto nell’ambito nazionale ed internazionale, ricercava una sede ove potesse svolgersi con maggiore efficacia l’attività addestrativa dei canottieri della Marina Militare.
   La scelta cadde su Sabaudia dopo alcune visite sul posto. In tale sede si poteva fruire delle infrastrutture logistiche e nautiche del Collegio Marinaro Caracciolo.
   Nell’ottobre 1958 la rappresentativa di canottaggio si trasferiva a Sabaudia avendo quale principale obiettivo la partecipazione alle Olimpiadi del 1960.
In effetti, alle Olimpiadi romane partecipò un equipaggio di 8 fuoriscalmo della M.M. preparato da Bovo.
   Altre Forze Armate e Corpi dello Stato, sull’esempio della Marina, nel frattempo trasferirono a Sabaudia  la loro attività remiera (Guardia di finanza, Polizia di Stato, Carabinieri, Esercito,  Guardie Forestali) ricevendo, grazie a Mario Bovo, sempre disponibile per la diffusione e lo  sviluppo del canottaggio, iniziale ospitalità, imbarcazioni e validi suggerimenti.
   Oltre alla preparazione degli equipaggi M.M. ci si occupò degli aggiornamenti tecnici per gli allenamenti dei canottieri in un quadro ben più ampio di quello strettamente interessante la Marina Militare. Grazie all’intervento di Marisport fu introdotto l’interval training adattato al canottaggio dal Maggiore belga Mollet e, successivamente, dopo i successi degli equipaggi della Germania Occidentale si studiarono e si posero in atto i sistemi usati dall’allenatore Adams (pubblicati sul volume Ruder fatto tradurre da Marisport su indicazione di Bovo).
   La Marina con i suoi equipaggi nelle gare in Italia e all’estero faceva sempre più conoscere il nome di Sabaudia che attualmente, oltre ad ospitare numerose regate, è sede delle squadre militari di canottaggio più importanti d’Italia e, particolarmente nei mesi invernali, viene frequentata da rappresentative di varie Nazioni per lunghi periodi di allenamento. In sostanza, grazie all’attività promozionale di Mario Bovo, l’appassionato trainer della Marina, la città di Sabaudia è stata posta in risalto quale una delle sedi ideali per lo sport del remo.

            E' morto il giornalista sportivo Aldo De Martino. Sul sito http://www.canottaggiovero.com/ 
, ne é illustrata la figura da Ferruccio Calegari . 
    

  Onore e Rispetto
(dal The Korea Times del 5.7.2005)

Martedì 5 aprile molti coreani sono tornati a casa: alcuni per piantare alberi in memoria dell'Arbor Day, ma molti per rendere omaggio alla festività di Hansik.
Hansik é una delle maggiori festività coreane e viene osservata dai Coreani fin dai tempi del regno di Koryo.
In occasione di Hansik le famiglie visitano le tombe dei loro antenati per pulirle e sistemarle. Con fiori, cibo e  liquori  i Coreani rendono omaggio ai loro antenati attraverso antichi riti.
Noi americani, come in molti altri paesi, abbiamo un giorno dedicato a rendere onore e omaggio ai nostri antenati. Il Giorno della Memoria. Da ragazzo odiavo andare per cimiteri e raramente accompagnavo mio padre quando si recava a lasciare fiori sulle tombe dei genitori e di parenti che mi erano per lo più sconosciuti.
Ora ho realizzato che i cimiteri sono spesso una buona fonte di informazioni riguardanti il passato. Spesso vado al cimitero di Yangwhajin, specialmente d'estate. per cercare ispirazione. Vagando in mezzo alle vecchie tombe e leggendo le iscrizioni ivi riportate rievoco molte storie di cui ho letto nei miei studi.
Alcune pietre tombali riportano esse stesse testimonianza dei cambiamenti attraverso cui é passata Seoul: esse infatti sono rovinate e forate dai proiettili che le hanno colpite durante la guerra di Corea.
Molti anni fa quando andai per la prima volta a Yangwhajin, il cimitero era tetro e mal tenuto.Era quasi sempre vuoto ad eccezione dei viaggi organizzati da alcuni gruppi religiosi  occasionali per studiare i primi missionari o nei giorni di tributo, come Hansik.
Ora il cimitero é stato trasformato in un bellissimo parco con un facile accesso ed un parcheggio adeguato.
Grandi distese erbose incoraggiano le persone a sedersi sull'erbetta appena piantata ed a godere della vista trascinante del fiume Han.
Quando é assolato il cimitero é spesso pieno di gente: studenti di tutte le età e donne più anziane per lo più membri di una chiesa. In ogni caso, in linea di massima, non vi sono stranieri.
Yangwhajin  é il posto in cui hanno trovato il riposo finale molti espatriati.
Il tempo e le cause naturali hanno eroso le iscrizioni su molte pietre tombali e, sfortunatamente, i loro nomi non furono mai registrati altrove. Se é così i ricordi sono andati persi ed i loro nomi dimenticati. Erano belgi, danesi, italiani, americani, filippini, australiani e di molte altre nazionalità ma le loro tombe non ricevono più visite e, in alcuni casi, sono sconosciuti alle loro rispettive ambasciate.
C'é un'ambasciata che non ha dimenticato e ancora onora e rispetta i suoi defunti: é l'Ambasciata italiana.

Ogni mese, almeno una volta, il Dr. Marco Zagarola, Ambasciatore italiano, si reca con l'auto ai cimiteri di Inchon e Yangwhajin per sistemare i fiori sulle tombe dei suoi connazionali caduti.
Il Dr  Zagarola é un pò timido, in qualche modo consapevole delle sue attitudini britanniche ma come molti italiani é estremamente passionale.
E' stato nel Corpo Diplomatico Italiano per circa 10 anni, ma la Corea é il suo primo impegno estero.
Si é appassionato per informarsi sugli italiani che sono stati sepolti in Corea e nel ruolo che hanno rivestito nella prima società coreana.
Ci sono solo cinque tombe italiane conosciute (una forse é vuota): due a Yangwhajin e tre a Inchon ma ogni volta che il Dott. Zagarola visita i cimiteri compera sei mazzi di fiori. Il sesto mazzo é per la tomba di Charles W. Le Gendre, un franco-americano che ha avuto un'illustre carriera nell'est asiatico servendo i governi americano, giapponese e coreano.
Molti anni fa quando il Dr  Zagarola era studente all'Università di Roma, il Dott. Zagarola scrisse molti saggi  su Le Gendre essendo molto impressionato da questo personaggio franco-americano. In ogni caso non sapeva che Le Gndre fosse stato sepolto a Seoul. Egli scoprì la sua tomba il primo giorno che si recò a Yangwhajin per lasciare i fiori sulla tomba di Ugo Di Malgra che giace accanto a lui. Lascia i fiori sulla tomba di Le Gendre in segno di rispetto e onore.

Il Dr Zagarola ha spiegato che lascia i fiori sulle tombe dei suoi connazionali caduti perché sono lontani da casa e pochi, forse nessuno, si ricordano di loro. Questi uomini non erano in Corea per guadagni personali ma per servire il loro paese ed é importante per loro essere ricordati da qualcuno. E' un gesto di rispetto e onore.
Infatti tre di questi uomini erano marinai a bordo di una nave da guerra italiana e morirono pr le ferite riportate nel tentativo di domare un incendio che minacciava di far esplodere la stiva delle munizioni mentre la nave era ancorata presso il porto di Chemolpo (Inchon) nel 1904. Essi furono eroi, ma pochi li ricordano.
"Mai dimenticati", "onore" e "rispetto" sono termini spesso usati da vari governi quando ricordano i loro connazionali caduti ma mi chiedo se le comunità straniere, ad eccezione degli italiani, hanno dimenticato.
                                          (Robert Neff)

IL GIORNO DEL RICORDO
Dallo scorso anno è in vigore una legge che ufficializza il ricordo della cessione dei territori adriatici in forza del Trattato di Pace firmato il 10 febbraio 1947. Ed anche quest’anno la Presidenza del Consiglio, con telegramma dell’ 1 febbraio ha impartito le seguenti disposizioni:
 
DISPONESI ESPOSIZIONE MEZZ'ASTA BANDIERE NAZIONALE ET EUROPEA SU EDIFICI PUBBLICI VENERDI' 10 FEBBRAIO CORRENTE OCCASIONE "GIORNO DEL RICORDO" IN MEMORIA DELLE VITTIME DELLE FOIBE, DELL'ESODO GIULIANO-DALMATA, DELLE VICENDE DEL CONFINE ORIENTALE.  NEGLI UFFICI E NELLE SCUOLE PUBBLICHE E' OSSERVATO UN MINUTO DI RACCOGLIMENTO ALLE ORE 12.00.”
A firma del SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO MINISTRI GIANNI LETTA.
E se le massime autorità dello stato ed il parlamento italiano hanno ritenuto doveroso ricordare il sacrificio di quanti furono vittime delle conseguenze di un tragico conflitto, consentitemi di ricordare che le terre adriatiche furono anche una componente importante nello sport italiano ed in particolare del canottaggio:
Alle Olimpiadi: 1924 – Parigi, Bronzo per l’otto della Diadora di Zara
                           1928 – Amsterdam, Oro per il quattro con della Pullino di Isola d’Istria
                           1932 – Los Angeles, Argento per il quattro con della Libertas di Capodistria
                           1948 – Henley, Argento per il due con della Libertas di Capodistria
Titoli Europei:  1923 – Como, oro per l’otto della Diadora di Zara

                           1929 – Bydgoszcz, oro per il quattro con della Pullino di Isola d’Istria
                           1932 – Belgrado, oro per il quattro con della Pullino di Isola d’Istria
                           1933 – Budapest, oro per il quattro con della Pullino di Isola d’Istria
                           1934 – Lucerna, oro per il quattro con della Pullino di Isola d’Istria
                           1949 – Amsterdam, oro per il due con della Libertas di Capodistria
                           1950 – Milano, oro per il due con della Libertas di Capodistria
                           1951 – Macon, oro per il due con della Libertas di Capodistria.
Rimarchevoli poi i risultati delle partecipazioni ai campionati nazionali di queste società e di tutte le altre della Venezia Giulia, non dimenticando i sacrifici ed i rischi cui si sottoposero i valorosi atleti della Libertas di Capodistria in quanto il trattato di pace assegnava la loro città ad un fantomatico territorio libero amministrato dalle autorità militari jugoslave, per cui attraversavano clandestinamente il confine per Trieste, dove realizzavano i loro allenamenti. E con loro ricordiamo, presenti nei risultati dei campionati italiani, la Canottieri Forza e Valore di Parenzo, la Arupinum di Rovigno (il cui nome ritorna ancor oggi nello sport del territorio passato alla Croazia), la Pietas Julia di Pola, la Eneo di Fiume.
Alcuni sodalizi furono ricostituiti nel territorio nazionale, non tutti con grande fortuna. Ricordo la Diadora di Zara attiva oggi al Lido di Venezia, la Pietas Julia, ora società velica e la Eneo di Fiume, che per alcuni anni pose base alla Canottieri Lario di Como, ma poi cessò. La Pullino di Isola d’Istria rinata a Muggia (Ts) è a sua volta una delle più attive componenti del canottaggio giuliano.
E concludo questa breve rievocazione con le parole di Gabriele d’Annunzio:

"Ogni pietra Dalmata era degna di far parte dell'Altare della PATRIA"
Ferruccio Calegari
Socio onorario F.I.C.
Milano, 9.02.06

 

Romano Mussolini é morto: aveva 79 anni. Abbiamo avuto il piacere di conoscere ed apprezzare il grande artista in occasione di un suo concerto presso il Circolo M.M di Tor di Quinto. E' un grave lutto per il mondo del jazz. Le affettuose condoglianze di marcantoniocolonna ai familiari ed agli amici. (M.P)

  Riceviamo sul cellulare stanotte alle 3: "Oggi martedì 10/01/2006 alle ore 2320, alla veneranda età di 102 anni, MAMMA MARCELLA é venuta a mancare all'affetto dei suoi cari. Claudio Caprioli"
   
Mamma Marcella ci ha lasciato. La consideravamo una sorta di "madrina" della nostra Associazione. 
    Ai soci Cesare e Claudio Caprioli la nostra partecipazione al lutto che ha colpito loro ed i familiari. (M.P.)  

Quando l'amicizia non é solo una parola.jpg


Il Comunicato del Comitato Lombardo FIC
La lettera di Franco Fumagalli

 

Azelio Mondini é morto. E' morto un nostro reale amico. Ci piace ricordarlo nella sua veste più battagliera, con le sue caratteristiche di amante ed appassionato vero del nostro sport. Una persona che non é mai fuggito alle ipotesi di cambiamento da lui ritenute valide e pertanto condivisibili nell'interesse del canottaggio. 
La nostra é una vera partecipazione  al lutto dei suoi familiari.
Non potremo essere presenti al funerale del nostro amico e ci dispiace.  Vi sarà l'attuale Federazione ufficiale le cui azioni non apparivano molto condivise da Azelio, in vita. (M.P)

IL COMUNICATO DEL COMITATO LOMBARDO FIC
DOLOROSA PERDITA PER IL CANOTTAGGIO LOMBARDO E ITALIANO.
    Il Comitato Regionale Lombardia con commozione ricorda due grandi amici improvvisamente scomparsi e rammentando alcuni episodi salienti del loro impegno nel mondo dello sport, rivolge alle loro famiglie l’espressione del cordoglio di tutti i canottieri lombardi che ebbero modo di conoscerli e apprezzarli.
    Santo Stefano, il tradizionale dopo Natale, quando tutti pensano alla conclusione ormai vicina dell’anno e riflettono sui pro ed i contro degli avvenimenti appena trascorsi e quindi assolutamente impreparati ad accogliere notizie rattristanti, due improvvise ed impreviste telefonate ti informano del grave lutto che ha colpito non solo il canottaggio italiano, ma in particolare quello della Lombardia. A poche ore di distanza uno dall’altro ci hanno lasciato Azelio Mondini, l’uomo del canottaggio mantovano, al quale tanti allievi devono infinita riconoscenza per la grande opera che ha realizzato nei molti anni di conduzione tecnica della Canottieri Mincio. E Fulvio Aglieri, per due mandati presidente della Canottieri Milano, uomo dalla grande passione sportiva e sempre vicino al mondo remiero.
    AZELIO MONDINI, presidente onorario e fondatore della Associazione Allenatori, di cui è stato presidente per 25 anni nel periodo del travagliato “rinascimento tecnico” del canottaggio italiano, è morto lunedì mattina all’Ospedale di Mantova. E’ stato per moltissimi anni responsabile tecnico della Canottieri Mincio, di cui fu l’artefice dei successi sia nel canottaggio che nella canoa, passando da alcuni anni il testimone al figlio Norberto.
    Aveva  82 anni, essendo nato a Borgoforte (Mn) il 7 luglio 1923. Era un carattere forte, uomo fiero nel sottolineare i valori della sua posizione e che nell’espletamento dei suoi impegni verso il mondo remiero non dimenticava la fierezza del suo trascorso giovanile e di combattente. Nel fondare l’associazione degli allenatori, ricordiamolo, aveva portato a compimento una sorta di rivoluzione, nel piccolo grande mondo remiero italiano. Una rivoluzione che nel giro di alcuni anni portò al riconoscimento morale, oltre che materiale, dell’impegno spesso misconosciuto dell’uomo, degli uomini, ed oggi anche di tante donne, che sono componente determinante per lo sviluppo di uno sport “non minore” rispetto ad altri esaltati dalle folle da stadio. Uomini e donne che danno un prezioso contributo alla crescita di tantissimi ragazzi che nel canottaggio hanno trovato un prezioso punto di riferimento, ricevendo stima e riconoscimenti per quanto fanno e che si sentono appagati anche soltanto di un “grazie”.
Ed in merito vogliamo sottolineare la dichiarazione di Beppe de Capua, direttore tecnico federale, che “anche a nome degli allenatori delle nazionali di canottaggio, saluto commosso il presidente Mondini ricordando sempre il grande uomo e il tecnico, luminoso esempio di generosa lealtà e coraggio. “
      FULVIO AGLIERI, presidente emerito della Canottieri Milano, di cui fu presidente per due mandati dal 1989 al 1997, cui si avvicinò da nuotatore, dedicandosi in particolare ai tuffi, è morto improvvisamente nelle prime ore di lunedì mattina. Aveva 78 anni, essendo nato il 3 settembre 1927. E’ stato  sempre attento a tutte le discipline praticate alla Canottieri Milano, seguendo con molta attenzione il canottaggio, sport base del sodalizio. Era stato insignito dal Coni della Stella d’Oro al Merito Sportivo e nel Coni Provinciale di Milano aveva ricoperto anche incarichi fiduciari. Era uno sportivo attento, tuttora praticante il nuoto (ancora sabato, vigilia di Natale, aveva fatto le solite vasche in piscina,  soliti 1.000 m.) e appassionatamente continuava a seguire le problematiche della sua società, della “sua” Milano, sempre felice di contribuirne allo sviluppo. Come continuava a seguire con attenzione, per quanto ormai diretta dalla figlia Alessandra, la “sua” casa editrice che anche nel nome “Nuovi Autori” voleva indicare un obiettivo a chi mirava ad un traguardo di espressioni e di valori.
    Il funerale è stato programmato giovedì 29 dicembre, alle ore 11, nella Basilica di S. Eustorgio (al Ticinese).
                     (Ferruccio Calegari Addetto Stampa C.R. Lombardia FIC)
La lettera di Franco Fumagalli

    Caro Marcello,
    con questa lettera che ho scritto al giornale locale voglio ricordare l'amico Azelio Mondini.

    Scrivo questa lettera per ricordare un amico scomparso, che tanto ha dato allo sport mantovano. Sono un ex canottiere, ho vogato per tanti anni per la Canottieri Milano. Praticando questo sport ho potuto conoscere persone eccezionali. Una di queste era Azelio Mondini. Se devo essere sincero sino in fondo quando l'ho conosciuto nel 1970, sul campo di regata del lago Superiore a Mantova, finita l'attività agonistica ero diventato Giudice Arbitro, non lo avevo trovato simpatico. Tutt'altro. Aveva fama, l'Azelio, nell'ambiente, di essere estremamente pignolo, forse perché troppo competente, e di essere temuto proprio per questa sua conoscenza approfondita dei regolamenti che sempre applicava e che voleva fossero applicati, talvolta con un pò di partigianeria per la "sua" Canottieri Mincio. Più che un incontro, il mio fu uno scontro con Azelio. Ogni volta che ci incontravamo era pace armata, difendendo l'uno e l'altro le proprie posizioni. Poi un giorno, forse il primo appuntamento a Piediluco dove la Federazione aveva approntato un campo di regata ed un Centro nazionale, il disgelo e la forte amicizia sino a questi giorni. Ci eravamo trovati, per caso, insieme a mangiare durante la sosta tra le regate, in gruppo, atleti, allenatori e giudici etra un piatto e l'altro scoprii l'Azelio non "ufficiale" ma l'uomo, ironizzava, tra una battuta e l'altra su certi personaggi, facendo ridicolissime caricature in uno stile compassato e severo che davano maggior risalto alle sue uscite. Risate a non finire. Dopo quella indimenticabile giornata incontrari ancora spesso Azelio sia sui campi di regata sia per il fatto che, per lavoro, mi ero trasferito da Milano a Revere. Scoprii così le qualità intellettuali e morali della persona, sicuramente molto al di sopra della media, e ci incontrammo, scontrandoci, ogni volta, dall'interpretazione del Codice delle Regate, via via su altri argomenti, non ultimi quelli politici ma sempre rafforzando l'amicizia. Mo raccontò la sua storia, le sue battute, amaramente ironiche, come quella che l'aveva portato in galera quel 10 giugno del 1941 quando dall'altoparlante installato in piazza Sordello, gremita da 45.000 fascisti compreso lui, in divisa, appena diciottenne, alla richiesta del Duce se gli italiani volessero le comodità o la guerra aveva risposto urlando: vogliamo le comodità! Secondo lui il Duce voleva bene agli italiani e quindi voleva dare pane e burro e non cannoni! Dimostrazione di affetto che lo portò dritto in guardina, tacciato dai 45.000 che volevano la guerra. E l'altra, conseguente, 5 anni dopo, quando tornato sconfitto da Coltano, mi diceva che aveva terminato di sparare, in Lunigiana contro gli americani, il 28 aprile perché aveva fatto gli straordinari, e in piazza Sordello, di fascisti ne erano rimasti due: lui ed il geometra Cavalca! C'é voluto un pò di tempo, ma compresi che l'uomo non era quello che voleva sembrare e, idealmente eravamo molto simili, irruenti, cocciuti ma in fin della fiera, coraggiosi e leali proprio come avrebb dovuto essere i suoi "balilla". Per ragioni anagrafiche io non avevo potuto fare il "balilla", ma sono cresciuto, nel dopoguerra, facendo miei i principi del "Vittorioso" di Iacovitti: forte, leale e coraggioso. Naturalmente, non sempre ci sono riuscito, ma questa é stata la base della nostra solida amicizia. Essere almeno in due a credere in quei valori mi confortava e mi dava la certezza di essere, in fin dei conti, sulla strada buona. Da allora, uniti dal vincolo sportivo, abbiamo passato giornate belle e memorabili. Gli atleti della Mincio, da lui allenati, hanno vinto decine e decine di campionati italiani sino a Penna e Gola. Vicecampioni del Mondo Juniores nel 1992 e al tre volte Olimpionico Marco Penna. Al culmine della sua carriera di Allenatore ha fondato l'Anacc ovvero l'Associazione degli Allenatori di Canottaggio e Canoa di cui fu il primo Presidente e attualmente, Presidente Onorario. La sua intensa attività sportiva gli fruttò numerosissimi riconoscimenti nazionali ed internazionali. Ma qualcuno più di me é in grado di ricostruire la straordinaria carriera sportiva di Azelio che era iniziata sul finir degli anni Trenta come pugile di levatura nazionale. Io voglio ricordare l'uomo, la sua cristallina onestà e correttezza nella gestione dell'attività di Canottaggio della Mincio, quasi tacciato di avarizia per la parsimonia con cui gestiva le risorse affidategli. Ne sanno qualcosa i suoi atleti costretti a fare i salti mortali quando andavano in trasferta. Lo ricordo burbero e quasi sempre incazzato contro tutto e tutti. Allora lo prendevo in giro e uscivano le battute più belle e più interessanti, per finire commentando ridendo, che se fossimo stati in quattro, lui, il sottoscritto, Vattani di Ravenna e un altro Canottiere di Piacenza, la guerra l'avremmo vinta. Sfortunatamente erano solo in tre!
    Abbiamo, insieme fatto e disfatto il Governo decine di volte, al tempo, lui nero e io rosso, uniti, é la verità, nel tifo per il Milan! Poi, lui sempre Nero, mi sono avvicinato al suo modo di pensare per l'onestà intellettuale che lo animava. Non potrò mai essere fascista, questo lo dicevo anche a lui, perché i totalitarismi hanno matrice comune nella prevaricazione dello Stato sull'individuo, così come, infine, avevo scoperto e imparato, al di là degli slogan, preticando il rosso.
    Ciao Azelio posso solo sperare che ci siano e nascano ancora uomini come te convinti, nella semplicità e nella fermezza delle idee, di arrivare ai risultati voluti; che ogni ruolo ricoperto in buona fede e con convinzione, ha valore. Come spesso dicevi: "la Patria si può servire anche facendo la guardia ad un bidone di benzina".  (Franco Fumagalli)     

E' morto uno sportivo di razza. Se ne va un vero Dirigente.

    Mimmo Impronta, Presidente del Comitato Regionale Coni del Lazio ci ha lasciato.
   
Aveva inviato il calendario del Comitato, dedicato alla rassegna fotografica sulla recente consegna delle Stelle Oro al Merito Sportivo. 
   
Non ho avuto il tempo di ringraziarlo.
   
Avevo conosciuto Impronta molti anni fa in occasione di manifestazioni di nuoto organizzate dalla Marina Militare. Poi ci eravamo persi di vista e incontrati nuovamente nei mesi immediatamente precedenti alla sua elezione a Presidente regionale del CONI. 
   
Nella circostanza e nelle numerose successive occasioni ho avuto modo di apprezzare la sua corretta formazione, la sua preparazione e la pazienza posta per la risoluzione dei problemi, anche in dettagli che, se non seguiti, avrebbero potuto modificarne la sostanza. 
    E' morto un amico.      
  (M.P.)

 

Marcello Tilli ci ha lasciato dopo aver combattuto per anni contro un male incurabile. Avevamo tanti ricordi in comune con l'amico Marcello. Ricordiamo la sua figura semplice e la sua indole complessa e pur generosa. Quale Presidente della Canottieri Yirrenia Todaro ha dato un notevole impulso al più sportivo dei Circoli romani che ha continuato a frequentare anche nell'ultimo periodo della sua vita.
Le più affettuose condoglianze di marcantoniocolonna ai familiari ed al mondo della canoa italiana.
 

 

Lunedì 11 novembre, presso la Parrocchia "Gran Madre di Dio" a Ponte Milvio, secondo la tradizione della Sezione romana dell' ASMES, é stata celebrata una Messa in suffragio dei Soci defunti.
Alla funzione erano presenti, oltre alle rappresentanze dei Gruppi Sportivi delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato ed a numerosi Soci, il Presidente nazionale On. Generale Luigi Ramponi. 

 

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L'ing. Renzo Nostini é morto. Se ne é andato un vecchio amico. Ne abbiamo condiviso la maggior parte dei sani principi che hanno caratterizzato la sua vita.Altri penseranno a scrivere il coccodrillo di circostanza. Marcantoniocolonna, partecipando al grave lutto per lo sport, si unisce semplicemente al dolore dei familiari. (M.P.)

 

Nel sole quasi una nebbiolina leggera sembra avvolgere il Cupolone e migliaia di persone occupano la piazza della Basilica, turbate e commosse per la morte del Grande Papa Woityla. Un enorme campeggio di giovani in una partecipazione sincera; finalmente sincera poiché i raduni oceanici di altro tipo hanno ben poco di spontaneo e sincero. Una nebbiolina sul Cupolone, una lacrima di tutti e di ciascuno. (M.P.)    

 

    Francesco Pettinicchi, già insegnante di elettrotecnica del nostro Istituto non é più tra noi. Nell'esprimere ai familiari, a nome dell'Associazione le più sentite ed affettuose condoglianze, informiamo che le esequie si terranno domani martedì 22 alle ore 11,30 presso la Chiesa dei Santi Martiri dell'Uganda, via A. Ravà n 45.  

 

Risultati di prestigio:

  • vincitore di 8 Campionati d'Italia, con 22 gare nazionali;
  • 9° alle Olimpiadi di Roma del 1960;
  • finalista a 3 campionati europei con la conquista di una medaglia di bronzo;
  • finalista ad un mondiale

    Il periodo post agonistico, lo ha visto impegnato in Federazione come Presidente Regionale per 12 anni, in cui si è distinto per il grande impulso dato al movimento canoistico veneto, per avere lanciato il campo di gara di Auronzo e per essere stato mentore del più grande canoista veneziano, il Campione Olimpico Daniele Scarpa, sin da quando Daniele era ancora un ragazzino tredicenne

Riceviamo e volentieri pubblichiamo quanto ci scrive 
Claudio Schermi.

Ciao Annibale!

    Il 30 dicembre ci ha lasciato Annibale Berton, uno dei simboli della canoa italiana ed un monumento della canoa veneziana.
    Non sarà più lo stesso arrivare a Venezia e non trovarlo lì, al suo Ristorante Roma, a raccontarti le mille storie di una canoa di cui quasi non resta più traccia.     Gli occhi scintillanti ed il desiderio di conoscere ogni dettaglio del mondo che ha amato di più e da cui, come spesso accade, era ormai lontano fisicamente ma non con il cuore. Il suo consiglio era sempre attento, ironico e saggio ed in Lui percepivi passione ed affetto per noi giovani che seguiamo le sue tracce.
    Una grande perdita per noi tutti.
    A noi il compito di non dimenticarlo e di rendere sempre omaggio alla sua memoria per quello che ha fatto e per quello che ha rappresentato per la canoa alla Bucintoro, a Venezia, in Veneto, in Italia.
    Nato l'8 Marzo del 1936 ha incominciato a lavorare all'età di 6 anni e già da piccolo era affascinato dagli sport d'acqua e dalla canoa in particolare.
    Le familiari acque del canale di Saccagnana, erano la sua palestra di allenamento tanto da farlo entrare nel 1954 nella squadra nazionale di canoa.
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Esprimo alla famiglia, alla Bucintoro ed al Comitato Veneto il cordoglio mio personale e del Comitato Regionale Lazio per il grave lutto.
                       Voga nei cieli, amico mio!

                                                       Claudio Schermi

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    L'estensore di questa commemorazione, per un periodo della sua vita, ha avuto il piacere di frequentare l'amico Berton.
    Ai familiari di Annibale le nostre affettuose condoglianze. (M.P.) 

 

E’ morto Claudio Cusinato

Il Circolo Remiero di Terracina ha potuto contare per molti anni sulla presidenza dell’amico Claudio che ha saputo approfondire con noi le esigenze del nostro sport anche con intelligenti valutazioni sulle persone da impegnare a favore del canottaggio laziale.
Siamo vicini ai suoi familiari ed esprimiamo Loro le più sentite ed affettuose condoglianze.
Da informazioni assunte presso la presidenza della Canottieri Lago d'Orta abbiamo appreso che Don Angelo Villa ieri sera, mentre si stava recando a celebrare Messa dalle Suore ubicate sull'altra sponda del lago, naufragava con la sua piccola imbarcazione a causa del forte vento e perdeva la vita. Siamo veramente costernati e affranti per il gravissimo evento che ha colpito la famiglia del canottaggio italiano. 
Esprimiamo alla sorella Maria Antonia ed a tutti coloro che gli sono stati vicini le condoglianze più sentite di "marcantoniocolonna".
Riceviamo da Ferruccio Calegari e da Marco Palma (clicca)
Riceviamo da Ferruccio Calegari e da Marco Palma

Tragica scomparsa di Don Angelo Villa
 Don Angelo Villa, “cappellano dei canottieri italiani”, venerdì pomeriggio, come di consueto, in barca a remi è partito dall’Isola di San Giulio, sul lago d’Orta, per raggiungere il convento delle suore di Pella, di cui era cappellano, per celebrare la messa delle 17. Non è mai arrivato, probabilmente per il forte vento e le onde altissime, la barca si é sfiancata ed é caduto in acqua, annegando.
Aveva 74 anni, essendo nato a Milano il 24 febbraio 1930. Per 24 anni è stato parroco a Ramate. Fondatore della Canottieri Lago d’Orta (il cui atleta più rappresentativo è stato il pluricampione del mondo Stefano Basalini), socio benemerito della Federazione italiana canottaggio, era stato insignito dal Coni della stella d’argento al merito sportivo.
Era sempre presente a tutti i maggiori eventi del canottaggio italiano, con particolare attenzione alla Canottieri Moto Guzzi. Era stato l’ideatore di numerose iniziative ed ogni anno promuoveva il raduno nazionale delle vecchie glorie del canottaggio. Era anche cappellano degli alpini. I funerali, si svolgeranno domani, lunedì 22 alle ore 15 nella Basilica dell’Isola di San Giulio (Orta), di cui era rettore. (Ferru7ccio Calegari)

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Don Angelo Villa, ci ha lasciato remando.

Ciao don Angelo,

padre spirituale, cappellano, padre,

maestro di vita, appassionato sportivo e tifoso,

Tu che, come già San Giulio,

hai viaggiato tra le rive e gli uomini,

hai saputo coltivare e favorire grandi canottieri.

 A Te, don Angelo

va il nostro amore, la nostra amicizia e la nostra gratitudine.

 Ciao don Angelo,

i canottieri Ti salutano.

 Ai famigliari ed agli amici di don Angelo, le più sentite condoglianze.

La cerimonia funebre è prevista all’isola di San Giulio

Lunedì 22 novembre alle ore 15.00.

-Marco Palma -

 

C.C. Brasimone e Gastone Piccinini

 

    A Gastone Piccinini, una persona ben nota al mondo del canottaggio, nel decennale della sua scomparsa, é stato intitolato il Centro Remiero di Casalecchio.   
    Il 16 settembre u.s. si é svolta la cerimonia alla presenza della vedova, signora Giovanna, delle Autorità religiose, civili e militari e degli amici sportivi. 
    Recentemente il Comune di residenza, Pianoro, gli ha dedicato una piazza ed il Comune di nascita, Trieste, gli intitolerà presto un molo del porto. I titoli ed i meriti del Comandante Piccinini sono innumerevoli. Medaglia Oro al Valor militare, Croce di Guerra, Commendatore della Repubblica, Grande Invalido di guerra e Capitano di Corvetta Onorario.
    Nato nel 1916, a 15 anni é campione italiano di canottaggio e nel 1934, a 18 anni, si arruola in Marina. 
    Nel 1967, memore dei successi ottenuti in gioventù quale canottiere,  diventa allenatore e presidente di una piccola associazione sportiva di Castiglion dei Pepoli. 
    Nel 1986, grazie alla stretta collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Casalecchio, riesce ad ampliare e trasformare le strutture della vecchia piscina del Lido nel più importante Centro Remiero della provincia, oggi sede dell'attività della Canottieri Brasimone e del Canoa Club Bologna.

 

Un altro lutto ha colpito la famiglia del canottaggio. Ci ha lasciato Alda Spessot, la consorte, presente e discreta dell'amico Salvatore Cama che, per molti anni, ha retto le sorti del canottaggio siciliano. Marcantoniocolonna si unisce al dolore dei familiari ed esprime loro sentite ed affettuose condoglianze. 

La scomparsa dell'ing. Veniero Kramar

    Lo avevamo conosciuto negli anni 1965/1968 quando era Presidente della III Zona FIC. Ferruccio Calegari ci ha inviato il curriculum. Lo ringraziamo. Non riteniamo necessario pubblicarlo essendo già apparso su due siti che si occupano del nostro sport.
   E' un altro lutto che colpisce il mondo del canottaggio e ci addolora.    

E' morto l'Ammiraglio Di Giovanni

Purtroppo non ne eravamo informati e ringraziamo l'amico Ferruccio Calegari riportando di seguito integralmente quanto ci ha cortesemente inviato. Molto tardive le nostre condoglianze ai familiari di Mario Di Giovanni.
"    Un noto giornalista, di spirito indipendente e libero, Vittorio Feltri, in una recente intervista televisiva sottolineava che un suo coinquilino, dopo tanti anni che lo incrociava per le scale di casa, finalmente lo ha salutato. Probabilmente vorrà chiedermi qualcosa, aggiungeva. E sì, perché purtroppo ci conosciamo, ci frequentiamo o ci siamo frequentati, ma girato l’angolo (per tante ragioni possiamo avere girato l’angolo), veniamo dimenticati, radiati dalla generale memoria. Quante sono le persone di un certo spicco che hanno contribuito alla vita del canottaggio italiano e poi, perché si sono messe un po’ in disparte, scompaiono dalla superficie del nostro limitato universo.
"    A fine marzo è morto l’ammiraglio Mario Di Giovanni. Anch’io lo ho appreso soltanto in questi giorni, ma non ne ho trovato citazione su alcuno dei nostri tabloid telematici. Può apparire forse abbastanza logico che non lo si ricordi, perché negli anni più recenti è rimasto fuori dal giro remiero, ma alla fin fine è stato per quasi sette anni ai vertici dello sport della Marina Militare e quindi direttamente collegato anche alla vita della Federazione Italiana Canottaggio. Forse la mancata diffusione della notizia può ricollegarsi ad una certa riservatezza della famiglia, ma non essendo stato uno qualunque voglio ritenere che a livello del suo mondo militare qualche comunicato possa essere stato diffuso.
"    Riprendo da un giornale di Trieste, “Voce Giuliana” del 16 aprile:
     “E’ morto l’Ammiraglio Mario Di Giovanni, il grande velista della Marina Militare – Uomo semplice e schietto, concreto e sobrio nel discorso, aperto alla generosità e all’aiuto del prossimo, profondamente onesto, educatore nella famiglia e nella società, all’amore della patria e agli ideali irrinunciabili, Mario Di Giovanni dopo l’ultima regata era stato aggredito da emorragia cerebrale il primo dicembre scorso; sulle prime sembrò che l’operazione permettesse una ripresa, ma le cose andarono precipitando fino alla morte avvenuta a Roma il 22 marzo.
"    Nato a Parenzo (Istria) il 20 luglio 1926, orfano anzitempo del padre medico veterinario, esodò dall’Istria assieme alla mamma (zaratina) e alla sorella Sonia, e concorse all’Accademia navale di Livorno che l’accolse nell’ottobre 1946. Assegnato al corpo di Stato maggiore, ne uscì nel luglio 1949 con la nomina ad Aspirante guardiamarina.
“………. Percorrendo i previsti avvicendamenti professionali su varie imbarcazioni, raggiunse il grado di capitano di corvetta………
“………. Dopo alcuni anni di comando di una classe di liceo del Collegio navale Morosini di Venezia, seguirono gli imbarchi nelle crociere di istruzione  e regate con il Corsaro II, la Stella Polare, la nave Doria e l’impegno di caposquadriglia Corvet.
“………..Vennero infine i massimi riconoscimenti per un ufficiale: addetto navale in Algeria (1972-75), con la promozione a capitano di vascello l’assegnazione al Quartiere generale della Marina, e nel 1977-78 il comando della mitica Vespucci.
“………..Ammiraglio di divisione, allo Stato maggiore dal 1979 al 1986 assunse la direzione dello Sport e della vela, sovrintendendo anche alle attività del Centro remiero della Marina Militare di Sabaudia. In quiescenza, l’ammiraglio Di Giovanni assunse la presidenza dello Y.C. “Riva di Traiano, a Civitavecchia e fondò l’associazione italiana “Vele d’epoca” di pertinenza della Marina Militare e col sostegno dello Y.C. di Genova.”