Modifiche Commissioni Federali alla pagina del Canottaggio
MODIFICHE NELLE Commissioni Federali| IL PUNTO 1 - 25 FEBBRAIO 2002 - IL RISPETTO DEI RUOLI E DELLA LEGGE |
| Il rispetto dei
ruoli - La confusione che alberga attualmente nella nostra Federazione, che speriamo non
rimanga in pianta stabile, necessita di una considerazione sulla
assoluta necessità che ciascuno rispetti i ruoli istituzionali che si
é stati chiamati a ricoprire sia in ambito professionale che politico. Abbiamo avuto notizia che in più di una occasione
dirigenti del CONI assegnati alla FIC, pur se di alto livello, abbiano
concionato sostituendosi politicamente all'organo deputato a svolgere
esecutivamente quanto deliberato nel corso delle assemblee nazionali.
Pur rinnovando la massima stima nei confronti di tutti coloro che, in
buona fede, operano a favore del nostro sport, ritengo che ciascuno
debba riportarsi al ruolo che loro compete. E, analogamente, per quanto
concerne gli incarichi tecnici. A mio modesto avviso non può darsi
che un Consigliere federale operi, per un incarico tecnico,
subordinandosi ad un allenatore designato dal Consiglio FIC di cui il
Consigliere fa parte. Non si vuole indirizzarsi per una difesa delle "caste" dei Tecnici, dei Dirigenti, degli
Atleti, degli Arbitri, dei Funzionari federali e degli Organi FIC. Si
intende cercare di evitare le confusioni che stanno invadendo la
nostra Federazione per invasioni di ruoli che, alla lunga e, forse,
non troppo alla lunga, si riveleranno fortemente disgreganti. La nostra organizzazione che, un tempo,
molti ci invidiavano deve tornare a qualche anno fa allorché ognuno
occupava gli spazi consentiti dalle regole federali senza le invasioni
di ruoli che si stanno ora verificando.Qualora si
continui con questo sistema, probabilmente non voluto ma
effettivamente praticato per scarsa cultura (intendendo per tale le
origini formative e la mancata conoscenza delle nostre regole), la nostra
Federazione ne subirà danni
difficilmente riparabili. E, allora, dunque, amici cerchiamo di
ragionare e di attenerci alle regole che, più o meno volontariamente,
ci siamo dati.
Sulle
competenze - Per il rispetto
dei ruoli o, forse meglio, delle competenze, non sarebbe male
richiamare la nostra attenzione sulle responsabilità degli
organizzatori delle nostre regate e di coloro che collaborano per il
loro regolare svolgimento. Occorrerebbe distinguere le manifestazioni
nazionali e regionali (aperte a tutte le Società) da quelle
organizzate dai Circoli secondo speciali formule (gare tradizionali,
incontri tra Circoli ecc.). Per le prime (nazionali e regionali) non
vi é dubbio che la responsabilità organizzativa sul piano tecnico, cartolari
e in acqua, debba essere assunta dall'Organo
periferico federale che é Federazione a tutti gli effetti. Solo
i compiti non strettamente connessi a tale aspetto, quali le eventuali
manifestazioni collaterali, potranno essere responsabilmente
affidati ad organismi esterni all'Organo periferico federale
(singoli Sodalizi, Enti locali ecc.). Fermo restando il controllo da
parte della Federazione a ché le varie iniziative siano inserite
correttamente nel contesto della manifestazione in modo tale che non
siano in contrasto con la programmazione generale della regata. |
Il
rispetto della Legge - Risulta che le
Commissioni di Giustizia e Disciplina e di Appello, riunite in seduta
congiunta (*)(ha compito consultivo), abbiano deciso che non si doveva dare corso alla
richiesta avanzata dai ricorrenti intesa ad ottenere le "copie
integrali delle sentenze inerenti le decisioni emesse" dalle
Commissioni di Giustizia e di Appello, nei confronti del tesserato Enzo
Ademollo. Ovviamente i ricorrenti non si accontenteranno di questa
risposta che presenta contrasti con alcune disposizioni di legge sulle
quali, per ora, non é il caso di soffermarsi. Si sottolinea peraltro
che la responsabilità circa il mancato invio di alcuni atti ufficiali
é stata attribuita all'assemblement di Giustizia consultivo
della Federazione. Speriamo che qualcuno, eventualmente l'organo
superiore, porti ad un ripensamento.
____________
(*) art. 29 del
"Regolamento di Giustizia Federale" nel testo pubblicato sul
sito FIC:
"Su richiesta
scritta del Consiglio Federale in ordine a contrasti tra norme
regolamentari o alla interpretazione delle stesse, le Commissioni di
Giustizia e Disciplina e di Appello Federale in seduta congiunta,
esprimono il proprio parere.
....omissis....
La richiesta di parere deve contenere una formulazione chiara del
quesito ed essere inoltrata al Presidente della Commissione di Appello
Federale che dispone la convocazione delle due Commissini in seduta
comune.
....omissis....
Il testo del parere sottoscritto dal Presidente e dal relatore é
rimesso al Presidente Federale."
CANOTTAGGIO
- 12
gennaio 2002 - IL PUNTO - (Marcello Pesce)
Sono reduce da un simpatico
incontro con alcuni ex del Lazio; si é cercato di fare una
panoramica sulla preoccupante situazione dello sport in Italia e,
particolarmente per il canottaggio. Sappiamo tutti come viene finanziato
lo sport nel nostro Paese attraverso alcuni concorsi pronostici. Più
volte abbiamo espresso il parere che lo sport debba trovare il proprio
finanziamento principale nello Stato. Abbiamo detto che si tratterebbe di
poche centinaia di miliardi; una cifra molto inferiore a certe poste di
bilancio le cui motivazioni fanno sorgere forti dubbi sulla loro
validità ed opportunità. Ora tutti i programmi attinenti allo sport
sono condizionati da una penuria di quattrini e, in virtù di una
proclamata e, a mio avviso, sciocca volontà d'indipendenza dello sport
dalla politica, non viene richiesto a gran voce dagli Organi competenti
(Coni e Federazioni sportive) che sia lo Stato ad assumersi l'onere
finanziario del movimento, almeno per il settore dilettantistico.
Insieme agli amici, alcuni appartenenti al movimento della Decima Zona,
vittoriosa a suo tempo con l'elezione di Paolo D'Aloja alla presidenza
del canottaggio, abbiamo parlato un pò di tutto ma la nostra attenzione
si é focalizzata su alcuni aspetti dell'attuale situazione federale che
presenta non pochi inconvenienti particolarmente nella conduzione ed
efficienza in campo organizzativo.
Esistono indubbiamente difficoltà
nel ricambio della dirigenza federale con elementi più giovani. Coloro
che si presentano per ottenere un "posto" in federazione
desiderano occupare la poltrona per:
- soddisfare la loro ambizione senza avere grandi capacità e senza la
volontà di applicarsi ad un minimo di istruzione, presupponendo
che i voti delle Società siano sufficienti per dare loro il
crisma necessario per operare quali dirigenti federali;
- perseguire obiettivi di natura economica realizzando - in nome dello
sport - vere e proprie imprese che potrebbero risultare molto utili
qualora l'obiettivo non fosse solo quello di "fare soldi".
Non vi é dubbio che vi sia una diminuzione del livello medio,
culturale e professionale, della dirigenza federale remiera ed i ricambi
con dirigenti più giovani e maggiormente qualificati, presenta
difficoltà che potrebbero essere superate solo se si volesse por
mano a realizzare quanto é stato inserito in più di un programma
elettorale e mai avviato a soluzione. I tempi sono cambiati e ciò che
era una volta possibile, prima del "logorio della vita
moderna", ora non lo é più. Vi sono giovani volenterosi,
preparati ed appassionati sicuramente in grado di occupare posti
dirigenziali ma, e qui mi ripeto per l'ennesima volta, non si può
pretendere, oltre che il sacrificio di gran parte del proprio tempo
libero, l'esecuzione materiale di quanto loro stessi hanno deciso. E'
allora indispensabile, salvo non si voglia cambiare dalla radice
l'organizzazione dello sport, fornire alle rispettive strutture
territoriali il personale perché si possa operare con sistemi adatti
all'anno 2002. Diversamente le strutture territoriali invecchieranno
sempre più in mano ai pensionati che, pur essendo utilissimi per le
rispettive esperienze e la disponibilità di tempo, difficilmente
proporranno nuove soluzioni che elementi più giovani potrebbero
indicare.
Nell'ambito del canottaggio sembra esista la volontà di non migliorare
i livelli culturali e professionali della propria classe dirigenziale.
Ho forti dubbi che si desideri il contrario; non si spiegherebbe infatti
la trascuratezza dimostrata nei confronti di persone in grado, senza
alcun onere federale, di produrre miglioramenti delle proprie strutture
centrali e periferiche. A titolo di esempio valga per tutti una
fantomatica Commissione informatica la cui produzione mi appare
inesistente.
Purtroppo la suddivisione manichea tra "amici" e
"nemici" é da tempo entrata a far parte del mondo sportivo,
remiero in particolare. La messa al bando di personaggi qualificati nei
settori dirigenziale e tecnico ne costituisce la prova. E' in
atto,dopo la famosa assemblea elettorale di Latina, l'occupazione
del potere, per il potere e non per il bene dello sport. Si desiderano
persone "fedeli" ed ossequiose presso l'organizzazione
periferica; gli esempi non mancano. Le regole esistono ma non vengono
rispettate anche perché spesso non si conoscono. In campo tecnico abbiamo assistito
in questi ultimi tempi ad una girandola di notizie su esoneri, nomine, dimissioni
rientrate e quant'altro.
Il Canottaggio non merita questo.
| IL PUNTO 2 - 23 marzo 2002 - Un futuro difficile - (M.P.) |
|
L'editoriale di Sergio Morana pubblicato su "canottaggiovero"
( http://www.canottaggiovero.com/
) con il titolo "Prendere il coraggio a due mani" riporta
alcune considerazioni che si possono in gran parte condividere. Una
constatazione é che, alle nostre gare, partecipa un buon numero di
giovanissimi (allievi e cadetti) che, ai momenti opportuni, non riescono
a raggiungere le categorie superiori (ragazzi e juniores). Dovremmo
tutti chiederci come mai ciò avviene. Proviamo a formulare alcune
domande: 1^ Sbagliamo a portare ragazzi troppo giovani all'agonismo? 2^ Siamo certi che i nostri Tecnici, bravissimi per preparare equipaggi formati da maggiorenni, siano altrettanto in grado di istruire i ragazzini? 3^ Cosa ne pensiamo delle affollatissime presenze al Festival dei Giovani con la partecipazione di ragazzi scarsamente preparati al confronto ed umiliati da risultati che li vedono spesso arrivare al traguardo a distanze chilometriche dai primi arrivati? Non sarebbe il caso che a questa rassegna partecipassero i migliori classificati nei precedenti incontri regionali? 4^ Perché continuiamo a prevedere che debbano essere programmate anche a livello regionale tutte le specialità nelle quali esiste anche solo un equipaggio possibile concorrente? Perché, invece, il settore tecnico federale non indica, per i vari periodi dell'anno le categorie e specialità da inserire in questo tipo di manifestazioni, dimensionandole in funzione del numero di atleti di ciascuna regione? 5^ Perché continuiamo a mantenere la categoria "esordienti" che ha dimostrato di non aver alcun significato? Un discorso merita il Campionato di Fondo che dovrebbe costituire un elemento di spinta propagandistica per il nostro sport. Le varie prove (o Giornate) dovrebbero essere gestite da Comitati Organizzatori che devono lavorare tutto l'anno per produrre la rispettiva manifestazione in modo adeguato ad una "giornata" di Campionato. Se é vero che alcune delle prove (pochissime sembra) si siano svolte con organizzazioni sufficienti anche sul piano della spettacolarità, nella maggior parte de casi sono venuti a mancare le più elementari componenti che sono indispensabili per manifestazioni con obiettivi promozionali. Circa le competenze é bene richiamarsi a quanto indicato successivamente in questa stessa pagina. Il provvedimento di Lombardia/Piemonte/Liguria di prevedere lo svolgimento di regate congiunte ("regionali al cubo") per le sole categorie "ragazzi/Juniores/Pesi Leggeri/Seniores" é una buona idea e dovrebbe essere pianificata su scala nazionale riservando alle categorie di giovanissimi altre date di manifestazioni che potrebbero svolgersi con lo stesso criterio. Non mi meraviglia la contestazione della FIC segnalata da Morana. |