Modifiche Commissioni Federali                            alla pagina del Canottaggio

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MODIFICHE NELLE Commissioni  Federali
Dalla circolare 2/2001 della Federazione si apprendono, rispetto a quanto riportato nella sezione Archivio, alcune new entry nelle Commissioni Federali ed alcuni out.
Commissione Tecnica Nazionale. New entry  Domenico Tagliabue
Commissione Finanziaria. Out Roberto Pio Rizzi
Commissione Carte Federali.Out Marco Palma. New entry Luigi Tagliapietra.
Commissione Sanitaria (non precedentemente nota): Antonio Spataro, Rosanna de Luca, Fernando Di Paolo. Massimmo De Marchi. Paula Lausdei
Commissione individuazione Ditte. Out Antonio Cascone. New entry Marco Palma
Commissione aggiudicazione gare. New entry Roberto Pio Rizzi
Commissione antidoping. Out Antonio Spataro
Commissione informatica. New entry Francesco Porru
Commissione funzionamento Comitati. New entry Davide Tizzano
Commissione Promozione, marketing. New entry Claudio Tranquilli. Out Valentino Olato, Giancarlo Tarchi
IL PUNTO 1 - 25 FEBBRAIO 2002 - IL RISPETTO DEI RUOLI E DELLA LEGGE
Il rispetto dei ruoli - La confusione che alberga attualmente nella nostra Federazione, che speriamo non rimanga in pianta stabile, necessita di una considerazione sulla assoluta necessità che ciascuno rispetti i ruoli istituzionali che si é stati chiamati a ricoprire sia in ambito professionale che politico. Abbiamo avuto notizia che in più di una occasione dirigenti del CONI assegnati alla FIC, pur se di alto livello, abbiano concionato sostituendosi politicamente all'organo deputato a svolgere esecutivamente quanto deliberato nel corso delle assemblee nazionali. Pur rinnovando la massima stima nei confronti di tutti coloro che, in buona fede, operano a favore del nostro sport, ritengo che ciascuno debba riportarsi al ruolo che loro compete. E, analogamente, per quanto concerne gli incarichi tecnici. A mio modesto avviso non può darsi che un Consigliere federale operi, per un incarico tecnico,  subordinandosi ad un allenatore designato dal Consiglio FIC di cui il Consigliere fa parte. Non si vuole indirizzarsi per una difesa delle "caste" dei Tecnici, dei Dirigenti, degli Atleti, degli Arbitri, dei Funzionari federali e degli Organi FIC. Si intende cercare di evitare le confusioni che stanno invadendo la nostra Federazione per invasioni di ruoli che, alla lunga e, forse, non troppo alla lunga, si riveleranno fortemente disgreganti. La nostra organizzazione che, un tempo, molti ci invidiavano deve tornare a qualche anno fa allorché ognuno occupava gli spazi consentiti dalle regole federali senza le invasioni di ruoli che si stanno ora verificando.Qualora si continui con questo sistema, probabilmente non voluto ma effettivamente praticato per scarsa cultura (intendendo per tale le origini formative e la mancata conoscenza delle nostre regole), la nostra Federazione ne subirà danni difficilmente riparabili. E, allora, dunque, amici cerchiamo di ragionare e di attenerci alle regole che, più o meno volontariamente, ci siamo dati.

Sulle competenze - Per il rispetto dei ruoli o, forse meglio, delle competenze, non sarebbe male richiamare la nostra attenzione sulle responsabilità degli organizzatori delle nostre regate e di coloro che collaborano per il loro regolare svolgimento. Occorrerebbe distinguere le manifestazioni nazionali e regionali (aperte a tutte le Società) da quelle organizzate dai Circoli secondo speciali formule (gare tradizionali, incontri tra Circoli ecc.). Per le prime (nazionali e regionali) non vi é dubbio che la responsabilità organizzativa sul piano tecnico, cartolari e in acqua, debba essere assunta dall'Organo periferico federale che é Federazione a tutti gli effetti. Solo i  compiti non strettamente connessi a tale aspetto, quali le eventuali manifestazioni collaterali, potranno essere responsabilmente affidati  ad organismi esterni all'Organo periferico federale (singoli Sodalizi, Enti locali ecc.). Fermo restando il controllo da parte della Federazione a ché le varie iniziative siano inserite correttamente nel contesto della manifestazione in modo tale che non siano in contrasto con la programmazione generale della regata.
Gli altri incontri progettati secondo speciali formule potranno essere programmati ed organizzati direttamente dagli stessi Sodalizi. Essi potranno richiedere, qualora lo ritengano necessario, l'intervento dell'Organo federale in base alle caratteristiche dei rispettivi regolamenti.

Il rispetto della Legge - Risulta che le Commissioni di Giustizia e Disciplina e di Appello, riunite in seduta congiunta (*)(ha compito consultivo), abbiano deciso che non si  doveva dare corso alla richiesta avanzata dai ricorrenti intesa ad ottenere le "copie integrali delle sentenze inerenti le decisioni emesse" dalle Commissioni di Giustizia e di Appello, nei confronti del tesserato Enzo Ademollo. Ovviamente i ricorrenti non si accontenteranno di questa risposta che presenta contrasti con alcune disposizioni di legge sulle quali, per ora, non é il caso di soffermarsi. Si sottolinea peraltro che la responsabilità circa il mancato invio di alcuni atti ufficiali é stata attribuita all'assemblement  di Giustizia consultivo della Federazione. Speriamo che qualcuno, eventualmente l'organo superiore, porti ad un ripensamento.
____________
(*) art. 29 del "Regolamento di Giustizia Federale" nel testo pubblicato sul sito FIC:
"Su richiesta scritta del Consiglio Federale in ordine a contrasti tra norme regolamentari o alla interpretazione delle stesse, le Commissioni di Giustizia e Disciplina e di Appello Federale in seduta congiunta, esprimono il proprio parere.
....omissis....
La richiesta di parere deve contenere una formulazione chiara del quesito ed essere inoltrata al Presidente della Commissione di Appello Federale che dispone la convocazione delle due Commissini in seduta comune.
....omissis....
Il testo del parere sottoscritto dal Presidente e dal relatore é rimesso al Presidente Federale."

CANOTTAGGIO - 12 gennaio 2002  - IL PUNTO - (Marcello Pesce) 
Sono reduce da un simpatico incontro con alcuni ex del Lazio;  si é cercato di fare una panoramica sulla preoccupante situazione dello sport in Italia e, particolarmente per il canottaggio. Sappiamo tutti come viene finanziato lo sport nel nostro Paese attraverso alcuni concorsi pronostici. Più volte abbiamo espresso il parere che lo sport debba trovare il proprio finanziamento principale nello Stato. Abbiamo detto che si tratterebbe di poche centinaia di miliardi; una cifra molto inferiore a certe poste di bilancio le cui motivazioni fanno sorgere forti dubbi sulla loro  validità ed opportunità. Ora tutti i programmi attinenti allo sport sono condizionati da una penuria di quattrini e, in virtù di una proclamata e, a mio avviso, sciocca volontà d'indipendenza dello sport dalla politica, non viene richiesto a gran voce dagli Organi competenti (Coni e Federazioni sportive) che sia lo Stato ad assumersi l'onere finanziario del movimento, almeno per il settore dilettantistico. 
Insieme agli amici, alcuni appartenenti al movimento della Decima Zona, vittoriosa a suo tempo con l'elezione di Paolo D'Aloja alla presidenza del canottaggio, abbiamo parlato un pò di tutto ma la nostra attenzione si é focalizzata su alcuni aspetti dell'attuale situazione federale che presenta non pochi inconvenienti particolarmente nella conduzione ed efficienza in campo organizzativo.
Esistono indubbiamente difficoltà nel ricambio della dirigenza federale con elementi più giovani. Coloro che si presentano per ottenere un "posto" in federazione desiderano occupare la poltrona per:
- soddisfare la loro ambizione senza avere grandi capacità e senza la volontà di applicarsi ad un minimo di istruzione, presupponendo che  i voti delle Società siano sufficienti per dare loro il crisma necessario per operare quali dirigenti federali;
- perseguire obiettivi di natura economica realizzando - in nome dello sport - vere e proprie imprese che potrebbero risultare molto utili qualora l'obiettivo non fosse solo quello di "fare soldi".
Non vi é dubbio che vi sia una diminuzione del livello medio, culturale e professionale, della dirigenza federale remiera ed i ricambi con dirigenti più giovani e maggiormente qualificati, presenta difficoltà che potrebbero essere superate  solo se si volesse por mano  a realizzare quanto é stato inserito in più di un programma elettorale e mai avviato a soluzione. I tempi sono cambiati e ciò che era una volta possibile, prima del "logorio della vita moderna", ora non lo é più. Vi sono giovani volenterosi, preparati ed appassionati sicuramente in grado di occupare posti dirigenziali ma, e qui mi ripeto per l'ennesima volta, non si può pretendere, oltre che il sacrificio di gran parte del proprio tempo libero, l'esecuzione materiale di quanto loro stessi hanno deciso. E' allora indispensabile, salvo non si voglia cambiare dalla radice l'organizzazione dello sport, fornire alle rispettive strutture territoriali il personale perché si possa operare con sistemi adatti all'anno 2002. Diversamente le strutture territoriali invecchieranno sempre più in mano ai pensionati che, pur essendo utilissimi per le rispettive esperienze e la disponibilità di tempo, difficilmente proporranno nuove soluzioni che elementi più giovani potrebbero indicare.

Nell'ambito del canottaggio sembra esista la volontà di non migliorare i livelli culturali e professionali della propria classe dirigenziale. Ho forti dubbi che si desideri il contrario; non si spiegherebbe infatti la trascuratezza dimostrata nei confronti di persone in grado, senza alcun onere federale, di produrre miglioramenti delle proprie strutture centrali e periferiche. A titolo di esempio valga per tutti una fantomatica Commissione  informatica la cui produzione mi appare inesistente.
Purtroppo la suddivisione manichea tra "amici" e "nemici" é da tempo entrata a far parte del mondo sportivo, remiero in particolare. La messa al bando di personaggi qualificati nei settori dirigenziale e tecnico ne costituisce la prova. E' in atto,dopo la famosa assemblea elettorale di Latina,  l'occupazione del potere, per il potere e non per il bene dello sport. Si desiderano persone "fedeli" ed ossequiose presso l'organizzazione periferica; gli esempi non mancano. Le regole esistono ma non vengono rispettate anche perché spesso non si conoscono. In campo tecnico abbiamo assistito in questi ultimi tempi ad una girandola di notizie su esoneri, nomine, dimissioni rientrate e quant'altro.
Il Canottaggio non merita questo.

                       IL PUNTO  2 - 23 marzo 2002 - Un futuro difficile - (M.P.)
     L'editoriale di Sergio Morana pubblicato su "canottaggiovero" ( http://www.canottaggiovero.com/ ) con il titolo "Prendere il coraggio a due mani" riporta alcune considerazioni che si possono in gran parte condividere. Una constatazione é che, alle nostre gare, partecipa un buon numero di giovanissimi (allievi e cadetti) che, ai momenti opportuni, non riescono a raggiungere le categorie superiori (ragazzi e juniores). Dovremmo tutti chiederci come mai ciò avviene. Proviamo a formulare alcune domande:
1^ Sbagliamo a portare ragazzi troppo giovani all'agonismo? 
2^ Siamo certi che i nostri Tecnici, bravissimi per preparare equipaggi formati da maggiorenni, siano altrettanto in grado di istruire i ragazzini? 
3^ Cosa ne pensiamo delle affollatissime presenze al Festival dei Giovani con la partecipazione di ragazzi scarsamente preparati al confronto ed umiliati da risultati che li vedono spesso arrivare al traguardo a distanze chilometriche dai primi arrivati? Non sarebbe il caso che a questa rassegna partecipassero i migliori classificati nei precedenti incontri regionali?
4^ Perché continuiamo a prevedere che debbano essere programmate anche a livello regionale tutte le specialità nelle quali esiste anche solo un equipaggio possibile concorrente? Perché, invece, il settore tecnico federale non indica, per i vari periodi dell'anno le categorie e specialità da inserire in questo tipo di manifestazioni, dimensionandole in funzione del numero di atleti di ciascuna regione? 
5^ Perché continuiamo a mantenere la categoria "esordienti" che ha dimostrato di non aver alcun significato?
     Un discorso merita il Campionato di Fondo che dovrebbe costituire un elemento di spinta propagandistica per il nostro sport. Le varie prove (o Giornate) dovrebbero essere gestite da Comitati Organizzatori che devono lavorare tutto l'anno per produrre la rispettiva manifestazione in modo adeguato ad una "giornata" di Campionato. Se é vero che alcune delle prove (pochissime sembra) si siano svolte con organizzazioni sufficienti anche sul piano della spettacolarità, nella maggior parte de casi sono venuti a mancare le più elementari componenti che sono indispensabili per  manifestazioni con obiettivi promozionali. Circa le competenze é bene richiamarsi a quanto indicato successivamente in questa stessa pagina.
     Il provvedimento di Lombardia/Piemonte/Liguria di prevedere lo svolgimento di regate congiunte ("regionali al cubo") per le sole categorie "ragazzi/Juniores/Pesi Leggeri/Seniores" é una buona idea e dovrebbe essere pianificata su scala nazionale riservando alle categorie di giovanissimi altre date di manifestazioni che potrebbero svolgersi con lo stesso criterio.
Non mi meraviglia la contestazione della FIC segnalata da Morana.