LE ASSEMBLEE 

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 ASSEMBLEA ARBITRI 
A Tirrenia, il 17 e 18 febbraio si é svolta l'Assemblea dei Giudici Arbitri .. >continua

il giorno 16.12.2006 
Hotel Hilton Rome Airport 

Sedicesima parte (16 dicembre 2006)

Ed ora voltiamo pagina dopo aver fatto un po' di chiacchiere in questa riunione che a noi sembra  copra anche un anno di mancata convocazione. Nessuno sembra aver fatto caso al salto di un anno attuato a piè pari da un Presidente e da un Consiglio federale che, evidentemente, non avevano alcun desiderio di sottoporsi ad un giudizio che, a parte i risultati dei nostri atleti, sarebbe stato non molto positivo. La relazione di Nicetto, illustrata nelle parti più impegnative da Schinelli e Crozzoli, ci é apparsa un po' come il libro dei sogni; ci siamo chiesto se le spese sarebbero valse le imprese. Forse in ambito sportivo tali quesiti non devono porsi?
 L'interessante progetto sui "centri" da realizzarsi presso le società postula, a nostro modesto avviso, la disponibilità di dirigenti culturalmente e sportivamente preparati e, pertanto, in grado di gestire organizzazioni che non possono essere lasciate esclusivamente nelle mani dei tecnici del remo. Purtroppo negli ultimi venti anni la promozione in questo settore, quello dei dirigenti, é stata completamente trascurata anche perché, lo diciamo con un pizzico di malevolenza, il coltivare personaggi intelligenti e preparati avrebbe determinato una logica concorrenza  per l'occupazione delle poltrone federali. Speriamo che l'Unione Dirigenti di Canottaggio abbia la capacità di prodursi concretamente in questo settore trascurando singoli interessi personali di carattere elettorale.
Il simpatico Nicetto non ha risposto ad alcune nostre osservazioni e, in particolare, sul mancato invito del M.d.S. De Capua ad una cerimonia che ha previsto riconoscimenti per gli eccellenti risultati conseguiti dai nostri atleti negli anni 2005 e 2006. Non ci ha risposto nemmeno sulla trasparenza che richiederebbe la pubblicazione sul sito federale di tutti gli atti ufficiali della Federazione. Basterebbero pochi "copia e incolla".
Ci rallegriamo con tutti coloro che hanno ricevuto  riconoscimenti dal Consiglio Federale e confermiamo che siamo pienamente favorevoli ai più ampi riconoscimenti a favore di quelli che si dedicano allo sviluppo del canottaggio. Crediamo però che quei riconoscimenti che non appaiono legittimi perché non collocati nelle nostre norme, debbano trovare "alloggio" nello Statuto federale. Diversamente tutte le spese ad essi afferenti non potrebbero legittimarsi attraverso l'avallo dei Revisori dei nostri Conti (art. 52 comma1 dello Statuto).
Auspichiamo dunque che, in occasione della prossima assemblea annuale, in apposita parte straordinaria, ed a sanatoria, siano inserite in Statuto "Palmaremo" e "Cavalieri delle Acque".
Ed ecco alcune brutte foto dell'
ASSEMBLEA ROMA - 16 DICEMBRE 2006 -

Quindicesima parte (14 dicembre 2006)

Venite numerosi all'assemblea.
Incontro e conoscenza. 
Unica occasione per rappresentare le nostre idee.

E' forse l'ultima parte delle nostre elucubrazioni. Lasciamoci un giorno di riposo in attesa del mattino di sabato prossimo. 
Probabilmente avremmo potuto non entrare nel merito di varie questioni qualora fosse stata posta in essere una reale trasparenza degli atti che avrebbe consentito a tutti della compagine remiera la conoscenza di  quanto avviene  nella famiglia del canottaggio. Abbiamo un sito federale che ci informa su un po' di tutto; difetta però nella pubblicazione degli atti relativi alla gestione. Ci riferiamo, come più volte evidenziato, alla pubblicazione dei verbali riguardanti le riunioni del Consiglio federale (compresi i relativi stanziamenti) . Si tratta degli unici documenti che possano consentire il controllo del "polso" federale. Riteniamo che le informazioni contenute nelle circolari c.d. "informative" non siano sufficienti. Sappiamo che la pubblicazione integrale dei verbali provocherebbe qualche problema di natura politica ma chi ha avuto l'ambizione di voler governare deve essere disponibile ad esporsi nei confronti di coloro che, anche se in ristretta maggioranza, li hanno designati.
Molto importante  sarà la pubblicazione dei costi delle varie iniziative. In questi ultimi tempi sembra si sia incrementata una sorta di "turismo remiero" fine solo a se stesso. Si hanno tra l'altro forti dubbi   sulla liceità di certe commissioni oltre che, ovviamente, sulla inopportunità di stornare  risorse che sarebbe meglio impiegare in concrete attività d'istituto.
Abbiamo ricevuto l'annuario federale 2006. Esaminando gli elenchi dei vari riconoscimenti federali, i regolari e gli abusivi, abbiamo notato qualche discrasia. Se ci va ne parleremo in Assemblea.  (M.P.)

Quattordicesima parte (13 dicembre 2006)
Quando é che il Vicepresidente Crozzoli ha iniziato a fare il pompiere? Non é ben chiaro leggendo l'intervista rilasciata a Marco Callai (17.9.06 - canottaggio vero). Anche perché non ci sembra ci fosse nulla di particolare da spegnere. Precedentemente il Crozzoli (25.8.06 - canottaggiovero) ne aveva rilasciata un'altra ove traspariva qualche desiderio di protagonismo particolarmente nei suoi giudizi sull'organizzazione dei mondiali di Eton. Giocando di contropiede si esime dall'esprimere giudizi sui risultati degli azzurri riservando un commento solo sugli adaptive rowing. Ci fa comunque molto piacere la sua amicizia con la Ministra Melandri. Speriamo che riesca ad evitarci altre funeste modifiche legislative.
(M.P.)

Tredicesima parte (12 dicembre 2006)

"E non facciamo rientrare dalla finestra
 ciò che é uscito dalla porta!"

Dodicesima parte (11 dicembre 2006).
 
Il 25 febbraio 2005 in un comunicato stampa, il simpatico Nicetto:
- informava che il dr La Mura non aveva accettato di proseguire la sua attività quale Direttore Tecnico della Federazione;
- dichiarava:che la decisione, comunicatagli  il 22 febbraio alle 9,53 via e-mail  successivamente  trapelata sulla stampa , aveva  messo in subbuglio l'intero mondo remiero italiano e lo aveva fatto riflettere se rassegnar le dimissioni, ritenendolo un atto dovuto nei confronti delle Società. Dopo un primo disorientamento si era però convinto a  riflettere ulteriormente in modo da avere il tempo, dapprima per verificare la reale situazione (sfuggitagli evidentemente di mano)  e trovare una situazione idonea alla sostituzione del dr La Mura per non far piombare il canottaggio azzurro nel caos all'inizio della stagione;
- denunciava l'amarezza profonda poiché dal Dottore non si aspettava questa presa di posizione dopo aver dichiarato una prima chiara disponibilità ad un rinnovamento peraltro indicato nel suo programma;
-  scartava l'ipotesi di rassegnare  le proprie dimissioni poiché eletto Presidente della Federazione Italiana Canottaggio nella sua interezza e globalità e, deciso ad affrontare le propri responsabilità, avrebbe continuato a guidare il canottaggio italiano.
Il comunicato si conclude con una manifestazione di stima e simpatia nei riguardi del dr La Mura.
Poi sono successe tante cose:
-  la "cacciata" di Enrico Gandola, nominato Direttore Sportivo (v. programma Nicetto) e "snominato" dopo pochi giorni;
-  l'attribuzione dell'incarico di Direttore Tecnico al M.d.S. Beppe De Capua;
- gli eccellenti risultati degli equipaggi azzurri in tutte le manifestazioni internazionali;
- le espressioni di compiacimento di Nicetto nei riguardi dello staff tecnico federale  e, in primis, del D.T. De Capua.

Prima dell'assemblea ci ripromettiamo di trattare le cose poi successe.

Undecima parte (9 dicembre 2006). Manca una settimana all'assemblea  ordinaria prevista dall'art. 34 del nostro Statuto. Nella "nona parte abbiamo illustrato l'agenda dei lavori. Nel frattempo abbiamo ricevuto gli articoli dello Statuto che si ha intenzione di sottoporre a modifiche. Quelli che potranno interessare i soliti nostri pochi ma attenti lettori sono, a nostro modesto avviso:
- all'art. 30 la riduzione da due ad una sola delega che potrà essere assunta dai Presidenti o Delegati delle Società;
- all'art. 34 lettera f) la "verifica delle linee gestionali e programmatiche da effettuarsi non più nel corso di una assemblea annuale ma "a metà quadriennio";
                    lettera g) l'eliminazione, tra le competenze dell'assemblea, di determinare le "quote dovute dagli affiliati" . Tale compito se approvata la modifica,  passerebbe al Consiglio Federale.  

                                                       -o-
Abbiamo ricavato dal sito federale il bilancio preventivo per l'anno 2007. Le assemblee nazionali non sono più competenti, per legge,  a discutere ed approvare i bilanci delle proprie federazioni. Riteniamo peraltro  che dalla lettura del preventivo '07 alcuni di noi potrebbero trarne spunti interessanti per ottenere qualche ulteriore chiarimento.

Decima parte (28 novembre2006)  (in relazione al "P.S." della precedente parte). Una cortese telefonata del Segretario Generale ci ha informato che gli importi da liquidare ai partecipanti all'assemblea delle varie regioni sono stati commisurati a circa il 70% del costo di un biglietto aereo; un costo che per la Sicilia e la Sardegna risulta ridotto rispetto a quello delle altre regioni poiché le isole fruiscono di agevolazioni proprie per le regioni a statuto speciale. (M.P.)

Nona parte (27 novembre 2006)

Oltre ad una notizia pervenutaci direttamente dalla Federazione che ringraziamo, abbiamo ricavato dal sito federale l'agenda dei lavori riguardante l'assemblea di sabato 16 dicembre p.v.
Il nuovo ordine del giorno prevede, oltre alle consuete fasi preliminari:
- alle 10,30 la nomina dei soci onorari della FIC,
- alle ore 10.45 l'intervento del Presidente federale "linee gestionali e programmatiche". Tra le competenze dell'assemblea ordinaria annuale vi é alla lettera f) dell'art. 34 "la verifica delle linee gestionali e programmatiche da effettuarsi con un'Assemblea Ordinaria annuale." e, riteniamo, dovrà andare ben oltre  un semplice intervento.
- alle ore 12.30 la cerimonia di premiazione alla presenza del Presidente del CONI dr Giovanni Petrucci.
- alle ore 14.00 Esame delle modifiche statutarie. Riguarda la proposta di ridurre il numero di deleghe che é possibile assumere per la partecipazione alle assemblee.
- alle 16.00 - Esame proposta nuova regolamentazione per la corresponsione dell'indennità di trasferta.
- alle 17.00 - Fine dei lavori.
P.S. - E speriamo che, con ulteriore modifica, siano parificati gli importi di rimborsi forfetari tra Sicilia/Sardegna (€ 120,00) e Piemonte, Lombardia, Veneto. Friuli V.G., Liguria, Emilia Rom., Puglia (€ 150,00) (M.P.)

Ottava parte (26 novembre 2006)

Flash - Ritirata la proposta di voto plurimo dall'o.d.g. della prossima assemblea.
Forse qualcuno comincia a ragionare!

Settima parte (22 novembre 2006)

Riportiamo di seguito integralmente la lettera aperta indirizzata da Enrico Gandola ai Presidenti delle società remiere e pubblicata su canottaggiovero con il titolo "Voto plurimo, le ragioni del no" 
Bellagio, 20/11/06 
Cari Presidenti e Delegati
Leggo oggi sul sito Ufficiale della FIC un documento intitolato “VOTI PLURIMI ALLE ASSEMBLEE ELETTIVE”.
Questo documento è composto da due parti: le osservazioni esplicative ed i dati statistici.
L’unica firma che compare però è quella dell’ufficio tesseramento.
Onestamente mi riesce difficile pensare che detto ufficio possa aver redatto la prima parte. Qui si afferma che le società beneficiate dal voto plurimo sono eterogenee (rispetto a cosa non viene precisato), che il voto plurimo non forma delle maggioranze precostituite, che il numero di voti distribuiti sarebbe esiguo, che esiste una necessità di riconoscere un valore aggiunto alle sopra citate società per un attività intensa, superiore, e più significativa che potrebbe essere premiata, incentivata ed essere da esempio per gli altri.
Rifiuto e rigetto integralmente questa analisi.
In primo luogo, giudico le società che riceverebbero il voto plurimo, per molti versi omogenee, in quanto tutte hanno nelle vicinanze una grossa città e quindi un grande serbatoio che consente grandi numeri e alti punteggi, inoltre vantano strutture e dotazioni tecniche ben oltre la media, la maggior parte possono permettersi di pagare degli ottimi tecnici ed i loro dirigenti sono preparati e dinamici. Triplicare i voti di questo tipo di società avrebbe come diretta conseguenza l’aumento esponenziale delle attenzioni del vertice FIC verso di esse a scapito delle società più piccole e bisognose (la maggior parte), convogliando senza benefici apprezzabili le già scarse risorse distribuite alla base verso di esse e lasciando le altre più sfortunate a morir di stenti.
In secondo luogo il voto plurimo forma delle maggioranze precostituite. Infatti, nelle ultime due assemblee elettive i Presidenti si sono affermati prevalendo di pochissimi voti. 33 voti non sono pochi ed aggiungerli ad una classe omogenea di società ben funzionanti rappresenta, a mio giudizio, un maldestro tentativo di rafforzare il partito della conservazione dello status quo, penalizzando le piccole società e quindi anche quelle nuove, dalle quali invece, e solo da esse, può derivare la crescita del nostro movimento.
A questo punto, viste anche la nullità della politica federale di questo biennio in tema di Promozione, Ricerca Degli Sponsor, Sviluppo, e Decentramento, dico che il nostro movimento è in fase di avvitamento a causa della totale miopia ed incapacità di chi realmente decide e tira le fila o forse per qualche progetto che è meglio non comprendere o ipotizzare. Il numero di tesserati, con incrementi sempre in rosso, è un ulteriore conferma di quanto dico. Eppure i fondi da investire, grazie ai risparmi operati dalla gestione De Capua, ci sarebbero ma si preferisce forse metterli da parte per stenderli come una sgargiante coperta al termine del mandato, quando, con qualche numero di perfetto illusionismo, si cercherà di rifare il trucco alla malandata Mamma FIC.
Sono convinto che non sia questo il modo corretto di valorizzare e utilizzare al meglio l’ottimo lavoro fatto da queste eccellenti società. I vertici meglio farebbero ad impegnarsi nei campi sopra citati, ed a ispirarsi a queste eccellenze, piuttosto che studiare la maniera di ingraziarsele a scapito delle altre.
Ma torniamo ancora alle osservazione esplicative, poiché in queste si legge che la proposta di modifica statutaria è stata approvata dal consiglio, si desume che la bozza di modifica dello statuto sia disponibile almeno dal 21/10/2006.
Io critico il fatto che non sia stata immediatamente pubblicata. Invece si è scelto di telefonare ad alcuni presidenti cercando di convincerli della validità del voto plurimo. La natura delle modifiche statutarie è stata ignorata dagli organi ufficiali per quasi un mese.
Evidentemente si è ritenuto che la proposta non era sufficientemente semplice per essere compresa dai presidenti, e quindi si è preferito spiegarla a parole. Le parole però si sa, volano col vento, mentre lo scritto non avrebbe dato adito a false interpretazioni o probabili smentite successive ed avrebbe favorito un più ampio dibattito.
Inoltre il rimborso spese di viaggio deliberato è inadeguato per una assemblea così importante e concentrata in una sola giornata, col prevedibile risultato di scoraggiare la presenza di proprio quei soggetti che sarebbero penalizzati dal voto plurimo.
In conclusione trapela in modo limpido e allarmante una malcelata volontà dei vertici FIC di abolire il principio democratico nelle assemblee a scapito delle società più deboli, favorendo chi ha già i mezzi per influenzare le scelte (basti pensare alla squallida vicenda del fax Militare) e che sicuramente saranno presenti a Roma il 16/12 per votare si alle modifiche statutarie.
Mi auguro che i delegati ed anche i presidenti delle società meno fortunate, quelli, per intenderci, che spesso mettono mano al proprio portafoglio per aggiustare i conti sociali, facciano anche questo sforzo di dedicare un’altra giornata del proprio tempo ed un pò dei propri soldi (a meno che siano disposti a fare trasferte in stile pionieristico) affinché qualunque sia l‘esito della decisione sul voto plurimo, la stessa venga presa con la soddisfazione della maggioranza degli aventi diritto al voto e non con la sola maggioranza dei presenti.
Arrivederci a Roma!

Enrico Gandola

Sesta parte (20novembre 2006)

Non comprendiamo i motivi che hanno determinato il Consiglio Federale a proporre una modifica statutaria per l'introduzione del voto plurimo. Sembra ci si tenga tanto quasi fosse una questione di vita e di morte per la nostra Federazione e, segnatamente, per le Società affiliate. E' ritenuta tanto importante da rendere necessario un documento illustrativo (reperibile sul sito federale) che vuole convincere come l'iniziativa porterà ben poche conseguenze sul piano dei voti necessari agli associati per far valere le proprie ragioni e non solo sul piano squisitamente elettorale.
In realtà,come abbiamo già detto nelle parti precedenti, la "verifica delle linee gestionali e programmatiche" doveva collocarsi subito dopo la parte introduttiva dell'assemblea. Non possiamo Infatti affermare che, dopo l'elezione del simpatico Nicetto, siano successi solo fatti di ordinaria gestione. 
Crediamo che il Presidente ed il Consiglio che, fortunosamente, lo ha affiancato (??) debba rendere i conti dei rispettivi comportamenti. Ineffabili comportamenti di un presidente eletto in base ad un programma da lui redatto e diffuso. Egli ripiega subito verso soluzioni che non si ritrovano nel suo progetto elettorale. Sin dall'inizio Nicetto ha smentito se stesso consentendo la sostituzione di La Mura con De Capua, rinunciando alla figura di direttore sportivo in un primo tempo affidata a Gandola con un incarico che é durato l'espace d'un matin. Dopo elogi a profusione a De Capua per i risultati conseguiti (ci sembrano di assoluto rilievo) lo sostituisce con Coppola, un tecnico di indubbio valore, basandosi però, sembra, su un fax indirizzatogli da alcuni allenatori. 
Indipendentemente da altre iniziative sue e del Consiglio che destano in noi molte perplessità, sarebbe stato sufficiente quanto precedentemente e sommariamente illustrato perché Nicetto si determinasse a dimettersi.
Riteniamo che le società, in assemblea, debbano chieder conto di quanto é successo oltre che della mancata approvazione del programma sul piano tecnico Decentramento, trasparenza, sponsor, impiego delle risorse federali,  costo di certe iniziative etc. Ne vogliamo parlare? Un solo documento, per ora, é uscito sul progetto di voto plurimo. Sul resto ...........nulla. 
Non sarebbe male modificare la successione degli argomenti all'o.d.g. nel senso indicato.  
(M.P.)

Quinta parte (15 novembre 2006)
Il sogno

Abbiamo fatto un sogno. Eravamo nella navata di una chiesa o in una sala di un palazzo dei congressi. Un bel leggio ed un imponente personaggio parla. Nei sogni le immagini si confondono e Mosé nel frattempo affida  al suo amato discepolo  la guida degli esploratori ebrei nella Palestina. Gli esploratori nelle terre allora conosciute  portano la conoscenza di cose che nemmeno loro sanno. Tutti sulle sedie. I cartelli indicano le varie zone:  Cavalieri Ufficiali delle acque, Cavalieri delle Acque e, anche, Commendatori e Grandi Ufficiali delle Acque. In secondo piano  Palmaremo, Onorari e Benemeriti. Il grosso personaggio  parla; l’uditorio non è molto attento e si riscuote un po’ solo per gli applausi tributati a qualche insignito. Nella dissolvenza del sogno si profilano  le tavole della legge affidate da Dio a Mosè, sempre accompagnato sul Sinai dal suo pupillo e da qualche adepto. Sembrano però tradotte in un linguaggio moderno e, quindi, modificabili dagli umani. Intanto esseri di caratteristiche preistoriche si affacciano alla ribalta della riunione intenzionati a  distruggere tutto . Pochi volenterosi lo impediscono e, solo con molta fatica, riescono a respingere l’invasione. Ma i danni appaiono irreparabili. Fortunatamente è un  sogno e, rassicurati da una realtà che a volte è meglio della fantasia, ci  svegliamo. (M.P.)

Quarta parte (8 novembre 2006)

Siamo per i riconoscimenti. Ci fa piacere che vengano riconosciute le attività svolte, a qualsiasi livello, da coloro che si occupano delle "cose federali": atleti, dirigenti e tecnici. Ci ha fatto piacere la notizia che a Gianni Postiglione la FISA ha attribuito il riconoscimento di tecnico dell'anno. Ciò rientra nelle regole della federazione internazionale di canottaggio. Quanto invece ci appare leggermente abusivo da parte della nostra Federazione o, meglio, del nostro Consiglio Federale, é l'attribuzione di riconoscimenti che in realtà non esistono. 
Abbiamo con pazienza  spulciato lo statuto ed il regolamento FIC e non abbiamo trovato ufficiale traccia del riconoscimento di "Cavaliere delle Acque" mentre per il "Palmaremo" appare un regolamento che non risulta sia mai stato portato in assemblea nazionale per l'approvazione. Non vorremmo essere fraintesi. Siamo infatti del parere che le persone indicate per l'assegnazione di un riconoscimento ne siano realmente meritevoli e, in assemblea, ci uniremo all'applauso generale dovuto a personaggi che hanno ben meritato per le loro imprese. 
Ricordiamo a tutti che esistono le categorie degli "onorari" e dei "benemeriti". Pensiamo che l'inflazione nella tipologia dei riconoscimenti faccia perdere di valore a quelli esistenti. Comunque qualsiasi nuova "categoria" dovrebbe essere introdotta previo parere favorevole dell'assemblea nazionale. Diversamente ogni Consiglio Federale si sentirà autorizzato a crearne secondo gli umori del momento.
Confidiamo che all'amico Palma sia stato corrisposto un adeguato guiderdone per aver messo a disposizione della FIC il suo cognome. (M.P.)

Terza parte 
(una lettera di Giovanni Croff)
"
Carissimo Marcello
anche io faccio parte del ristretto numero dei tuoi fedeli ed attenti lettori; condivido le tue preoccupazioni in merito gli orientamenti della nostra federazione soprattutto perché la sensazione é che la stessa sia  sempre più distante dalla vita reale, perlomeno quella che si vive presso le nostre società.
Forse provocatoriamente, ma non troppo mi sentirei di proporre che l'assemblea ritorni alla sua naturale cadenza annuale (come in tutti i sodalizi per non parlare delle società) per i comprensibili motivi legati alla partecipazione degli affiliati alla vita della federazione ed alla maggiore possibilità di incontro tra noi dirigenti.
La replica che ci sentiremo subito opporre sarà relativa al costo di una assemblea e giù amare considerazioni sul mondo crudele che si accanisce su di noi privandoci anche del mero sostentamento. Se il problema fosse solo questo (non entro qui nel merito della gestione finanziaria della federazione) si faccia l'assemblea se c'è volontà di farla e si dica che i delegati vengano a loro spese.
onestamente penso che chi viene dalla vita di società non prenderà paura per una piccola trasferta; siamo ben abituati a metterci le mani in tasca per far sopravvivere i nostri sodalizi che non ci spaventiamo per pochi euro soprattutto pensando al piacere di un incontro tra amanti dello sport (o così dovrebbe essere).
A presto
giovanni croff
past president canottieri bucintoro venezia"

Caro Giovanni,
ti ringrazio per quanto mi hai scritto.
Cerchiamo con le nostre modeste forze di riportare la nostra Federazione
negli ambiti di quella correttezza che dovrebbe contraddistinguere qualsiasi
organizzazione sportiva.
Attualmente purtroppo é invalsa l'abitudine da parte del Consiglio Federale
di sostituirsi all'assemblea degli associati unica deputata a decidere
programmi ed attività.
Ti abbraccio
Marcello

Seconda parte 

Nella prima parte ci siamo occupati principalmente del "voto plurimo" e fatto solo qualche accenno sulla materia che avrebbe dovuto essere portata a conoscenza delle società circa le linee gestionali e programmatiche.
Sul voto plurimo, a parte alcuni ricordi sui tentativi del passato, tutti falliti, abbiamo invitato i presidenti delle Società a fare molta attenzione ai sistemi che verranno proposti. Essendo emerse, sembra, perplessità sulla posizione personale, chi scrive queste note ritiene che, qualora si vogliano ricercare  riconoscimenti in termine di voti  diversi ed in funzione dell'attività di ciascuno, occorrerebbe dare valore oltre che ai livelli dell'attività agonistica, a tutta l'attività svolta da ciascun sodalizio nell'interesse del nostro canottaggio. Ciò richiederebbe un sistema  diverso da quello ipotizzato che tende a valorizzare solo l'attività agonistica "qualitativamente e quantitativamente superiore".

La fortuna di incontrarsi in assemblea avrebbe dovuto essere sfruttata per una disamina congiunta di tutta l'attività  federale. 
Un caro amico, purtroppo scomparso da qualche anno, scriveva che "l'assemblea, non potendo essere costantemente riunita, delegava  l'amministrazione dell'ente ad un consiglio che avrebbe dovuto limitarsi a porre in essere i programmi approvati dall'assemblea stessa."  
Abbiamo ora ricevuto la convocazione ufficiale dell'assemblea e relativi allegati e non possiamo fare a meno dal sussultare nel leggere la successione degli argomenti posti all'ordine del giorno. Solo al 5° punto troviamo la "verifica delle linee gestionali e programmatiche" che doveva trovare collocazione al 3° punto e, cioè, subito dopo la nomina degli scrutatori. 
Siamo del parere che le prime cose che un Presidente ed un Consiglio federale avrebbero dovuto sentire la necessità di trattare dovevano essere le vicende che hanno caratterizzato la gestione dopo l'ultimo rinnovo delle cariche federali che aveva visto l'affermazione della linea programmatica di Nicetto presentatore di un progetto la cui applicazione, fin dall'inizio, é stata smentita dai fatti. 
Nei riguardi dei Presidenti delle società doveva manifestarsi un maggiore rispetto. La disamina degli avvenimenti, notevoli per la continua mutazione, l'assenza di qualsiasi elemento di carattere amministrativo (speriamo siano presenti nelle "linee gestionali") dovevano postulare per il "Consiglio di Amministrazione federale" la necessità di presentarsi ai propri elettori (le Società) con una relazione completa di tutti gli elementi. Ed anche le proposte di modifica al nostro Statuto avrebbero dovuto discendere da questo importante documento. Invece (secondo l'ordine del giorno inviato)  si fanno prima le modifiche statutarie e, successivamente, viene trattata la "verifica delle linee gestionali e programmatiche". 
Speriamo che il simpatico Nicetto che ha firmato l'ordine del giorno ed approvato anche gli allegati alla convocazione assembleare, ci ripensi modificando l'O.d.G. ed anche, perché no, parificando il rimborso forfetario di Sicilia e Sardegna (€ 120) a quello dell'Emilia Romagna (€ 150).
(M.P.)

Prima parte
Ecco l'ordine del giorno dell'Assemblea:
1.     Elezione dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea
2.     Nomina di nr.3 scrutator
i
3.     Nomina dei Soci Onorari
4.     Modifiche statutarie (quorum di validità in seconda convocazione 1/3)
5.     Verifica delle linee gestionali e programmatiche
6.     Varie ed eventuali.
" C'annamo o non c'annamo? 
Pensiamo non si debba mancare e, soprattutto che sia necessario l'intervento dei Presidenti delle Società. 
Perché?
E' in ballo per loro un argomento di indubbio interesse e, precisamente, l'introduzione del voto plurimo, una novità che, a nostro modesto avviso, dovrebbe  essere discussa in via  preliminare attraverso riunioni regionali dei sodalizi. Sarebbe una prima manifestazione di quel  "decentramento"  sempre sbandierato e mai attuato. Per un proficuo esame occorrerebbe però disporre del progetto che il consiglio federale ha intenzione di presentare all'assemblea. Per ora sarebbe stata prevista:
" Introduzione dei   voti    plurimi    per   le   società   che   svolgono   un’attività    agonistica qualitativamente e quantitativamente superiore (non superiore al 20% dei voti spettanti agli Affiliati)."
Ci sembra un pò poco. Chi scrive, a suo tempo e in due occasioni, fece parte di commissioni per l'introduzione del voto plurimo o differenziato. I relativi progetti, illustrati anche attraverso esempi applicativi molto accurati, non ebbero successo. In entrambe le circostanze le società non ritennero di aderire alle proposte. 
Stavolta, anche per la diminuzione del quorum previsto per le modifiche statutarie (passato da 2/3 ad 1/3), le società dovrebbero fare molta attenzione.
Altra modifica concerne la riduzione da due a una delle deleghe che le società possono assumere in occasione delle elezioni. Non sappiamo se la modifica fa parte di una qualche indicazione del CONI. Diversamente non vediamo la necessità di operare tale variante.    
Entro il 6 novembre prossimo tutti riceveranno la convocazione e la documentazione dell'assemblea.
Per la "Verifica delle linee gestionali e programmatiche" confidiamo che il Consiglio Federale ci faccia ufficialmente partecipi del bilancio federale la cui discussione ed approvazione, non molti anni fa, rientrava tra le competenze delle assemblee biennali. 
Abbiamo letto tutto e ....... di tutto e, ormai nulla può  meravigliarci. Ma la trasparenza é un'ipotesi lunare.
L'accentramento é totale. Si viaggia per l'Italia (anche all'estero?) per missioni spesso inutili. Si formano comitati per la direzione eventi che, a parte i tanti viaggi effettuati sarebbe onesto che certificassero  a tutti noi l'attività svolta e le spese sostenute per la loro forse inutile "esistenza in vita". 
E, ancora, ci farebbe piacere conoscere nel dettaglio ed esattamente quali sono stati i concorsi degli sponsor alla vita federale (in euro ed in opere).
Non crediamo però che il simpatico Nicetto potrà occuparsene. Troppo impegnato nella direzione dell'attività tecnica tolta  all'avvocato Alberti al massimo potrà disporre di togliere dai links federali "canottaggiovero.com".
Noi, pur pubblicando regolarmente tutti i comunicati stampa FIC, non desideriamo che il nostro link compaia sul sito federale. 
Abbiamo pochi ma affezionati lettori e li ringraziamo per l'attenzione che spesso ci riservano. (M.P.)


  L'Assemblea della Federazione Italiana Canottaggio

CONSIDERATO

- che l'esercizio fisico-sportivo costituisce un aspetto non trascurabile del diritto alla salute garantito dall'art. 32 della Costituzione;
- che il Decreto Legislativo 23 luglio 1999 n° 242 affida al CONI " l'organizzazione ed il potenziamento dello sport nazionale" con particolare riferimento alla "preparazione degli atleti e l'approntamento dei mezzi idonei per le Olimpiadi e per tutte le altre manifestazioni sportive nazionali ed internazionali", nonché " la promozione della massima diffusione della pratica sportiva";

RILEVATA

la situazione di grave difficoltà economica in cui versa il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e l'assoluta inadeguatezza dello stanziamento adottato con la legge finanziaria 2001;

SOLLECITA

le forze politiche, il Governo ed il Parlamento, ciascuno per la parte di sua competenza, a proporre lo stabile inserimento nella legge finanziaria - a decorrere dall'esercizio 2002 - delle seguenti voci:

a) fondo per l'edilizia sportiva, finalizzato a creare o ad adeguare - per ciascuna Federazione Sportiva - un centro nazionale in cui curare la formazione dei tecnici e la preparazione delle rappresentative nazionali ai fini della partecipazione alle competizioni internazionali, con particolare riferimento alle Olimpiadi;

b) fondo per l'adeguamento progressivo e stabile del contributo a favore del CONI al massimo gettito raggiunto in passato dal concorso pronostici, al fine di garantire gli strumenti indispensabili sia per la preparazione degli atleti che per la massima diffusione della pratica sportiva;

FA VOTI

acché il CONI promuova un'adeguata campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sugli anzidetti argomenti;

INVITA

le Federazioni Sportive, gli Enti di promozione, tutti i cittadini e le associazioni che si rendono conto dell'utilità della pratica sportiva per l'incremento del livello di salute dei cittadini nonché per l'arricchimento della loro personalità ad aderire alla presente richiesta esercitando ogni legittima forma di pressione affinché gli organi responsabili dello Stato considerino un adeguato sostegno al CONI come un loro inderogabile dovere.

    L'Assemblea della Federazione Italiana Canottaggio, riunita a Latina il 13 e 14 gennaio 2001, ha approvato all'unanimità la mozione presentata dal dr Ignazio Lojacono.

Il 14 giugno 2001 non sono ancora note le azioni intraprese da G.A. Romanini e dal Consiglio Federale per dare attuazione alla impegnativa delibera assembleare.

L'ASSEMBLEA DEL BILANCIO  Piediluco 28 aprile 2001  per l'approvazione del bilancio consuntivo anno 2000.

Anche in questa occasione si sono verificate alcune irregolarità nella convocazione dell'Assemblea. 
Sembra si voglia gestire questa Federazione ........come la và ........ la và
In via preliminare ho presentato una richiesta al Presidente dell'Assemblea che si illustra da sola.

Al sig. Presidente dell'Assemblea Nazionale Ordinaria Federazione Italiana Canottaggio, Piediluco 28.4.2001

     Il sottoscritto, Marcello Pesce, partecipante quale tesserato benemerito della Federazione Italiana Canottaggio, ritiene che la presente Assemblea non debba ritenersi legittimamente costituita non essendosi proceduto alla elezione dei Delegati Atleti e del Delegato Tecnico sportivo della regione Sardegna.
    L'elezione di tali Delegati, svolta precedentemente all'Assemblea elettorale di Latina (12, 13, 14 gennaio 2001) erano stat ritenute non valide e, pertanto, annullate con delibera del Consiglio Federale in data 12 gennaio 2001.
     Anche alla luce di alcuni ricorsi già presentati sull'esitodell'Assemblea elettorale di Latina (12, 13, 14 gennaio 2001), a fronte dell'inosservanza delle norme statutarie, del CONI e del Decreto "Melandri", invita la S.V. a dichiarare non validamente costituita la presente Assemblea e ad acquisire agli atti la preente pregiudiziale che sarà utilizzata, se del caso, per successive contestazioni presso gli organi di competenza.
     Con osservanza


Marcello Pesce

 L'Assemblea ha successivamente approvato il bilancio consuntivo, anno 2000, Il sottoscritto anche consenziente, per evitare che gli Atleti non ricevessero quanto loro dovuto.

CANOTTAGGIO - ASSEMBLEA PER POCHI INTIMI
(Roma 16 gennaio2002) 

Quale componente la Commissione Verifica Poteri ho partecipato all'assemblea regionale del Lazio F.I.C. - Presenti solo 6 dei 16 Sodalizi aventi diritto a voto. Assenze illustri di alcune Società tradizionali e di Enti militari. Molte presenze invece di Tecnici e appassionati che, con la loro presenza ed attiva partecipazione ai lavori, hanno animato la seduta alla presenza di uno dei due Vicepresidenti federali.
Purtroppo, per scarsa conoscenza delle regole, alcuni dei presenti non hanno potuto rappresentare i rispettivi sodalizi poiché i propri Presidenti non avevano rilasciato le prescritte deleghe. Ancora una volta si é avuto conferma delle modifiche che, attraverso gli anni, si sono prodotte nelle caratteristiche dei dirigenti remieri che, evidentemente, non sono inclini a leggere la normativa che ci compete e, cioé, nel caso di assemblee, lo statuto ed il regolamento organico. Speriamo che i Tecnici approfondiscano almeno il Codice delle Regate poiché, diversamente, avremo sempre maggiori difficoltà nella gestione delle gare. Con la direzione del Presidente Onorario, uno dei Vicepresidenti regionali (Presidente regionale assente per malattia) ha esposto una relazione e rappresentato la situazione finanziaria del Comitato. Ampia discussione sulle disponibilità economiche regionali e sulle possibilità di ottenere finanziamenti extra federali. Un ottimo esempio ha fornito la Canottieri Lazio che ha stanziato due milioni a favore del Comitato. Attesa la dichiarazione del Vicepresidente federale: "non c'é una lira", speriamo che altri seguano l'esempio 
Molti interventi sul calendario regionale anche perché, secondo quanto rappresentato dal Vicepresidente federale, sussistono   incertezze sulle date di alcune gare nazionali.
E, alla fine, ottimo rinfresco offerto dal C.C. Lazio, sede di svolgimento dell'assemblea.

Coverciano 16 febbraio 2002 - RIUNIONE TECNICA ANNUALE DEL COLLEGIO ARBITRALE -

               Con un'ottima organizzazione, si sono riuniti a Coverciano gli Arbitri del canottaggio con la presenza di circa il 70% del Collegio Arbitrale.
Il Consiglio Federale era rappresentato dal Consigliere Baldacci. Era inoltre presente il Segretario Generale che ha svolto un'ampia prolusione ed ha rappresentato i problemi in cui si dibatte la nostra Federazione.
Nuovi Arbitri Onorari: Ferruccio Calegari, Francesco De Crescenzo, Giuseppe Pintabona, Filippo Squicciarini, Angelo Turturro.
ARBITRO DELL'ANNO Eugenio FABBRI (Lazio)
A tutti i complimenti di marcantoniocolonna.
                                                                                                             -o-
Ci sono pervenute alcune note che sembrano essere contenute nella relazione della CDA e negli elementi di casistica.
-
I  GG.AA., non ritengono di potersi sostituire a motoscafi che non camminano e di non poter seguire programmi di gare che non tengano conto delle possibilità operative dei Comitati Organizzatori. 
- Rispetto al preventivo sembra vi sia stata una rimanenza di circa 13.000 Euro che gli Arbitri vorrebbero fossero destinati per la fornitura delle divise.

- sui rimborsi  gli Arbitri ritengono che non dovrebbe differenziarsi l'importanza delle funzioni trattandosi sempre di volontariato che dovrebbero prevedere pari dignità per tutti.
Una citazione da una lettera di un G.A.:
"...........ricordiamoci che fare tante gare "al risparmio" non giova all'immagine del canottaggio e quindi non attirano sponsor (i soldi attirano i soldi, la miseria compassione)............"

L'Assemblea della Federazione Italiana Canottaggio - Roma 27 aprile 2002

Il bilancio della Federazione Italiana Canottaggio relativo all'esercizio 2001 é stato approvato dall'Assemblea Nazionale con 51 favorevoli e 21 astensioni.
Il bilancio preventivo del 2002  stato approvato dall'Assemblea Nazionale con 46 favorevoli e 21 astensioni. Non ha riscosso il consenso, oltre che delle società che si sono astenute, anche di molti Sodalizi che, ufficialmente, non se la sono sentita di bocciarlo. 

(leggi IL PUNTO 3  su questa pagina)

Ma cià da stà o nun cià da stà er notaro alle assemblee?

IL PUNTO 3 -  27 aprile 2002 - L'Assemblea romana sui bilanci

21 astensioni sul consuntivo 2001 e sul preventivo 2002 ha riscosso il Consiglio Federale in occasione dell'assemblea romana del 27 aprile u.s. - Sul consuntivo sono apparsi significativi gli interventi  di Pintabona e Schermi.

Ecco l'intervento di Peppino Pintabona:
"Il programma pre-elettorale del Presidente Federale s'imperniava - come era scritto nel titolo - su "decentramento e promozione", due obiettivi di cui sono stati completamente disattesi gli incrementi di investimento. 
Attraverso le Società ed i Comitati si dovevano intensificare gli sforzi per raggiungere questi traguardi, usufruendo di almeno due miliardi di lire che si potevano e si dovevano economizzare da quelli spesi per le Squadre Nazionali. Infatti, per queste, sono stati spesi direttamente nel 2001 5 miliardi e 593 milioni (ben il 66,74% del bilancio federale), senza citare le somme prese da altre voci di bilancio che porterebbero la percentuale a ben oltre il 70%. Con una gestione più oculata, ispirata a professionalità manageriale ed a decentramento tecnico organizzativo, la spesa si sarebbe sicuramente attestata a non oltre i 3 miliardi e 500 milioni, con un risparmio di 2 miliardi.
Grazie al maggior coinvolgimento di risorse umane "decentrate", ora spesso avvilite dal sentirsi ai margini, si sarebbero conseguiti gli stessi risultati apicali (1 oro in specialità olimpica, 2x P.L.; 1 oro in specialità nopn olimpica, 4x P.L.) se non addirittura migliori.
Occorre tenere inoltre ben presente che le Squadre Nazionali usufruiscono della cura e degli sforzi dei nostri Enti militari e paramilitari che impegnano, nel canottaggio di vertice, una spesa stimabile in circa 8 miliardi l'anno. Mi riferisco in particolare alla Marina, alle Fiamme Gialle, alle Fiamme Oro, al Corpo Forestale ed ai Vigili del Fuoco.
La Federazione non é quindi riuscita, nel 2001 - contrariamente a quanto affermato nella relazione del Presidente - né a "rispettare tutti gli impegni istituzionali strutturali" né a realizzare una "attenta politica delle spese" ma, purtroppo, una disinvolta politica a spese di Società e Comitati.
Le mie modestissime considerazioni non hanno alcuna pretesa: Spero soltanto che servano a tener viva l'attenzione dei Delegati sulla conduzione federale. Ormai ogni anno abbiamo  la possibilità di esprimere il nostro compiacimento o meno in questa sede di approvazione del bilancio contabile.
Il mio auspicio é che si possa giungere ad avere con la collaborazione di tutti, caro Presidente,  sempre maggiori obiettivi e risultati nell'interesse del nostro sport e della Federazione."

Sul consuntivo del 2001 sono intervenuti Claudio Schermi, Presidente del Mariner C.C. di Roma e Marcello Giliberti, Presidente della Canottieri Telimar di Palermo.

GILIBERTI: Riferendomi alla relazione conclusiva sul 2001, concordo con il Presidente Romanini per buona parte di quanto esposto, con particolare riguardo alla sua consapevolezza di un movimento di base mediante l'attività di tutte le Società che riesce ad adeguarsi alle difficili situazioni ed a superarle grazie ad atleti, allenatori e dirigenti dotati di motivazioni con un forte desiderio di proseguire, diversamente da quanto si riscontra in altri ambiti, sportivi e non sportivi. 
Ritengo, però, che, così come le Società che attraversano un momento difficile su più fronti (ristrettezze risorse FIC ed Enti locali, crescita tecnica dell'attività verso un vertice che richiede un sempre maggiore impegno con sacrificio totale dei giovani, peraltro costantemente tentati dalle numerose alternative di divertimento, anche la Federazione dovrebbe cercare di adeguarsi alle situazioni e strutturarsi in modo da restare al passo con i tempi. Piangersi addosso per le ristrettezze economiche non serve a nulla; bisogna reperire nuove risorse attraverso le sponsorizzazioni. Una voce di entrata da sponsor pari a 81 milioni di lire é nettamente al di sotto e può considerarsi circa un decimo rispetto ad analoghe voci di entrata di singoli Sodalizi, operanti sempre verso sport minori, ma che sfruttano però relazioni, professionalità e momenti di successo.
 Se non si é in grado per mancanza di professionalità, per carente organizzazione o per altre cause di garantire l'acquisizione di sponsor, bisogna delegare ad agenzie specializzate, riconoscendo loro esclusivamente un % sul risultato acquisito, ponendo loro dei vincoli per non accettare sponsor non in sintonia con il nostro sport, provvedendo parallelamente a ricercare un "uomo/immagine" così come avvenuto con grande successo in altri sport minori. Vedi, ad esempio i "sempre in TV o sulla stampa" Antonio Rossi (canoa), Massimiliano Rosolino (nuoto) e Maurizia Cacciatori (pallavolo). 
In tal modo si potrebbero reperire risorse finanziarie da destinare al sostegno delle attività, ripristinando o adeguando i rimborsi chilometrici delle gare nazionali, il rimborso totale per i raduni federali, i contributi per gli allenatori e per l'acquisto delle imbarcazioni. Ciò consentirebbe di alleviare gli oneri societari e supportare materialmente l'intera attività societaria anche con un fondamentale risvolto di natura psicologica. Con maggiori disponibilità finanziarie si potrebbe fornire assistenza per l'attività promozionale attraverso materiale illustrativo per le scuole ecc. - Tutto ciò é fondamentale per i dirigenti societari addetti al canottaggio che, sovente, devono contrastarsi con dirigenti di altri settori sportivi che cercano di accaparrarsi i fondi societari a favore delle proprie attività, o con i soci , la maggior parte dei quali, assolutamente disinteressata alla pratica sportiva ed agonistica, preferirebbe investire in strutture, attrezzature e servizi riservati ai soci stessi. 
Sono d'accordo con Romanini sul fatto che l'attività della squadra nazionale debba essere sostenuta, canalizzando su di essa i giusti sostegni finanziari.
Si é parlato poi di ricognizione dei beni federali. A tal riguardo desidero sapere se é stato approvato un regolamento, formalmente comunicato per iscritto dalla S.G. della FIC, in merito all'assegnazione delle imbarcazioni in dismissione dal Centro Federale.

Sul bilancio preventivo 2002 sono intervenuti Claudio Schermi, Presidente Mariner C.C., Massimo Guerrieri, Presidente R.C.C. Tevere Remo, Marco Dodero, Presidente della S.C. Elpis di Genova e Marcello Pesce, tesserato benemerito.

GUERRIERI - Ritiene drammatica la situazione prospettata con il bilancio di previsione del 2002. E' del parere che solo attraverso adeguate sponsorizzazioni si possano risollevare le sorti finanziarie della Federazione. Al riguardo, oltre che rivolgersi ad una seria agenzia, occorrerebbe attivare le potenzialità dei Circoli più importanti attraverso la sensibilizzazione di quei soci che, in funzione delle proprie attività, sono in grado di promuovere sponsorizzazioni di una certa consistenza.

DODERO - Richiede, senza averne risposta, quali saranno le entrate da parte dei singoli sponsor. Si dichiara inoltre preoccupato per la copertura della somma necessaria a supportare la Segreteria Gare della Coppa delle Nazioni U 23.

PESCE - Rivolge un saluto augurale agli atleti quali ragione prima della riunione. Data la sponsorizzazione del Casinò di Campione d'Italia, spera che sulla  maglia degli Azzurri non sia scritto "Casinò". 
Ritiene che lo svolgimento annuale di assemblee nazionali possa costituire un'ottima occasione per verificare, in itinere, l'applicazione del programma approvato nel corso dell'assemblea elettiva. Una verifica che, in virtù dei pareri espressi dai soggetti affiliati, potrebbe portare ad utili modificazioni.
Si riferisce poi ad una frase più volte ripetuta da Romanini: "siamo sulla stessa barca" e all'intervento di Guerrieri che auspica siano chiamate a raccolta le sensibilità dei soci dei Circoli per il reperimento di sponsorizzazioni. Ritiene molto dannosa per gli interessi federali la suddivisione manichea, tra buoni e cattivi, operata da Romanini dopo l'assemblea elettiva di Latina. Sono stati emarginati dirigenti capaci che avrebbero potuto fornire, in modo del tutto gratuito, importanti contributi operativi per la nostra Federazione. Valga, ad esempio, l'onere, peraltro non esattamente conosciuto, riguardante la tenuta del sito federale. Vi era la possibilità di provvedervi senza alcuna spesa federale.   Nelle situazioni difficili il capo chiama a raccolta tutti i componenti della famiglia superando preconcetti, invidie, meschine vendette ecc. 
Circa l'impiego delle risorse federali é del parere che, qualora si fosse adottata una organizzazione tecnica del tipo di quella indicata nel programma alternativo a quello di Romanini e, cioé, la formazione e la preparazione degli equipaggi decentrata, si sarebbero ottenute economie tali da poter destinare circa due miliardi del bilancio federale al sostegno delle Società.
La quasi assoluta mancanza di conoscenza delle regole federali da parte dei giovani dirigenti di Società renderebbe necessari corsi o seminari di aggiornamento che avrebbero un costo limitatissimo per la Federazione.

(gli interessati che lo desiderino possono inviare eventuali testi a completamento o modifica dei propri interventi)