https://www.youtube.com/watch?v=ueZXG32Tps8

Buone prove per l’Accademia Navale alla gara di Ravenna


http://www.canottaggio.org/1_news/2017_2news/foto/AccademiaNavaleLI.jpgPISA, 21 marzo 2017 - Dopo la gara Regionale di San Miniato, l’Accademia Navale di Livorno sonda il terreno anche a Ravenna, nella gara Interregionale dell’Emilia-Romagna, importante crocevia sui 2000 metri in vista del Meeting Nazionale di Piediluco, in programma tra meno di due settimane. Gare impegnative per i futuri Ufficiali della Marina Militare, che però hanno onorato al meglio conquistando una medaglia d’argento con Chiara Lia nel singolo femminile Pesi Leggeri e una di bronzo con Francesco Rossiello nel singolo maschile Esordienti. Buono anche il quarto posto ottenuto dal quattro di coppia Senior, ad un soffio dalla medaglia dopo una gara tirata fino all’arrivo. Sembrano quindi superate le difficoltà riscontrate ad inizio stagione, grazie al costante impegno degli atleti e al lavoro dei due tecnici Daniele Ceccarini e Gennaro Agrillo, i quali sono riusciti a creare una squadra sempre in crescita, pronta adesso ad affrontare con maggior fiducia ed entusiasmo l’impegno nazionale di Piediluco.

VERBALE ASSEMBLEA 15 MARZO 2017

C/o Itn Colonna. Via Salvatore Pincherle 201 – 00146 Roma

anauticiroma@libero.it www.asnauticicolonna.altervista.org

 

Alle ore 10.30 di mercoledì 15 marzo 2017, si è tenuta presso l’I.I.S. “De Pinedo – Colonna”, nell’Aula Magna della sede Nautica Marcantonio Colonna in Via S. Pincherle n. 201 – Roma, l’assemblea dei Soci per discutere e deliberare sul seguente.

ORDINE DEL GIORNO:

1 – Relazione del Presidente;

2 – Bilancio consuntivo 2016, discussione e approvazione;

3 – Bilancio preventivo 2017, discussione e approvazione;

4 – Determinazione quote associative anno 2018;

5 – Ottantesimo anniversario dell’Istituto e programma attività anno scolastico 2016-2017;

6 - Varie ed eventuali.

 

L’assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione Antonio Bencardino, giusta art. 8 dello Statuto, Segretario Sergio Foti, Speaker Nicolò Marino.

Sono presenti sessantatre Soci: 3 FONDATORI: Gaetani Giorgio, Ricciotti Alfonso e Rocchi Bruno; 18 ORDINARI e 42 GIOVANI. Dopo le verifiche di rito, alle ore 10.30, il Presidente dichiara valida l’assemblea. Lo Speaker Nicolò Marino, Allievo 3^A, dopo essersi presentato, apre l’assemblea cedendo la parola al Presidente, il quale invita il Segretario a leggere il saluto dell’Ammiraglio Marcello Pesce, Presidente Onorario dell’Associazione (allegato A1). Dopo il grande applauso dell’assemblea Bencardino ricorda che Pesce, pur non potendo frequentare le nostre riunioni ci segue con continuità e vivo interesse. L’assemblea segue secondo l’Ordine del Giorno.

 

1 – Relazione del Presidente dell’Associazione (allegato A). Bencardino, innanzitutto, ringrazia il Dirigente Scolastico prof. Paolo Massa per il naturale contributo e incoraggiamento che scaturiscono dal Suo status presso la Scuola: ex Allievo Socio e Preside. Ringrazia i Soci ex Allievi per la loro preziosa presenza. Un saluto particolare è rivolto al Socio Alfonso Ricciotti che fa parte dell’Associazione sin dalla sua nascita come Circolo Ancora. Invita i Soci assenti, per vari impedimenti, a non mollare perché l’Associazione ha bisogno del loro affetto e delle loro saltuarie presenze e consigli. Ringrazia tutti i componenti della Scuola, Docenti e personale logistico amministrativo per il loro contributo all’organizzazione e allo svolgimento delle attività proposte dall’Associazione a favore degli Allievi.  Particolari ringraziamenti sono rivolti al prof. Angelo De Angelis e al Comandante Claudio Camoni che, concretamente, anche attraverso la mirata attività Scuola – Lavoro, rendono più visibile la missione dell’associazione: “fornire orientamento e supporto agli Allievi in corso al fine del loro inserimento nel mondo del lavoro”, giusta art. 2 dello Statuto. Grazie alle Allieve e agli Allievi, Soci GIOVANI, presenti e assenti, che ci incoraggiano a contribuire alla loro formazione marinara. Il Presidente ricorda che l’anno 2017 segna l’ottantesimo anniversario della fondazione dell’Istituto e della stessa Associazione Allievi ed ex Allievi nautici Marcantonio Colonna che, seppure inizialmente sotto altro nome e con una certa discontinuità, l’ha accompagnata nel lungo percorso. La relazione del Presidente è approvata per acclamazione.

2 e 3 - Il Bilancio Consuntivo 2016 e il Bilancio Preventivo 2017 sono approvati all’unanimità (Allegato B).

 

4 – Per l’anno 2018 è confermata la quota associativa di 25(venticinque) euro per i Soci Fondatori e Ordinari. Il Consigliere Tesoriere, Giovanni Battista Russo, propone di aumentare la quota associativa dei Soci GIOVANI da tre a cinque euro, portandola così al 20% di quella dei Soci FONDATORI ed ORDINARI, giusta articolo 3 dello Statuto. La proposta, esaminata e discussa, è approvata a maggioranza con il voto contrario di un Socio Giovani e nessuno astenuto. Per tanto la quota associativa dei Soci Giovani per l’anno 2018 è di 5(cinque) euro.

 

5 – Sull’ottantesimo anniversario dell’Istituto, l’associazione ha programmato due conferenze: la prima per il 16 marzo sulla fondazione del “Regio Istituto Nautico” in quanto Scuola, e la seconda per il 23 marzo 2017 sul personaggio del quale porta il nome “Marcantonio Colonna”. Le conferenze saranno tenute rispettivamente dalla Dr.ssa Maria Concetta Di Spigno, ex Preside dell’I.T.N. Marcantonio Colonna e attuale Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico Giovanni Keplero di Roma e dal Capitano di Fregata Marco Sciarretta dell’Ufficio Storico della Marina Militare. Inoltre è in via di pubblicazione un Concorso a Premi per i frequentatori dell’anno scolastico in corso. Il Concorso, grazie alla preziosa collaborazione delle Docenti e dei Docenti d’italiano, coinvolgerà tutte le classi, dalle prime alle quinte.

Il Socio Antonio Odeven che “con infaticabile opera in circa due anni di lavoro ha recepito ed esaminato una mole di documenti non sempre chiaramente leggibile, per estrarre 3500 nominativi” riportati sulla pubblicazione “NAUTICO 70”, interviene sull’argomento. Odeven, pur evidenziando i progressi informatici di dieci anni, ritiene che la produzione della nuova pubblicazione “NAUTICO 80”, rimane sempre impegnativa e richiede tempi lunghi. Conclude dando la propria disponibilità a collaborare per la celebrazione dell’importante ricorrenza. L’assemblea ne prende atto e ringrazia.

 

6 – Si informa che è in atto una convenzione con il Teatro Marconi nella Via omonima al n. 698 E, che contempla sconti del 50% sul biglietto di entrata. Per i programmi vedi www.teatromarconi.it

 Alle ore 12.00 l’Assemblea ha termine

 

        IL SEGRETARIO                                                                                  IL PRESIDENTE

               Sergio Foti                                                                                  Antonio Bencardino


BILANCIO CONSUNTIVO ESERCIZIO 2016

ENTRATE

CASSA

AL 31.12. 2015                               

486,94

CAP. E 1

Quote iscrizioni

257,00

CAP. E 2

Quote sociali annuali                    

1.271,00

CAP. E 3

Contributi straordinari

------

CAP. E 4

Proventi materiale propaganda

------

CAP. E 5

Proventi libri pubblicazioni

------

CAP. E 6

Altre entrate e interessi

2,31

   TOTALE ENTRATE                               

2.017,25

USCITE

CAP. U 1

Cancelleria, stampanti

260,00

CAP. U 2

c/c spese postali e telegrafiche

                                160,02

CAP. U 3

Pubbl.ni Associazione

------

CAP. U 4

Acq. Mat. propaganda e Borsa studio

500,00

CAP. U 5

Org. Associazione Raduni Assemblee

                       170,00

CAP- U 6

Sede, canoni, riparazioni varie – ASS.  I.I.N.

100,00

TOTALE USCITE

1.190,02

 

 

 

 

                                    TOTALE ENTRATE

2.017,25

                                    TOTALE USCITE

1.190,02

 

SALDO AL 31.12.2016

827,23

 

                                                                                                                                                   

 

BILANCIO PREVENTIVO ESERCIZIO 2017

CASSA

AL 31.12.2016

827,23

PREVISIONE ENTRATE

CAP. E 1

Quote iscrizioni

150,00

CAP. E 2

Quote sociali annuali

1.125,00

CAP. E 3

Contributi straordinari

------

CAP. E 4

Proventi materiale propaganda

------

CAP. E 5

Proventi libri pubblicazioni

------

CAP- E 6

Altre entrate e interessi

------

TOTALE PREVISIONE ENTRATE

2.102,23

PREVISIONE USCITE

CAP. U 1

Cancelleria, stampati

280,00

CAP. U 2

c/c spese postali e telegrafiche

200,00

CAP. U 3

Pubblicazioni Associazione

 

CAP. U 4

Acq. Mat. propaganda e Borsa studio

800,00

CAP. U 5

Org. Associazione Raduni Assemblee

722.23

CAP- U 6

Sede, canoni, riparazioni e varie ASS. I.I.N.

100,00

TOTALE PREVISIONE USCITE

2.102,23

 

 

 

 

TOTALE PREVISIONE ENTRATE

2.102,23

 

- TOTALE PREVISIONE USCITE

2.102,23

 

SALDO PREVISTO AL 31.12.2017

000

 

   Il  TESORIERE                IL PRESIDENTE                   IL  SEGRETARIO

         Giovanni B. Russo            Antonio Bencardino      Sergio Foti

Il saluto di Marcello Pesce

Cari Amici

Purtroppo non sarò presente all’Assemblea della nostra Associazione. La situazione sanitaria e gli acciacchi dei miei 87 anni non mi consentono di lasciare la mia abitazione. Insieme a molti di voi ci siamo dedicati all’Associazione sempre nell’entusiasmo generale per assicurarne la collocazione applicandoci senza limiti di tempo attraverso iniziative di varia natura per suscitare entusiasmi presso gli studenti frequentatori, ricordando loro le caratteristiche della nostra scuola del tutto particolari rispetto a qualsiasi altro Istituto di istruzione secondaria.

Desidero ricordare i colleghi scomparsi in questi anni. Un forte abbraccio ai loro familiari.

Mi è gradito ringraziare la Preside Di Spigno che ha saputo comprendere la nostra idea tesa a valorizzare tutte le iniziative prese congiuntamente alla nostra Associazione.

Antonio Bencardino mi ha sostituito nella Presidenza. Conosco da molti anni il Comandante Bencardino e ci legano rapporti di vera amicizia. Credo che a lui che, quotidianamente, si dedica al nostro sodalizio debba essere espresso il vostro ringraziamento.

Buona Assemblea

 

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Nella serata di sabato 21 gennaio a Roma, presso il Circolo Canottieri Tirrenia Todaro, si sono svolte le elezioni del Comitato Lazio della Federazione Italiana Canottaggioper il quadriennio 2017-2020. 

L’assemblea elettiva presieduta da Renato Bellimcampi,  si è aperta con il saluto del Presidente Federale Giuseppe Abbagnale che ha dato il via ufficiale all'Assemblea Elettiva, i lavori sono proseguiti con l’intervento del  consigliere federale Michelangelo Crispi, già presidente uscente del Comitato Lazio dal 2012 al 2016,  che ha letto la relazione sul quadriennio appena concluso, al termine sottolineata con un applauso unanime e caloroso.  

Uno solo il candidato alla presidenza, Giuseppe Antonucci,  che risultava eletto all'unanimità, mentre per la carica di consigliere risultano invece eletti:Alfredo Bollati, Federico Fina, Emilio Giannini, Massimo Iaccarini, Alessandro Mannucci e Paolo Ramoni. Al termine delle votazione il presidente Antonucci convocava per il 31 gennaio la prima riunione del comitato laziale per la distribuzione degli incarichi tra i consiglieri. 

 

Il grave disastro di Genova. 
Imperizia, avaria, rimorchio? 
LEGGIAMO: 
IL PRESIDENTE LETTA "Una tragedia grande»: il presidente del Consiglio, Enrico Letta, si è limitato a questo commento arrivando questa sera all'ospedale Galliera a Genova per salutare i due ricoverati rimasti feriti nell'incidente in porto per rendersi conto di persona di quanto avvenuto la scorsa notte.
Dopo aver salutato anche gli altri due del Villa Scassi, Letta ha fatto un sopralluogo in porto per rendersi conto di persona di quanto accaduto la scorsa notte. Intanto, non si è ancora in grado di definire le cause del disastro avvenuto nel porto di Genova ma «non si possono però escludere allo stato diverse ragioni del sinistro."
IL MINISTRO LUPI: "Quattro le possibili cause dell'incidente Intanto è sempre più consistente l'ipotesi che a causare l'incidente al porto di Genova sia stata una avaria della Jolly Nero. l comandante del rimorchiatore Spagna grida al pilota via radio:
«Non c'è più acqua, che fate?». Il pilota risponde: «Non ho la macchina» frase per dire che non entrava la marcia avanti. Oggi il ministro Lupi ha detto che «le cause potrebbero essere: la prima, possibili varie di propulsione della nave. La seconda, eventuali problemi ai cavi di trazione
dei rimorchiatori;
terza: eventuali difetti di accosto o - quarta - di velocità della manovra effettuata"  "Comandante sempre responsabile in via esclusiva Il ministro delle Infrastrutture ha poi ricordato che il Codice della navigazione prevede che delle manovre in porto durante il servizio di pilotaggio delle unità
mercantili della tipologia della nave coinvolta nell'incidente a Genova «è comunque e in ultima analisi responsabile in via esclusiva il comandante della nave». «Il comandante tuttavia - ha aggiunto Lupi - può sempre provare che il sinistro è stato causato da errate indicazioni rese dal pilota».
 «Formulo comunque - ha chiarito Lupi - l'impegno di comunicare tempestivamente le conclusioni dell'indagine amministrativa in corso»"
. 

 

La sveglia in Accademia           /


Assemblea Nazionale - 2001
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Trimalcione
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Mostro
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Mostro
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Le belle 
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Il mostro
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Il perplesso
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 L'onorario
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Il clan siciliano
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Il clan siciliano 2
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Sicilia e Liguria
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2004 VIAGGIO IN SARDEGNA

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In attesa di imbarco

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La piscina

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In piscina

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Al bar

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Tukul, interno
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Davanti al Tukul
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Davanti al Tukul
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Sfaccendati
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La mangiata sarda
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Ristorante Golfo di Arzachena
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Ristorante Golfo di Arzachena


COMITATO LAZIO FIC 2009
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Il Consiglio regionale Lazio
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Il nuovo tesoriere Giovanni Sotis e il Presidente Marcello Scifoni
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Michelangelo Crispi (al centro) responsabile settore adaptive e Special Olympics
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Ufficio Stampa del Comitato Lazio


I FUNERALI DI MARIO BOVO

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FOTO ASSEMBLEE E RIUNIONE CONVIVIALE


ASSEMBLEA TIRRENIA DICEMBRE 2007 LA SALA E GLI INTERVENTI

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LE VARIE dI
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MARSALA I CAMPIONATI DEL MARE 2007

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Il Sindaco di Marsala e Presidente della S.Canottieri Renzo Carini

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Con l'avv. Ugo Alabiso

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Il Presidente Regionale Andrea Vitale con il dr Peppino Pintabona

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Ugo Alabso e Filippo Squicciarini

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Alessandro Guida e le graziose hostess

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La troupe degli Arbitri

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Il Consigliere federale Cannone

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Le locandine

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Coppe e trofei in vetrina alla S.C. Marsala

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Gli operatori ai programmi ed ai risultati

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Dentro e fuori in attesa che migliori

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Un raggio di sole

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I gazebo

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Un po' di vento

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Passeggiata al sole

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Con Franco Zucconi

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Il team delle premiazioni

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Parlando ......

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.......parlando

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....... parlando

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Posti al sole

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... al sole

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Due vele

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Insegne

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Con il Sindaco e Ugo Alabiso

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al sole

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Alabiso, Pintabona e Squicciarini

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Coppe e Tofei in vetrina

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Sosta delle gare

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Peppino Pintabona

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la torre di arrivo

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a torre di arrivo

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la torre di arrivo

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all'erta

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pomtili

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motoscafi

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mare e barche

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Premiazioni

 


FOTO ASSEMBLEE E RIUNIONE CONVIVIALE

     


 LO SCEMPIO DI ROMA IN PIAZZA DI SPAGNA

VIAGGIO IN SARDEGNA - GIUGNO 2003
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VIAGGIO IN BELGIO -MAGGIO 2003

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LA LETTERA DELLA MAESTRA

VISITA RUBY PRINCESS
   
     

ASSEMBLEA ROMA - 16 DICEMBRE 2006 -

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Conferimento Stelle d'Oro al Merito Sportivo

Roma - Palazzo Valentini 25 XI 2002

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Coppa delle Nazioni



STELLE AL MERITO SPORTIVO - ASSEMBLEA SEZ. ROMA 2004
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GENERALE VARI E STAITI
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IL CONSIGLIERE SEGRETARIO
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INTERVENTO
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INTERVENTO
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LA PLATEA
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LA PLATEA
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LA PRESIDENZA
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LA PRESIDENZA

2004 VIAGGIO IN   SARDEGNA

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In attesa di imbarco

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La piscina

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In piscina

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Al bar

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Al bar

 

ATENE OLIMPIADI 2004

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Viaggio per Patrasso

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Dall'albergo dei Nostri

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Swimming pool

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Saletta del traghetto

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LA TIMONERIA

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Il baretto del traghetto

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Galeazzi e Marco

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Il DT  La Mura

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Pintabona e Galeazzi

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Alla buvette

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Il sole e la buvette

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Souvenir

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Nella calda buvette

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Le amiche inglesi

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Oropos

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Sul traghetto

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Sul traghetto

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Amici sul traghetto

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Imprenditori

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Il cocomero

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Mditazione sulla lista

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Il Tramonto

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VIAGGIO A LONDRA -  FEBBRAIO 2007 LONDRA FEB 07 026.jpg

 

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ROMA - 15 febbraio 2010 - A CASA BOVO VECCHI AMICI SI INCONTRANO CON ADA BOVO

ESPOSIZIONE A MLANO E FILATELIA - APRILE 2010

Per due settimane in mostra nella storica sede dell'Istituto dei Ciechi in Via Vivaio
 A MILANO CANOTTAGGIO E CANOA IN CENTRO CITTA'

 

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20 GENNAIO 2011 - CIRCONVALLAZIONE OSTIENSE

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GLI OLANDESI E LO SCEMPIO DI ROMA IN PIAZZA DI SPAGNA


ATTIVITA' 2015  - .LA LETTERA DELLA MAESTRA  - STATUTO - Assemblea Ordinaria Annuale – Anno 2015 - VISITA DI  ISTRUZIONE A FIUMICINO -
 Campionati in tipo regolamentare  2015 -



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POESIE
storie di vita marinara

Cominciamo con Mosé quasi a rappresentare il tempo che é passato. 
Qui vi sono le foto di alcuni personaggi che hanno fatto parte della nostra esistenza. 
Nella gioventù avanzata e piena di ricordi si cerca di sfuggire al pensiero del futuro e si preferisce rifugiarsi nel passato.
Non ricordiamo le date ma molto bene le circostanze.
Molti dei personaggi, compresi i familiari, non possiamo più incontrarli; non sono più tra noi.
Molti ci hanno dato i frutti delle loro esperienze di vita e professionali.
Ci chiediamo se abbiamo dato loro la stessa amicizia ed affetto che hanno dimostrato nei nostri riguardi.
E alcuni ci hanno combattuto e noi li abbiamo combattuti ipotizzando soluzioni di ricambio che, a volte, si sono dimostrate fallaci forse anche per colpa nostra.
Abbiamo cercato di educare i più giovani all'onestà ma non sempre siamo riusciti.
E onestà vorrebbe che, nella commedia della vita. personaggi ed interpreti si sovrappongano in uniche figure.
E' difficile che ciò avvenga? Farà sempre parte delle nostre illusioni? 
(M.P.)

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1928 - Il Mosé

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1930 La madre

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1937 - La nonna e 3 nipoti

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1941 - Claudio Marcello Fausto e Vittorio

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1943 - Collegio Navale

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1949 - Il Marinaio

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1959 - Collegio Caracciolo - Premiazione

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1961 - A bordo

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1961 - A terra

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1962 - Con i compagni di scuola Carando e Lofari

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1964 - Grappelli e Gandini

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1964 - Policreti in maschera

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1965 - Bonati, D'Amelio, Filippi, Chiaperotti e Greco

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1965 - Bonati, Gandini e Filippi

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1965 - C.C. Aniene Premiazione X Zona

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1968 - Enrixo Pernis e Alfiero Bernini

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1969 - Capo Repetto e Mazzinghi

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1969 - Il Col. Medico Policreti

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1969 - La caricatura

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1971 - Mario Bovo e Massarini

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1971 - Paolo D'Aloja

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1971 - Recchia. De Gregori e Capobianco

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1973 - L'ASSEMBLEA DELLA SVOLTA

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1976 - CISM Concetto Lo Bello

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1979 - Castaldo, Lega e Poggianella

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1984 - Giuseppe Reppi

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1995 - Premiazione Atleti

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1995 - Raduno ex M.M. 

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1995 - Raduno ex M.M.

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1995 - Una Mostra.jpg

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1996 - Campionato CISM

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1996 -Gli ex del Consiglio Capone e Lucariello

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1996 -Henley Regata - Pintabona e Atleti

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2002 - Genova - La Banda M.M.

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2002 - Morana e Pintabona.jpg

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 Bonati con Imbalzano durante una manifestazione

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2003 - C.C. Imbalzano Presidente CIOR

 

storie di vita marinara
POESIE

-  "VADEMECUM" DEL PERFETTO NAVIGATORE
Gli Stornelli di Maria Virginia Buttarelli (Collegio Docenti)
Ai Grandi Uomini
Regno delle due Sicilie
CRISTOFORO COLOMBO 

Con tutti i mari, con tutti  i venti,
   
il navigare é sempre da imprudenti.
   Vento a ponente,
    chi salpa dalla riva se ne pente.
Quando soffia il maestrale, stare in porto non é male.
   Se la brezza é di Nord Est,
   fuggi il mar come la pesta:
Vento fresco di Provenza, navigar non é prudenza.
   Se a Libeccio gira il vento,
   fuggi il mare con spavento.
Nubi a levante,
catene, ancore e boe son cose sante.
   Vento alla terra,
   chi sta in porto mai non erra.
Se t'imbarchi col Grecale,
pescecani e funerale.
   Se t'imbarchi col Garbino,
   é tremendo il tuo destino.
Pecorelle a mezzogiorno,
partirai senza ritorno.
   Pecorelle all'orizzonte,
   vai sul molo e .... dietro fronte.
Aria rossa sul tramonto,
navigar non mette conto.
   Aria rossa alla mattina,
   non salpar torna in cantina. 
Bonaccia alla mattina, alla riviera,
la partenza rimandala alla sera.
   Bonaccia sulla sera, alla marina,
   non t'imbarcare: aspetta domattina.
Se a ponente vedi un lampo,
é naufragio senza scampo.
   Quando é pronto il tuo veliero
   non salpar, muta pensiero. 
Quando é sole o solicello,
non montare sul battello.
Non gettar in mar la lancia
se nel cuore hai la tua pancia mai troppa 


Né di Venere né di Marte non s'imbarca né si parte.

   L'esperienza ce la da per certa
   uomo per mare, sepoltura aperta.
Guarda il mare e s'é maretta
resta in terra con gran fretta.
   Il buon nocchiere, con lo Scirocco fresco,
   pensa ai suoi casi e si trattiene al desco.
Il buon nocchier quand'ode il mar che rugge,
monta in un treno e senz'indugio fugge.
   Il buon nocchiero, anche se il tempo é bello,
   non si fidi e s'agguanti al gavitello.
Il buon marino, quando il tempo é brutto,
piuttosto che salpar, risica tutto.
   Il buon nocchiero, anche coi venti aprichi
   pensa alla pancia e se la serba ai fichi.
Messi a scelta l'acqua e il vino,
scansa l'acqua il buon marino.
   Se vuoi essere buon nocchiere
   volgi al mar sempre il sedere.
Se sulla rotta rosso e verde appare 
và da un collega e fatti rilevare.
   Se il verde mostri mentre il rosso vedi
   al Comandante la manovra cedi.
Se alla sinistra il verde tu rilevi
fatti leon che manovrar non devi.
   Nell'incrociar la rotta ad un veliere
   lasci che se la veda il timoniere.
Ma se vuoi proprio un ottimo consiglio
trovati un posto dentro terra un miglio!

Gli Stornelli di Maria Virginia Buttarelli (Collegio Docenti)

De novo qui riuniti ner consijo
tra voci e urli c'é quarche sbadijo
ce semo tutti quanti ner consesso
felici e soddisfatti der congresso.
Ce saluta er presidente
co'na faccia soridente:
contento lui,
che normalmente fa li casi sui.

Er gruppo de le donne sta'ppartato
in seno a sto casino abbacinato
ciarlone e ridacchiane se ne stanno
e se guardeno i casi che più sanno.
So riunite tutte insieme
a la sinistra di chi siede
e le inglesine
pigolano tra lor come galline. 

A scola c'é da fa sperimentazione
co' gran sofferenza de la navigazione
se vo' lascià er pesciolino a mare
così nisuno avrà più lacrime amare.
Pesci neri e pesci rossi
nun so fatti pe' sti mozzi:
pe' navigà
bisogna solamente sopportà.

La nave'n mezzo ar mare vedi ondeggia
se vo' tené su a galla ma boccheggia:
la luce de Orione era scomparza
ma'n s'eravamo accorti de la forza:
che na nova votazione
fa rifà sperimentazione.
Poro Barbara (*)
rimane co' la bocca troppo amara.

(*) L'Ammiraglio Barbara, scomparso, era stato un validissimo Insegnante del Nautico

La scola sarà piena de'ngegneri
ma forse ce so' pure cornutoni
'gni vorta che se vota, cosa strana,
ce se rioca come'na Morgana.
Nu' so'ngrippi e nu' so trucchi
semo tutti mammalucchi.
La riciclamo
e co'na mozione poi la rivotamo.

 

Ai Grandi Uomini

Anna de Ferraro Barbagallo

Tu hai sognato il comando
la grande nave che nella tempesta si ergeva maestosa
e per la tua bravura ne usciva vittoriosa
hai sognato nuove terre
amori travolgenti ed in tecnicolor.
Ti sei meritato medaglie grosse come stelle
hai camminato baldanzoso
pancia in dentro e petto in fuori
Ma ahimé!
Quando ti sei svegliato
la pancia non andava più tanto in dentro
ed il petto non andava più tanto in fuori
e gli amori?
Forse non erano più travolgenti
ed erano solo in bianco e nero
ma questo che vuol dire?

La famiglia dei grandi uomini si é riunita
e insieme ha ritrovato
una fetta del passato.
Forza Capitani ed aggregate
in bianco e nero o tecnicolor
finché questa grande famiglia si riunirà
il passato non morrà
e tra noi ci sarà
fino all'ultimo componente 
di questa allegra brigata
il ricordo di quelli che ci hanno preceduto.
Alzate gli occhi al grande firmamento
Li vedrete.
Stanno navigando nell'immenso azzurro
e ci salutano con lo sfavillio delle stelle.

 

Regno delle due Sicilie

Collezione de'Regolamenti della Real Marina
Anno 1841 - N. 266
(N.6975) Regolamento da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti della Real Mmarina
Napoli, 20 settembre 1841
Capitolo XIX
Art. 27 Facite Ammuina
All'ordine "facite Ammuina" tutti chilli che stanno a prora, vann'a poppa e chilli che stann'a poppa vann'a prora; chilli che stann'a dritta vann'a sinistra e chilli che stann'a sinistrea vann'a dritta; tutti chilli che stanno abbascio vann'ncoppa e chilli che stanno'ncoppa vann'abbascio, passann' tutti p'o stesso pertuso; chi nun tiene nient'a ffa, s'arremeni a'cca e a'alla.
N.B. - Da usare in occasione delle visite a bordo delle Alte Autorità del Regno.
Il Maresciallo di Campo
 Direttore del Ministero e Real Segreteria della Guerra
F.to Giuseppe di Brocchetti

 

  CRISTOFORO COLOMBO
Cinquecent'anni fa, un navigatore decise d'anna' a fa' 'na traversata pe' scopri' quarche terra inesplorata laggiù, lontano, dove er sole more...
Cristoforo Colombo era un signore che, doppo 'na feroce litigata cor Re de Spagna, c'ebbe poi alleata Isabbella, reggina de bon core...
Lei je fece accrocca' tre caravelle e lui partì de corsa pe' l'ignoto
co' l'aiuto der vento e de le stelle...                    
navigò giorni e notti senza sosta, finché, dopo un violento maremoto approdò su una spiaggia sottocosta...

Li' ce trovò un mucchio de servaggi cor viso

 pitturato bianco e rosso, 
che strillaveno tutti a più non posso gentaja che abitava nei paraggi...
Colombo scese a terra e portò omaggi, allora c'ebbe tutti quanti addosso,
finché s'accosta un tizzio, un ber colosso coperto de comchije e tatuaggi...
poi je dice: - ve possino ammazzavve! ma da dove arrivate? - Da lontano! 
- e che venite a fa'? - Pe' conquistavve! - quell'artro strilla co' na voce isterica:
- Ahi me cojoni! E voi sete cristiano??
- Cristoforo capì ch'era l'America...

- Allora so' arrivato! - fa er nocchiero er viaggio é stato lungo e massacrante,
ma la scoperta é alquanto interessante E tu 
come te chiami?

- Falco Nero, so' un pellerossa ! - dice quer gigante co' quella caccavella de veliero ??? -
- Tu non te preoccupa' e nun fa' er villano...ma sto' posto così brullo e sperduto
é proprio er continente americano? - 
- Ma certo.marinaio! Che te credi -
rispose er pellerossa sostenuto - che sia 'sta terra dove hai messo i piedi? 

Qui l'ammiraglio se cacciò er cappello, s'inginocchiò su quella sabbia nera
e ce piantò de colpo 'na bandiera che ciaveva inguattata ner mantello...poi fece scenne tutti dar battello
per eleva' ar cielo 'na preghiera
, e in quella singolare atmosfera ognun de loro se sentì fratello...
Su la spiaggia fu cotta 'na porchetta, Colombo aprì 'na cassa de sciampagne
e n'orchestra attaccò 'na musichetta!
Falco Nero ballava er tippe-tappe, ma doppo du' minuti sbottò a piagne pe' via che je dolevano le chiappe!
  Nun so quanto annò avanti 'sta vacanza,
ma a la fine Colombo fu costretto a torna' in patria ... tenne un discorsetto
ai servaggi dicenno:
 - Cio' speranza che da oggi viviate in fratellanza senza pijavve a cortellate in petto...
e se sarete boni, vi prometto de ritorna': Lasciateme 'na stanza!!! 
radunò l'equipaggio, salì a bordo, caricò pop-corn e coca cola, tutta robba locale, pe' ricordo...
mise le vele ar vento, arzò la fronte e salutando co' 'na mano sola sparì velocemente a l'orizzonte....

Giuseppe Loreti (luglio 1992) 

STORIE DI VITA MARINARA


                      

PRIMO IMBARCO (impressioni di Corrado Sabbatini)
Il treno proveniente da Roma arrivò alla stazione di Napoli Centrale alle 10 del 6 luglio 1950.
Durante il viaggio in terza classe ebbi occasione di esercitarmi in francese con un “pied noir” di Sfax con il quale scambiai l’indirizzo di casa, ma tuttora senza alcun seguito.
Nell’atmosfera del momento pensai a quell’incontro come un buon inizio per la formazione della mia esperienza di marittimo.
Sceso dal treno, confuso tra la folla vociante, fui avvolto da una nuvola di odori e colpito dalle grida degli “strilloni” di giornali che annunciavano la cattura e la morte del bandito Giuliano.
Pieno di entusiasmo mi avviai all’uscita affardellato dalla pesante valigia di cartone pressato preparata da mia madre come se avessi dovuto emigrare per sempre verso qualche sconosciuto continente, anziché assentarmi per le brevi vacanze scolastiche di quella estate.
Un fagottino legato sul manico della valigia avvolge il panino con la frittata amorevolmente confezionato dai miei genitori temendo che la situazione potesse farmi saltare il pranzo del giorno.
Napoli mi accoglie sotto una luce smagliante tra il brulichio di gente gioiosa nonostante le sofferenze subite per effetto della guerra.
Una frotta di scugnizzi fa a gara per portarmi la valigia e così i vetturini delle carrozzelle per condurmi a destino, ma non posso permettermi di compensare gli uni o di pagare gli altri attingendo alle mie magre sostanze.
Dai finestrini del più economico tram per raggiungere il quartiere di S. Giovanni a Teduccio ed imbarcarmi sulla S/S  TAIGETE ormeggiata al molo dei Granili, noto una moltitudine di bancarelle necessarie a “campà a’jurnata”, ma mi colpisce soprattutto la città che ancora mostra profonde ferite con i suoi palazzi sventrati, le attrezzature industriali sconvolte e le strade dissestate.
E’ mezzogiorno quando mi trovo sotto bordo e provo a chiamare qualcuno per avere il permesso di salire sulla nave, ma senza ricevere risposta. Mi rivolgo allora ad alcuni barcaioli intenti a raccogliere la nafta galleggiante sullo specchio d’acqua attorno allo scafo per poi vuotarla nel fondo delle barche foderato di lamiera. Nobili sentimenti ecologici o ancor più nobile desiderio di racimolare qualche lira dalla vendita del misero raccolto per poter sopravvivere?
Mentre quegli uomini stanno informandomi con dovizia di particolari che l’equipaggio è in pausa per il pranzo, sul ponte vedo avanzare un giovane in giacca bianca che reca una marmitta per le pietanze. Al mio richiamo si affaccia alla murata e gli comunico che sono presente per l’imbarco; mi dice di seguirlo per accompagnarmi nella sala da pranzo degli ufficiali dove sono accolto dal primo di coperta che fa gli onori di casa aggiungendo che più tardi avrei conosciuto anche il Comandante ed il Direttore di macchina i quali al momento stanno pranzando nella sala loro riservata.
Durante il pasto rispondo ad una fila di domande dei commensali che ritengono rara la presenza di romani tra i naviganti e singolare il fatto che mi sia imbarcato, con la qualifica di mozzo, prima del conseguimento del diploma potendo vantare soltanto la promozione al quarto anno dell’Istituto Nautico di Roma.                                                   
 Affermo che il “Marcantonio Colonna” licenzia una trentina di diplomati l’anno alcuni dei quali vanno ad arricchire i ruoli della Marina Militare e che, personalmente, ringrazio il comando di bordo per il trattamento da “Allievo” che mi riserva nonostante il mio attuale status, basato sul desiderio di accumulare navigazione per accelerare la carriera.
Nel pomeriggio mi affidano ad un Sottufficiale per la visita del TAIGETE che certamente non è il Rex, ma una vecchia dignitosa cisterna di settemila tonnellate, varata nei cantieri di Glasgow nel 1905, scampata ai pericoli della guerra per puro miracolo. Mi assegnano una cabina che trovo letteralmente popolata da “cacaracci” e che in seguito dovrò combattere con abbondante DDT in polvere, come mi toccherà disinfestare l’alloggio anche dalle cimici. 
La nave si trova a Napoli per l’esecuzione di alcuni lavori ormai avviati a conclusione.
Finalmente arriva il giorno della partenza. Avverto il vociare degli ormeggiatori che scappellano i cavi dalle bitte di terra, il rumore dei verricelli col crepitio delle catene salpa-ancore, il trillo del telegrafo di macchina, le vibrazioni dello scafo in movimento,unil fischio che segnala la discesa del pilota e un altro per porgere il saluto alla città.
Sono pieno di entusiasmo, di belle speranze e di nostalgia per la mia casa!

Quei famosi tre punti lanciati nello spazio  (Corrado Sabbatini)

     Il 12 dicembre del 2001 ha segnato il centenario della nascita della radio ed é stata occasione per una gara di iniziative da parte di istituzioni, stampa, radio e televisioni, pubblica e private, tutte incentrate sulla figura ed il genio di Guglielmo Marconi.
     Quella scoperta fu resa evidente al mondo intero tramite tre semplici impulsi elettrici, esprimenti i tre punti della lettera "S" dell'alfabeto "MORSE" e costituì una svolta nel campo delle comunicazioni.
     A tante voci celebrative aggiungiamo con umiltà la nostra rivolgendo al primo italiano insignito del NOBEL per la fisica un doveroso e riconoscente ricordo, del resto presente nel linguaggio della nostra tradizione marinara con l'appellativo di "Marconi" affettuosamente rivolto ai telegrafisti di bordo, prima che il sopravanzante progresso tecnologico realizzasse la figura dell'ufficiale R.T. e quindi rendesse inutile l'uso dell'alfabeto morse, ma non i suoi storici valori.
     Un racconto che, da ragazzo ho sentito, non ricordo dove, mi torna a proposito alla memoria sebbene con contorni sfocati e tuttavia vivo nell'essenza dei suoi insegnamenti.
     Durante la seconda guerra mondiale, nelle acque dell'Atlantico, due sommergibili, uno italiano e l'altro inglese, si danno la caccia da diverse ore fino a quando, adagiati sul fondo in assoluto silenzio, senza volerlo vengono a trovarsi molto vicini.
     Come per istinto gli equipaggi avvertono la vicinanza della preda e, guardinghi, aspettano il momento favorevole per colpirla.
     Nel corso della lunga attesa, alla tensione subentra negli equipaggi un senso di calma e di dolce abbandono al ricordo degli affetti lontani . . . . .
    D'improvviso alcuni colpi ritmati provenienti dall'esterno richiamano gli uomini alla realtà e nello scafo inglese scatta il segnale di "posto di combattimento"; ma l'orecchio esperto del telegrafista avverte in quei rumori non un pericolo bensì la trasmissione, in Morse, una serie di lettere che racchiude un messaggio insistentemente ripetuto e che, incredulo, traduce ad alta voce:
"   B   U     O      N     -    N    A  T  A   L  E     !        
 
"_...  .._   _ _ _   _.  ...._  _.  ._  _  ._  ._.. .  _ _.._ _ “
     Dopo qualche minuto di trepidazione, ma pronti a muovere all'attacco, l'equipaggio italiano avverte un battito e il marconista traduce con voce commossa:
"  M   E   R   R    Y         -      C   H       R    I    S    T   M    A    S        !  "
“ _ _  .  ._ .  ._.  _._ _  _...._  _ _ _ _   ._.  ..  ...     _  _ _   ._   ...  _ _.._ _  “
     Almeno per quella notte le armi tacquero e, attraverso il Morse parlarono invece il valore di solidarietà umana  che prevalse sulle ragioni della guerra.
    Le eliche mossero gli scafi e l'eco del sonar divenne sempre più debole all'ascolto dei rispettivi ecogoniometristi, fino a perdersi del tutto.
     E' probabile che qualcuno, leggendo questa storia, possa meglio definirne i contorni e segnalarci più precisi elementi su tempo, luogo e protagonisti della vicenda. ma potrebbe anche accadere che altri possano crederla irreale e, in tal caso, mi dovrei convincere che essa é soltanto frutto della mia fantasia.
    E non mi dispiacerebbe affatto!

Quel Delfino

MARITTIMI DEL PASSATO (di Corrado Sabbatini)
   

 G.D. era imbarcato in qualità di Caporale; in altre parole era il Nostromo di macchina cioé colui che doveva coordinare l'attività del carbonaio, dei fuochisti e degli ingrassatori; depositario del magazzino, dispensava olio lubrificante, guarnizioni, stoppa e pittura con molta parsimonia, obbediente alla taccagneria degli armatori.
    Non più alto di mt. 1,65; se lo guardavi di prospetto aveva la sagoma simile ad un rettangolo col lato minore quasi uguale al maggiore; la pancia da Budda sopra la cinta dei pantaloni sostenuti da un pezzo di sagola.
    Indossava calzoni stinti cha arrivavano sotto il ginocchio, forse recuperati da un paio di braghe che un tempo lambivano le scarpe. Una maglietta sdrucita di cotone a righe orizzontali bianche e blu sovrastata dalla foderina estiva di un vecchio berretto da marinaio calcata sulle orecchie e maculata di unto, completavano il suo abbigliamento.
    Non abbandonava mai il mantiglio, una rete di spago ripiegata a triangolo che teneva sulle spalle reggendone un vertice con la bocca e che usava per asciugare il sudore, mentre dalla tasca posteriore sporgeva il malloppo della stoppa per pulirsi il grasso delle mani.
    Avanzava sulle serrette della macchina con la stagnina in mano e un po' di stoppa nell'altra, barcollante sulla gamba destra irrigidita che scaricava il peso sul piede infilato nella scarpa ortopedica.
    Raccontava di essere caduto dall'osterigio fin sopra al piancito della macchina con un volo di sette metri. Doveva tuttavia lavorare e ringraziava la Provvidenza per aver ottenuto l'imbarco dopo anni di attesa nel turno del collocamento marittimo.
    Doveva navigare nonostante le condizioni fisiche perché, a quel tempo, la tutela dei lavoratori contro gli infortuni richiedeva, per il diritto alla rendita, ben altro grado di invalidità permanente senza contare, poi, la modesta entità dei risarcimenti previsti per le varie situazioni.
    Nonostante ciò egli era felice e infondeva serenità a tutti sia canticchiando mentre lavorava, sia aprendosi in sorrisi che mostravano denti ancora a posto ma di colore marroncino e che forse avevano poco conosciuto il lusso di dentifricio e spazzolino.
    Era di Torre del Greco ed era vicino alla cinquantina quest'uomo che, durante la permanenza nei porti, non scendeva a terra neanche per avere la soddisfazione di bere un bicchiere di birra fresca perché doveva risparmiare a beneficio della famiglia.
    Questi sacrifici, profusi con altrettanta generosità dal nostro Caporale, come da parte di molti marittimi dell'epoca, forse inconsapevolmente, hanno contribuito a realizzare le basi per la rinascita della nostra flotta mercantile dopo le distruzioni della  guerra.    

                    

Quel Delfino - (di Umberto Bregato)    Molte sono le storie e molte le leggende che i vecchi marinai, seduti su una bitta del porto, raccontano ai più giovani. Le storie del mare hanno sempre affascinato tutti fin dal tempo della vela; terribili naufragi ed incredibili avventure hanno sempre incantato piccoli e grandi. La mia, invece, é una piccola, semplice ma vera storia di mare . . . che mi ha però colpito ed ancor oggi, dopo tanti anni, la ricordo con tristezza ed una punta di rimorso.
    Allora ero un giovane 3° Ufficiale di coperta a bordo di una vecchia carretta del mare, un "liberty" che aveva vissuto gli ultimi periodi della seconda guerra mondiale ed aveva più volte fatto parte di convogli americani per il trasporto di soldati e munizioni da una parte all'altra dell'Atlantico. Quella nave, sopravvissuta  ai vari siluramenti, a guerra ultimata, era stata acquistata per pochi soldi, insieme ad altre sue fortunate sorelle, da una società di navigazione genovese. Ebbene, quel vecchio "liberty", con le sue asmatiche macchine alternative a vapore, continuava pazientemente a fare il suo dovere, solcando tutti i mari del globo con il trasporto di carbone, mais, zucchero alla rinfusa o "scrap iron". 
    Amavo quel vecchio rudere benché avessi avuto allora la possibilità di imbarcarmi su elegantI "pacchetti" di note società di navigazione: bianche ed enormi navi di linea per il trasporto di passeggeri: mi ero però sempre ostinatamente rifiutato. Quella vita da ufficialetto "Love Boat", tutto vestito impeccabilmente di bianco e con i suoi gradi ben in vista, incaricato solo di "far ballare le vecchie" durante le feste di bordo, non mi piaceva affatto. Benché giovane, amavo la vita rude, le lunghe navigazioni, il nudo contatto con la natura accanto a uomini taciturni che conoscevano come saluto un'unica stringata parola, biascicata a denti stretti, da usarsi in tutte le occasioni: "BUONA!" ....che stava a significare, secondo l'ora ed il momento, qualsiasi forma di saluto: buona sera, buon giurno, bun appetito, arrivederci.
    "Uomo libero, sempre ti sarà caro il mare", così aveva scritto il poeta Baudelaire..... ed io mi sentivo libero perché amavo il mare.
    Conoscevo quel vecchio "liberty" come le mie tasche, da prora a poppa, dalle sentine alla "normale". Lo vedevo perfino bello, anche se i cacaracci osavano talvolta salire fin sul ponte ed anche se, dopo qualche brutta depressione, occorreva correre ai ripari per quella solita, maledetta spaccatura in coperta che pareva quasi tagliasse la nave da dritta a sinistra, da murata a murata, proprio in prossimità della stiva n. 3.
    Come tutti i marittimi di allora, costretti a mangiare cibi congelati, surgelati o conservati, la voglia di cibo fresco ci assillava. Talvolta caricavamo a bordo qualche maialetto vivo, da sacrificare poi in navigazione; oppure, quando la fortuna ci assisteva, riuscivamo ad issare a bordo qualche grosso pesce rimasto allamato dalla "scurricana" filata di poppa. 
    Mi vergogno a dirlo ma .... anche i delfini rappresentavano talvolta un fresco ed abbondante cibo. Poiché più capace e preciso degli altri, ero considerato "l'arpionatore" di bordo. Ero diventato veramente infallibile nel lancio dell'arpione: una pesante asta di ferro legata ad una cima e munita di una punta che si apriva a T quando penetrava nella carne del malcapitato. Quando qualcuno scorgeva davanti alla prora un branco di delfini, usava la campana di bordo per richiamare la mia attenzione e quella degli altri. Correvo e, dall'alto della prua, era raro che non colpissi il più grosso delfino del branco. Cn l'aiuto della gruetta di prua (a collo di cigno) e delle braccia di ben quattro o cinque uomini, l'animale veniva issato a bordo, veniva finito e, quindi, consegnato al cuoco ed a marinai esperti che provvedevano a tutto, anche alla preparazione del "mosciame". Come i marittimi sanno, il mosciame non é altro che carne di delfino sapientemente essiccata. Per la cronaca, a quei tempi il mosciame veniva venduto nei migliori negozi alimentari di Genova a ben 1.800 lire al kg.  Una volta, con il cervello di un enorme delfino catturato, si sfamarono tutti e trentaquattro i membri dell'equipaggio.
    Ed eccoci a quell'indimenticabile giorno. Presi all'arpione una gigantesca femmina. Risultò a tutti evidente che la delfina aveva partorito da poco. Ci affacciammo a murata e notammo, in mezzo agli altri del branco, un piccolo, ma piccolo delfino che tentava di lanciare richiami. La mamma, riversa in coperta, con l'arpione ancora piantato nel corpo, rispondeva ai richiami con strazianti lamenti. I suoi occhi incontrarono i miei, mi fissarono tristemente e.... non distolsero lo sguardo per interminabili secondi. In quegli occhi di mamma morente c'era tutto: strazio, angoscia, dolore, rimprovero. Fortemente scosso, mi assalì il rimorso e mi accorsi che stavo mormorando: "perdonami!"
    Il giovane ufficiale attese, con un nodo alla gola, che estraessero l'arpione dal corpo della sua vittima, quindi l'afferrò e si accanì su di esso riducendolo ad un ferro contorto ed accartocciato.
    E, da quel momento, la sua carriera di "arpionatore" cessò per sempre.        - Umberto Bregato -

 

2006 Conf. Stampa a Milano

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ASSEMBLEA TIRRENIA DICEMBRE 2007 LE PREMIAZIONI

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L'ASSEMBLEA DEGLI ARBITRI

 

26 MAGGIO 2004 - LA BANDIERA STORICA DELLA FIC

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Petrucci e Pagnozzi

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Buona parte della FIC

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Amministrazione centrale e periferica

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La firma del Dottore

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Intervista

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Due teste

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Mezzi busti

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Marchesi e Zucconi

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I bambini con Petrucci

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Marcello Scifoni

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I bambini e la bandiera

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Petrucci, Romanini, Nicetto e Nestlé

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La bandiera

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NESTLE'

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Rocchi, Guerrieri, Porru, Fabbri

 

 

6 GIUGNO 2004 - LA REGIONALE DEL LAGO OMODEO

Siamo stati in Sardegna e, in una meravigliosa giornata di sole, abbiamo assistito ad una bella gare regionale sul lago Omodeo. Vi é stata la partecipazione di tutte le Società di canottaggio sarde. Non più in lizza le Scuole della Marina Militare di La Maddalena. Speriamo in un ritorno in barca di quel Centro Sportivo una volta sempre validamente presente a tutte le manifestazioni remiere dell'isola ed anche del continente. E' stata riscontrata molta disponibilità e chi scrive, ha avuto particolarmente piacere di constatare una cospicua presenza femminile nell'organizzazione;  fatto questo che si riscontra abbastanza raramente, almeno nel Lazio. Molta buona volontà da parte di tutti e, segnatamente, della Giuria per risolvere i problemi derivanti dalla partecipazione di alcuni atleti a più di una gara ed alla penuria di barche che hanno reso necessario adeguare il programma a queste esigenze le cui soluzioni si presentano a volte pressoché "insolubili". Speriamo che la Commissione di cui farà parte l'amico Sergio Morana possa trovare le formule giuste per rivisitare i sistemi nel settore delle nostre gare. In conclusione riteniamo che "marcantoniocolonna" possa esprimere i propri complimenti ai gareggianti. ed agli organizzatori. A questi ultimi anche per aver scelto, per il pernottamento l'hotel SA MOLA ove sarebbe stato molto simpatico trascorrere qualche giorno in pieno relax gustando i dolci, sempre di giornata, della proprietaria. (M.P.) 

Nazionale - CONSORZIO TIBERINA

Italiana per I'UNESCOASSOCIAZIONE CONSORTILE PER LASSEMBLEA 01

Comitato GiovaniFIUME E D/ BACINO DEL TEVERE E PER REO*TIV'

PATTI E CONTRA

con l'ospitalità UNIVERSITA NICCOLO CUSANO

ACQUA,

SOSTENIBILITA' e PARTECIPAZIONE




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Conferimento Stelle d'Oro al Merito Sportivo

Roma - Palazzo Valentini 25 XI 2002

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Inaugurazione C.C. Salvo D'Acquisto  23 XI 2002

 

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Matuella e Romanini

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Rimessa imbarcazioni

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Una barca e il Tevere

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R. Pontisso e G. Rocchi

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Gen.U.Rocca e A.Matuella

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Romanini Pontisso Rocca

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Augusto Matuella

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Autorità

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Gen.CC Umberto Rocca

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La Targa

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Don Giulio

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La Targa

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Pontisso e Matuella

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Rinfresco

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Susanna e M.Pesce

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Rinfresco

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Romano Pontisso

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La torta 1

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La torta 2

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Gli amici di Vico

 

Prosciuttella Roma 2002

Roma E.U.R. - 27 Ottobre 2002 - A.S. Mariner C.C.

 

 



AOSTA E DINTORNI

 

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VIAGGIO IN BELGIO -MAGGIO 2003

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2006 HURGADA 1

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2996 HURGADA  2

 

 

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La piscina

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In piscina

 

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Al bar

 

23 MAGGIO 2006 FOTO DI UNA SERATA

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